La "NOTIZIA" riportata da Sanita' News ha poco a che fare con
l'articolo (serio ) pubblicato da Nature Neuroscience, che riguarda
meccanismi molecolari distorti dalla mutazione del TSC2 con
conseguente alterazione assonale in una specifica malattia, la
sclerosi tuberosa, che puo' essere associata a disturbi cognitivi e
autismo.
Cio' che e' stato trovato apre possibili prospettive terapeutiche che
valgono solo per questa malattia (sclerosi tuberosa), e non sono certo
specifiche per l'autismo. Prospettive interessanti almeno nei modelli
animali, visto che e' stato possibile correggere la citomegalia,
migliorare la connettivita' e rendere reversibile il "learning
deficit" anche nel topo adulto (Nat Med 2008). La ricerca biologica
va avanti con i suoi tempi.
Da notare comunque che la parola " autismo" non e' contenuta nel
titolo dell'articolo di Nature Naeuroscience, ne' nell'abstract, ma e'
stata inserita con grande rilievo su Sanita' News per .."fare notizia" !
Paolo Curatolo
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Prof. Paolo Curatolo
Past President, International Child Neurology Association,
Director, Pediatric Neuroscience Unit,
Tor Vergata University of Rome
via Montpellier, 1
00133 Rome, Italy
e-mail: curatolo(a)uniroma2.it
Def. Quota "daniela marianicerati" <marianicerati(a)yahoo.it>:
> Ho ricevuto da una mamma il seguente messaggio:
> Oggi in sanita' news ho trovato una notizia interessante, dove si
> parla addirittura di eventuali farmaci futuri che potrebbero agire a
> livello neurologico per correggere disfunzioni neuronali. Mi si e'
> accesa una lampadina di speranza..pero' poi ho pensato che forse non
> e' nulla di certo e cmq sull'autismo grava una densa nebulosa di
> dubbi e fattori ignoti.
> http://www.sanitanews.it/quotidiano/intarticolo.php?id=3181&sendid=548
> http://www.nature.com/neuro/journal/vaop/ncurrent/abs/nn.2477.html
>
> Ho inoltrato il messaggio a Elena Maestrini che mi ha risposto come segue
>
> L'articolo riguarda la ricerca dei meccanismi molecolari alla base
> della Sclerosi Tuberosa, che e' causata da mutazioni in 2 geni, TSC1
> o TSC2. Questi 2 geni sono implicati nel pathway di mTOR, e questo
> apre delle prospettive farmacologiche per quanto riguarda la TS
> (vedi articolo di Science), ma che cio' possa avere delle
> implicazioni anche per l'autismo in generale, e' solamente una
> ipotesi.
> Elena
>
> Per parte mia faccio alcune considerazioni.
> Le notizie date al grande pubblico vengono sempre distorte. Il
> titolo, a caratteri cubitali, NEGLI ASSONI NEURALI LE CAUSE
> BIOLOGICHE CHE SCATENANO L'AUTISMO,
> lascia davvero pensare che si sia trovata la causa dell?autismo in
> quanto tale e non che si sia trovato solo un piccolo tassello nella
> comprensione di una condizione biologica talora associata
> all?autismo
>
> Anche la frase seguente, che copio dall?articolo sopra menzionato, è
> di un ottimismo che va ben al di là di quanto dice l?articolo
> originale di Nature Neuroscience
> ?Gli studiosi, che hanno confermato la loro scoperta grazie ad
> esperimenti condotti su cavie di laboratorio, ritengono che i
> collegamenti sbagliati del cervello possano essere corretti grazie a
> farmaci che modulano i meccanismi molecolari responsabili di questo
> fenomeno?
>
> In ogni caso, al di là della distorsione delle notizie, anche da
> questa scoperta, che pure è importante, si evince quanto sia utile,
> se non per il presente, per il futuro, fare diagnosi delle
> condizioni biologiche associate all?autismo che, se ora sono in
> numero limitato, saranno sempre maggiori con il progredire della
> conoscenza.
>
> Dal momento che la materia è in continua evoluzione, è molto utile
> che qualche cultore della materia faccia, di tanto in tanto, il
> punto della situazione sullo stato dell?arte.
