Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino. Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo. Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente). Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere. Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento. Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre? Grazie Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy.
Gentile signora, Il fenomeno che descrive è di grande interesse e stiamo cercando di comprenderlo sul piano clinico e patogenetico. Con Chiara Pezzana presso il Centro Enrico Micheli di Novara e presso BluLab-Sacra Famiglia a Varese stiamo cercando di definire degli strumenti che consentano di valutare le modificazioni della qualità dell'interazione e dell'attenzione dimostrate da un gruppo di persone con autismo durante gli episodi febbrili. Sul piano patogenetico, con Franca Guerini e Marina Marini, stiamo proponendo progetti di ricerca per approfondire questi aspetti, comprenderne i meccanismi e replicarli sul piano terapeutico con interventi mirati. Come spesso sottolineato dalla prof Marini, fino ad ora la ricerca relativa agli aspetti biologici è stata poco considerata in Italia. Ma sembra che si stiano aprendo interessanti prospettive. Siamo fiduciose. Per chi fosse interessato a questi temi, segnalo un evento che si terrà la prossima settimana presso in CNR di Messina http://www.messina.isasi.cnr.it/evento/biomarcatori-immunita-nello-spettro-a... Un cordiale saluto Cristina Panisi Inviato da iPad
Il giorno 14 apr 2018, alle ore 11:11, antonelka <[email protected]> ha scritto:
Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino.
Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo.
Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente).
Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere.
Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento.
Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre?
Grazie
Antonella
Inviato da smartphone Samsung Galaxy. _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
La ringrazio dott.ssa. L'incontro che si terrà a Messina mi sembra piuttosto interessante. Purtroppo essendo un po' distante da dove sto io non credo riuscirò a partecipare. Ci segnali cortesemente se ci sono altri incontri sullo stesso argomento in altre regioni. Io sto nella marche. Il sistema immunitario credo giochi un ruolo fondamentale. Non a caso mio figlio a 4 mesi ha avuto un' epididimite e a 2 anni una brutta mononucleosi dopo la quale l'autismo, che aveva dato dei segnali impercettibili prima, e' esploso. Grazie Saluti Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: Cristina Panisi <[email protected]> Data: 14/04/18 12:25 (GMT+01:00) A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici? Gentile signora, Il fenomeno che descrive è di grande interesse e stiamo cercando di comprenderlo sul piano clinico e patogenetico. Con Chiara Pezzana presso il Centro Enrico Micheli di Novara e presso BluLab-Sacra Famiglia a Varese stiamo cercando di definire degli strumenti che consentano di valutare le modificazioni della qualità dell'interazione e dell'attenzione dimostrate da un gruppo di persone con autismo durante gli episodi febbrili. Sul piano patogenetico, con Franca Guerini e Marina Marini, stiamo proponendo progetti di ricerca per approfondire questi aspetti, comprenderne i meccanismi e replicarli sul piano terapeutico con interventi mirati. Come spesso sottolineato dalla prof Marini, fino ad ora la ricerca relativa agli aspetti biologici è stata poco considerata in Italia. Ma sembra che si stiano aprendo interessanti prospettive. Siamo fiduciose.Per chi fosse interessato a questi temi, segnalo un evento che si terrà la prossima settimana presso in CNR di Messina http://www.messina.isasi.cnr.it/evento/biomarcatori-immunita-nello-spettro-a... Un cordiale salutoCristina Panisi Inviato da iPad Il giorno 14 apr 2018, alle ore 11:11, antonelka <[email protected]> ha scritto: Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino. Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo. Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente). Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere. Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento. Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre? Grazie Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy._______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Per ciò che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo. ??? Noemi Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka <[email protected]> ha scritto:
Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino.
Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo.
Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente).
Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere.
Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento.
Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre?
