Trasmetto alla lista uno dei tanti messaggi che ricevo quotidianamente dai genitori in merito ad esami volti a identificare una tossicità da parte di diverse sostanze, ma soprattutto da metalli pesanti. “Visto il basso costo e la non invasività mi sono permesso di tagliare una ciocca di capelli di mio figlio e farla analizzare dal dott. …….per eseguire giust'appunto il mineralogramma (costo € 150,00). Tre settimane e l'esito dell'esame è giunto: eccesso considerevole di Mercurio e Piombo” Il problema che io mi pongo di fronte a questi messaggi è il seguente. Di fronte al poco che si puo’ fare per cercare possibili cause esterne di danno cerebrale fare un esame per cercare una eventuale intossicazione da metalli pesanti non è irrazionale. Bisogna però sapere quali laboratori sono attendibili. Il tema è di pertinenza della medicina del lavoro per cui ho chiesto un parere all’amico Vittorio Lodi, medico del lavoro all’azienda ospedaliero-universitaria di Bologna. Ecco la sua risposta “So che diversi laboratori fanno analisi usando metodi più o meno fantasiosi ma soprattutto spesso manca ogni controllo di qualità. Laboratori seri che fanno indagini in questo campo sono quelli della medicina del lavoro delle università di Parma, di Brescia e di Pavia.” Ho pertanto consigliato al genitore di rivolgersi a uno di questi laboratori. Sarebbe interessante sapere se in qualche bambino con spettro autistico esiste davvero un’intossicazione da metalli pesanti, se questa è in relazione coi sintomi e se i sintomi sono reversibili con la disintossicazione. Il tutto però partendo da esami fatti secondo le regole d’arte e non secondo la fantasia.
D'accordissimo con l'ultima affermazione di Daniela. Purtroppo non sono un medico e non sono in grado di valutare tutto quello che viene detto (ed è veramente tanto) a proposito delle cause dell'autismo. Quando mio figlio era molto piccolo (sono una mamma) circa 18/20 anni fa già avevo sentito parlare di queste intossicazioni da metalli pesanti che potevano arrecare danni (anzi in alcune riviste scientifiche lo si dava per certo) al sistema nervoso centrale tali da poter sfociare in soggetti predisposti nell'autismo. Come tutte le persone di buon senso credo che le supposizioni siano una cosa e la realtà possa a volte risultare tutt'altra cosa. Attendo quindi con ansia che il mondo scientifico ci dia risposte concrete e realstiche. Detto questo però anche io, alla nascita del mio secondo figlio feci fare l'esame ad un ciuffo di capelli di entrambi i figli. La rsposta risultò che mio figlio autistico aveva bassissime dosi di mercurio nei capelli e quello più piccolo normodotato aveva una più elevata concentrazione di metalli pesanti tra cui il mercurio. Quindi il contrario? Scrissi al Dottore che "vendeva" questa terapia in Italia e giustificò la cosa spiegandomi in maniera semplice che mio figlio con autismo non riusciva ad espellere i metalli pesanti attraverso i normali canali come sudorazione, urina....., ma anche attraverso i capelli, le unghie.... e quindi non avendone trovato significava proprio che in lui vi era un'alta concentrazione di questi metalli. Dalla mail precedente sembra il contrario!!!! Quanto siamo deboli noi genitori di fronte a queste persone.......quanto male ci faranno ancora? Mariella Date: Sat, 19 Jan 2013 12:55:51 +0000 From: [email protected] To: [email protected] Subject: [autismo-biologia] metalli pesanti Trasmetto alla lista uno dei tanti messaggi che ricevo quotidianamente dai genitori in merito ad esami volti a identificare una tossicità da parte di diverse sostanze, ma soprattutto da metalli pesanti. “Visto il basso costo e la non invasività mi sono permesso di tagliare una ciocca di capelli di mio figlio e farla analizzare dal dott. …….per eseguire giust'appunto il mineralogramma (costo € 150,00). Tre settimane e l'esito dell'esame è giunto: eccesso considerevole di Mercurio e Piombo” Il problema che io mi pongo di fronte a questi messaggi è il seguente. Di fronte al poco che si puo’ fare per cercare possibili cause esterne di danno cerebrale fare un esame per cercare una eventuale intossicazione da metalli pesanti non è irrazionale. Bisogna però sapere quali laboratori sono attendibili. Il tema è di pertinenza della medicina del lavoro per cui ho chiesto un parere all’amico Vittorio Lodi, medico del lavoro all’azienda