autismo-biologia
Threads by month
- ----- 2026 -----
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2025 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2024 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2023 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2022 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2021 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2020 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2019 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2018 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2017 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2016 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2015 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2014 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2013 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2012 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2011 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2010 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2009 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2008 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2007 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2006 -----
- December
- November
- October
- September
June 2021
- 6 participants
- 13 discussions
Per giungere a terapie innovative è necessario identificare dei
sottogruppi omogenei che abbiano delle vie metaboliche e dei network
funzionali comuni per i quali si possano identificare dei target su cui
i farmaci potrebbero agire, per poi passare alla sperimentazione.
Va in questa direzione la ricerca oggetto dell’articolo
Chakraborti B, Verma D, Guhathakurta S, Jaiswal P, Singh AS, Sinha S,
Ghosh S, Mukhopadhyay K, Mohanakumar KP and Rajamma U (2020)
Gender-Specific Effect of 5-HT and 5-HIAA on Threshold Level of
Behavioral Symptoms
and Sex-Bias in Prevalence of Autism Spectrum Disorder.
Front. Neurosci. 13:1375.
doi: 10.3389/fnins.2019.01375
Gli autori sono partiti dall’ipotesi che nell’autismo vi sia una
disfunzione del sistema serotoninegico, ipotesi che già era stata
supportata da altre ricerche a partire dal 1961
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0022347661802618
Il merito del nuovo lavoro è quello di avere compiuto la ricerca su un
campione di probandi abbastanza numeroso (104) di ambo i sessi e su
controlli sani d’ambo i sessi.
Il primo dato emerso dalla ricerca è stato che i livelli di serotonina
piastrinica sono molto diversi nei maschi e nelle femmine normodotati.
Nelle femmine normodotate il livello di
serotonina piastrinica è risultato essere molto più alto di quello dei
maschi, simile a quello del sottogruppo dei probandi con aumento della
serotoninenemia piastrinica e non dissimile da quello delle femmine con
autismo.
Nei probandi maschi il 20,2% presenta iperserotoninemia piastrinica. Il
dato della iperserotoninemia nell’autismo era stato rilevato in passato
non solo nel lavoro del 1961 già citato, ma era stato confermato in
numerosi altri lavori.
La novità della presente ricerca è quella di avere identificato un
sottogruppo fatto esclusivamente di maschi con autismo, che si
differenzia nettamente sia dai controlli sani che dagli altri probandi
con autismo.
Alla luce di quanto sopra gli autori affermano che il sistema
serotoninergico potrebbe essere un target primario per lo sviluppo di
nuovi farmaci, da pensare e sperimentare esclusivamente in questo
sottogruppo.
Gli autori hanno preparato il terreno, ma non si sbilanciano suggerendo
quali farmaci potrebbero essere candidati alle sperimentazioni.
La strada è lunga e insidiosa, anche alla luce delle numerose possibili
cause che potrebbero portare alla iperserotoninemia: aumentata sintesi,
diminuita degradazione, difetti nei meccanismi di segnalazione che
coinvolgono le funzioni dei trasportatori e dei recettori, aumentato
assorbimento (uptake) e immagazzinamento (storage) nella regione
presinaptica, che potrebbe ridurre il livello di serotonina per una
neurotrasmissione efficace.
Oltre ad avere identificato un gruppo omogeneo sul quale fare ricerca,
questo lavoro dovrebbe invitare i ricercatori a identificare altri
sottogruppi omogenei.
Passare dai sintomi di autismo alla sperimentazione di nuove terapie
tout court sarebbe come passare dalla sete all’insulina. Tra i sintomi e
la sperimentazione ci dovrebbe essere quello che per il diabete è
l’iperglicemia e nell’autismo, oltre all’iperserotoninemia, tante altre
condizioni da scoprire con mezzi all’altezza dei nostri tempi.