Grazie
Antonella
Inviato da smartphone Samsung Galaxy. _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Salve a tutti,Io invece ho notato che prima di prendere qualsiasi medicina per far abbassare la febbre sembra risintonizzarsi, appena però ad esempio con il paracetamolo o altro la febbre scende ritorna lo stato di eccitazione e quindi anche le stereotipie e l'isolamento. Quindi nel nostro caso e' proprio la febbre che in un certo senso ribilancia lo stato eccitatorio. Quello che d' molto strano e' che per certi versi un normodotato che ha febbre o mal di testa in quei casi si isola perché non essendo in forma non ha voglia di stare in mezzo alla gente e preferisce starsene a letto perché prova un disagio. Invece mio figlio, che in genere tende ad isolarsi, con la febbre cerca di più il contatto e la comunicazione. Grazie Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: ANGSA RAVENNA <[email protected]> Data: 14/04/18 14:14 (GMT+01:00) A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici? Per ciò che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo. ???Noemi Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka <[email protected]> ha scritto: Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino. Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo. Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente). Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere. Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento. Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre? Grazie Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy._______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
È interessante perché, nella mia ignoranza, questi aspetti determinano forse il tipo di autismo di appartenenza, visto che parliamo di autismi al plurale proprio perché a vasta eziologia. E' interessante anche rilevare come proprio si ritrovi lo stesso tipo di comportamento autistico, in un mare di diversità, all'assomigliarsi di altri sintomi o comorbilita'. In questo caso la reazione alla febbre, in altri casi, come per esempio posso testimoniare io col caso di mio figlio, la presenza di sintomi gastrointestinali che aggravano il quadro, allo scomparire dei quali (piuttosto inspiegabilmente, e insorti vi assicuro sin dalla nascita) la sintomatologia autistica è pressoché scomparsa nell'adolescenza (so di dire una cosa forte); mentre nel cugino il comparire dopo i 13 anni di una importante sintomatologia gastrointestinale tale da indurre anche leggera malnutrizione (in entrambi i casi problemi a cui non si è mai riusciti a dare una specifica motivazione medica) ha fatto esplodere disturbi di tipo autistico e in aggravamento, sebbene in entrambi i casi in due soggetti HF. Grazie. Simonetta. -- Inviato da Libero Mail per Android sabato, 14 aprile 2018, 04:11PM +02:00 da [email protected] :
Mi Associo a pieno a Noemi e Antonella , (per quanto la mia esperienza possa valere).. Abbiamo notato questo anche in nostro figlio, oggi di 9 anni (ma gia' con la comparsa della febbre ed ancor prima di prendere il paracetamolo). Aggiungo, per eventuali spunti, che mio figlio due anni e mezzo fa ha avuto una raffica di attacchi di crisi epilettiche (sotto forma di assenze vigili) in 24h che dopo il culmine, per le 48h successive ci restituivano un bimbo privo di stereotipie ed iperattività ( in lui molto marcata). Da genitori urlavano (ignorantemente) al miracolo ma poi tutto è tornato come prima. Gabriele
Il 14 aprile 2018 alle 14.14 ANGSA RAVENNA <[email protected]> ha scritto:
Per ciò che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo. ??? Noemi Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka < [email protected] > ha scritto:
Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino.
Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo.
Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente).
Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere.
Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento.
Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre?
Grazie
Antonella
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Ciao a tutti,Volevo dare un ulteriore contributo per quella che è la mia esperienza con mio figlio, nella speranza che in futuro si riesca a studiare di più questo aspetto così interessante. L'effetto diciamo "benefico" della febbre che cioè fa diminuire le stereotipie e l'iperattivita e permette quindi a mio figlio di trovare maggiori spunti per comunicare prosegue se la malattia in corso viene trattata con antibiotici. Terminata l'assunzione dell'antibiotico , dopo qualche giorno, noto purtroppo un aumento dello stato di eccitazione generale e un aumento delle stereotipie e dell'iperattivita' e mio figlio sembra isolarsi di nuovo. Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: [email protected] Data: 14/04/18 16:55 (GMT+01:00) A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici? È interessante perché, nella mia ignoranza, questi aspetti determinano forse il tipo di autismo di appartenenza, visto che parliamo di autismi al plurale proprio perché a vasta eziologia. E' interessante anche rilevare come proprio si ritrovi lo stesso tipo di comportamento autistico, in un mare di diversità, all'assomigliarsi di altri sintomi o comorbilita'. In questo caso la reazione alla febbre, in altri casi, come per esempio posso testimoniare io col caso di mio figlio, la presenza di sintomi gastrointestinali che aggravano il quadro, allo scomparire dei quali (piuttosto inspiegabilmente, e insorti vi assicuro sin dalla nascita) la sintomatologia autistica è pressoché scomparsa nell'adolescenza (so di dire una cosa forte); mentre nel cugino il comparire dopo i 13 anni di una importante sintomatologia gastrointestinale tale da indurre anche leggera malnutrizione (in entrambi i casi problemi a cui non si è mai riusciti a dare una specifica motivazione medica) ha fatto esplodere disturbi di tipo autistico e in aggravamento, sebbene in entrambi i casi in due soggetti HF. Grazie. Simonetta. -- Inviato da Libero Mail per Android sabato, 14 aprile 2018, 04:11PM +02:00 da [email protected]: Mi Associo a pieno a Noemi e Antonella , (per quanto la mia esperienza possa valere)..Abbiamo notato questo anche in nostro figlio, oggi di 9 anni (ma gia' con la comparsa della febbre ed ancor prima di prendere il paracetamolo).Aggiungo, per eventuali spunti, che mio figlio due anni e mezzo fa ha avuto una raffica di attacchi di crisi epilettiche (sotto forma di assenze vigili) in 24h che dopo il culmine, per le 48h successive ci restituivano un bimbo privo di stereotipie ed iperattività ( in lui molto marcata).Da genitori urlavano (ignorantemente) al miracolo ma poi tutto è tornato come prima.Gabriele Il 14 aprile 2018 alle 14.14 ANGSA RAVENNA <[email protected]> ha scritto: Per ciò che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo. ???Noemi Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka < [email protected]> ha scritto: Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino. Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo. Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente). Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere. Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento. Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre? Grazie Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy._______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Buongiorno a tutti. In realtà un'ipotesi plausibile sull'/effetto febbre/ c'è. L'ipertermia determina la sintesi di una classe di proteine denominate "proteine da shock termico", o HSP, che svolgono diversi ruoli, tra cui quello di agevolare il ripristino della corretta configurazione tridimensionale di altre proteine che l'elevata temperatura, ma anche altre condizioni, come lo stress ossidativo, possono alterare. Noi siamo stati i primi a dimostrare, nel 1996 (Int J Rad Biol, 70:337-350), che le specie radicaliche inducono un set di HSP che in parte si sovrappone a quello indotto da stress termico e che tali proteine predispongono le cellule a tollerare i danni da specie radicaliche. Come la dottssa Panisi ha anticipato su questo blog, il chiarimento dell'/effetto febbre/ è uno dei fini che ci proponiamo in un progetto che abbiamo presentato in più sedi per il finanziamento: ma non solo ci proponiamo di chiarirlo, anche abbiamo in programma di ottenerlo senza provocare la febbre. E, come più volte ho raccontato in questa sede, le prove che i soggetti ASD siano colpiti da stress ossidativo sono ormai schiaccianti, il che rende plausibile l'effetto delle HSP. Peccato che il nostro progetto, presentato alla FIA lo scorso anno, non sia piaciuto a sufficienza ai membri del comitato scientifico, che gli hanno dato scarsa priorità, per cui solo se la FIA ottenesse un grosso successo in termini di raccolta fondi si arriverebbe al suo finanziamento Marina Marini Università di Bologna Il 14/04/2018 16:11, [email protected] ha scritto:
Mi Associo a pieno a Noemi e Antonella , (per quanto la mia esperienza possa valere)..
Abbiamo notato questo anche in nostro figlio, oggi di 9 anni (ma gia' con la comparsa della febbre ed ancor prima di prendere il paracetamolo).
Aggiungo, per eventuali spunti, che mio figlio due anni e mezzo fa ha avuto una raffica di attacchi di crisi epilettiche (sotto forma di assenze vigili) in 24h che dopo il culmine, per le 48h successive ci restituivano un bimbo privo di stereotipie ed iperattività ( in lui molto marcata).
Da genitori urlavano (ignorantemente) al miracolo ma poi tutto è tornato come prima.
Gabriele
Il 14 aprile 2018 alle 14.14 ANGSA RAVENNA <[email protected]> ha scritto:
Per ciò che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo. ??? Noemi
Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka < [email protected] <mailto:[email protected]>> ha scritto:
Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino.
Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo.
Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente).
Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere.
Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento.
Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre?
