Dieci anni fa ho avuto modo di discutere l’articolo di Holmes AS e coll., di cui copio l’abstract, col Professor Costantino Salerno, biochimico dell’Università la Sapienza di Roma. Il professore, commentando l’articolo, diceva: gli autori danno del ridotto livello di mercurio nella prima ciocca di capelli dei neonati la sola interpretazione che a loro piace: il mercurio è ridotto perché non viene eliminato. Questa è una delle interpretazioni possibili. Dai dati in sé si potrebbe dedurre anche che il mercurio fa bene, dal momento che nei bambini normodotati è più alto. La carenza di eliminazione per un difetto degli enzimi a ciò deputati è un’ipotesi interessante, ma va documentata. Ben diverso è l’atteggiamento di Ilva Hertz Picciotto che, avendo trovato livelli ematici e urinari di mercurio più bassi nei bambini con autismo, ha fatto un’indagine alimentare che spiega il dato: i bambini con autismo mangiano meno pesce in rapporto con la nota selettività alimentare e, essendo il pesce la maggiore fonte di mercurio, questo è sufficiente a spiegare il dato, contrario all’ipotesi di partenza che era per un eccesso di mercurio nei bambini con autismo rispetto ai controlli. Mi sembra che i fautori della tossicità e i fautori del contrario abbiano atteggiamenti più consoni agli stadi che alla scienza. La stessa Hertz Picciotto, dopo avere presentato i suoi dati negativi, dice che sarebbe utile spostare la ricerca a livello di gestanti o di primo anno di vita, lasciando quindi aperto il problema, che meriterebbe forse ulteriori ricerche da condurre in scienza e coscienza, senza preconcetti né in un senso né nell’altro. Int J Toxicol.2003 Jul-Aug;22(4):277-85. Reduced levels of mercury in first baby haircuts of autistic children. Holmes AS, Blaxill MF, Haley BE. Source SafeMinds, Cambridge, Massachusetts, USA. Abstract Reported rates of autism have increased sharply in the United States and the United Kingdom. One possible factor underlying these increases is increased exposure to mercury through thimerosal-containing vaccines, but vaccine exposures need to be evaluated in the context of cumulative exposures during gestation and early infancy. Differential rates of postnatal mercury elimination may explain why similar gestational and infant exposures produce variable neurological effects. First baby haircut samples were obtained from 94 children diagnosed with autism using Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 4th edition (DSM IV) criteria and 45 age- and gender-matched controls. Information on diet, dental amalgam fillings, vaccine history, Rho D immunoglobulin administration, and autism symptom severity was collected through a maternal survey questionnaire and clinical observation. Hair mercury levels in the autistic group were 0.47 ppm versus 3.63 ppm in controls, a significant difference. The mothers in the autistic group had significantly higher levels of mercury exposure through Rho D immunoglobulin injections and amalgam fillings than control mothers. Within the autistic group, hair mercury levels varied significantly across mildly, moderately, and severely autistic children, with mean group levels of 0.79, 0.46, and 0.21 ppm, respectively. Hair mercury levels among controls were significantly correlated with the number of the mothers' amalgam fillings and their fish consumption as well as exposure to mercury through childhood vaccines, correlations that were absent in the autistic group. Hair excretion patterns among autistic infants were significantly reduced relative to control. These data cast doubt on the efficacy of traditional hair analysis as a measure of total mercury exposure in a subset of the population. In light of the biological plausibility of mercury's role in neurodevelopmental disorders, the present study provides further insight into one possible mechanism by which early mercury exposures could increase the risk of autism. Environ Health Perspect.2010 Jan;118(1):161-6. doi: 10.1289/ehp.0900736. Blood mercury concentrations in CHARGE Study children with and without autism. Hertz-Picciotto I, Green PG, Delwiche L, Hansen R, Walker C, Pessah IN. Source Department of Public Health Sciences, University of California-Davis, Davis, California95616-8638, USA. [email protected] Abstract BACKGROUND: Some authors have reported higher blood mercury (Hg) levels in persons with autism, relative to unaffected controls. OBJECTIVES: We compared blood total Hg concentrations in children with autism or autism spectrum disorder (AU/ASD) and typically developing (TD) controls in population-based samples, and determined the role of fish consumption in differences observed. METHODS: The Childhood Autism Risk from Genetics and the Environment (CHARGE) Study enrolled children 2-5 years of age. After diagnostic evaluation, we analyzed three groups: AU/ASD, non-AU/ASD with developmental delay (DD), and population-based TD controls. Mothers were interviewed about household, medical, and dietary exposures. Blood Hg was measured by inductively coupled plasma mass spectrometry. Multiple linear regression analysis was conducted (n = 452) to predict blood Hg from diagnostic status controlling for Hg sources. RESULTS: Fish consumption strongly predicted total Hg concentration. AU/ASD children ate less fish. After adjustment for fish and other Hg sources, blood Hg levels in AU/ASD children were similar to those of TD children (p = 0.75); this was also true among non-fish eaters (p = 0.73). The direct effect of AU/ASD diagnosis on blood Hg not through the indirect pathway of altered fish consumption was a 12% reduction. DD children had lower blood Hg concentrations in all analyses. Dental amalgams in children with gum-chewing or teeth-grinding habits predicted higher levels. CONCLUSIONS: After accounting for dietary and other differences in Hg exposures, total Hg in blood was neither elevated nor reduced in CHARGE Study preschoolers with AU/ASD compared with unaffected controls, and resembled those of nationally representative samples. ________________________________ Da: marie giangi <[email protected]> A: mariani cerati <[email protected]>; lista autismo-biologia <[email protected]> Inviato: Domenica 20 Gennaio 2013 11:19 Oggetto: RE: [autismo-biologia] metalli pesanti D'accordissimo con l'ultima affermazione di Daniela. Purtroppo non sono un medico e non sono in grado di valutare tutto quello che viene detto (ed è veramente tanto) a proposito delle cause dell'autismo. Quando mio figlio era molto piccolo (sono una mamma) circa 18/20 anni fa già avevo sentito parlare di queste intossicazioni da metalli pesanti che potevano arrecare danni (anzi in alcune riviste scientifiche lo si dava per certo) al sistema nervoso centrale tali da poter sfociare in soggetti predisposti nell'autismo. Come tutte le persone di buon senso credo che le supposizioni siano una cosa e la realtà possa a volte risultare tutt'altra cosa. Attendo quindi con ansia che il mondo scientifico ci dia risposte concrete e realstiche. Detto questo però anche io, alla nascita del mio secondo figlio feci fare l'esame ad un ciuffo di capelli di entrambi i figli. La rsposta risultò che mio figlio autistico aveva bassissime dosi di mercurio nei capelli e quello più piccolo normodotato aveva una più elevata concentrazione di metalli pesanti tra cui il mercurio. Quindi il contrario? Scrissi al Dottore che "vendeva" questa terapia in Italia e giustificò la cosa spiegandomi in maniera semplice che mio figlio con autismo non riusciva ad espellere i metalli pesanti attraverso i normali canali come sudorazione, urina....., ma anche attraverso i capelli, le unghie.... e quindi non avendone trovato significava proprio che in lui vi era un'alta concentrazione di questi metalli. Dalla mail precedente sembra il contrario!!!! Quanto siamo deboli noi genitori di fronte a queste persone.......quanto male ci faranno ancora? Mariella ________________________________