Deprescrizione un aggiornamento
Salve, abbiamo parlato spesso, su questa lista, di deprescrizione da antipsicotici. In alcuni messaggi passati (Marzo-Agosto 2020) abbiamo raccontato, e poi aggiornato lo scorso Febbraio, il caso di Paola, una donna autistica di ora 56 anni, che assumeva neurolettici (prima il Neuleptil, poi il Serenase e infine lo Ziprexa), associati al Depakin, dall'età di 7 anni. Nel 2019 Paola aveva iniziato a presentare disturbi della deglutizione. La Dottoressa Mariani Cerati aveva avanzato l’ipotesi che un fattore favorente potesse essere lo Zyprexa. Il medico della residenza di cui Paola è ospite, Luce Sul Mare a Bellaria Igea Marina (RN) prese in considerazione questa ipotesi e in modo lento e graduale iniziò a diminuire il dosaggio. In questi anni, durante la diminuzione, Paola non ha avuto variazioni nel comportamento, ed è rimasta tranquilla e allerta, serena e sorridente. La deglutizione è migliorata fin dalle prime riduzioni. A Luglio 2023 il dosaggio era arrivato a un livello talmente minimo che il personale medico e paramedico ha ritenuto cosa buona e giusta eliminare lo Ziprexa completamente. Lei è serena e contenta, partecipa alle attività giornaliere e la deglutizione va ancora meglio, tanto che è tornataa mangiare cibo sminuzzato grossolanamente e non troppofinemente. A quasi due anni dalla completa deprescrizione Paola è rimasta calma e vigile allo stesso tempo e in grado di adattarsi anche agli aggiustamenti grandi e piccoli nella sua vita. Il suo era stato un passato di iperattività e qualche comportamento aggressivo da bambina, tra cui mordere. Forti crisi di autolesionismo e aggressività nell'adolescenza e tarda adolescenza (con attacchi ai genitori, in particolare la madre, e alla sorella) e da giovane adulta (sui 40 anni) aveva, per un periodo,avuto episodi di autolesionismo consistenti nello sbattere la testa contro il muro, mobili e corpi appuntiti. Ora è una donna serena che, pur nella sua condizione di autistica grave, ha una buona qualità della vita e ama in particolare farsi truccare, fare collane di perle e accudire gli animali della fattoria di cui è provvisto Luce Sul Mare. Abbiamo relazionato in precedenza sulla capacità degli operatori che lavorano con lei di adattarsi ai suoi bisogni e passare al vaglio strategie e interventi e l'ambiente circostante, in modo da aiutarla ad adattarsi, a sua volta, alle richieste dell'ambiente fisico e umano. L'utilizzo di strumenti visivi (foto) e la coerenza nell'assicurarle una routine strutturata contribuiscono al suo benessere. Paola deprescritta dallo Ziprex ormai da un anno e 11 mesi, sta vivendo una buona qualità di vita e per il terzo anno Luce sul Mare le ha fatto fare esperienza di un weekend fuori nelle belle colline della nostra Romagna. Qui ha goduto di piccole passeggiate, prendere il fresco la sera, ha riso ballando e ha mangiato al ristorante. Il resto delle routine è rimasto invariato per darle coerenza con le scansioni temporali e di attività quotidiane della sua vita al centro. Questo per ribadire, ancora una volta, quanto sia importante perchè la deprescrizione abbia successo, l'intervento sull'ambiente in cui vive l'individuo e il lavoro sulla comunicazione come interazione sociale e come canale per l'individuo stesso per capire e dare un senso al proprio intorno. Cordiali Saluti Angela
Ottimo racconto, quindi oggi prende solo depakin? Saluti a tutti Marco Basile Il lunedì 30 giugno 2025 alle ore 18:45:56 CEST, Angela Ottaviani via autismo-biologia <[email protected]> ha scritto: Salve, abbiamo parlato spesso, su questa lista, di deprescrizione da antipsicotici. In alcuni messaggi passati (Marzo-Agosto 2020) abbiamo raccontato, e poi aggiornato lo scorso Febbraio, il caso di Paola, una donna autistica di ora 56 anni, che assumeva neurolettici (prima il Neuleptil, poi il Serenase e infine lo Ziprexa), associati al Depakin, dall'età di 7 anni. Nel 2019 Paola aveva iniziato a presentare disturbi della deglutizione. La Dottoressa Mariani Cerati aveva avanzato l’ipotesi che un fattore favorente potesse essere lo Zyprexa. Il medico della residenza di cui Paola è ospite, Luce Sul Mare a Bellaria Igea Marina (RN) prese in considerazione questa ipotesi e in modo lento e graduale iniziò a diminuire il dosaggio.In questi anni, durante la diminuzione, Paola non ha avuto variazioni nel comportamento, ed è rimasta tranquilla e allerta, serena e sorridente. La deglutizione è migliorata fin dalle prime riduzioni.A Luglio 2023 il dosaggio era arrivato a un livello talmente minimo che il personale medico e paramedico ha ritenuto cosa buona e giusta eliminare lo Ziprexa