Grazie
Antonella
Inviato da smartphone Samsung Galaxy. _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] <mailto:[email protected]> ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] <mailto:[email protected]>
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Grazie Dott.ssa Marini per le delucidazioni.E' un aspetto molto interessante che merita più attenzione e più studi. Peccato davvero per il progetto. Bisognerebbe poter far qualcosa per farlo partire, ma se non ci sono fondi immagino che le speranze siano poche. Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: Marina Marini <[email protected]> Data: 15/04/18 19:26 (GMT+01:00) A: [email protected] Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici? Buongiorno a tutti. In realtà un'ipotesi plausibile sull'effetto febbre c'è. L'ipertermia determina la sintesi di una classe di proteine denominate "proteine da shock termico", o HSP, che svolgono diversi ruoli, tra cui quello di agevolare il ripristino della corretta configurazione tridimensionale di altre proteine che l'elevata temperatura, ma anche altre condizioni, come lo stress ossidativo, possono alterare. Noi siamo stati i primi a dimostrare, nel 1996 (Int J Rad Biol, 70:337-350), che le specie radicaliche inducono un set di HSP che in parte si sovrappone a quello indotto da stress termico e che tali proteine predispongono le cellule a tollerare i danni da specie radicaliche. Come la dottssa Panisi ha anticipato su questo blog, il chiarimento dell'effetto febbre è uno dei fini che ci proponiamo in un progetto che abbiamo presentato in più sedi per il finanziamento: ma non solo ci proponiamo di chiarirlo, anche abbiamo in programma di ottenerlo senza provocare la febbre. E, come più volte ho raccontato in questa sede, le prove che i soggetti ASD siano colpiti da stress ossidativo sono ormai schiaccianti, il che rende plausibile l'effetto delle HSP. Peccato che il nostro progetto, presentato alla FIA lo scorso anno, non sia piaciuto a sufficienza ai membri del comitato scientifico, che gli hanno dato scarsa priorità, per cui solo se la FIA ottenesse un grosso successo in termini di raccolta fondi si arriverebbe al suo finanziamento Marina Marini Università di Bologna Il 14/04/2018 16:11, [email protected] ha scritto: Mi Associo a pieno a Noemi e Antonella , (per quanto la mia esperienza possa valere).. Abbiamo notato questo anche in nostro figlio, oggi di 9 anni (ma gia' con la comparsa della febbre ed ancor prima di prendere il paracetamolo). Aggiungo, per eventuali spunti, che mio figlio due anni e mezzo fa ha avuto una raffica di attacchi di crisi epilettiche (sotto forma di assenze vigili) in 24h che dopo il culmine, per le 48h successive ci restituivano un bimbo privo di stereotipie ed iperattività ( in lui molto marcata). Da genitori urlavano (ignorantemente) al miracolo ma poi tutto è tornato come prima. Gabriele Il 14 aprile 2018 alle 14.14 ANGSA RAVENNA <[email protected]> ha scritto: Per ciò che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo. ??? Noemi Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka < [email protected]> ha scritto: Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino. Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo. Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente). Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere. Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento. Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre? Grazie Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Ci vuole un forte impegno di tutti per raccogliere più fondi per la ricerca; bisogna che le famiglie capiscano che la ricerca potrebbe dare una svolta alla situazione dei loro cari e che si impegnino anch'esse a trovare fondi, a sensibilizzare le istituzioni. Lo so che i progetti sociali sono visti come più utili, ma bisognerebbe fare di più per la ricerca M Marini Il 15/04/2018 22:43, antonelka ha scritto:
Grazie Dott.ssa Marini per le delucidazioni. E' un aspetto molto interessante che merita più attenzione e più studi.
Peccato davvero per il progetto.
Bisognerebbe poter far qualcosa per farlo partire, ma se non ci sono fondi immagino che le speranze siano poche.
Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy.
-------- Messaggio originale -------- Da: Marina Marini <[email protected]> Data: 15/04/18 19:26 (GMT+01:00) A: [email protected] Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici?
Buongiorno a tutti.
In realtà un'ipotesi plausibile sull'/effetto febbre/ c'è. L'ipertermia determina la sintesi di una classe di proteine denominate "proteine da shock termico", o HSP, che svolgono diversi ruoli, tra cui quello di agevolare il ripristino della corretta configurazione tridimensionale di altre proteine che l'elevata temperatura, ma anche altre condizioni, come lo stress ossidativo, possono alterare.
Noi siamo stati i primi a dimostrare, nel 1996 (Int J Rad Biol, 70:337-350), che le specie radicaliche inducono un set di HSP che in parte si sovrappone a quello indotto da stress termico e che tali proteine predispongono le cellule a tollerare i danni da specie radicaliche.
Come la dottssa Panisi ha anticipato su questo blog, il chiarimento dell'/effetto febbre/ è uno dei fini che ci proponiamo in un progetto che abbiamo presentato in più sedi per il finanziamento: ma non solo ci proponiamo di chiarirlo, anche abbiamo in programma di ottenerlo senza provocare la febbre. E, come più volte ho raccontato in questa sede, le prove che i soggetti ASD siano colpiti da stress ossidativo sono ormai schiaccianti, il che rende plausibile l'effetto delle HSP.
Peccato che il nostro progetto, presentato alla FIA lo scorso anno, non sia piaciuto a sufficienza ai membri del comitato scientifico, che gli hanno dato scarsa priorità, per cui solo se la FIA ottenesse un grosso successo in termini di raccolta fondi si arriverebbe al suo finanziamento
Marina Marini
Università di Bologna
Il 14/04/2018 16:11, [email protected] ha scritto:
Mi Associo a pieno a Noemi e Antonella , (per quanto la mia esperienza possa valere)..