Daniela Mariani Cerati
1
0
Forse è utile sapere ciò che dell’autismo si scrive per i non addetti ai
lavori, nel caso specifico sul giornale “il Manifesto” dove Thanopulos ha
una rubrica fissa come psicanalista: https://ilmanifesto.it/
autismo-e-tanta-diffusa-ideologia/
Scrivo in rosso i commenti e copio in nero il testo del Manifesto. Anche
dopo una lettura attenta dell’articolo, alcune affermazioni risultano
incomprensibili più che nascoste, a partire dal titolo “Verità nascoste.
Autismo e tanta, diffusa ideologia” e proseguendo con “2 aprile giornata
dedicata all’autismo. Di essa non si sa se evoca la speranza di una
rinascita o se è una commemorazione di caduti”
Cosa significa? Si sa che il titolo potrebbe non essere opera di Thano.
Su altre frasi necessita un commento.
“Lo stato della cura dei bambini cosiddetti autistici è deplorevole: chiusi
nella loro definizione diagnostica sono nella vita sociale inesistenti”
Sembra che per i bambini con autismo (le associazioni deplorano la dizione
“autistici” usata da Thano, vedi
http://www.superando.it/2021/06/01/perche-le-amministrazioni-pubbliche-devo…)
i problemi, che sappiamo essere gravissimi, vengano dalla definizione e non
dalla oggettiva condizione di gravità.
“Cittadini senza diritti reali, migranti senza origine e senza meta,
identità smarrite non riconosciute e non accettate” “Perduti nello “spettro
autistico” (termine che rende bene, involontariamente, la loro
configurazione spettrale nella nostra percezione) consistono solo come peso
scomodo sulla nostra pigra coscienza”
Anche questo brano resta oscuro.
“I genitori sono lasciati a se stessi o strumentalizzati per essere
coalizzati contro un falso nemico: la psicoanalisi, rea di averli
colpevolizzati”
La colpevolizzazione non è una fantasia dei genitori. Appellativi riferiti
alla madri come “frigoriferi, kapò dei campi di concentramento,
castratrici, mortifere, tossine psicologiche, inadeguate” sono stati usati
da psicologi e psicanalisti. E dunque quelli che sottoscrivevano queste
false idee dovevano essere ringraziati dai genitori?
“Lo psicanalista che colpevolizza i genitori dovrebbe cambiare mestiere, ma
il cognitivista che li deresponsabilizza è manipolatore”
Allora tantissimi psicanalisti italiani dovrebbero cambiare mestiere oppure
dedicarsi ad altri campi. Bettelheim (
http://www.brainmindlife.org/terribilebettelheim.htm ) tanto apprezzato in
Italia, dove ancora oggi si vende come testo universitario il suo libro La
fortezza vuota, proponeva come cura la parentectomia, la chiusura dei figli
nella sua istituzione staccandoli dai genitori, perché erano considerati la
causa psicogena dell’autismo nei figli considerati organicamente sani. I
“cognitivisti” invece, come Schopler e Lovaas, rivalutano il ruolo dei
genitori che promuovono a “coterapeuti”, *responsabilizzandoli
dell’abilitazione (e non della patologia)* dei figli.
Non sono stati i cognitivisti che hanno manipolato i genitori contro gli
psicanalisti, ma i genitori stessi sono riusciti a svelare la falsità
dell’ipotesi della madre frigorifero, cara alla grandissima maggioranza
degli psicanalisti (esclusa Anne Freud e i suoi pochi seguaci).
In USA nel 1969 Rimland ottenne da Kanner la ritrattazione e le scuse
davanti all’assemblea dei genitori americani, per avere inventato l’ipotesi
psigogenetica della madre frigorifero, fatta propria da Bettelheim che la
mantenne (ormai isolato dagli studiosi americani) fino al suo suicidio
avvenuto nel 1990.
In Italia l’ANGSA, sorta a metà degli anni ’80, ha dovuto combattere contro
la grande massa degli psicanalisti seguaci di Bettelheim e della Tustin,
dimostrandone scientificamente gli errori.