ospedaliero-universitaria di Bologna. Ecco la sua risposta “So che diversi laboratori fanno analisi usando metodi più o meno fantasiosi ma soprattutto spesso manca ogni controllo di qualità. Laboratori seri che fanno indagini in questo campo sono quelli della medicina del lavoro delle università di Parma, di Brescia e di Pavia.” Ho pertanto consigliato al genitore di rivolgersi a uno di questi laboratori. Sarebbe interessante sapere se in qualche bambino con spettro autistico esiste davvero un’intossicazione da metalli pesanti, se questa è in relazione coi sintomi e se i sintomi sono reversibili con la disintossicazione. Il tutto però partendo da esami fatti secondo le regole d’arte e non secondo la fantasia. _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Dieci anni fa ho avuto modo di discutere l’articolo di Holmes AS e coll., di cui copio l’abstract, col Professor Costantino Salerno, biochimico dell’Università la Sapienza di Roma. Il professore, commentando l’articolo, diceva: gli autori danno del ridotto livello di mercurio nella prima ciocca di capelli dei neonati la sola interpretazione che a loro piace: il mercurio è ridotto perché non viene eliminato. Questa è una delle interpretazioni possibili. Dai dati in sé si potrebbe dedurre anche che il mercurio fa bene, dal momento che nei bambini normodotati è più alto. La carenza di eliminazione per un difetto degli enzimi a ciò deputati è un’ipotesi interessante, ma va documentata. Ben diverso è l’atteggiamento di Ilva Hertz Picciotto che, avendo trovato livelli ematici e urinari di mercurio più bassi nei bambini con autismo, ha fatto un’indagine alimentare che spiega il dato: i bambini con autismo mangiano meno pesce in rapporto con la nota selettività alimentare e, essendo il pesce la maggiore fonte di mercurio, questo è sufficiente a spiegare il dato, contrario all’ipotesi di partenza che era per un eccesso di mercurio nei bambini con autismo rispetto ai controlli. Mi sembra che i fautori della tossicità e i fautori del contrario abbiano atteggiamenti più consoni agli stadi che alla scienza. La stessa Hertz Picciotto, dopo avere presentato i suoi dati negativi, dice che sarebbe utile spostare la ricerca a livello di gestanti o di primo anno di vita, lasciando quindi aperto il problema, che meriterebbe forse ulteriori ricerche da condurre in scienza e coscienza, senza preconcetti né in un senso né nell’altro. Int J Toxicol.2003 Jul-Aug;22(4):277-85. Reduced levels of mercury in first baby haircuts of autistic children. Holmes AS, Blaxill MF, Haley BE. Source SafeMinds, Cambridge, Massachusetts, USA. Abstract Reported rates of autism have increased sharply in the United States and the United Kingdom. One possible factor underlying these increases is increased exposure to mercury through thimerosal-containing vaccines, but vaccine exposures need to be evaluated in the context of cumulative exposures during gestation and early infancy. Differential rates of postnatal mercury elimination may explain why similar gestational and infant exposures produce variable neurological effects. First baby haircut samples were obtained from 94 children diagnosed with autism using Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 4th edition (DSM IV) criteria and 45 age- and gender-matched controls. Information on diet, dental amalgam fillings, vaccine history, Rho D immunoglobulin administration, and autism symptom severity was collected through a maternal survey questionnaire and clinical observation. Hair mercury levels in the autistic group were 0.47 ppm versus 3.63 ppm in controls, a significant difference. The mothers in the autistic group had significantly higher levels of mercury exposure through Rho D immunoglobulin injections and amalgam fillings than control mothers. Within the autistic group, hair mercury levels varied significantly across mildly, moderately, and severely autistic children, with mean group levels of 0.79, 0.46, and 0.21 ppm, respectively. Hair mercury levels among controls were significantly correlated with the number of the mothers' amalgam fillings and their fish consumption as well as exposure to mercury through childhood vaccines, correlations that were absent in the autistic group. Hair excretion patterns among autistic infants were significantly reduced relative to control. These data cast doubt on the efficacy