sintomi prodromici: terapie attuali e future
Il 20 settembre scorso è stato pubblicato il resoconto di una sperimentazione controllata di un intervento precocissimo compiuto su bambini con segni prodromici di autismo di età dai 9 ai 14 mesi. I sintomi in base ai quali i bambini venivano reclutati riguardavano: il contatto oculare spontaneo, l’indicazione protodichiarativa, i gesti sociali, l’imitazione e la risposta al nome. L’articolo si puo’ leggere integralmente al link https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2784066?utm_camp... Un ampio resoconto viene dato al link http://www.pernoiautistici.com/2021/10/intervento-precoce-in-bambini-con-seg... Io vorrei fare alcune considerazioni sulla tabella 3 contenuta nell’articolo. Degli 89 bambini che hanno portato a termine la sperimentazione solo 13 all’età di tre anni presentano uno sviluppo nella norma, mentre gli altre 76 hanno uno sviluppo atipico più o meno marcato. Per 12 di loro la diagnosi è di disturbo dello spettro autistico, per gli altri la diagnosi è di sviluppo atipico, non tale da poter essere inquadrato nello spettro autistico, ma comunque fuori dalla norma. Se guardiamo ad un possibile futuro in cui si possano fare terapie innovative specifiche in base alla diagnosi eziologica e non solo sintomatologica, io penso che già all’età di un anno, se ci sono i sintomi sopra riferiti, si potrebbero fare gli esami genetici, per fare i quali basta un prelievo di sangue, in modo da fare emergere quelle condizioni monogeniche che interessano un numero sempre maggiore di persone con autismo, via via che gli studi proseguono (ammesso che proseguano e che non vengano bloccati da quei sé dicenti autistici che nulla hanno a che fare con i bambini di cui noi ci occupiamo) Questo permetterebbe di sperimentare i nuovi approcci terapeutici, che emergeranno dalle ricerche avanzate, in quella finestra temporale nella quale verosimilmente le terapie hanno più probabilità di essere efficaci. Per farmi meglio capire copio un articolo divulgativo in cui si parla delle ricerche in corso sulla sindrome da X fragile. Ricerche analoghe dovrebbero essere compiute su tutte le condizioni monogeniche che stanno alla base dell’autismo. Questo sarebbe un ottimo utilizzo delle ricerche genetiche di cui alcuni hanno tanta paura. Ecco l’articolo "Anche Telethon punta sull' Rna Il Sole 24 Ore del 27/04/2021 Tra i 45 i progetti selezionati attraverso il bando Telethon 2020 - che verranno portati avanti su oltre 40 malattie genetiche rare - molti prevedono approcci terapeutici basati sull'Rna. L'Rna, dopo i vaccini anti-Covid, da coprimaria è diventata protagonista della ricerca. È davvero così? «Questo parente stretto del Dna coinvolto su più fronti nella gestione dell'informazione genetica è essenziale per la vita e una continua fonte di sorprese. L'arrivo sul mercato di questi vaccini in tempi straordinariamente brevi è stata una chiara manifestazione del valore inestimabile della ricerca scientifica, nonché l'esito della crescente attenzione che da circa vent'anni enti di ricerca, compagnie biotecnologiche e industrie farmaceutiche hanno dedicato alla possibilità di sviluppare terapie basate sull'Rna» premette Claudia Bagni, docente di Biologia applicata all'Università di Roma Tor Vergata e direttrice del dipartimento di Neuroscienze fondamentali dell'Università di Losanna. Bagni, tra i vincitori dell'ultimo bando generale di Fondazione Telethon con un progetto su una terapia a Rna per la sindrome dell'X-fragile, considera questa molecola un "compagno di avventure", dal momento che ha studiato la molecola dell'Rna sin dalla sua tesi di laurea. Inoltre da oltre 20 anni studia le basi molecolari e biologiche dell'autismo e della sindrome dell'X fragile (FXs). Di che malattia parliamo? «La sindrome dell'X fragile è la forma più comune di disabilità intellettiva di tipo ereditario e di autismo. FXs colpisce un bambino ogni 2500/5000 e una bambina ogni 4000/8000. Alla base ci sono mutazioni di uno specifico gene, chiamato Fmr1, che causano l'assenza della proteina Fmrp (Fragile X mental retardation protein), critica per lo sviluppo e il corretto funzionamento delle cellule cerebrali. A oggi non esiste una cura per questa malattia, nonostante siano stati effettuati numerosi studi clinici. Qual è l'obiettivo della terapia basata sull'Rna? «In questo caso l'obiettivo è far produrre alle cellule del paziente proprio la proteina mancante Fmrp attraverso l'mRna corrispondente (che la codifica). Per questo abbiamo avviato una collaborazione scientifica con Moderna, che disegnerà e sintetizzarà l'Rna messaggero per produrre la proteina Fmrp funzionante. Sarà nostro compito verificare il funzionamento della molecola sia in cellule derivate da pazienti, sia nel modello animale. In particolare, l'mRna sarà somministrato direttamente nel cervello del modello animale al fine di valutarne la sicurezza e i potenziali effetti benefici. Infine, in previsione di traslare i promettenti risultati sull'uomo , testeremo sempre nel modello animale la somministrazione intra-nasale dell'mRna, un metodo sicuro e non invasivo». Perchè non si tenta un approccio di terapia genica? «Il gene responsabile della sindrome dell'X fragile codifica per una proteina con ruoli molto complessi a ed è difficile pensare ad oggi di sostituirlo con la terapia genica che si basa sull'inserimento nel Dna del paziente del gene senza mutazione». Daniela MC
Gentilissimi Approfitto di questa Mailing list per Sottoporvi una domanda su mio figlio Giàcomo 25 anni autismo severo poco verbale , (riesce ad esprimere solo bisogno primari ) Mi scuso anticipatamente se è furoi luogo . Tralasciando la sua storia posso dirvi che è un ragazzo molto inserito socialmente in in tante attività nella nostra città che è Roma. Giacomo però da tre anni circa soffre di sbalzi d’amore soprattutto nel passaggio dall’estate all’autunno /inverno . Questi sbalzi di umore sono rappresentati da crisi di urla con necessità di mordere oggetti poi vengono seguiti da una profondo torpore e da continui sonnellini che fa durante il giorno . Quest’anno dopo un lungo benessere durato circa 10 mesi e (cioè da gennaio ad oggi poiché la fase di sbalzi d’umore è caratteristica del periodo che va da ottobre a gennaio) si stanno ripresentando da qualche giorno. Ho sempre chiesto agli esperti se ci fosse una correlazione con delle anomalie epilettiformi del suo EEG, lui avuto una prima crisi epilettica a 13 anni ( crisi clonico tonica )per anni è stato senza terapia e a 16 anni ha cominciato ad assumere depakin chrono (dietro consiglio del professor zappella) Abbiamo provato a toglierlo due anni fa ( dopo 11 anni dalla prima e unica crisi diminuendolo ma ha avuto una crisi( essenzialmente dovuta a deprivazione di sonno) ed è stato reinserito anche se con un dosaggio molto basso intorno ai 600mg al giorno perché è la quantità sufficiente per tenere sotto controllo eventuali crisi. Quello che mi sono sempre chiesta se ci fosse una correlazione tra queste anomalie e le crisi di rabbia perché delle volte quando passa queste fasi che durano circa una settimana per poi stare bene altre tre settimane e scomparire poi a inverno inoltrato, ritorna un ragazzo molto tranquillo mi chiedo se ci sia una correlazione con l’anomalie epilettiformi, oppure è una comorbilità, la cui origine organica è difficile da decifrare purtroppo . Grazie a chi potrà rispondermi Alessandra Inviato da iPhone
Il giorno 14 ott 2021, alle ore 13:58, daniela <[email protected]> ha scritto:
Il 20 settembre scorso è stato pubblicato il resoconto di una sperimentazione controllata di un intervento precocissimo compiuto su bambini con segni prodromici di autismo di età dai 9 ai 14 mesi. I sintomi in base ai quali i bambini venivano reclutati riguardavano: il contatto oculare spontaneo, l’indicazione protodichiarativa, i gesti sociali, l’imitazione e la risposta al nome. L’articolo si puo’ leggere integralmente al link
https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2784066?utm_camp...
Un ampio resoconto viene dato al link http://www.pernoiautistici.com/2021/10/intervento-precoce-in-bambini-con-seg...
Io vorrei fare alcune considerazioni sulla tabella 3 contenuta nell’articolo.
Degli 89 bambini che hanno portato a termine la sperimentazione solo 13 all’età di tre anni presentano uno sviluppo nella norma, mentre gli altre 76 hanno uno sviluppo atipico più o meno marcato. Per 12 di loro la diagnosi è di disturbo dello spettro autistico, per gli altri la diagnosi è di sviluppo atipico, non tale da poter essere inquadrato nello spettro autistico, ma comunque fuori dalla norma.
Se guardiamo ad un possibile futuro in cui si possano fare terapie innovative specifiche in base alla diagnosi eziologica e non solo sintomatologica, io penso che già all’età di un anno, se ci sono i sintomi sopra riferiti, si potrebbero fare gli esami genetici, per fare i quali basta un prelievo di sangue, in modo da fare emergere quelle condizioni monogeniche che interessano un numero sempre maggiore di persone con autismo, via via che gli studi proseguono (ammesso che proseguano e che non vengano bloccati da quei sé dicenti autistici che nulla hanno a che fare con i bambini di cui noi ci occupiamo) Questo permetterebbe di sperimentare i nuovi approcci terapeutici, che emergeranno dalle ricerche avanzate, in quella finestra temporale nella quale verosimilmente le terapie hanno più probabilità di essere efficaci.
Per farmi meglio capire copio un articolo divulgativo in cui si parla delle ricerche in corso sulla sindrome da X fragile. Ricerche analoghe dovrebbero essere compiute su tutte le condizioni monogeniche che stanno alla base dell’autismo. Questo sarebbe un ottimo utilizzo delle ricerche genetiche di cui alcuni hanno tanta paura.
Ecco l’articolo
"Anche Telethon punta sull' Rna Il Sole 24 Ore del 27/04/2021 Tra i 45 i progetti selezionati attraverso il bando Telethon 2020 - che verranno portati avanti su oltre 40 malattie genetiche rare - molti prevedono approcci terapeutici basati sull'Rna. L'Rna, dopo i vaccini anti-Covid, da coprimaria è diventata protagonista della ricerca. È davvero così? «Questo parente stretto del Dna coinvolto su più fronti nella gestione dell'informazione genetica è essenziale per la vita e una continua fonte di sorprese. L'arrivo sul mercato di questi vaccini in tempi straordinariamente brevi è stata una chiara manifestazione del valore inestimabile della ricerca scientifica, nonché l'esito della crescente attenzione che da circa vent'anni enti di ricerca, compagnie biotecnologiche e industrie farmaceutiche hanno dedicato alla possibilità di sviluppare terapie basate sull'Rna» premette Claudia Bagni, docente di Biologia applicata all'Università di Roma Tor Vergata e direttrice del dipartimento di Neuroscienze fondamentali dell'Università di Losanna. Bagni, tra i vincitori dell'ultimo bando generale di Fondazione Telethon con un progetto su una terapia a Rna per la sindrome dell'X-fragile, considera questa molecola un "compagno di avventure", dal momento che ha studiato la molecola dell'Rna sin dalla sua tesi di laurea. Inoltre da oltre 20 anni studia le basi molecolari e biologiche dell'autismo e della sindrome dell'X fragile (FXs). Di che malattia parliamo? «La sindrome dell'X fragile è la forma più comune di disabilità intellettiva di tipo ereditario e di autismo. FXs colpisce un bambino ogni 2500/5000 e una bambina ogni 4000/8000. Alla base ci sono mutazioni di