“Il senso di colpa nei confronti dei figli (e in generale delle persone
care) che soffrono o sono emarginati dalla vita, è inevitabile”. “Cosa
abbiamo sbagliato nei loro confronti (e sempre abbiamo sbagliato qualcosa),
perché siamo così impotenti? Perché loro e non noi? Questo senso di colpa,
che non ci rende colpevoli, ci spinge a riparare il danno non provocato da
noi”. “Così diventiamo responsabili. I genitori dei bambini disagiati non
sono colpevoli se non nella misura in cui non assumono la responsabilità”
Quindi sono colpevoli? Responsabilità di cosa?
“Ma per fare questo devono essere aiutati a comprendere i loro sentimenti
di rigetto e di rabbia e sostenuti nel loro dolore”
Dunque non aiutati ad una educazione personalizzata di un bambino che non
risponde ai metodi educativi tradizionali o a gestire comportamenti
problematici, ma a comprendere i loro sentimenti di rigetto e di rabbia e
sostenuti nel loro dolore
“Cos’è davvero l’autismo? Non lo sappiamo. Il termine è adatto a esprimere
l’autoreferenzialità”
di chi? Del bambino? Siamo abituati a sentire questo termine riferito a
chi esprime teorie nuove senza riferimenti bibliografici
“L’essere troppo centrati su sé stessi. L’essere, in altre parole, poco
eccentrici rispetto al proprio centro di gravità, per nulla mossi,
inclinati verso l’altro.
Questa condizione, che non è mai del tutto assente in noi” (ma parliamo
della disabilità o di cosa?) “convive con l’uso del linguaggio, il
mutacismo è una sua estrema (il più delle volte temporanea) espressione”
Dunque torniamo all’antica idea che i bambini che non parlano in realtà non
vogliono parlare, ma ne sarebbero capaci.
Il DSM5 dice che il disturbo del linguaggio, che puo’ arrivare fino
all’afasia, può accompagnare i sintomi propri dell’autismo nell’ambito di
un disturbo del neurosviluppo (*With or without accompanying language
impairment**). **Thanopulos banalizza il gravissimo deficit dell’afasia di
sviluppo liquidandolo come mutacismo**.*
*“Dell’autoreferenzialtà (negli altri e in noi) ce ne accorgiamo* *attraverso
la mancanza dell’effetto trasformativo (sugli altri e su di noi) che
producono le relazioni vere.*
*Il confronto tra trasformazione e staticità, immutabilità, consente la
conoscenza dei fenomeni autistici” **(parla del disturbo del neurosviluppo
che esita in disabilità o di quali fenomeni?) “**e la loro descrizione* *a
condizione che essi siano comunque collocati in un tessuto relazionale in
cui la parola ha una funzione centrale”*
*La parola avre**bbe una funzione centrale anche** in bambini che hanno una
disfasia sensoriale, ovvero che non comprendono il significato delle
parole?*
*“Per i bambini che non accedono all’uso della parola è molto difficile se
non impossibile avere delle inferenze a posteriori sugli inizi della loro
vita psichica. L’au**to**referenzialità è una nostra proiezione su di loro”*
*Non si capisce cosa sia l’autorefernzialità, ma almeno si ammette che è
qualcosa che noi ci inventiamo attribuendola a loro. *
*“Si cerca di risolvere la questione gettando questi bambini nel mucchio
dello “spettro autistico”, di scarsa precisione diagnostica e raccogliente
situazioni molto eterogenee” **(in questo gli si può dare** ragione) “**e
affibbiando loro lo stigma genetico di una disabilità permanente, camuffata
dal perbenismo del “diversamente abile” e sottoposta a addestramenti
correttivi”**.*
*Gli addestramenti correttivi **che vengono disprezzati **sarebbero le
strategie **basate sull’ABA **per insegnare ai bambini qualche abilità
utile per la sopravvivenza e per le normali attività della vita quotidiana
e/o per contrastare comportamenti intollerabili e pericolosi per sé e per
gli altri c**ome l’auto ed eteroaggressività?*
*“Lo studio più accurato (ma inficiato da problemi diagnostici) è del 2015**.