Abbiamo notato questo anche in nostro figlio, oggi di 9 anni (ma gia' con la comparsa della febbre ed ancor prima di prendere il paracetamolo).
Aggiungo, per eventuali spunti, che mio figlio due anni e mezzo fa ha avuto una raffica di attacchi di crisi epilettiche (sotto forma di assenze vigili) in 24h che dopo il culmine, per le 48h successive ci restituivano un bimbo privo di stereotipie ed iperattività ( in lui molto marcata).
Da genitori urlavano (ignorantemente) al miracolo ma poi tutto è tornato come prima.
Gabriele
Il 14 aprile 2018 alle 14.14 ANGSA RAVENNA <[email protected]> ha scritto:
Per ciò che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo. ??? Noemi
Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka < [email protected] <mailto:[email protected]>> ha scritto:
Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino.
Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo.
Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente).
Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere.
Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento.
Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre?
Grazie
Antonella
Inviato da smartphone Samsung Galaxy. _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] <mailto:[email protected]> ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] <mailto:[email protected]>
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
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fa molta rabbia sapere che: lo Stato non investe nella ricerca neppure quello che gli costa la vita di tre persone con autismo (tre milioni l'una), eppure la legge n.134 del 2015 che recita Art. 5 Attivita' di ricerca 1. Il Ministero della salute promuove lo sviluppo di progetti di ricerca riguardanti la conoscenza del disturbo dello spettro autistico e le buone pratiche terapeutiche ed educative. l'ente pubblico intralcia anche la sperimentazione spontanea, quella che le associazioni pagano coi contributi dei genitori e dei donatori (ricordate la donazione per un assegno di ricerca che abbiamo dato all'AUSL per sperimentare la vitamina B6 nel 2009 e che non è stata effettuata per la questione dell'assicurazione, dopo che aveva avuto il parere positivo del Comitato etico); i genitori buttano molto denaro nelle ciarlatanerie. l'avanzamento della ricerca della Prof. Marini costerebbe poco più di 100.000 euro Cordiali saluti Carlo Il giorno 15 aprile 2018 23:07, Marina Marini <[email protected]> ha scritto:
Ci vuole un forte impegno di tutti per raccogliere più fondi per la ricerca; bisogna che le famiglie capiscano che la ricerca potrebbe dare una svolta alla situazione dei loro cari e che si impegnino anch'esse a trovare fondi, a sensibilizzare le istituzioni. Lo so che i progetti sociali sono visti come più utili, ma bisognerebbe fare di più per la ricerca
M Marini
Il 15/04/2018 22:43, antonelka ha scritto:
Grazie Dott.ssa Marini per le delucidazioni. E' un aspetto molto interessante che merita più attenzione e più studi.
Peccato davvero per il progetto.
Bisognerebbe poter far qualcosa per farlo partire, ma se non ci sono fondi immagino che le speranze siano poche.
Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy.
-------- Messaggio originale -------- Da: Marina Marini <[email protected]> <[email protected]> Data: 15/04/18 19:26 (GMT+01:00) A: [email protected] Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici?
Buongiorno a tutti.
In realtà un'ipotesi plausibile sull'*effetto febbre* c'è. L'ipertermia determina la sintesi di una classe di proteine denominate "proteine da shock termico", o HSP, che svolgono diversi ruoli, tra cui quello di agevolare il ripristino della corretta configurazione tridimensionale di altre proteine che l'elevata temperatura, ma anche altre condizioni, come lo stress ossidativo, possono alterare.
Noi siamo stati i primi a dimostrare, nel 1996 (Int J Rad Biol, 70:337-350), che le specie radicaliche inducono un set di HSP che in parte si sovrappone a quello indotto da stress termico e che tali proteine predispongono le cellule a tollerare i danni da specie radicaliche.
Come la dottssa Panisi ha anticipato su questo blog, il chiarimento dell'*effetto febbre* è uno dei fini che ci proponiamo in un progetto che abbiamo presentato in più sedi per il finanziamento: ma non solo ci proponiamo di chiarirlo, anche abbiamo in programma di ottenerlo senza provocare la febbre. E, come più volte ho raccontato in questa sede, le prove che i soggetti ASD siano colpiti da stress ossidativo sono ormai schiaccianti, il che rende plausibile l'effetto delle HSP.