uno specifico gene, chiamato Fmr1, che causano l'assenza della proteina Fmrp (Fragile X mental retardation protein), critica per lo sviluppo e il corretto funzionamento delle cellule cerebrali. A oggi non esiste una cura per questa malattia, nonostante siano stati effettuati numerosi studi clinici. Qual è l'obiettivo della terapia basata sull'Rna? «In questo caso l'obiettivo è far produrre alle cellule del paziente proprio la proteina mancante Fmrp attraverso l'mRna corrispondente (che la codifica). Per questo abbiamo avviato una collaborazione scientifica con Moderna, che disegnerà e sintetizzarà l'Rna messaggero per produrre la proteina Fmrp funzionante. Sarà nostro compito verificare il funzionamento della molecola sia in cellule derivate da pazienti, sia nel modello animale. In particolare, l'mRna sarà somministrato direttamente nel cervello del modello animale al fine di valutarne la sicurezza e i potenziali effetti benefici. Infine, in previsione di traslare i promettenti risultati sull'uomo , testeremo sempre nel modello animale la somministrazione intra-nasale dell'mRna, un metodo sicuro e non invasivo». Perchè non si tenta un approccio di terapia genica? «Il gene responsabile della sindrome dell'X fragile codifica per una proteina con ruoli molto complessi a ed è difficile pensare ad oggi di sostituirlo con la terapia genica che si basa sull'inserimento nel Dna del paziente del gene senza mutazione».
Daniela MC
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Il 2021-10-14 14:32 Alessandra ha scritto:
Gentilissimi
Approfitto di questa
Mailing list per Sottoporvi una domanda su mio figlio Giàcomo 25 anni autismo severo poco verbale , (riesce ad esprimere solo bisogno primari )
Tralasciando la sua storia posso dirvi che è un ragazzo molto inserito socialmente in in tante attività nella nostra città che è Roma.
Giacomo però da tre anni circa soffre di sbalzi d’amore soprattutto nel passaggio dall’estate all’autunno /inverno .
Questi sbalzi di umore sono rappresentati da crisi di urla con necessità di mordere oggetti poi vengono seguiti da una profondo torpore e da continui sonnellini che fa durante il giorno .
Quest’anno dopo un lungo benessere durato circa 10 mesi e (cioè da gennaio ad oggi poiché la fase di sbalzi d’umore è caratteristica del periodo che va da ottobre a gennaio) si stanno ripresentando da qualche giorno.
Ho sempre chiesto agli esperti se ci fosse una correlazione con delle anomalie epilettiformi del suo EEG,
lui avuto una prima crisi epilettica a 13 anni ( crisi clonico tonica )per anni è stato senza terapia e a 16 anni ha cominciato ad assumere depakin chrono (dietro consiglio del professor zappella)
Abbiamo provato a toglierlo due anni fa ( dopo
11 anni dalla prima e unica crisi diminuendolo ma ha avuto una crisi( essenzialmente dovuta a deprivazione di sonno) ed è stato reinserito anche se con un dosaggio molto basso intorno ai 600mg al giorno perché è la quantità sufficiente per tenere sotto controllo eventuali crisi.
Quello che mi sono sempre chiesta se ci fosse una correlazione tra queste anomalie e le crisi di rabbia perché delle volte quando passa queste fasi che durano circa una settimana per poi stare bene altre tre settimane e scomparire poi a inverno inoltrato, ritorna un ragazzo molto tranquillo mi chiedo se ci sia una correlazione con l’anomalie epilettiformi, oppure è una comorbilità, la cui origine organica è difficile da decifrare purtroppo .