of traditional hair analysis as a measure of total mercury exposure in a subset of the population. In light of the biological plausibility of mercury's role in neurodevelopmental disorders, the present study provides further insight into one possible mechanism by which early mercury exposures could increase the risk of autism. Environ Health Perspect.2010 Jan;118(1):161-6. doi: 10.1289/ehp.0900736. Blood mercury concentrations in CHARGE Study children with and without autism. Hertz-Picciotto I, Green PG, Delwiche L, Hansen R, Walker C, Pessah IN. Source Department of Public Health Sciences, University of California-Davis, Davis, California95616-8638, USA. [email protected] Abstract BACKGROUND: Some authors have reported higher blood mercury (Hg) levels in persons with autism, relative to unaffected controls. OBJECTIVES: We compared blood total Hg concentrations in children with autism or autism spectrum disorder (AU/ASD) and typically developing (TD) controls in population-based samples, and determined the role of fish consumption in differences observed. METHODS: The Childhood Autism Risk from Genetics and the Environment (CHARGE) Study enrolled children 2-5 years of age. After diagnostic evaluation, we analyzed three groups: AU/ASD, non-AU/ASD with developmental delay (DD), and population-based TD controls. Mothers were interviewed about household, medical, and dietary exposures. Blood Hg was measured by inductively coupled plasma mass spectrometry. Multiple linear regression analysis was conducted (n = 452) to predict blood Hg from diagnostic status controlling for Hg sources. RESULTS: Fish consumption strongly predicted total Hg concentration. AU/ASD children ate less fish. After adjustment for fish and other Hg sources, blood Hg levels in AU/ASD children were similar to those of TD children (p = 0.75); this was also true among non-fish eaters (p = 0.73). The direct effect of AU/ASD diagnosis on blood Hg not through the indirect pathway of altered fish consumption was a 12% reduction. DD children had lower blood Hg concentrations in all analyses. Dental amalgams in children with gum-chewing or teeth-grinding habits predicted higher levels. CONCLUSIONS: After accounting for dietary and other differences in Hg exposures, total Hg in blood was neither elevated nor reduced in CHARGE Study preschoolers with AU/ASD compared with unaffected controls, and resembled those of nationally representative samples. ________________________________ Da: marie giangi <[email protected]> A: mariani cerati <[email protected]>; lista autismo-biologia <[email protected]> Inviato: Domenica 20 Gennaio 2013 11:19 Oggetto: RE: [autismo-biologia] metalli pesanti D'accordissimo con l'ultima affermazione di Daniela. Purtroppo non sono un medico e non sono in grado di valutare tutto quello che viene detto (ed è veramente tanto) a proposito delle cause dell'autismo. Quando mio figlio era molto piccolo (sono una mamma) circa 18/20 anni fa già avevo sentito parlare di queste intossicazioni da metalli pesanti che potevano arrecare danni (anzi in alcune riviste scientifiche lo si dava per certo) al sistema nervoso centrale tali da poter sfociare in soggetti predisposti nell'autismo. Come tutte le persone di buon senso credo che le supposizioni siano una cosa e la realtà possa a volte risultare tutt'altra cosa. Attendo quindi con ansia che il mondo scientifico ci dia risposte concrete e realstiche. Detto questo però anche io, alla nascita del mio secondo figlio feci fare l'esame ad un ciuffo di capelli di entrambi i figli. La rsposta risultò che mio figlio autistico aveva bassissime dosi di mercurio nei capelli e quello più piccolo normodotato aveva una più elevata concentrazione di metalli pesanti tra cui il mercurio. Quindi il contrario? Scrissi al Dottore che "vendeva" questa terapia in Italia e giustificò la cosa spiegandomi in maniera semplice che mio figlio con autismo non riusciva ad espellere i metalli pesanti attraverso i normali canali come sudorazione, urina....., ma anche attraverso i capelli, le unghie.... e quindi non avendone trovato significava proprio che in lui vi era un'alta concentrazione di questi metalli. Dalla mail precedente sembra il contrario!!!! Quanto siamo deboli noi genitori di fronte a queste persone.......quanto male ci faranno ancora? Mariella ________________________________