*Condotto da ricercatori britannici e svedesi attribuisce la causa
dell’autismo, nella sua definizione generica, per metà a fattori genetici e
per metà a fattori ambientali. Questi ultimi non sono stati indagati per
mancanza di competenza dei ricercatori. Le indagini genetiche in campo
psichiatrico (dove l’autismo tende ad essere recintato) risentono di
un’impostazione rigidamente deterministica (l’epigenetica è ignorata)”
Non pare proprio che l’epigenetica sia ignorata. Incrociando le parole
chiave epigenetica e autism spectrum disorder, si trovano 41 articoli nel
2021, 82 nel 2020 e 92 nel 2019
“Il determinismo non c’è più nella fisica, non c’è stato mai nella
matematica, non c’è più nella genetica.
Cerca, nondimeno, con innegabili successi, di imporsi ideologicamente,
economicamente, “militarmente” nel campo della cura psichica ma anche nella
definizione della vita “normale”, vista come concatenazione di
comportamenti corretti, socialmente adatti”
Non sono permessi paragoni con altre scienze ben più solide della medicina.
La fisica si basa su sperimentazioni che, in situazioni di dubbio, via via
accertano o falsificano le ipotesi e così determinano il progresso della
scienza, sempre in divenire. La matematica assume dei postulati o assiomi,
non dimostrati e non dimostrabili, e su questi costruisce le diverse teorie
matematiche che devono essere coerenti coi postulati. Cosa vuol dire Thano?
Che non c’è bisogno di concatenazione di comportamenti corretti,
socialmente adatti? Che tutti i comportamenti vanno bene, compresa
l’aggressività auto ed etero diretta?
“Seppellisce la domanda che i bambini “autistici” pongono al nostro mondo:
il loro silenzio segnala qualcosa che non va in loro o in noi?”
Ci si domanda se l’autore abbia mai visto dei bambini con autismo in carne
e ossa. Pare che prenda il significato etimologico della parola “autismo”
“ripiegato su se stesso” e non che si riferisca alle peculiarità
comunicative dei bambini veri con autismo. Moltissime persone con autismo
non stanno mai in silenzio. Parlano in continuazione pur comunicando poco.
Fanno domande di cui conoscono la risposta ed esigono che si dia loro
quella risposta. Fanno monologhi in ecolalia ritardata, ai quali
interpongono domande e risposte comunicative. Seppelliamo qualcosa se
cerchiamo di aumentare la quota delle domande e risposte comunicative e di
diminuire le tante parole che non comunicano nulla?
Si vorrebbe che Thanopulos e la grande maggioranza degli psicanalisti che
lo hanno eletto presidente della società psicanalitica italiana dicessero
esplicitamente che la parte dell’ambiente nell’origine dell’autismo non è
l’ambiente umano, i rapporti psicologici con chi sta intorno, che per i
bambini significa soprattutto la famiglia e la madre in particolare. Si
vorrebbe che smentissero Frances Tustin della Tavistock clinic, che è stata
una caposcuola in Italia, la quale affermava che l’autismo poteva essere
provocato da una mancanza dell’amore materno 12 mesi prima della nascita.
La ricerca scientifica biochimica ed epidemiologica trova nuove cause
genetiche ed epigenetiche che possono provocare l’autismo, ad esempio con
l’inquinamento ambientale e con le cattive condizioni alla nascita, che
esigono interventi neonatali importanti per salvarne la vita, che si
rivelano come una delle cause dell’aumento della frequenza dell’autismo e
delle altre anomalie del sistema nervoso centrale a insorgenza precoce o
precocissima. La ricerca sulle immagini che danno conto dell’anatomia e del
funzionamento del SSN ritrova anomalie collegabili al comportamento
autistico che non è pensabile siano provocate dall’inadeguatezza dell’amore
materno, a meno di non volere credere a poteri sovrannaturali delle donne
streghe.