completamente. Lei è serena e contenta, partecipa alle attività giornaliere e la deglutizione va ancora meglio, tanto che è tornataa mangiare cibo sminuzzato grossolanamente e non troppofinemente.A quasi due anni dalla completa deprescrizione Paola è rimasta calma e vigile allo stesso tempo e in grado di adattarsi anche agli aggiustamenti grandi e piccoli nella sua vita. Il suo era stato un passato di iperattività e qualche comportamento aggressivo da bambina, tra cui mordere.Forti crisi di autolesionismo e aggressività nell'adolescenza e tarda adolescenza (con attacchi ai genitori, in particolare la madre, e alla sorella) e da giovane adulta (sui 40 anni) aveva, per un periodo,avuto episodi di autolesionismo consistenti nello sbattere la testa contro il muro, mobili e corpi appuntiti. Ora è una donna serena che, pur nella suacondizione di autistica grave, ha una buona qualità della vita e ama in particolare farsi truccare, fare collane di perle e accudire gli animali della fattoria di cui è provvisto Luce Sul Mare.Abbiamo relazionato in precedenza sulla capacità degli operatori che lavorano con lei di adattarsi ai suoi bisogni e passare al vaglio strategie e interventi e l'ambiente circostante, in modo da aiutarla ad adattarsi, a sua volta, alle richieste dell'ambiente fisico e umano. L'utilizzo di strumenti visivi (foto) e la coerenza nell'assicurarle una routine strutturata contribuiscono al suo benessere. Paola deprescritta dallo Ziprex ormai da un anno e 11 mesi, sta vivendo una buona qualità di vita e per il terzo anno Luce sul Mare le ha fatto fare esperienza di un weekend fuori nelle belle colline della nostra Romagna. Qui ha goduto di piccole passeggiate, prendere il fresco la sera, ha riso ballando e ha mangiato al ristorante. Il resto delle routine è rimasto invariato per darle coerenza con le scansioni temporali e di attività quotidiane della sua vita al centro. Questo per ribadire, ancora una volta, quanto sia importante perchè la deprescrizione abbia successo, l'intervento sull'ambiente in cui vive l'individuo e il lavoro sulla comunicazione come interazione sociale e come canale per l'individuo stesso per capire e dare un senso al proprio intorno. Cordiali Saluti Angela _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it Per cancellarsi inviare un messaggio a: [email protected]
Buongiorno volevo chiedere è possibile ora ha 56 anni, che con l'età adulta i comportamenti CP vengano un po' a scemare come un po' tutte le patologie psichiatriche e anche se la tpa va diminuita poiché con l'età soprattutto per chi ha un ritardo importante c'è un declino cognitivo con l'avanzare dell età -- Inviato da Libero Mail
Il 2025-07-09 19:00 buzzacca--- via autismo-biologia ha scritto:
Buongiorno volevo chiedere è possibile ora ha 56 anni, che con l'età adulta i comportamenti CP vengano un po' a scemare come un po' tutte le patologie psichiatriche e anche se la tpa va diminuita poiché con l'età soprattutto per chi ha un ritardo importante c'è un declino cognitivo con l'avanzare dell età -- Inviato da Libero Mail
Come risposta alla sua domanda consiglio di leggere quanto scritto nelle Raccomandazioni della linea guida sulla diagnosi e sul trattamento di adulti con disturbo dello spettro autistico Documento di Pubblicazione Dicembre 2024 dell’Istituto Superiore di Sanità https://www.iss.it/documents/20126/8968214/Linea_Guida_ASD_adulti_dic2024.pd... da pagina 272 a pag. 276, da cui copio quanto segue “Quando l’impiego dei farmaci antipsicotici è indirizzato all’attenuazione dei comportamenti problema, questi stessi farmaci dovrebbero essere utilizzati per il minor tempo possibile” “Il beneficio clinico e l’opportunità di proseguire il trattamento antipsicotico devono essere rivalutati con regolarità, sia perché la risposta agli antipsicotici è altamente individuale, sia in considerazione della possibile transitorietà che possono avere i comportamenti problema nelle PcASD (persone con ASD)” Daniela MC
Si, oggi prende solo il Depakin. Saluti Angela On 09/07/2025 16:49, Marco Basile via autismo-biologia wrote:
Ottimo racconto, quindi oggi prende solo depakin? Saluti a tutti Marco Basile Il lunedì 30 giugno 2025 alle ore 18:45:56 CEST, Angela Ottaviani via autismo-biologia <[email protected]> ha scritto:
Salve,
abbiamo parlato spesso, su questa lista, di deprescrizione da antipsicotici. In alcuni messaggi passati (Marzo-Agosto 2020) abbiamo raccontato, e poi aggiornato lo scorso Febbraio, il caso di Paola, una donna autistica di ora 56 anni, che assumeva neurolettici (prima il Neuleptil, poi il Serenase e infine lo Ziprexa), associati al Depakin, dall'età di 7 anni.
