Da: daniela marianicerati <marianicerati@yahoo.it>
A: lista autismo-biologia <autismo-biologia@autismo33.it>
Inviato: Sabato 19 Gennaio 2013 13:55
Oggetto: [autismo-biologia] metalli pesanti

Trasmetto alla lista uno dei tanti messaggi che ricevo quotidianamente dai genitori in merito ad esami volti a identificare una tossicità da parte di diverse sostanze, ma soprattutto da metalli pesanti.
 
“Visto il basso costo e la non invasività mi sono permesso di tagliare una ciocca di capelli di mio figlio e farla analizzare dal dott. …….per eseguire giust'appunto il mineralogramma (costo € 150,00).

Tre settimane e l'esito dell'esame è giunto: eccesso considerevole di Mercurio e Piombo”
 
Il problema che io mi pongo di fronte a questi messaggi è il seguente.
 
Di fronte al poco che si puo’ fare per cercare possibili cause esterne di danno cerebrale fare un esame per cercare una eventuale intossicazione da metalli pesanti non è irrazionale. Bisogna però sapere quali laboratori sono attendibili.
Il tema è di pertinenza della medicina del lavoro per cui ho chiesto un parere all’amico Vittorio Lodi, medico del lavoro all’azienda ospedaliero-universitaria di Bologna.
 
Ecco la sua risposta
 
“So che diversi laboratori fanno analisi usando metodi più o meno fantasiosi ma soprattutto spesso manca ogni controllo di qualità. Laboratori seri che fanno indagini in questo campo sono quelli della medicina del lavoro delle università di Parma, di Brescia e di Pavia.”
 
Ho pertanto consigliato al genitore di rivolgersi a uno di questi laboratori.

12 marzo 2013
 
L’idea di coinvolgere i laboratori di medicina del lavoro per una ricerca sulla eventuale intossicazione da metalli pesanti nei bambini autistici è venuta ad un gruppo di neuropsichiatri di Verona che, insieme ad uno dei gruppi indicati come eccellenti da Vittorio Lodi, quello di Pavia,  ha  recentemente pubblicato il seguente articolo
 
J Autism Dev Disord (2012) 42:342–353
DOI 10.1007/s10803-011-1245-6
 
Lack of Correlation Between Metallic Elements Analyzed in Hair
by ICP-MS and Autism
Giuseppe De Palma Simona Catalani
Anna Franco Maurizio Brighenti
Pietro Apostoli
 
Dal titolo del lavoro si evince il risultato della ricerca.
 
Su questo articolo vorrei fare alcune considerazioni.
 
E’ molto importante che vengano pubblicate anche le ricerche che danno risultati negativi. Dico questo perché la tendenza non solo degli autori ma anche delle redazioni delle riviste è quella di pubblicare solo le ricerche che danno risultati positivi. Questo dà un’idea falsa della realtà e, in questo caso, non contribuisce a fermare pratiche terapeutiche alternative che  sono non solo inutili, ma  anche dannose, come la chelazione praticata a bambini non intossicati.
 
Gli autori, pur puntualizzando il fatto che la comunità scientifica non accetta l’esame dei capelli per fare diagnosi di intossicazione da metalli, accettano di compiere questa ricerca per dare un termine di paragone con una metodologia rigorosa alle tante analisi che laboratori poco attendibili vendono alle famiglie disperate con risultati sempre positivi (d’altra parte abbiamo visto dalle testimonianze dei genitori che l’esame è interpretato come positivo anche quando è negativo)
 
Gli autori non si limitano a dare i risultati della propria ricerca, ma fanno una metanalisi delle ricerche compiute sul rapporto tra metalli pesanti e autismo evidenziando come non ci sono evidenze di una correlazione tra autismo e intossicazione da metalli.
 
Pur essendo la sostanza più incriminata il mercurio, i primi dati della presente ricerca  davano delle differenze statisticamente significative tra probandi e controlli per altri metalli.
Si è visto che queste differenze erano attribuibili alla diversa composizione di maschi e femmine nei due gruppi, essendo il gruppo dei bambini con autismo composto da una forte prevalenza di maschi, a differenza del gruppo di controllo, da cui l’indicazione a rispettare il rapporto tra i generi in questo tipo di ricerche.
 
L’età media dei bambini esaminati è di 9 anni
 
Gli autori ricordano che l’orientamento attuale nella ricerca delle cause dell’autismo è spostato alle primissime fasi della vita, addirittura al periodo che precede il concepimento, per cui auspicano che si facciano ricerche prospettiche longitudinali a partire dalla gravidanza. .
“Alternative strategies should be
exploited including for example, ad hoc designed longitudinal
studies on pregnant women and their offspring”
 
Mettono in guardia contro l’utilizzo di analisi per le quali non si conoscono i valori di riferimento
 
“Extreme caution must be exercised when interpreting the
results of studies investigating biomarkers for which reference
values and regulatory standards are not available”
 
Un dato che emerge da questo studio italiano è il fatto che cinque bambini su 44 praticano una chelazione dei metalli per via trans dermica e rettale, al di fuori di qualsiasi protocollo condiviso dalla comunità scientifica. E’ chelazione vera? E’ placebo? E’ uno dei tanti indizi della disperazione di genitori manipolati da medici fantasiosi? E’ davvero impossibile impedire, almeno in parte,  la manipolazione dei genitori? O una maggiore vicinanza da parte dei medici “normali” potrebbe ridurre questo vergognoso mercato della disperazione?