--
Prof. Carlo Hanau
già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e
sanitari nelle Università di Modena e Reggio Emilia e di Bologna.
Presidente di A.P.R.I. Odv ETS pagina Facebook al link:
https://www.facebook.com/APRI.ONLUS/
1
0
Fwd: R: Review sistematica sulla psicofarmacologia dell'autismo - parte I
by Pietro Pellegrini 03 Jun '21
by Pietro Pellegrini 03 Jun '21
03 Jun '21
----- Il 31-mag-21, alle 7:00, Pietro Pellegrini ppellegrini(a)ausl.pr.it ha scritto:
> Ringrazio e condivido quanto espresso dal prof. Persico e dalla Dr.ssa De Martis
> si tratta di coniugare competenze e prossimità (con i necessari collegamenti).
> Una sfida.
>
> Porto all'attenzione l'articolo di Thanopulos pubblicato su Il Manifesto del 17
> aprile scorso.
> Un cordiale saluto
>
> Pietro Pellegrini
>
> Direttore Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze
> Patologiche
> Ausl di Parma
> Largo Palli 1B, 43126 Parma
> Tel. 0521 396624
>
>
>
> ----- Il 17-mag-21, alle 9:54, benedetta demartis demartisbenedetta(a)gmail.com ha
> scritto:
>
>> Sono d'accordo su quello che dice il prof. Persico. I centri di eccellenza
>> naturalmente ci danno garanzie di qualità, ma si possono trasformare in
>> boomerang per noi famiglie. Penso per esempio all'unico centro esperto in
>> Piemonte sugli adulti con autismo, che come un imbuto è arrivato a far
>> confluire oltre 750 utenti, ma con una lista d'attesa che supera l'anno! E
>> penso al grande disagio di chi ha bisogno urgente di una visita per problemi di
>> comportamento che oltre all'attesa deve affrontare anche una o due ore di
>> viaggio per arrivare a Torino. Bene sta facendo il dr. Keller che tramite la
>> DGR del Piemonte sta procedendo a formare sull'autismo almeno un referente
>> psichiatra in ogni provincia. Anche se c'è una grande resistenza tra gli
>> psichiatri ad occuparsi di autismo. La stessa formazione si sta realizzando per
>> le equipe dedicate delle neuropsichiatrie infantili. Certo è un percorso lento,
>> ma questa a mio parere è l'unica strada da percorrere per raggiungere (come
>> sottolinea Persico) una formazione diffusa. Una presa in carico reale. Un
>> confronto tra esperti per restare sul pezzo, imparare anche dagli altri e fare
>> un bagno di umiltà. Una vera medicina di prossimità! Ci serve questo, il Covid
>> ce lo ha insegnato!
>> Non deve rimanere un'utopia ma solo la giusta applicazione delle Linee
>> d'indirizzo. Lo stiamo chiedendo con forza come Angsa, Anffas, Gruppo Asperger
>> e Fish. E ora finalmente lo chiedono con noi la SINPIA, gli psichiatri e gli
>> psicologi dei servizi pubblici, denunciando l'impossibilità di seguire bene i
>> propri utenti con le poche risorse messe a disposizione per le neuropsichiatrie
>> infantili e i dipartimenti di salute mentale. Questo sforzo lo stiamo chiedendo
>> anche al ministero dell'università e della ricerca affinché escano dagli atenei
>> specialisti in varie professioni che conoscano bene l'autismo, altrimenti
>> difficilmente i nostri figli piccoli o adulti potranno avere il diritto ad un
>> futuro dignitoso.
>> Certo le resistenze al cambiamento ci sono, ma noi continuiamo a lottare tutti
>> insieme, e nel frattempo, grazie prof. Persico!