Nel 2019 Paola aveva iniziato a presentare disturbi della deglutizione. La Dottoressa Mariani Cerati aveva avanzato l’ipotesi che un fattore favorente potesse essere lo Zyprexa. Il medico della residenza di cui Paola è ospite, Luce Sul Mare a Bellaria Igea Marina (RN) prese in considerazione questa ipotesi e in modo lento e graduale iniziò a diminuire il dosaggio.In questi anni, durante la diminuzione, Paola non ha avuto variazioni nel comportamento, ed è rimasta tranquilla e allerta, serena e sorridente. La deglutizione è migliorata fin dalle prime riduzioni.A Luglio 2023 il dosaggio era arrivato a un livello talmente minimo che il personale medico e paramedico ha ritenuto cosa buona e giusta eliminare lo Ziprexa completamente. Lei è serena e contenta, partecipa alle attività giornaliere e la deglutizione va ancora meglio, tanto che è tornataa mangiare cibo sminuzzato grossolanamente e non troppofinemente.A quasi due anni dalla completa deprescrizione Paola è rimasta calma e vigile allo stesso tempo e in grado di adattarsi anche agli aggiustamenti grandi e piccoli nella sua vita. Il suo era stato un passato di iperattività e qualche comportamento aggressivo da bambina, tra cui mordere.Forti crisi di autolesionismo e aggressività nell'adolescenza e tarda adolescenza (con attacchi ai genitori, in particolare la madre, e alla sorella) e da giovane adulta (sui 40 anni) aveva, per un periodo,avuto episodi di autolesionismo consistenti nello sbattere la testa contro il muro, mobili e corpi appuntiti. Ora è una donna serena che, pur nella suacondizione di autistica grave, ha una buona qualità della vita e ama in particolare farsi truccare, fare collane di perle e accudire gli animali della fattoria di cui è provvisto Luce Sul Mare.Abbiamo relazionato in precedenza sulla capacità degli operatori che lavorano con lei di adattarsi ai suoi bisogni e passare al vaglio strategie e interventi e l'ambiente circostante, in modo da aiutarla ad adattarsi, a sua volta, alle richieste dell'ambiente fisico e umano. L'utilizzo di strumenti visivi (foto) e la coerenza nell'assicurarle una routine strutturata contribuiscono al suo benessere. Paola deprescritta dallo Ziprex ormai da un anno e 11 mesi, sta vivendo una buona qualità di vita e per il terzo anno Luce sul Mare le ha fatto fare esperienza di un weekend fuori nelle belle colline della nostra Romagna. Qui ha goduto di piccole passeggiate, prendere il fresco la sera, ha riso ballando e ha mangiato al ristorante. Il resto delle routine è rimasto invariato per darle coerenza con le scansioni temporali e di attività quotidiane della sua vita al centro.
Questo per ribadire, ancora una volta, quanto sia importante perchè la deprescrizione abbia successo, l'intervento sull'ambiente in cui vive l'individuo e il lavoro sulla comunicazione come interazione sociale e come canale per l'individuo stesso per capire e dare un senso al proprio intorno.