Peccato che il nostro progetto, presentato alla FIA lo scorso anno, non sia piaciuto a sufficienza ai membri del comitato scientifico, che gli hanno dato scarsa priorità, per cui solo se la FIA ottenesse un grosso successo in termini di raccolta fondi si arriverebbe al suo finanziamento
Marina Marini
Università di Bologna
Il 14/04/2018 16:11, [email protected] ha scritto:
Mi Associo a pieno a Noemi e Antonella , (per quanto la mia esperienza possa valere)..
Abbiamo notato questo anche in nostro figlio, oggi di 9 anni (ma gia' con la comparsa della febbre ed ancor prima di prendere il paracetamolo).
Aggiungo, per eventuali spunti, che mio figlio due anni e mezzo fa ha avuto una raffica di attacchi di crisi epilettiche (sotto forma di assenze vigili) in 24h che dopo il culmine, per le 48h successive ci restituivano un bimbo privo di stereotipie ed iperattività ( in lui molto marcata).
Da genitori urlavano (ignorantemente) al miracolo ma poi tutto è tornato come prima.
Gabriele
Il 14 aprile 2018 alle 14.14 ANGSA RAVENNA <[email protected]> <[email protected]> ha scritto:
Per ciò che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo. ??? Noemi
Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka < [email protected]> ha scritto:
Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino.
Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo.
Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente).
Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere.
Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento.
Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre?
Grazie
Antonella
Inviato da smartphone Samsung Galaxy. _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
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-- Prof. Carlo Hanau già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari Università di Modena e Reggio Emilia e Università degli Studi di Bologna
Sono pienamente d'accordo. Probabilmente trovare fondi non e' così semplice, bisognerebbe trovare degli sponsor e degli imprenditori che abbiano voglia di investire, però ci si deve provare. Io sono piombata nel mondo dell'autismo da un anno e mezzo e mi sono accorta che veramente pochissime famiglie , almeno qui nella mia zona, credono nella ricerca e sto cercando di sensibilizzarle, a fatica però devo dire. Noi abbiamo partecipato a due progetti di ricerca genetici e ora stiamo aspettando i risultati dell'analisi sul microbiota intestinale, ma quando ne parlo con altri genitori mi rendo conto che molte famiglie non hanno mai fatto un'analisi genetica. La risposta e' "tanto non si trova nulla".E' vero, nell'immediato magari sarà anche così, ma ci può dare speranze per il futuro. Mi sono resa conto che anche i medici se hanno di fronte una famiglia ben disposta verso la ricerca propongono certi esami altrimenti lasciano perdere, invece bisognerebbe proporli a tutti, specificando ovviamente che non si avranno benefici nel breve termine ma nel lungo periodo. La motivazione non e' nemmeno economica perché spesso l'individuo che ha il disturbo ha anche esenzioni e non paga. È ovvio che non si avranno dei risultati subito, solo avendo a disposizione molti dati e potendoli incrociare tra loro si potrà arrivare a qualche soluzione magari tra 20 anni (ma io dico sempre meglio tra 20 anni che tra 30 o 40!!). Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: Marina Marini <[email protected]> Data: 15/04/18 23:07 (GMT+01:00) A: [email protected] Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici? Ci vuole un forte impegno di tutti per raccogliere più fondi per la ricerca; bisogna che le famiglie capiscano che la ricerca potrebbe dare una svolta alla situazione dei loro cari e che si impegnino anch'esse a trovare fondi, a sensibilizzare le istituzioni. Lo so che i progetti sociali sono visti come più utili, ma bisognerebbe fare di più per la ricerca M Marini Il 15/04/2018 22:43, antonelka ha scritto: Grazie Dott.ssa Marini per le delucidazioni. E' un aspetto molto interessante che merita più attenzione e più studi. Peccato davvero per il progetto. Bisognerebbe poter far qualcosa per farlo partire, ma se non ci sono fondi immagino che le speranze siano poche. Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale -------- Da: Marina Marini <[email protected]> Data: 15/04/18 19:26 (GMT+01:00) A: [email protected] Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici? Buongiorno a tutti. In realtà un'ipotesi plausibile sull'effetto febbre c'è. L'ipertermia determina la sintesi di una classe di proteine denominate "proteine da shock termico", o HSP, che svolgono diversi ruoli, tra cui quello di agevolare il ripristino della corretta configurazione tridimensionale di altre proteine che l'elevata temperatura, ma anche altre condizioni, come lo stress ossidativo, possono alterare. Noi siamo stati i primi a dimostrare, nel 1996 (Int J Rad Biol, 70:337-350), che le specie radicaliche inducono un set di HSP che in parte si sovrappone a quello indotto da stress termico e che tali proteine predispongono le cellule a tollerare i danni da specie radicaliche. Come la dottssa Panisi ha anticipato su questo blog, il chiarimento dell'effetto