>>
>> Benedetta Demartis
>>
>> Il Lun 17 Mag 2021, 07:59 Antonio Persico < [ mailto:[email protected] |
>> antonio.persico(a)unime.it ] > ha scritto:
>>
>>
>>
>> Sono io che ringrazio Daniela per la bellissima opportunità di condividere
>> informazioni e di scambiare opinioni, offerta da questa lista.
>>
>> In riferimento alla proposta di Daniela, comprendo e condivido la necessità di
>> migliorare la qualità degli interventi e assicurare che ci sia sufficiente
>> esperienza da parte del medico prescrittore, vista la delicatezza dell'ambito
>> in cui ci muoviamo. Al tempo stesso, centralizzare tutta l'attività
>> prescrittiva in un unico centro regionale avrebbe, a mio modesto avviso,
>> diversi effetti negativi. Da un lato penalizzerebbe i pazienti, che dovrebbero
>> in alcuni casi farsi 1-2 ore di macchina per raggiungere il Centro ogni volta
>> (alcune Regioni sono molto grandi) oppure in alternativa obbligherebbe i medici
>> del Centro a gestire le prescrizioni per telefono o via web, cosa che dal punto
>> di vista medico-sanitario e legale non è certamente ottimale. Dall'altro,
>> renderebbe impossibile prescrivere anche terapie "ovvie" sul territorio, con
>> immediate ripercussioni negative sui pazienti stessi. Infine, perdonatemi
>> l'ardire, rischierebbe di convincere il Centro di Eccellenza di essere
>> veramente "Eccellente" e di non aver bisogno di confronto, mentre più passano
>> gli anni più mi accorgo che un bagno di umiltà è ciò che rende veramente grandi
>> medici e ricercatori. Abbiamo tutti da imparare tanto dall'esperienza dei
>> nostri colleghi, da un aggiornamento costante, dall'ascolto dei nostri pazienti
>> e dei loro familiari...
>>
>> Per tutti questi motivi, mi permetterei di proporre una "via di mezzo", ossia
>> tra i due e i quattro centri prescrittori per ogni Regione che, oltre a
>> svolgere la loro attività, condividano una periodica discussione di casi o
>> addirittura, perché no, anche visite congiunte per casi di particolare
>> severità, e che si impegnino insieme a produrre tanta formazione. Una
>> diffusione capillare del sapere nell'arco di massimo un decennio può
>> stabilizzare "al rialzo" la capacità media di tutti gli specialisti di
>> prescrivere le terapie giuste al bambino giusto, in modo che ad un certo punto
>> non ci sia più la necessità, o quantomeno l'indispensabilità, di Centri di
>> Eccellenza. Probabilmente è un po' utopico, diranno alcuni, ma in fondo è
>> questione di scelte e di priorità.
>>
>> Naturalmente bisogna anche iniziare a fare un lavoro di formazione più accurato
>> nelle nostre Scuole di Specializzazione, da cui troppo spesso ancora si esce
>> molto più competenti nella psicofarmacologia delle patologie neurologiche e
>> dell'epilessia, che di quelle comportamentali e da anomalo neurosviluppo.
>>
>> Antonio Persico
>>
>>
>>
>>
>>
>> Da: autismo-biologia < [ mailto:[email protected] |
>> autismo-biologia-bounces(a)autismo33.it ] > per conto di daniela < [
>> mailto:[email protected] | daniela(a)autismo33.it ] >
>> Inviato: sabato 15 maggio 2021 22:14
>> A: Autismo Biologia < [ mailto:[email protected] |
>> autismo-biologia(a)autismo33.it ] >
>> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Review sistematica sulla psicofarmacologia
>> dell'autismo - parte I
>> Ringrazio, a nome degli iscritti alla lista, il Professor Antonio
>> Persico, che ci dà la possibilità di scaricare in anteprima un articolo
>> che in realtà è un trattato di psicofarmacologia dell’autismo, da
>> studiare con attenzione e da tenere per consultazione.