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Una bella esperienza. I neurolettici sono inutili e dannosi nell'autismo. Il 11.07.2025 00:00 Angela Ottaviani via autismo-biologia ha scritto:
Si, oggi prende solo il Depakin.
Saluti
Angela
On 09/07/2025 16:49, Marco Basile via autismo-biologia wrote:
Ottimo racconto, quindi oggi prende solo depakin? Saluti a tutti Marco Basile
Il lunedì 30 giugno 2025 alle ore 18:45:56 CEST, Angela Ottaviani via autismo-biologia [1] ha scritto:
Salve,
abbiamo parlato spesso, su questa lista, di deprescrizione da antipsicotici. In alcuni messaggi passati (Marzo-Agosto 2020) abbiamo raccontato, e poi aggiornato lo scorso Febbraio, il caso di Paola, una donna autistica di ora 56 anni, che assumeva neurolettici (prima il Neuleptil, poi il Serenase e infine lo Ziprexa), associati al Depakin, dall'età di 7 anni.
Nel 2019 Paola aveva iniziato a presentare disturbi della deglutizione. La Dottoressa Mariani Cerati aveva avanzato l’ipotesi che un fattore favorente potesse essere lo Zyprexa. Il medico della residenza di cui Paola è ospite, Luce Sul Mare a Bellaria Igea Marina (RN) prese in considerazione questa ipotesi e in modo lento e graduale iniziò a diminuire il dosaggio.In questi anni, durante la diminuzione, Paola non ha avuto variazioni nel comportamento, ed è rimasta tranquilla e allerta, serena e sorridente. La deglutizione è migliorata fin dalle prime riduzioni.A Luglio 2023 il dosaggio era arrivato a un livello talmente minimo che il personale medico e paramedico ha ritenuto cosa buona e giusta eliminare lo Ziprexa completamente. Lei è serena e contenta, partecipa alle attività giornaliere e la deglutizione va ancora meglio, tanto che è tornataa mangiare cibo sminuzzato grossolanamente e non troppofinemente.A quasi due anni dalla completa deprescrizione Paola è rimasta calma e vigile allo stesso tempo e in grado di adattarsi anche agli aggiustamenti grandi e piccoli nella sua vita. Il suo era stato un passato di iperattività e qualche comportamento aggressivo da bambina, tra cui mordere.Forti crisi di autolesionismo e aggressività nell'adolescenza e tarda adolescenza (con attacchi ai genitori, in particolare la madre, e alla sorella) e da giovane adulta (sui 40 anni) aveva, per un periodo,avuto episodi di autolesionismo consistenti nello sbattere la testa contro il muro, mobili e corpi appuntiti. Ora è una donna serena che, pur nella suacondizione di autistica grave, ha una buona qualità della vita e ama in particolare farsi truccare, fare collane di perle e accudire gli animali della fattoria di cui è provvisto Luce Sul Mare.Abbiamo relazionato in precedenza sulla capacità degli operatori che lavorano con lei di adattarsi ai suoi bisogni e passare al vaglio strategie e interventi e l'ambiente circostante, in modo da aiutarla ad adattarsi, a sua volta, alle richieste dell'ambiente fisico e umano. L'utilizzo di strumenti visivi (foto) e la coerenza nell'assicurarle una routine strutturata contribuiscono al suo benessere. Paola deprescritta dallo Ziprex ormai da un anno e 11 mesi, sta
vivendo una buona qualità di vita e per il terzo anno Luce sul Mare le ha fatto fare esperienza di un weekend fuori nelle belle colline della nostra Romagna. Qui ha goduto di piccole passeggiate, prendere il fresco la sera, ha riso ballando e ha mangiato al ristorante. Il resto delle routine è rimasto invariato per darle coerenza con le scansioni temporali e di attività quotidiane della sua vita al centro.
Questo per ribadire, ancora una volta, quanto sia importante perchè la deprescrizione abbia successo, l'intervento sull'ambiente in cui vive l'individuo e il lavoro sulla comunicazione come interazione sociale e come canale per l'individuo stesso per capire e dare un senso al proprio intorno.
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Il 2025-07-12 00:30 Giuseppe Galdi via autismo-biologia ha scritto:
Una bella esperienza. I neurolettici sono inutili e dannosi nell'autismo.