Grazie a chi potrà rispondermi
Alessandra
Prima di entrare nel merito del quesito posto da Alessandra farei una considerazione generale. Il neuropsichiatra infantile è sia neurologo che psichiatra e si occupa sia di epilessia che di malattie psichiatriche. Gli specialisti di adulti viceversa appartengono a due categorie: i neurologi e gli psichiatri e questo è un grosso problema per i bambini con disturbi del neurosviluppo che diventano maggiorenni. Il compianto Stefano Palazzi diceva che in Inghilterra esiste la specializzazione dello psichiatra della disabilità che dovrebbe orientarsi nelle comorbilità sapendo distinguere cosa è equivalente epilettico e cosa è disturbo psichiatrico. Vorrei chiarire che sulla lista non si fanno diagnosi e terapie, ma si discutono problemi che, partendo da un caso particolare, possono avere un interesse generale. Vorrei ricordare inoltre che in medicina si fanno spesso diagnosi probabilistiche con relative terapie, che si possono dare in assenza di diagnosi certe quando non siano gravate da eccessivi rischi di effetti indesiderati. Pur avendo la persona in questione 25 anni, ho pensato che il problema si presenti più frequentemente in età pediatrica e ho inviato la mail della mamma a Pasquale Striano del Gaslini, autore dell’articolo “Striano, P. (2016). A proposito di "equivalenti epilettici"⋯. Medico e Bambino, 35(8), 519-520” con questa mia richiesta “Mi piacerebbe sapere cosa lei pensa di quanto scrive questa mamma. Senza naturalmente dare un giudizio diagnostico definitivo, pensa che ciò che è descritto potrebbe essere un equivalente epilettico? ” La risposta di Striano è stata la seguente “la correlazione è verosimile e spesso c'è un influsso dei cambi di meteo e della funzione intestinale in ragazzi con ASD” Striano parla di “correlazione” che non vuole dire “equivalente”, come a dire che le due cose possono avere qualcosa in comune nella origine e /o nella manifestazione, ma non che sono equivalenti epilettici. Un altro neuropsichiatra infantile si esprime così “anticipo che attacchi di rabbia non possono essere in correlazione con anomalie EEG nè essere considerati CRISI. anche se chiaramente andrebbero visionati ... Credo ci siano motivi diversi. In ogni caso il valproato agisce anche sui disturbi dell’umore” Il valproato (Depakin) agisce sull’epilessia e sui disturbi dell’umore nelle persone senza autismo. Nell’autismo andrebbero sempre attentamente monitorati gli effetti di ogni psicofarmaco, che non di rado sono contrari a quanto ci si aspetta. Sarebbe interessante sapere se altri hanno avuto lo stesso problema. Daniela Mariani Cerati
Buongiorno: l'iter che noi seguiamo è di escludere le cause fisiche più frequenti (anche se qui è segnalata una stagionalità), di utilizzare alcuni strumenti di indirizzo (come lo SPAID del DR Bertelli), di valutare la situazione insieme col neurologo: il valproato va dosato, valutando se è il farmaco adeguato anche per le variazioni comportamentali (di tipo depressivo, pare). Saluti, Rita Di Sarro ----- Messaggio originale ----- Da: "daniela" <[email protected]> A: "Autismo Biologia" <[email protected]> Inviato: Domenica, 24 ottobre 2021 17:44:11 Oggetto: Re: [autismo-biologia] una mamma chiede un parere Il 2021-10-14 14:32 Alessandra ha scritto:
Gentilissimi
Approfitto di questa
Mailing list per Sottoporvi una domanda su mio figlio Giàcomo 25 anni autismo severo poco verbale , (riesce ad esprimere solo bisogno primari )
Tralasciando la sua storia posso dirvi che è un ragazzo molto inserito socialmente in in tante attività nella nostra città che è Roma.
Giacomo però da tre anni circa soffre di sbalzi d’amore soprattutto nel passaggio dall’estate all’autunno /inverno .
Questi sbalzi di umore sono rappresentati da crisi di urla con necessità di mordere oggetti poi vengono seguiti da una profondo torpore e da continui sonnellini che fa durante il giorno .
Quest’anno dopo un lungo benessere durato circa 10 mesi e (cioè da gennaio ad oggi poiché la fase di sbalzi d’umore è caratteristica del periodo che va da ottobre a gennaio) si stanno ripresentando da qualche giorno.