> A questo proposito segnalo l?articolo di
> A. Benvenuto, B. Manzi, R. Alessandrelli, C. Galasso, and P. Curatolo,
>
> Recent Advances in the Pathogenesis of Syndromic Autisms,
>
> liberamente accessibile in rete al link
> http://www.hindawi.com/journals/ijped/2009/198736.html
>
> Buona lettura
> Daniela
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Ho ricevuto da una mamma il seguente messaggio:
Oggi in sanita' news ho trovato una notizia interessante, dove si parla addirittura di eventuali farmaci futuri che potrebbero agire a livello neurologico per correggere disfunzioni neuronali. Mi si e' accesa una lampadina di speranza..pero' poi ho pensato che forse non e' nulla di certo e cmq sull'autismo grava una densa nebulosa di dubbi e fattori ignoti.
http://www.sanitanews.it/quotidiano/intarticolo.php?id=3181&sendid=548http://www.nature.com/neuro/journal/vaop/ncurrent/abs/nn.2477.html
Ho inoltrato il messaggio a Elena Maestrini che mi ha risposto come segue
L'articolo riguarda la ricerca dei meccanismi molecolari alla base della Sclerosi Tuberosa, che e' causata da mutazioni in 2 geni, TSC1 o TSC2. Questi 2 geni sono implicati nel pathway di mTOR, e questo apre delle prospettive farmacologiche per quanto riguarda la TS (vedi articolo di Science), ma che cio' possa avere delle implicazioni anche per l'autismo in generale, e' solamente una ipotesi.
Elena
Per parte mia faccio alcune considerazioni.
Le notizie date al grande pubblico vengono sempre distorte. Il titolo, a caratteri cubitali, NEGLI ASSONI NEURALI LE CAUSE BIOLOGICHE CHE SCATENANO L'AUTISMO,
lascia davvero pensare che si sia trovata la causa dell’autismo in quanto tale e non che si sia trovato solo un piccolo tassello nella comprensione di una condizione biologica talora associata all’autismo
Anche la frase seguente, che copio dall’articolo sopra menzionato, è di un ottimismo che va ben al di là di quanto dice l’articolo originale di Nature Neuroscience
“Gli studiosi, che hanno confermato la loro scoperta grazie ad esperimenti condotti su cavie di laboratorio, ritengono che i collegamenti sbagliati del cervello possano essere corretti grazie a farmaci che modulano i meccanismi molecolari responsabili di questo fenomeno”
In ogni caso, al di là della distorsione delle notizie, anche da questa scoperta, che pure è importante, si evince quanto sia utile, se non per il presente, per il futuro, fare diagnosi delle condizioni biologiche associate all’autismo che, se ora sono in numero limitato, saranno sempre maggiori con il progredire della conoscenza.
Dal momento che la materia è in continua evoluzione, è molto utile che qualche cultore della materia faccia, di tanto in tanto, il punto della situazione sullo stato dell’arte.
A questo proposito segnalo l’articolo di
A. Benvenuto, B. Manzi, R. Alessandrelli, C. Galasso, and P. Curatolo,
Recent Advances in the Pathogenesis of Syndromic Autisms,
liberamente accessibile in rete al link
http://www.hindawi.com/journals/ijped/2009/198736.html
Buona lettura
Daniela
Segnalo la pubblicazione del seguente lavoro
PEDIATRICS Vol. 124 No. 6 December 2009, pp. 1533-1540 (doi:10.1542/peds.2008-3782) Aripiprazole in the Treatment of Irritability in Children and Adolescents With Autistic Disorder
Randall Owen, MDa, Linmarie Sikich, MDb, Ronald N. Marcus, MDa, Patricia Corey-Lisle, PhDa, George Manos, PhDa, Robert D. McQuade, PhDc, William H. Carson, MDc and Robert L. Findling, MD
http://pediatrics.aappublications.org/cgi/content/abstract/124/6/1533
Il farmaco è risultato superiore al placebo nel diminuire i sintomi da irritabilità, termine col quale gli autori intendono “tantrums, aggression, self-injurious
behavior, or a combination of these”
Copio dal lavoro alcuni stralci per fare poi qualche osservazione.
“164 patients were enrolled and
98 patients were randomly assigned to
receive treatment with placebo (n _
51) or aripiprazole (n _ 47). Seventyfive
(76.5%) patients completed the
randomized, double-blind treatment
phase”
98 pazienti hanno partecipato alla randomizzazione e solo il 75 per cento ha completato lo studio. La numerosità del campione è modesta, ma non trascurabile in considerazione del fatto che si arruolavano solo pazienti con autismo (autistic disorder) e non con lo spettro, e con sintomi di irritabilità che superassero una determinata soglia ai test specifici.