Rinnovo l’invito a leggere le “Raccomandazioni della linea guida sulla diagnosi e sul trattamento di adulti con disturbo dello spettro autistico Documento di Pubblicazione Dicembre 2024 “ che trovo molto sagge ed equilibrate, in particolare da pag 272 a pg 276 https://www.iss.it/documents/20126/8968214/Linea_Guida_ASD_adulti_dic2024.pd... Copio da pag 273 "Il beneficio clinico e l’opportunità di proseguire il trattamento antipsicotico devono essere rivalutati con regolarità, sia perché la risposta agli antipsicotici è altamente individuale, sia in considerazione della possibile transitorietà che possono avere i comportamenti problema nelle PcASD" Iniziare un trattamento antipsicotico e continuarlo a tempo indeterminato senza monitoraggio è un esempio di malpractice, purtroppo molto diffusa. La linea guida parla della possibile transitorietà che possono avere i comportamenti problema nelle PcASD e allora il trattamento è giustificato per il tempo in cui i gravi comportamenti persistono e non oltre. Nel caso di Paola, riportato da Angela, si è intrapresa la deprescrizione per l’insorgenza di un sintomo gravissimo, potenzialmente mortale: la disagia. Ma la rivalutazione dell’opportunità di continuare un trattamento farmacologico, in particolare di antipsicotici, dovrebbe far parte della routine e non intervenire soltanto quando compare un effetto collaterale gravissimo, nel caso specifico la disfagia. Daniela Mariani Cerati
Gentilissimi, sicuramente i neurolettici non sono farmaci utili per i sintomi core delle persone con Disturbi dello spettro Autistico. Ma le persone che seguiamo hanno un alto numero di co-occorrenze psicopatologiche e di aspetti comportamentali disfunzionali: l'approccio neurocomportamentale del Kennedy Krieger Institute e di tutti i Servizi che si allineano ai colleghi di Baltimora (Fondazione Sospiro, PIDS e molti altri) prevede un tandem treatment con interventi comportamentali e farmacologici integrati, gestito da un team di clinici competenti. Non sempre, quindi, la soluzione è la deprescrizione: quello che è importante è garantire una rivalutazione periodica dei trattamenti (non solo farmacologici) e conoscenze specifiche. Saluti, Rita Di Sarro ----- Messaggio originale ----- Da: "Autismo Biologia" <[email protected]> A: "Autismo Biologia" <[email protected]>, "Angela Ottaviani" <[email protected]> Inviato: Sabato, 12 luglio 2025 0:30:40 Oggetto: Re: [autismo-biologia] Deprescrizione un aggiornamento Una bella esperienza. I neurolettici sono inutili e dannosi nell'autismo. Il 11.07.2025 00:00 Angela Ottaviani via autismo-biologia ha scritto:
Si, oggi prende solo il Depakin.
Saluti
Angela
On 09/07/2025 16:49, Marco Basile via autismo-biologia wrote:
Ottimo racconto, quindi oggi prende solo depakin? Saluti a tutti Marco Basile
Il lunedì 30 giugno 2025 alle ore 18:45:56 CEST, Angela Ottaviani via autismo-biologia [1] ha scritto:
Salve,
abbiamo parlato spesso, su questa lista, di deprescrizione da antipsicotici. In alcuni messaggi passati (Marzo-Agosto 2020) abbiamo raccontato, e poi aggiornato lo scorso Febbraio, il caso di Paola, una donna autistica di ora 56 anni, che assumeva neurolettici (prima il Neuleptil, poi il Serenase e infine lo Ziprexa), associati al Depakin, dall'età di 7 anni.