febbre è uno dei fini che ci proponiamo in un progetto che abbiamo presentato in più sedi per il finanziamento: ma non solo ci proponiamo di chiarirlo, anche abbiamo in programma di ottenerlo senza provocare la febbre. E, come più volte ho raccontato in questa sede, le prove che i soggetti ASD siano colpiti da stress ossidativo sono ormai schiaccianti, il che rende plausibile l'effetto delle HSP. Peccato che il nostro progetto, presentato alla FIA lo scorso anno, non sia piaciuto a sufficienza ai membri del comitato scientifico, che gli hanno dato scarsa priorità, per cui solo se la FIA ottenesse un grosso successo in termini di raccolta fondi si arriverebbe al suo finanziamento Marina Marini Università di Bologna Il 14/04/2018 16:11, [email protected] ha scritto: Mi Associo a pieno a Noemi e Antonella , (per quanto la mia esperienza possa valere).. Abbiamo notato questo anche in nostro figlio, oggi di 9 anni (ma gia' con la comparsa della febbre ed ancor prima di prendere il paracetamolo). Aggiungo, per eventuali spunti, che mio figlio due anni e mezzo fa ha avuto una raffica di attacchi di crisi epilettiche (sotto forma di assenze vigili) in 24h che dopo il culmine, per le 48h successive ci restituivano un bimbo privo di stereotipie ed iperattività ( in lui molto marcata). Da genitori urlavano (ignorantemente) al miracolo ma poi tutto è tornato come prima. Gabriele Il 14 aprile 2018 alle 14.14 ANGSA RAVENNA <[email protected]> ha scritto: Per ciò che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo. ??? Noemi Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka < [email protected]> ha scritto: Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino. Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo. Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente). Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere. Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento. Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre? Grazie Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
ANGSA é nata nel 1985 e da subito ha affermato con forza che l’autismo ha una base biologica al 100 per 100 e pertanto bisogna fare ricerca biologica per cercare cause e terapie. Si é messa in contatto con molte Universitá e centri di ricerca (Bologna, Roma, Catania, Tours e tante altre) e ha cercato di educare i genitori a collaborare alle ricerche scientifiche serie, anche quando il risultato della ricerca non poteva dare un beneficio immediato al proprio figlio. Gli ostacoli a questa battaglia sono venuti da piú parti: dai ciarlatani che promettono guarigioni con terapie biologiche di non provata efficacia ( a volte anche gravate da effetti indesiderati pesanti) sfruttando l’effetto placebo; dalle ASL che, anziché promuovere, ostacolano la ricerca, come nel caso in cui chiedono somme astronomiche per l’assicurazione su sperimentazioni di sostanze innocue, il cui uso é giá possibile, ma la cui efficacia dovrebbe essere dimostrata; dalla povertá di mezzi delle Universitá, che dovrebbero avere la ricerca come una loro finalitá istituzionale ma non hanno finanziamenti per farla e li devono cercare fuori dall’Universitá, quasi andando all’elemosina per compiere una loro azione istituzionale. Purtroppo sino ad ora in biologia ci sono state molte illusioni seguite da delusioni. Qualche successo, anche parziale, ma superiore al placebo, costituirebbe un incoraggiamento a proseguire nella ricerca biologica, ma anche questo eventuale successo non puo’ cadere dal cielo, ma dovrebbe essere incoraggiato e supportato. Daniela MC
Sono pienamente d'accordo. Probabilmente trovare fondi non e' così semplice, bisognerebbe trovare degli sponsor e degli imprenditori che abbiano voglia di investire, però ci si deve provare. Io sono piombata nel mondo dell'autismo da un anno e mezzo e mi sono accorta che veramente pochissime famiglie , almeno qui nella mia zona, credono nella ricerca e sto cercando di sensibilizzarle, a fatica però devo dire. Noi abbiamo partecipato a due progetti di ricerca genetici e ora stiamo aspettando i risultati dell'analisi sul microbiota intestinale, ma quando ne parlo con altri genitori mi rendo conto che molte famiglie non hanno mai fatto un'analisi genetica. La risposta e' "tanto non si trova nulla".E' vero, nell'immediato magari sarà anche così, ma ci può dare speranze per il futuro. Mi sono resa conto che anche i medici se hanno di fronte una famiglia ben disposta verso la ricerca propongono certi esami altrimenti lasciano perdere, invece bisognerebbe proporli a tutti, specificando ovviamente che non si avranno benefici nel breve termine ma nel lungo periodo. La motivazione non e' nemmeno economica perché spesso l'individuo che ha il disturbo ha anche esenzioni e non paga. È ovvio che non si avranno dei risultati subito, solo avendo a disposizione molti dati e potendoli incrociare tra loro si potrà arrivare a qualche soluzione magari tra 20 anni (ma io dico sempre meglio tra 20 anni che tra 30 o 40!!). Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: Marina Marini <[email protected]> Data: 15/04/18 23:07 (GMT+01:00) A: [email protected] Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici?
Ci vuole un forte impegno di tutti per raccogliere più fondi per la ricerca; bisogna che le famiglie capiscano che la ricerca potrebbe dare una svolta alla situazione dei loro cari e che si impegnino anch'esse a trovare fondi, a sensibilizzare le istituzioni. Lo so che i progetti sociali sono visti come più utili, ma bisognerebbe fare di più per la ricerca M Marini
Il 15/04/2018 22:43, antonelka ha scritto:
Grazie Dott.ssa Marini per le delucidazioni. E' un aspetto molto interessante che merita più attenzione e più studi.
Peccato davvero per il progetto.
Bisognerebbe poter far qualcosa per farlo partire, ma se non ci sono fondi immagino che le speranze siano poche.
Antonella
Inviato da smartphone Samsung Galaxy.
-------- Messaggio originale -------- Da: Marina Marini <[email protected]> Data: 15/04/18 19:26 (GMT+01:00) A: [email protected] Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici?
Buongiorno a tutti. In realtà un'ipotesi plausibile sull'effetto febbre c'è. L'ipertermia determina la sintesi di una classe di proteine denominate "proteine da shock termico", o HSP, che svolgono diversi ruoli, tra cui quello di agevolare il ripristino della corretta configurazione tridimensionale di altre proteine che l'elevata temperatura, ma anche altre condizioni, come lo stress ossidativo, possono alterare. Noi siamo stati i primi a dimostrare, nel 1996 (Int J Rad Biol, 70:337-350), che le specie radicaliche inducono un set di HSP che in parte si sovrappone a quello indotto da stress termico e che tali proteine predispongono le cellule a tollerare i danni da specie radicaliche. Come la dottssa Panisi ha anticipato su questo blog, il chiarimento dell'effetto febbre è uno dei fini che ci proponiamo in un progetto che abbiamo presentato in più sedi per il finanziamento: ma non solo ci proponiamo di chiarirlo, anche abbiamo in programma di ottenerlo senza provocare la febbre. E, come più volte ho raccontato in questa sede, le prove che i soggetti ASD siano colpiti da stress ossidativo sono ormai schiaccianti, il che rende plausibile l'effetto delle HSP.
Peccato che il nostro progetto, presentato alla FIA lo scorso anno, non sia piaciuto a sufficienza ai membri del comitato scientifico, che gli hanno dato scarsa priorità, per cui solo se la FIA ottenesse un grosso successo in termini di raccolta fondi si arriverebbe al suo finanziamento Marina Marini Università di Bologna
Il 14/04/2018 16:11, [email protected] ha scritto:
Mi Associo a pieno a Noemi e Antonella , (per quanto la mia esperienza possa valere).. Abbiamo notato questo anche in nostro figlio, oggi di 9 anni (ma gia' con la comparsa della febbre ed ancor prima di prendere il paracetamolo). Aggiungo, per eventuali spunti, che mio figlio due anni e mezzo fa ha avuto una raffica di attacchi di crisi epilettiche (sotto forma di assenze vigili) in 24h che dopo il culmine, per le 48h successive ci restituivano un bimbo privo di stereotipie ed iperattività ( in lui molto marcata). Da genitori urlavano (ignorantemente) al miracolo ma poi tutto è tornato come prima. Gabriele
Il 14 aprile 2018 alle 14.14 ANGSA RAVENNA <[email protected]> ha scritto:
Per ciò che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo. ??? Noemi
Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka < [email protected]> ha scritto:
Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino.
Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo.
Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente).
Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere.
Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento.
Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre?
Grazie
Antonella
Inviato da smartphone Samsung Galaxy.
_______________________________________________
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ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).
Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus.
Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
_______________________________________________
Lista di discussione autismo-biologia
ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).
Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus.
Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
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participants (8)
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ANGSA RAVENNA -
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Carlo Hanau -
Cristina Panisi -
daniela@autismo33.it -
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Marina Marini -
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