Salve a tutti Posso aggiungere la mia piccola testimonianza , qualche anno orsono mi convinci a inviare i capelli di mio figlio ad una Universita negli Stati Uniti, il tutti tramite un medico , i risultati parlano chiaro, mercurio e piombo alti... Tornò dal medico il quale mi da una cura per mio figlio ..., Nel periodo di attesa avevo conosciuto una famiglia con un bambino piccolo e mi aveva detto che loro avevano già fatto gli esami e che il medico (lo stesso mio) aveva dato loro la cura... Al mio ritorno parlo loro del tipo di cura che il medico mi aveva dato, era la stessa nei minimi particolari... Stesse dosi eccc... Ora mio figlio alto 186 cm per 90 Kg, età 16 anni... Il bambino 3 anni di età meno di 20 Kg .... Che dire .... Pensare che alla visita mi aveva fatto un sacco di domande su peso e abitudini alimentari , dicendomi che aveva bisogno di dati sicuri per fornirmi la giusta cura .... Inviato da Alberto Brunetti Tramite iPhone Il giorno 20/gen/2013, alle ore 11:19, marie giangi <[email protected]> ha scritto:
D'accordissimo con l'ultima affermazione di Daniela. Purtroppo non sono un medico e non sono in grado di valutare tutto quello che viene detto (ed è veramente tanto) a proposito delle cause dell'autismo. Quando mio figlio era molto piccolo (sono una mamma) circa 18/20 anni fa già avevo sentito parlare di queste intossicazioni da metalli pesanti che potevano arrecare danni (anzi in alcune riviste scientifiche lo si dava per certo) al sistema nervoso centrale tali da poter sfociare in soggetti predisposti nell'autismo. Come tutte le persone di buon senso credo che le supposizioni siano una cosa e la realtà possa a volte risultare tutt'altra cosa. Attendo quindi con ansia che il mondo scientifico ci dia risposte concrete e realstiche. Detto questo però anche io, alla nascita del mio secondo figlio feci fare l'esame ad un ciuffo di capelli di entrambi i figli. La rsposta risultò che mio figlio autistico aveva bassissime dosi di mercurio nei capelli e quello più piccolo normodotato aveva una più elevata concentrazione di metalli pesanti tra cui il mercurio. Quindi il contrario? Scrissi al Dottore che "vendeva" questa terapia in Italia e giustificò la cosa spiegandomi in maniera semplice che mio figlio con autismo non riusciva ad espellere i metalli pesanti attraverso i normali canali come sudorazione, urina....., ma anche attraverso i capelli, le unghie.... e quindi non avendone trovato significava proprio che in lui vi era un'alta concentrazione di questi metalli. Dalla mail precedente sembra il contrario!!!! Quanto siamo deboli noi genitori di fronte a queste persone.......quanto male ci faranno ancora? Mariella
Date: Sat, 19 Jan 2013 12:55:51 +0000 From: [email protected] To: [email protected] Subject: [autismo-biologia] metalli pesanti
Trasmetto alla lista uno dei tanti messaggi che ricevo quotidianamente dai genitori in merito ad esami volti a identificare una tossicità da parte di diverse sostanze, ma soprattutto da metalli pesanti.
“Visto il basso costo e la non invasività mi sono permesso di tagliare una ciocca di capelli di mio figlio e farla analizzare dal dott. …….per eseguire giust'appunto il mineralogramma (costo € 150,00).
Tre settimane e l'esito dell'esame è giunto: eccesso considerevole di Mercurio e Piombo”
Il problema che io mi pongo di fronte a questi messaggi è il seguente.
Di fronte al poco che si puo’ fare per cercare possibili cause esterne di danno cerebrale fare un esame per cercare una eventuale intossicazione da metalli pesanti non è irrazionale. Bisogna però sapere quali laboratori sono attendibili. Il tema è di pertinenza della medicina del lavoro per cui ho chiesto un parere all’amico Vittorio Lodi, medico del lavoro all’azienda ospedaliero-universitaria di Bologna.
Ecco la sua risposta
“So che diversi laboratori fanno analisi usando metodi più o meno fantasiosi ma soprattutto spesso manca ogni controllo di qualità. Laboratori seri che fanno indagini in questo campo sono quelli della medicina del lavoro delle università di Parma, di Brescia e di Pavia.”
Ho pertanto consigliato al genitore di rivolgersi a uno di questi laboratori.
Sarebbe interessante sapere se in qualche bambino con spettro autistico esiste davvero un’intossicazione da metalli pesanti, se questa è in relazione coi sintomi e se i sintomi sono reversibili con la disintossicazione.