Nel 2019 Paola aveva iniziato a presentare disturbi della deglutizione. La Dottoressa Mariani Cerati aveva avanzato l’ipotesi che un fattore favorente potesse essere lo Zyprexa. Il medico della residenza di cui Paola è ospite, Luce Sul Mare a Bellaria Igea Marina (RN) prese in considerazione questa ipotesi e in modo lento e graduale iniziò a diminuire il dosaggio.In questi anni, durante la diminuzione, Paola non ha avuto variazioni nel comportamento, ed è rimasta tranquilla e allerta, serena e sorridente. La deglutizione è migliorata fin dalle prime riduzioni.A Luglio 2023 il dosaggio era arrivato a un livello talmente minimo che il personale medico e paramedico ha ritenuto cosa buona e giusta eliminare lo Ziprexa completamente. Lei è serena e contenta, partecipa alle attività giornaliere e la deglutizione va ancora meglio, tanto che è tornataa mangiare cibo sminuzzato grossolanamente e non troppofinemente.A quasi due anni dalla completa deprescrizione Paola è rimasta calma e vigile allo stesso tempo e in grado di adattarsi anche agli aggiustamenti grandi e piccoli nella sua vita. Il suo era stato un passato di iperattività e qualche comportamento aggressivo da bambina, tra cui mordere.Forti crisi di autolesionismo e aggressività nell'adolescenza e tarda adolescenza (con attacchi ai genitori, in particolare la madre, e alla sorella) e da giovane adulta (sui 40 anni) aveva, per un periodo,avuto episodi di autolesionismo consistenti nello sbattere la testa contro il muro, mobili e corpi appuntiti. Ora è una donna serena che, pur nella suacondizione di autistica grave, ha una buona qualità della vita e ama in particolare farsi truccare, fare collane di perle e accudire gli animali della fattoria di cui è provvisto Luce Sul Mare.Abbiamo relazionato in precedenza sulla capacità degli operatori che lavorano con lei di adattarsi ai suoi bisogni e passare al vaglio strategie e interventi e l'ambiente circostante, in modo da aiutarla ad adattarsi, a sua volta, alle richieste dell'ambiente fisico e umano. L'utilizzo di strumenti visivi (foto) e la coerenza nell'assicurarle una routine strutturata contribuiscono al suo benessere. Paola deprescritta dallo Ziprex ormai da un anno e 11 mesi, sta
vivendo una buona qualità di vita e per il terzo anno Luce sul Mare le ha fatto fare esperienza di un weekend fuori nelle belle colline della nostra Romagna. Qui ha goduto di piccole passeggiate, prendere il fresco la sera, ha riso ballando e ha mangiato al ristorante. Il resto delle routine è rimasto invariato per darle coerenza con le scansioni temporali e di attività quotidiane della sua vita al centro.
Questo per ribadire, ancora una volta, quanto sia importante perchè la deprescrizione abbia successo, l'intervento sull'ambiente in cui vive l'individuo e il lavoro sulla comunicazione come interazione sociale e come canale per l'individuo stesso per capire e dare un senso al proprio intorno.
Cordiali Saluti Angela _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] [2] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it [3]
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_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] [5] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it [6]
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_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it Per cancellarsi inviare un messaggio a: [email protected] -- Dr.ssa Rita Di Sarro Direttore Programma Integrato Disabilità e Salute Centro ADHD e ASD adulti AUSL di Bologna Tel: 051-6597950; 348-3833923 Sostieni la ricerca dell'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche. Dona il tuo 5 per mille. CF 02406911202. Per maggiori informazioni visita il sito www.isnb.it
Il 2025-07-14 10:24 Rita Di Sarro via autismo-biologia ha scritto:
Gentilissimi, sicuramente i neurolettici non sono farmaci utili per i sintomi core delle persone con Disturbi dello spettro Autistico. Ma le persone che seguiamo hanno un alto numero di co-occorrenze psicopatologiche e di aspetti comportamentali disfunzionali: l'approccio neurocomportamentale del Kennedy Krieger Institute e di tutti i Servizi che si allineano ai colleghi di Baltimora (Fondazione Sospiro, PIDS e molti altri) prevede un tandem treatment con interventi comportamentali e farmacologici integrati, gestito da un team di clinici competenti. Non sempre, quindi, la soluzione è la deprescrizione: quello che è importante è garantire una rivalutazione periodica dei trattamenti (non solo farmacologici) e conoscenze specifiche. Saluti, Rita Di Sarro