>>
>> Vorrei sottolineare l’affermazione “Naturalmente nulla può sostituire
>> l'esperienza clinica, ma insieme agli altri co-autori ci auguriamo che
>> questo grande sforzo di revisione complessiva della Letteratura ed i
>> successivi due contributi promuovano un utilizzo dei farmaci
>> nell'autismo più razionale e "basato sull'evidenza".
>>
>> Credo che nessuno possa essere in disaccordo con questa affermazione, ma
>> l’acquisizione di esperienza cinica nella prescrizione dei farmaci va
>> favorita con una organizzazione ad hoc.
>>
>> Prescrivere farmaci alle persone con autismo è cosa difficile e irta di
>> insidie, come molti di noi sanno e come si evince dall’articolo, nel
>> quale più volte si sottolinea la “interindividual variability”
>>
>> “The great interindividual variability present in ASD also spans
>> clinical response to psychoactive drugs and side effect sensitivity.
>> Clinicians experience a lower level of predictability when prescribing a
>> drug to children with ASD, compared to children with other idiopathic
>> neurodevelopmental disorders (ADHD, OCD, anxiety disorders, affective
>> disorders, etc)”
>>
>> L’accumulo di esperienza è possibile solo se la prescrizione viene fatta
>> da un centro multidisciplinare esperto che vede un grande numero di casi
>> e li segue nel tempo, in collaborazione con medici internisti e
>> specialisti dedicati, con le famiglie e con i servizi educativi e
>> sociali.
>>
>> Il farmaco su cui si sono fatte più sperimentazioni è il Risperidone,
>> che viene prescritto a moltissimi bambini e adulti con autismo. Ma
>> Persico e colleghi riportano che i responders al farmaco sono poco meno
>> del 70% (Arnold et al. (2003) ) e dunque i prescrittori devono avere una
>> seconda linea di strategie terapeutiche.
>>
>> Stessa cosa per l’aripiprazolo (Despite its proven efficacy and
>> tolerability, aripiprazole has a sizable positive effect for
>> irritability and hyperactivity in approximately 30-50% of ASD children
>> and adolescents, with approximately two thirds either not responding or
>> still showing residual symptoms in need of add-on therapies (Masi et
>> al., 2009; Owen et al., 2009).
>>
>> Nell’articolo si dice che, in caso di insuccesso dei farmaci più
>> sperimentati, puo’ essere lecito provare farmaci per i quali le
>> sperimentazioni controllate sono inesistenti e i possibili effetti
>> indesiderati sono importanti, come la clozapina; oppure si possono
>> tentare combinazioni di farmaci, per alcune delle quali c’è qualche
>> timida sperimentazione, (several add-on therapies, such as
>> N-acetylcysteine, memantine and pioglitazone, may enhance the positive
>> effects of risperidone on reducing behavioral symptoms in ASD (Nikoo et
>> al., 2015; Ghaleiha et al., 2013, 2015)). Altri farmaci vengono
>> menzionati come "add/on therapies", tra cui buspirone e amantadina in
>> aggiunta al Risperidone.
>>
>> Solo un centro specialistico che abbia in cura qualche centinaio di
>> casi può formarsi un’esperienza utile per la prescrizione di
>> psicofarmaci a utenti così problematici. La prescrizione di psicofarmaci
>> poi deve sempre essere affiancata dalla collaborazione con internisti e
>> altri specialisti dedicati per non rischiare di prescrivere
>> psicofarmaci a chi ha gravi problemi medici ed esprime il proprio dolore
>> o il proprio disagio con comportamenti problema.