Ho sempre chiesto agli esperti se ci fosse una correlazione con delle anomalie epilettiformi del suo EEG,
lui avuto una prima crisi epilettica a 13 anni ( crisi clonico tonica )per anni è stato senza terapia e a 16 anni ha cominciato ad assumere depakin chrono (dietro consiglio del professor zappella)
Abbiamo provato a toglierlo due anni fa ( dopo
11 anni dalla prima e unica crisi diminuendolo ma ha avuto una crisi( essenzialmente dovuta a deprivazione di sonno) ed è stato reinserito anche se con un dosaggio molto basso intorno ai 600mg al giorno perché è la quantità sufficiente per tenere sotto controllo eventuali crisi.
Quello che mi sono sempre chiesta se ci fosse una correlazione tra queste anomalie e le crisi di rabbia perché delle volte quando passa queste fasi che durano circa una settimana per poi stare bene altre tre settimane e scomparire poi a inverno inoltrato, ritorna un ragazzo molto tranquillo mi chiedo se ci sia una correlazione con l’anomalie epilettiformi, oppure è una comorbilità, la cui origine organica è difficile da decifrare purtroppo .
Grazie a chi potrà rispondermi
Alessandra
Prima di entrare nel merito del quesito posto da Alessandra farei una considerazione generale. Il neuropsichiatra infantile è sia neurologo che psichiatra e si occupa sia di epilessia che di malattie psichiatriche. Gli specialisti di adulti viceversa appartengono a due categorie: i neurologi e gli psichiatri e questo è un grosso problema per i bambini con disturbi del neurosviluppo che diventano maggiorenni. Il compianto Stefano Palazzi diceva che in Inghilterra esiste la specializzazione dello psichiatra della disabilità che dovrebbe orientarsi nelle comorbilità sapendo distinguere cosa è equivalente epilettico e cosa è disturbo psichiatrico. Vorrei chiarire che sulla lista non si fanno diagnosi e terapie, ma si discutono problemi che, partendo da un caso particolare, possono avere un interesse generale. Vorrei ricordare inoltre che in medicina si fanno spesso diagnosi probabilistiche con relative terapie, che si possono dare in assenza di diagnosi certe quando non siano gravate da eccessivi rischi di effetti indesiderati. Pur avendo la persona in questione 25 anni, ho pensato che il problema si presenti più frequentemente in età pediatrica e ho inviato la mail della mamma a Pasquale Striano del Gaslini, autore dell’articolo “Striano, P. (2016). A proposito di "equivalenti epilettici"⋯. Medico e Bambino, 35(8), 519-520” con questa mia richiesta “Mi piacerebbe sapere cosa lei pensa di quanto scrive questa mamma. Senza naturalmente dare un giudizio diagnostico definitivo, pensa che ciò che è descritto potrebbe essere un equivalente epilettico? ” La risposta di Striano è stata la seguente “la correlazione è verosimile e spesso c'è un influsso dei cambi di meteo e della funzione intestinale in ragazzi con ASD” Striano parla di “correlazione” che non vuole dire “equivalente”, come a dire che le due cose possono avere qualcosa in comune nella origine e /o nella manifestazione, ma non che sono equivalenti epilettici. Un altro neuropsichiatra infantile si esprime così “anticipo che attacchi di rabbia non possono essere in correlazione con anomalie EEG nè essere considerati CRISI. anche se chiaramente andrebbero visionati ... Credo ci siano motivi diversi. In ogni caso il valproato agisce anche sui disturbi dell’umore” Il valproato (Depakin) agisce sull’epilessia e sui disturbi dell’umore nelle persone senza autismo. Nell’autismo andrebbero sempre attentamente monitorati gli effetti di ogni psicofarmaco, che non di rado sono contrari a quanto ci si aspetta. Sarebbe interessante sapere se altri hanno avuto lo stesso problema. Daniela Mariani Cerati _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] -- Dr.ssa Rita Di Sarro Direttore Programma Integrato Disabilità e Salute - AUSL di Bologna Tel: 051-6597950; 348-3833923 Sostieni la ricerca dell'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche. Dona il tuo 5 per mille. CF 02406911202. Per maggiori informazioni visita il sito www.isnb.it
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