Quello che dice la Dottoressa Di Sarro è condivisibile, purché vi sia la possibilità di “un tandem treatment con interventi comportamentali e farmacologici integrati, gestito da un team di clinici competenti” in ogni unità territoriale. A questo proposito ricordo che l’esperienza maturata dal team di clinici competenti verrà condivisa in rete domani. Copio da un messaggio facebook della cooperativa Dalla Luna https://www.facebook.com/dallalunaautismo Due esperti di ABA ai microfoni di Dalla Luna: Abbiamo la fortuna di poter parlare con Niccolò Varrucciu e Rita Di Sarro, esperti di ABA, che ci parleranno di un argomento cruciale: Il trattamento neuro-comportamentale dei comportamenti problema. Lo faranno il 15 luglio alle 17.30 durante un webinar riservato a sole 100 persone (previa iscrizione al link fornito sotto). CHI È RITA DI SARRO? • Direttore del Programma Integrato Disabilità e Salute (PIDS), Azienda AUSL di Bologna; • Neurologo, Psichiatra e Psicologo Clinico • Analista del Comportamento • Ambito di interesse specifico: Trattamenti farmacologici nei Disturbi del Neurosviluppo e in particolare, esperta nella gestione dei gravi comportamenti problema (CP) nei disturbi dello spettro autistico e nella disabilità intellettiva (DI). CHI È NICCOLO' VARRUCCIU? • Dirigente psicologo presso AUSL Bologna • Analista comportamentale certificato • Docente in vari corsi di formazione su ACT • ABSTRACT: Sono sempre necessari i farmaci per trattare i comportamenti di problema? Com’è possibile monitorare l’adeguatezza e l’efficacia di una terapia farmacologica? Qual è il legame tra stato di salute, trattamento comportamentale e uso di farmaci? Qual è il contributo della diagnosi differenziale nel trattamento dei comportamenti problema? Partendo dai fondamenti dell’Applied Behavior Analysis (ABA) e dall’analisi funzionale (Iwata et al., 1982/1994), si illustrano i primi passi per identificare funzione e contesto dei comportamenti di problema. Si affrontano poi le evidenze sulla integrazione tra interventi comportamentali e farmacologici, come discusso da Hagopian & Caruso-Anderson (2010) e Wachtel & Hagopian (2006): le scoperte dell’analisi funzionale non solo guidano l’intervento comportamentale, ma avvantaggiano anche la diagnosi differenziale, il targeting medico e la collaborazione interdisciplinare Seguendo il modello del Neurobehavioral Unit del Kennedy Krieger Institute, diretto da Louis Hagopian e Lea Wachtel, si illustrerà un modello basato su un continuum di cura in cui l’ABA è combinata sistematicamente con la farmacoterapia, in contesti che vanno dall’inpatient all’outpatient. Sarà dunque presentato un modello clinico di monitoraggio, che utilizza disegni a singolo soggetto per valutare cambiamenti nei pattern comportamentali in relazione a farmaci specifici (antipsicotici atipici, stabilizzatori dell’umore, SSRI, ecc.), e strumenti per misurare intensità e complessità dell’intervento . Si discuterà inoltre il legame tra stato di salute generale e comportamenti problema, l’importanza della diagnosi differenziale, come identificare i segnali clinici che suggeriscono il ricorso alla farmacoterapia — quali disturbi neurologici, psichiatrici o medici concomitanti (es. epilessia, catatonia, dolore) —e come valutarne l’impatto non solo sul comportamento, ma sulla qualità di vita e lo stato funzionale generale. La partecipazione all’intera ora del webinar assegnerà 1 credito CEU BACB e 1 credito IBAO (si trasmetteranno entro 30 giorni dalla conclusione del webinar) Per partecipare: registrati qui: https://us02web.zoom.us/.../register/NFq-M9zGSNa_Skn2D8Hxqg La partecipazione è limitata a 100 partecipanti
Gent.mi Ogni persona con disabilità intellettiva e/o autismo va studiata individualmente da professionisti possibilmente competenti, se uno psichiatra ritiene opportuna una terapia farmacologica spiegherà bene il perché e come e per quanto tempo, perché con altri interventi non si sia pervenuti ad esiti positivi, perché a volte con l'effetto di un farmaco si può riuscire meglio ad effettuare interventi picoeducativi. Ogni caso è a se', occorre fiducia e alleanza, tempo e pazienza. Se tutto questo mancasse non c'è relazione Terapeutica. Se un professionista sbaglia, è possibile, occorre rimediare e bene, l'umiltà professionale è una grande qualità. Tiziana Grilli Il Lun 14 Lug 2025, 14:53 daniela via autismo-biologia < [email protected]> ha scritto:
Il 2025-07-14 10:24 Rita Di Sarro via autismo-biologia ha scritto:
Gentilissimi, sicuramente i neurolettici non sono farmaci utili per i sintomi core delle persone con Disturbi dello spettro Autistico. Ma le persone che seguiamo hanno un alto numero di co-occorrenze psicopatologiche e di aspetti comportamentali disfunzionali: l'approccio neurocomportamentale del Kennedy Krieger Institute e di tutti i Servizi che si allineano ai colleghi di Baltimora (Fondazione Sospiro, PIDS e molti altri) prevede un tandem treatment con interventi comportamentali e farmacologici integrati, gestito da un team di clinici competenti. Non sempre, quindi, la soluzione è la deprescrizione: quello che è importante è garantire una rivalutazione periodica dei trattamenti (non solo farmacologici) e conoscenze specifiche. Saluti, Rita Di Sarro
Quello che dice la Dottoressa Di Sarro è condivisibile, purché vi sia la possibilità di “un tandem treatment con interventi comportamentali e farmacologici integrati, gestito da un team di clinici competenti” in ogni unità territoriale. A questo proposito ricordo che l’esperienza maturata dal team di clinici competenti verrà condivisa in rete domani. Copio da un messaggio facebook della cooperativa Dalla Luna
https://www.facebook.com/dallalunaautismo
Due esperti di ABA ai microfoni di Dalla Luna: Abbiamo la fortuna di poter parlare con Niccolò Varrucciu e Rita Di Sarro, esperti di ABA, che ci parleranno di un argomento cruciale: Il trattamento neuro-comportamentale dei comportamenti problema. Lo faranno il 15 luglio alle 17.30 durante un webinar riservato a sole 100 persone (previa iscrizione al link fornito sotto). CHI È RITA DI SARRO? • Direttore del Programma Integrato Disabilità e Salute (PIDS), Azienda AUSL di Bologna; • Neurologo, Psichiatra e Psicologo Clinico • Analista del Comportamento • Ambito di interesse specifico: Trattamenti farmacologici nei Disturbi del Neurosviluppo e in particolare, esperta nella gestione dei gravi comportamenti problema (CP) nei disturbi dello spettro autistico e nella disabilità intellettiva (DI). CHI È NICCOLO' VARRUCCIU? • Dirigente psicologo presso AUSL Bologna • Analista comportamentale certificato • Docente in vari corsi di formazione su ACT
• ABSTRACT: Sono sempre necessari i farmaci per trattare i comportamenti di problema? Com’è possibile monitorare l’adeguatezza e l’efficacia di una terapia farmacologica? Qual è il legame tra stato di salute, trattamento comportamentale e uso di farmaci? Qual è il contributo della diagnosi differenziale nel trattamento dei comportamenti problema? Partendo dai fondamenti dell’Applied Behavior Analysis (ABA) e dall’analisi funzionale (Iwata et al., 1982/1994), si illustrano i primi passi per identificare funzione e contesto dei comportamenti di problema. Si affrontano poi le evidenze sulla integrazione tra interventi comportamentali e farmacologici, come discusso da Hagopian & Caruso-Anderson (2010) e Wachtel & Hagopian (2006): le scoperte dell’analisi funzionale non solo guidano l’intervento comportamentale, ma avvantaggiano anche la diagnosi differenziale, il targeting medico e la collaborazione interdisciplinare Seguendo il modello del Neurobehavioral Unit del Kennedy Krieger Institute, diretto da Louis Hagopian e Lea Wachtel, si illustrerà un modello basato su un continuum di cura in cui l’ABA è combinata sistematicamente con la farmacoterapia, in contesti che vanno dall’inpatient all’outpatient. Sarà dunque presentato un modello clinico di monitoraggio, che utilizza disegni a singolo soggetto per valutare cambiamenti nei pattern comportamentali in relazione a farmaci specifici (antipsicotici atipici, stabilizzatori dell’umore, SSRI, ecc.), e strumenti per misurare intensità e complessità dell’intervento . Si discuterà inoltre il legame tra stato di salute generale e comportamenti problema, l’importanza della diagnosi differenziale, come identificare i segnali clinici che suggeriscono il ricorso alla farmacoterapia — quali disturbi neurologici, psichiatrici o medici concomitanti (es. epilessia, catatonia, dolore) —e come valutarne l’impatto non solo sul comportamento, ma sulla qualità di vita e lo stato funzionale generale. La partecipazione all’intera ora del webinar assegnerà 1 credito CEU BACB e 1 credito IBAO (si trasmetteranno entro 30 giorni dalla conclusione del webinar) Per partecipare: registrati qui: https://us02web.zoom.us/.../register/NFq-M9zGSNa_Skn2D8Hxqg La partecipazione è limitata a 100 partecipanti
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it
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participants (7)
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Angela Ottaviani -
buzzacca@libero.it -
daniela -
Giuseppe Galdi -
Marco Basile -
Rita Di Sarro -
Tiziana Grilli