“there were significantly more responders
in the aripiprazole group
than in the placebo group (52.2% vs
14.3%; P_.001)
the mean ABC irritability
subscale at end point was only slightly
lower than the minimum entrance criteria.
Conclusions regarding the relative
benefits of aripiprazole compared with
other antipsychotic agents in this population
cannot be drawn from the findings
of this study; additional studies
that include active comparator treatment
arms would be required
Additional
long-term controlled trials to evaluate
the efficacy and safety of aripiprazole
in this population may be warranted,
along with studies to compare aripiprazole
with other agents”.
Essendo l’aripiprazolo un neurolettico, non sorprende che la sua efficacia sia superiore al placebo sui sintomi da grave irritabilità, dal momento che già per il risperidone e per l’aloperidolo è stata documentata una superiorità rispetto al placebo. Dal lavoro non si puo’ evincere se l’aripiprazolo sia superiore al risperidone.
Lo studio è durato otto settimane e pertanto non si puo’ conoscere l’efficacia e la tollerabilità della terapia, se prolungata oltre tale periodo.
Una cosa di cui si dovrebbe tenere conto nella prescrizione del farmaco è che i responders sono stati solo il 52% verso il 14,3% dei responder al placebo, vale a dire che solo il 38% ha realmente risposto al farmaco. Questo dovrebbe indurre nella pratica ad un monitoraggio attento dei pazienti a cui il farmaco viene prescritto. Se la metà non risponde, bisognerebbe essere pronti a sospenderlo e a contrastare la forza d’inerzia in base alla quale troppo spesso un farmaco, una volta iniziato, viene continuato senza che ci si chieda se realmente ne vale la pena
Anche l’entità della risposta appare modesta dal momento che “the mean ABC irritability
subscale at end point was only slightly
lower than the minimum entrance criteria.”
Questo e altri lavori eseguiti secondo le regole condivise della sperimentazione non giustificano il trionfalismo che abbiamo sentito riferire qualche mese fa da Simonetta da parte di un clinico proprio su questo farmaco. Invitano invece ad una grande prudenza e ad un monitoraggio stretto e attento, ogniqualvolta i sintomi di irritabilità in un bambino o adolescente con autismo sono tanto gravi da giustificare il ricorso ai neurolettici
Alla prossima
Daniela
Qualche mese fa abbiamo parlato di vaccini.
Il punto della situazione sul rapporto tra vaccini e autismo è stato fatto recentemente da Donata Vivanti e lo si puo’ leggere all’indirizzo
http://www.superando.it/index.php?option=content&task=view&id=5415
Buona lettura
Daniela
Carissimi,
La Fondazione Autism Speaks UK, "gemmata" dalla Autism Speaks americana, da quest'anno ha cambiato nome e diviene una fondazione autonoma, dedicata alla raccolta fondi per la ricerca sull'autismo limitatamente al Regno Unito (vedi file allegato). Mi permetto di esprimere la speranza che un giorno, una "Autism Speaks Italy" renda la ricerca italiana sull'autismo meno dipendente dagli umori post-elettorali e dai tagli di budget dei nostri enti pubblici. D'altronde, se non ci concediamo di esprimere qualche speranza nemmeno a Capodanno, quando mai arriverà il momento di farlo?
Approfitto di questa piccola "provocazione", per inviare a tutti voi ed ai vostri cari i miei più sinceri auguri di un 2010 sereno e costruttivo.
Antonio Persico
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Da: autismo-biologia-bounces(a)autismo33.it [autismo-biologia-bounces(a)autismo33.it] per conto di daniela marianicerati [marianicerati(a)yahoo.it]
Inviato: venerdì 1 gennaio 2010 21.21
A: lista autismo-biologia
Oggetto: [autismo-biologia] punto della situazione su vaccini e autismo
Qualche mese fa abbiamo parlato di vaccini.
Il punto della situazione sul rapporto tra vaccini e autismo è stato fatto recentemente da Donata Vivanti e lo si puo’ leggere all’indirizzo
http://www.superando.it/index.php?option=content&task=view&id=5415
Buona lettura
Daniela