>>
>> Un altro vantaggio della concentrazione dei casi in un unico centro è la
>> possibilità di fare sperimentazioni di nuove terapie, cosa di cui c’è un
>> bisogno vitale per i disturbi dello spettro autistico
>> Daniela Mariani Cerati
>>
>>
>>
>>
>> Il 2021-05-12 23:41 Antonio Persico ha scritto:
>>> Cari iscritti,
>>>
>>> Ho il piacere di inviarvi il link alla Review sistematica sulla
>>> psicofarmacologia dell'autismo che è stata appena pubblicata su
>>> Progress in Neuro-Psychopharmacology & Biological Psychiatry. Se
>>> cliccate sul link, in alto a sinistra troverete "Download pdf" che vi
>>> permetterà di scaricare il file contenente le tabelle con tutti i
>>> trial randomizzati controllati. Se poi scendete giù dopo le
>>> Conclusioni, troverete i file del materiale supplementare. Possono
>>> essere utili, perché contengono tutti gli studi "in aperto" e i case
>>> report, con dettagli di interesse clinico non secondario.
>>>
>>> [
>>> https://eur01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https:%2F%2Fauthors.els…
>>> |
>> https://eur01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https:%2F%2Fauthors.els…
>> ] [1]
>>>
>>> Questo primo articolo ("part I") riguarda la psicofarmacologia
>>> attualmente in uso nella pratica clinica; stiamo ora lavorando al
>>> secondo articolo ("part II"), che invece riguarda tutti gli studi
>>> presenti sul sito ClinicalTrials, che rappresentano le terapie
>>> innovative attualmente in fase di studio. Infine concluderemo con un
>>> articolo nel quale, analizzando la farmacologia partendo dalle
>>> evidenze complessive presentate nei primi due articoli, insieme a due
>>> straordinari esperti come Benedetto Vitiello e Celso Arango,
>>> cercheremo di fornire al lettore algoritmi ragionati riguardo la
>>> scelta dei farmaci di prima/seconda opzione per ogni sintomo e uno
>>> schema di dosaggio ragionato. Naturalmente nulla può sostituire
>>> l'esperienza clinica, ma insieme agli altri co-autori ci auguriamo che
>>> questo grande sforzo di revisione complessiva della Letteratura ed i
>>> successivi due contributi promuovano un utilizzo dei farmaci
>>> nell'autismo più razionale e "basato sull'evidenza".
>>>
>>> Buona serata a tutti !
>>>
>>> Antonio Persico
>>>
>>> _Antonio M. Persico_
>>>
>>> _Professore di I Fascia in Neuropsichiatria Infantile e
>>> dell'Adolescenza_
>>>
>>> _Università di Messina_
>>>
>>> _& Responsabile del Programma Interdipartimentale “Autismo 0-90”
>>> _
>>>
>>> _A.O.U. Policlinico "Gaetano Martino"_
>>>
>>> _via Consolare Valeria, 1_
>>>
>>> _98125 Messina_
>>>
>>> _email: apersico(a)unime.it_
>>>
>>> _ _
>>>
>>>
>>> Links:
>>> ------
>>> [1] [
>>> https://eur01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https:%2F%2Fauthors.els…
>>> |
>> https://eur01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https:%2F%2Fauthors.els…
>> ]
>>> _______________________________________________
>>> Lista di discussione autismo-biologia
>>> [ mailto:[email protected] | autismo-biologia(a)autismo33.it ]
>>> ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia
>>> Romagna.
>>> Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a:
>>> [ mailto:[email protected] | valerio.mezzogori(a)autismo33.it ]
>>
>> _______________________________________________
>> Lista di discussione autismo-biologia
>> [ mailto:[email protected] | autismo-biologia(a)autismo33.it ]
>> ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna.
>> Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [
>> mailto:[email protected] | valerio.mezzogori(a)autismo33.it ]
>> _______________________________________________
>> Lista di discussione autismo-biologia
>> [ mailto:[email protected] | autismo-biologia(a)autismo33.it ]
>> ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna.
>> Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [
>> mailto:[email protected] | valerio.mezzogori(a)autismo33.it ]
>>
>> _______________________________________________
>> Lista di discussione autismo-biologia
>> autismo-biologia(a)autismo33.it
>> ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna.
>> Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a:
> > valerio.mezzogori(a)autismo33.it
3
2