fa molta rabbia sapere che:
lo Stato non investe nella ricerca neppure quello che gli costa la vita di tre persone con autismo (tre milioni l'una), eppure la legge n.134 del 2015 che recita
  Art. 5 
 
 
                        Attivita' di ricerca 
 
  1. Il Ministero della salute promuove lo sviluppo  di  progetti  di
ricerca  riguardanti  la  conoscenza  del  disturbo   dello   spettro
autistico e le buone pratiche terapeutiche ed educative. 

l'ente pubblico intralcia anche la sperimentazione spontanea, quella che le associazioni pagano coi contributi dei genitori e dei donatori (ricordate la donazione per un assegno di ricerca che abbiamo dato all'AUSL per sperimentare la vitamina B6 nel 2009 e che non è stata effettuata per la questione dell'assicurazione, dopo che aveva avuto il parere positivo del Comitato etico);

i genitori buttano molto denaro nelle ciarlatanerie.

l'avanzamento della ricerca della Prof. Marini costerebbe poco più di 100.000 euro

Cordiali saluti
Carlo


Il giorno 15 aprile 2018 23:07, Marina Marini <Marina.marini@unibo.it> ha scritto:

Ci vuole un forte impegno di tutti per raccogliere più fondi per la ricerca; bisogna che le famiglie capiscano che la ricerca potrebbe dare una svolta alla situazione dei loro cari e che si impegnino anch'esse a trovare fondi, a sensibilizzare le istituzioni. Lo so che i progetti sociali sono visti come più utili, ma bisognerebbe fare di più per la ricerca

M Marini


Il 15/04/2018 22:43, antonelka ha scritto:
Grazie Dott.ssa Marini per le delucidazioni.
E' un aspetto molto interessante che merita più attenzione e più studi.

Peccato davvero per il progetto.

Bisognerebbe poter far qualcosa per farlo partire, ma se non ci sono fondi immagino che le speranze siano poche.

Antonella 
Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

-------- Messaggio originale --------
Da: Marina Marini <Marina.marini@unibo.it>
Data: 15/04/18 19:26 (GMT+01:00)
Oggetto: Re: [autismo-biologia] Febbre come influisce sul cervello nei pazienti autistici?

Buongiorno a tutti.

In realtà un'ipotesi plausibile sull'effetto febbre c'è. L'ipertermia determina la sintesi di una classe di proteine denominate "proteine da shock termico", o HSP, che svolgono diversi ruoli, tra cui quello di agevolare il ripristino della corretta configurazione tridimensionale di altre proteine che l'elevata temperatura, ma anche altre condizioni, come lo stress ossidativo, possono alterare.

Noi siamo stati i primi a dimostrare, nel 1996 (Int J Rad Biol, 70:337-350), che le specie radicaliche inducono un set di HSP che in parte si sovrappone a quello indotto da stress termico e che tali proteine predispongono le cellule a tollerare i danni da specie radicaliche.

Come la dottssa Panisi ha anticipato su questo blog, il chiarimento dell'effetto febbre è uno dei fini che ci proponiamo in un progetto che abbiamo presentato in più sedi per il finanziamento: ma non solo ci proponiamo di chiarirlo, anche abbiamo in programma di ottenerlo senza provocare la febbre. E, come più volte ho raccontato in questa sede, le prove che i soggetti ASD siano colpiti da stress ossidativo sono ormai schiaccianti, il che rende plausibile l'effetto delle HSP.

Peccato che il nostro progetto, presentato alla FIA lo scorso anno, non sia piaciuto a sufficienza ai membri del comitato scientifico, che gli hanno dato scarsa priorità, per cui solo se la FIA ottenesse un grosso successo in termini di raccolta fondi si arriverebbe al suo finanziamento

Marina Marini

Università di Bologna



Il 14/04/2018 16:11, gabriele.leone76@libero.it ha scritto:

Mi Associo a pieno a Noemi e Antonella , (per quanto la mia esperienza possa valere)..

Abbiamo notato questo anche in nostro figlio, oggi di 9 anni (ma gia' con la comparsa della febbre ed ancor prima di prendere il paracetamolo).

Aggiungo, per eventuali spunti, che mio figlio due anni e mezzo fa ha avuto una raffica di attacchi di crisi epilettiche (sotto forma di assenze vigili) in 24h che dopo il culmine, per le 48h successive ci restituivano un bimbo privo di stereotipie ed iperattività ( in lui molto marcata).

Da genitori urlavano (ignorantemente) al miracolo ma poi tutto è tornato come prima.

Gabriele


Il 14 aprile 2018 alle 14.14 ANGSA RAVENNA <angsaravenna@gmail.com> ha scritto:

Per ciò  che può valere, vorrei dare il mio contributo confermando la stessa cosa per mio figlio,oggi adulto,in età  infantile e seppure meno,anche dopo. Ho avuto la sensazione che l'effetto fosse dovuto al paracetamolo.  ???
Noemi

Il Sab 14 Apr 2018 11:37 antonelka < antonelka@tiscali.it> ha scritto:

Io ho notato che quando mio figlio ( 4 anni nello spettro) ha la febbre e' un altro bambino.

Guarda molto di più negli occhi, non fa quasi per niente stereotipie, sta molto più seduto, che invece in genere e' molto iperattivo.

Sostanzialmente diventa molto più attento ed esegue subito le istruzioni che gli si danno, prova a comunicare di più verbalmente e prova anche un po' a giocare ( cosa che avviene raramente).

Io ho fatto questa domanda a molti medici ma nessuno mi ha saputo rispondere.

Sicuramente quello che si nota e' che non essendo in forma ha meno energie da spendere in iperattività e stereotipie e questo gli permette di stare molto più attento.

Che voi sappiate c'è qualche medicinale che possa avere lo stesso effetto che gli fa la febbre?

Grazie

Antonella


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Prof. Carlo Hanau
già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari
Università di Modena e Reggio Emilia e Università degli Studi di Bologna