Il tutto però partendo da esami fatti secondo le regole d’arte e non secondo la fantasia.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Da: daniela marianicerati <[email protected]> A: lista autismo-biologia <[email protected]> Inviato: Sabato 19 Gennaio 2013 13:55 Oggetto: [autismo-biologia] metalli pesanti Trasmetto alla lista uno dei tanti messaggi che ricevo quotidianamente dai genitori in merito ad esami volti a identificare una tossicità da parte di diverse sostanze, ma soprattutto da metalli pesanti. “Visto il basso costo e la non invasività mi sono permesso di tagliare una ciocca di capelli di mio figlio e farla analizzare dal dott. …….per eseguire giust'appunto il mineralogramma (costo € 150,00). Tre settimane e l'esito dell'esame è giunto: eccesso considerevole di Mercurio e Piombo” Il problema che io mi pongo di fronte a questi messaggi è il seguente. Di fronte al poco che si puo’ fare per cercare possibili cause esterne di danno cerebrale fare un esame per cercare una eventuale intossicazione da metalli pesanti non è irrazionale. Bisogna però sapere quali laboratori sono attendibili. Il tema è di pertinenza della medicina del lavoro per cui ho chiesto un parere all’amico Vittorio Lodi, medico del lavoro all’azienda ospedaliero-universitaria di Bologna. Ecco la sua risposta “So che diversi laboratori fanno analisi usando metodi più o meno fantasiosi ma soprattutto spesso manca ogni controllo di qualità. Laboratori seri che fanno indagini in questo campo sono quelli della medicina del lavoro delle università di Parma, di Brescia e di Pavia.” Ho pertanto consigliato al genitore di rivolgersi a uno di questi laboratori. 12 marzo 2013 L’idea di coinvolgere i laboratori di medicina del lavoro per una ricerca sulla eventuale intossicazione da metalli pesanti nei bambini autistici è venuta ad un gruppo di neuropsichiatri di Verona che, insieme ad uno dei gruppi indicati come eccellenti da Vittorio Lodi, quello di Pavia, ha recentemente pubblicato il seguente articolo J Autism Dev Disord (2012) 42:342–353 DOI 10.1007/s10803-011-1245-6 Lack of Correlation Between Metallic Elements Analyzed in Hair by ICP-MS and Autism Giuseppe De Palma • Simona Catalani • Anna Franco • Maurizio Brighenti • Pietro Apostoli Dal titolo del lavoro si evince il risultato della ricerca. Su questo articolo vorrei fare alcune considerazioni. E’ molto importante che vengano pubblicate anche le ricerche che danno risultati negativi. Dico questo perché la tendenza non solo degli autori ma anche delle redazioni delle riviste è quella di pubblicare solo le ricerche che danno risultati positivi. Questo dà un’idea falsa della realtà e, in questo caso, non contribuisce a fermare pratiche terapeutiche alternative che sono non solo inutili, ma anche dannose, come la chelazione praticata a bambini non intossicati. Gli autori, pur puntualizzando il fatto che la comunità scientifica non accetta l’esame dei capelli per fare diagnosi di intossicazione da metalli, accettano di compiere questa ricerca per dare un termine di paragone con una metodologia rigorosa alle tante analisi che laboratori poco attendibili vendono alle famiglie disperate con risultati sempre positivi (d’altra parte abbiamo visto dalle testimonianze dei genitori che l’esame è interpretato come positivo anche quando è negativo) Gli autori non si limitano a dare i risultati della propria ricerca, ma fanno una metanalisi delle ricerche compiute sul rapporto tra metalli pesanti e autismo evidenziando come non ci sono evidenze di una correlazione tra autismo e intossicazione da metalli. Pur essendo la sostanza più incriminata il mercurio, i primi dati della presente ricerca davano delle differenze statisticamente significative tra probandi e controlli per altri metalli. Si è visto che queste differenze erano attribuibili alla diversa composizione di maschi e femmine nei due gruppi, essendo il gruppo dei bambini con autismo composto da una forte prevalenza di maschi, a differenza del gruppo di controllo, da cui l’indicazione a rispettare il rapporto tra i generi in questo tipo di ricerche. L’età media dei bambini esaminati è di 9 anni Gli autori ricordano che l’orientamento attuale nella ricerca delle cause dell’autismo è spostato alle primissime fasi della vita, addirittura al periodo che precede il concepimento, per cui auspicano che si facciano ricerche prospettiche longitudinali a partire dalla gravidanza. . “Alternative strategies should be exploited including for example, ad hoc designed longitudinal studies on pregnant women and their offspring” Mettono in guardia contro l’utilizzo di analisi per le quali non si conoscono i valori di riferimento “Extreme caution must be exercised when interpreting the results of studies investigating biomarkers for which reference values and regulatory standards are not available” Un dato che emerge da questo studio italiano è il fatto che cinque bambini su 44 praticano una chelazione dei metalli per via trans dermica e rettale, al di fuori di qualsiasi protocollo condiviso dalla comunità scientifica. E’ chelazione vera? E’ placebo? E’ uno dei tanti indizi della disperazione di genitori manipolati da medici fantasiosi? E’ davvero impossibile impedire, almeno in parte, la manipolazione dei genitori? O una maggiore vicinanza da parte dei medici “normali” potrebbe ridurre questo vergognoso mercato della disperazione?
participants (3)
-
Brunetti Alberto -
daniela marianicerati -
marie giangi