Io aggiungo solo che la posologia del Depakin ci dice poco e che va fatto un dosaggio ematico: per avere una funzione anche di stabilizzante dell'umore il valproato deve essere ad un dosaggio maggiore ai 70, magari superiore a quello sufficiente ad interrompere delle crisi epilettiche così rare e che si manifestano solo in condizioni specifiche (ad esempio la derivazione di sonno)
Il 2021-10-14 14:32 Alessandra ha scritto:
Gentilissimi
Approfitto di questa
Mailing list per Sottoporvi una domanda su mio figlio Giàcomo 25 anni
autismo severo poco verbale , (riesce ad esprimere solo bisogno
primari )
Tralasciando la sua storia posso dirvi che è un ragazzo molto
inserito socialmente in in tante attività nella nostra città che è
Roma.
Giacomo però da tre anni circa soffre di sbalzi d’amore soprattutto
nel passaggio dall’estate all’autunno /inverno .
Questi sbalzi di umore sono rappresentati da crisi di urla con
necessità di mordere oggetti poi vengono seguiti da una profondo
torpore e da continui sonnellini che fa durante il giorno .
Quest’anno dopo un lungo benessere durato circa 10 mesi e (cioè da
gennaio ad oggi poiché la fase di sbalzi d’umore è caratteristica
del periodo che va da ottobre a gennaio) si stanno ripresentando da
qualche giorno.
Ho sempre chiesto agli esperti se ci fosse una correlazione con delle
anomalie epilettiformi del suo EEG,
lui avuto una prima crisi epilettica a 13 anni ( crisi clonico tonica
)per anni è stato senza terapia e a 16 anni ha cominciato ad assumere
depakin chrono (dietro consiglio del professor zappella)
Abbiamo provato a toglierlo due anni fa ( dopo
11 anni dalla prima e unica crisi diminuendolo ma ha avuto una crisi(
essenzialmente dovuta a deprivazione di sonno) ed è stato reinserito
anche se con un dosaggio molto basso intorno ai 600mg al giorno
perché è la quantità sufficiente per tenere sotto controllo
eventuali crisi.
Quello che mi sono sempre chiesta se ci fosse una correlazione tra
queste anomalie e le crisi di rabbia perché delle volte quando passa
queste fasi che durano circa una settimana per poi stare bene altre
tre settimane e scomparire poi a inverno inoltrato, ritorna un
ragazzo molto tranquillo mi chiedo se ci sia una correlazione con
l’anomalie epilettiformi, oppure è una comorbilità, la cui origine
organica è difficile da decifrare purtroppo .
Grazie a chi potrà rispondermi
Alessandra
Prima di entrare nel merito del quesito posto da Alessandra farei una
considerazione generale.
Il neuropsichiatra infantile è sia neurologo che psichiatra e si occupa
sia di epilessia che di malattie psichiatriche.
Gli specialisti di adulti viceversa appartengono a due categorie: i
neurologi e gli psichiatri e questo è un grosso problema per i bambini
con disturbi del neurosviluppo che diventano maggiorenni.
Il compianto Stefano Palazzi diceva che in Inghilterra esiste la
specializzazione dello psichiatra della disabilità che dovrebbe
orientarsi nelle comorbilità sapendo distinguere cosa
è equivalente epilettico e cosa è disturbo psichiatrico.
Vorrei chiarire che sulla lista non si fanno diagnosi e terapie, ma si
discutono problemi che, partendo da un caso particolare, possono avere
un interesse generale.
Vorrei ricordare inoltre che in medicina si fanno spesso diagnosi
probabilistiche con relative terapie, che si possono dare in assenza di
diagnosi certe
quando non siano gravate da eccessivi rischi di effetti indesiderati.
Pur avendo la persona in questione 25 anni, ho pensato che il problema
si presenti più frequentemente in età pediatrica e ho inviato la mail
della mamma a Pasquale Striano del Gaslini,
autore dell’articolo “Striano, P. (2016). A proposito di "equivalenti
epilettici"⋯. Medico e Bambino, 35(8), 519-520”
con questa mia richiesta
“Mi piacerebbe sapere cosa lei pensa di quanto scrive questa mamma.
Senza naturalmente dare un giudizio diagnostico definitivo, pensa che
ciò che è descritto
potrebbe essere un equivalente epilettico? ”
La risposta di Striano è stata la seguente
“la correlazione è verosimile e spesso c'è un influsso dei cambi di
meteo e della funzione intestinale in ragazzi con ASD”
Striano parla di
“correlazione” che non vuole dire “equivalente”, come a dire che
le due cose possono avere qualcosa in comune nella origine e /o nella
manifestazione, ma non che sono equivalenti epilettici.
Un altro neuropsichiatra infantile si esprime così “anticipo che
attacchi di rabbia non possono essere in correlazione con anomalie EEG
nè essere considerati CRISI.
anche se chiaramente andrebbero visionati ...
Credo ci siano motivi diversi. In ogni caso il valproato agisce anche
sui disturbi dell’umore”
Il valproato (Depakin) agisce sull’epilessia e sui disturbi dell’umore
nelle persone senza autismo.
Nell’autismo andrebbero sempre attentamente monitorati gli effetti di
ogni psicofarmaco, che non di rado sono contrari a quanto ci si aspetta.
Sarebbe interessante sapere se altri hanno avuto lo stesso problema.
Daniela Mariani Cerati
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Lista di discussione autismo-biologia
ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna.