Stadiventando sempre piu' frequente il ricorso alla medicina cosiddettanaturale, vale a dire l' uso di sostanze che si trovano normalmentein natura, e in particolare nei cibi, a scopo di integrare l'alimentazione, ma anche per curare i sintomi piu' disparati.Tragli integratori un posto di rilievo occupano vitamine e minerali. Iprodotti che contengono vitamine e minerali vengono in parteacquistati direttamente dagli utenti in modo tradizionale o viaInternet, in parte prescritti dai medici, talora con l'intento disfruttarne l'effetto placebo, nella convinzione che tali sostanzesiano quanto meno innocue e che la prescrizione rispetti la regola del “Primum non nocere”InUSA il consumo di integratori e' notevole anche nei bambini sani (31% ) e aumenta nei bambini con disturbi dello spettro autistico(56%). Verosimilmente la situazione non e' molto diversa per ibambini con autismo italiani . Non saprei se il consumo di integratori sia diffuso anche per i bambini senza particolariproblemi in Italia.StewartPA. E colleghi ( Dietary Supplementation in Children with AutismSpectrum Disorders: Common, Insufficient, and Excessive. Journalof the Academy of Nutrition and Dietetics. 2015. June 4) hannoimpostato uno studio finalizzato a documentare assunzioni carenti oeccessive di vitamine e minerali da parte dei bambini con disturbidello spettro autistico.L'ipotesi di partenza e' che i bambini conautismo possano avere una dieta squilibrata a causa del grandeconsumo di integratori da un lato e delle frequenti abitudinialimentari selettive e monotone dall'altro. Nello studio sono statiarruolati 288 bambini con autismo dai 2 agli 11 anni provenienti dadiversi stati USA. Gli integratori piu' frequentemente somministratisono risultati polivitaminici e minerali. Lostudio e' consistito nel fare compilare a tutti gli adulti che somministravano il cibo ai bambini un diario di tre giorni consecutivisia degli alimenti che degli integratori. Uno staff di nutrizionistideduceva dal diario alimentare la dose media giornaliera dellesingole vitamine e dei singoli minerali e la confrontava con i limitiinferiori e superiori degli standard consigliati (Dietary ReferenceIntakes (DRIs) ) . Lostudio ha evidenziato che i supplementi portavano ad una eccessivaintroduzione: di vitamina A, folato e zinco in tutto il campione; divitamina C e rame nei bambini dai due ai tre anni e di manganese erame nei bambini dai 4 agli 8 anni.Vi erainvece una assunzione insufficiente di: vitamina D, calcio, potassio,acido pantotenico e colina.Imicronutrienti che venivano piu' consumati con la dieta erano glistessi che piu' frequentemente si trovavano negli integratori. Gliautori dicono che poco e' stato pubblicato sugli effetti a lungotermine di una eccessiva assunzione di micronutrienti sulla salute esul comportamento. Una sostanza che pero' desta particolarepreoccupazione e' la vitamina A, soprattutto quando somministratacome retinolo, i cui effetti indesiderati possono essere: nausea,cefalea, stanchezza, perdita dell'appetito, disturbi psichiatrici,osteoporosi e irritabilita'. Perquanto riguarda i micronutrienti assunti in quantita' inferiori aquelle minime raccomandate, gli autori ritengono che sianopreoccupanti soprattutto le insufficienze di calcio e vitamina D, mamettono in guardia contro l'assunzione di integratori, soprattuttoper la vitamina D, di cui e' nota la possibilita' di ipervitaminosi.Persopperire alle carenze sono opportuni aggiustamenti dietetici e, perla vitamina D, l'esposizione al sole. Commentimiei L'articolo mi ha deluso in quanto dal titolo mi aspettavo che, oltre almonitoraggio dell' assunzione dei micronutrienti, gli autori avesseroindagato anche le eventuali ripercussioni biochimico – clinichedella scarsa o eccessiva presenza dei micronutrienti nell' organismo. Inparticolare, trattandosi di bambini con una disfunzione cerebralepiu' o meno estesa, mi aspettavo che si cercasse una correlazionetra anomalie nutrizionali e disturbi in ambito psichico, come adesempio irritabilita', insonnia o disattenzione, se non proprio acarico dei sintomi propri dello spettro autistico. Sarebbestato ancora piu' interessante monitorare l'eventuale regressione deisintomi con la correzione degli squilibri biochimici. Lostudio si e' limitato a fare una fotografia dell'alimentazione e aconfrontarla con i parametri di riferimento standardizzati per eta'.Nonsi fa cenno all'ipotesi che alcuni sottogruppi di bambini con autismopossano beneficiare di dosi di micronutrienti superiori a quellestandard.Dadecenni studiosi autorevoli dicono che la somministrazione di dosifarmacologiche di vitamina B6 e Magnesio merita di essere indagatacon sperimentazioni randomizzate controllate, in quanto ci sononumerose testimonianze aneddotiche di miglioramenti e alcunesperimentazioni con risultati positivi, ma eseguite con unametodologia non soddisfacente.LaCochrane Collaboration ha fatto numerose revisioni di talisperimentazioni, ritenendo promettente tale terapia, per cui aconclusione di ogni revisione raccomanda di progettaresperimentazioni di buona qualita' metodologica. Furtherresearch using larger, well-designed trials is needed. http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD003497.pub2/abstract?u...
Molto interessante e sollecitavo proprio tramite questa mailing list un sodalizio tra ricercatori per progettare studi di buona qualità come quelli che suggerisci. A disposizione, Francesco Galli, PhD Associate professor of Endocrinology, Nephrology, Health and Food Sciences Full Professor of Biochemistry (2012 habilitation) Nutrition and clinical biochemistry lab Dept of Pharmaceutical Sciences University of Perugia Pole of Via del Giochetto 06126 Perugia, Italy cid:[email protected]+39 075 585 7445/7490 cid:[email protected]+39 075 585 7490 (upon preliminary notification) cid:[email protected]+39 335 6858596 Skype me at "fragalli" Da: [email protected] [mailto:[email protected]] Per conto di daniela marianicerati Inviato: 23 September 2015 15:02 A: Autismo Biologia Oggetto: [autismo-biologia] integratori Sta diventando sempre piu' frequente il ricorso alla medicina cosiddetta naturale, vale a dire l' uso di sostanze che si trovano normalmente in natura, e in particolare nei cibi, a scopo di integrare l'alimentazione, ma anche per curare i sintomi piu' disparati. Tra gli integratori un posto di rilievo occupano vitamine e minerali. I prodotti che contengono vitamine e minerali vengono in parte acquistati direttamente dagli utenti in modo tradizionale o via Internet, in parte prescritti dai medici, talora con l'intento di sfruttarne l'effetto placebo, nella convinzione che tali sostanze siano quanto meno innocue e che la prescrizione rispetti la regola del “Primum non nocere” In USA il consumo di integratori e' notevole anche nei bambini sani (31% ) e aumenta nei bambini con disturbi dello spettro autistico (56%). Verosimilmente la situazione non e' molto diversa per i bambini con autismo italiani . Non saprei se il consumo di integratori sia diffuso anche per i bambini senza particolari problemi in Italia. Stewart PA. E colleghi ( Dietary Supplementation in Children with Autism Spectrum Disorders: Common, Insufficient, and Excessive. Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics. 2015. June 4) hanno impostato uno studio finalizzato a documentare assunzioni carenti o eccessive di vitamine e minerali da parte dei bambini con disturbi dello spettro autistico. L'ipotesi di partenza e' che i bambini con autismo possano avere una dieta squilibrata a causa del grande consumo di integratori da un lato e delle frequenti abitudini alimentari selettive e monotone dall'altro. Nello studio sono stati arruolati 288 bambini con autismo dai 2 agli 11 anni provenienti da diversi stati USA. Gli integratori piu' frequentemente somministrati sono risultati polivitaminici e minerali. Lo studio e' consistito nel fare compilare a tutti gli adulti che somministravano il cibo ai bambini un diario di tre giorni consecutivi sia degli alimenti che degli integratori. Uno staff di nutrizionisti deduceva dal diario alimentare la dose media giornaliera delle singole vitamine e dei singoli minerali e la confrontava con i limiti inferiori e superiori degli standard consigliati (Dietary Reference Intakes (DRIs) ) . Lo studio ha evidenziato che i supplementi portavano ad una eccessiva introduzione: di vitamina A, folato e zinco in tutto il campione; di vitamina C e rame nei bambini dai due ai tre anni e di manganese e rame nei bambini dai 4 agli 8 anni. Vi era invece una assunzione insufficiente di: vitamina D, calcio, potassio, acido pantotenico e colina. I micronutrienti che venivano piu' consumati con la dieta erano gli stessi che piu' frequentemente si trovavano negli integratori. Gli autori dicono che poco e' stato pubblicato sugli effetti a lungo termine di una eccessiva assunzione di micronutrienti sulla salute e sul comportamento. Una sostanza che pero' desta particolare preoccupazione e' la vitamina A, soprattutto quando somministrata come retinolo, i cui effetti indesiderati possono essere: nausea, cefalea, stanchezza, perdita dell'appetito, disturbi psichiatrici, osteoporosi e irritabilita'. Per quanto riguarda i micronutrienti assunti in quantita' inferiori a quelle minime raccomandate, gli autori ritengono che siano preoccupanti soprattutto le insufficienze di calcio e vitamina D, ma mettono in guardia contro l'assunzione di integratori, soprattutto per la vitamina D, di cui e' nota la possibilita' di ipervitaminosi. Per sopperire alle carenze sono opportuni aggiustamenti dietetici e, per la vitamina D, l'esposizione al sole. Commenti miei L' articolo mi ha deluso in quanto dal titolo mi aspettavo che, oltre al monitoraggio dell' assunzione dei micronutrienti, gli autori avessero indagato anche le eventuali ripercussioni biochimico – cliniche della scarsa o eccessiva presenza dei micronutrienti nell' organismo. In particolare, trattandosi di bambini con una disfunzione cerebrale piu' o meno estesa, mi aspettavo che si cercasse una correlazione tra anomalie nutrizionali e disturbi in ambito psichico, come ad esempio irritabilita', insonnia o disattenzione, se non proprio a carico dei sintomi propri dello spettro autistico. Sarebbe stato ancora piu' interessante monitorare l'eventuale regressione dei sintomi con la correzione degli squilibri biochimici. Lo studio si e' limitato a fare una fotografia dell'alimentazione e a confrontarla con i parametri di riferimento standardizzati per eta'. Non si fa cenno all'ipotesi che alcuni sottogruppi di bambini con autismo possano beneficiare di dosi di micronutrienti superiori a quelle standard. Da decenni studiosi autorevoli dicono che la somministrazione di dosi farmacologiche di vitamina B6 e Magnesio merita di essere indagata con sperimentazioni randomizzate controllate, in quanto ci sono numerose testimonianze aneddotiche di miglioramenti e alcune sperimentazioni con risultati positivi, ma eseguite con una metodologia non soddisfacente. La Cochrane Collaboration ha fatto numerose revisioni di tali sperimentazioni, ritenendo promettente tale terapia, per cui a conclusione di ogni revisione raccomanda di progettare sperimentazioni di buona qualita' metodologica. Further research using larger, well-designed trials is needed. http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD003497.pub2/abstract?u... <http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD003497.pub2/abstract?userIsAuthenticated=false&deniedAccessCustomisedMessage> &deniedAccessCustomisedMessage=
Tra imicronutrienti che sono stati oggetto di studio in rapporto con l'autismo un posto di rilievo spetta alla vitamina D. Essendo il numerodi studi abbastanza rilevante e' stato possibile fare una metanalisi,come risulta dal seguente lavoro di cui riporto l'abstract. EurChild Adolesc Psychiatry. 2015Oct 29. [Epub ahead of print] Serumconcentration of 25-hydroxyvitamin D in autism spectrum disorder: asystematic review and meta-analysis. Wang T, Shan L, Du L, Feng J, Xu Z, Staal WG, Jia F. Abstract Vitamin D may play an important role in theetiology of Autism Spectrum Disorders (ASD). Vitamin D is regarded asa neuroactive steroid affecting brain development and function. Itplays an essential role in myelination, which is important forconnectivity in the brain. Studies have shown that decreased vitaminD levels in patients, decreased maternal vitamin D levels duringpregnancy, and decreased exposure to solar UVB might increase therisk for ASD. In addition, autism symptoms and global functioning mayimprove after vitamin D supplementation. Here, we sought to aggregateinformation from previous publications on vitamin D levels and ASD,in order to achieve a higher statistical power and thereby todetermine the validity of vitamin D deficiency as a risk factor forASD. For this meta-analysis, 11 studies met the inclusion andexclusion criteria, accounting for a total of 870 ASD patients and782 healthy controls. Levels of serum 25(OH) D in participants withASD were significantly lower than controls, suggesting that lowervitamin D level might be a risk factor for ASD. La carenza di vitamina D sarebbe un fattore dirischio per autismo in gravidanza e un fattore di peggioramento deisintomi nel bambino affetto. Degno di nota il fatto che vi sarebbeuna correlazione tra entita' del deficit e gravita' dei sintomi. Themean 25-OHD levels in patients with severe autism were significantlylower than those in patients with mild/moderate autism. Serum 25-OHDlevels had significant negative correlations with Childhood AutismRating Scale (CARS) scores. (Saad KS et al, VitaminD status in autism spectrum disorders and the efficacy of vitamin Dsupplementation in autistic children, NutrNeurosci. 2015Apr 15. [Epub ahead of print])Ancora piu' interessante il fatto che con lacorrezione del deficit vitaminico si e' avuto un miglioramento deisintomi Collectively, 80.72% (67/83) of subjects who receivedvitamin D3 treatment had significantly improved outcome, which wasmainly in the sections of the CARS and aberrant behavior checklistsubscales that measure behavior, stereotypy, eye contact, andattention span. La vitamina D proviene dal cibo edall'esposizione al sole in quanto i raggi ultravioletti netrasformano la forma inattiva nella forma attiva.I cibi che maggiormente la contengono sonopescigrassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine e merluzzo; olio di fegato di merluzzo; latte e latticini; uova; verdure a foglia verde.Bisognaquindi fare attenzione ai potenziali danni della dieta senza caseina(immeritatamente tanto popolare) e all'azzeramento da parte di moltidel consumo di pesce, per paura dell'inquinamento da mercurio. Leconseguenze pratiche di quanto sopra, prima che a livello di ricerca, sono a livello di pratica clinica. Se la carenza di vitamina D e'frequente nelle persone con autismo sarebbe bene praticarne ildosaggio nel sangue e correggerne l'eventuale carenza. Questo nonsarebbe ricerca, ma normale routine clinica. In presenza di undocumentato deficit di un nutriente non sarebbe etico noncorreggerlo. Orasarebbe utile confermare, e questo sarebbe davvero una bella novita', il miglioramento dei sintomi propri dell'autismo dopo la correzionedel deficit. Questo sarebbe un promettente campo di ricerca. Il Mercoledì 23 Settembre 2015 15:02, daniela marianicerati <[email protected]> ha scritto: Stadiventando sempre piu' frequente il ricorso alla medicina cosiddettanaturale, vale a dire l' uso di sostanze che si trovano normalmentein natura, e in particolare nei cibi, a scopo di integrare l'alimentazione, ma anche per curare i sintomi piu' disparati.Tragli integratori un posto di rilievo occupano vitamine e minerali. Iprodotti che contengono vitamine e minerali vengono in parteacquistati direttamente dagli utenti in modo tradizionale o viaInternet, in parte prescritti dai medici, talora con l'intento disfruttarne l'effetto placebo, nella convinzione che tali sostanzesiano quanto meno innocue e che la prescrizione rispetti la regola del “Primum non nocere”InUSA il consumo di integratori e' notevole anche nei bambini sani (31% ) e aumenta nei bambini con disturbi dello spettro autistico(56%). Verosimilmente la situazione non e' molto diversa per ibambini con autismo italiani . Non saprei se il consumo di integratori sia diffuso anche per i bambini senza particolariproblemi in Italia.StewartPA. E colleghi ( Dietary Supplementation in Children with AutismSpectrum Disorders: Common, Insufficient, and Excessive. Journalof the Academy of Nutrition and Dietetics. 2015. June 4) hannoimpostato uno studio finalizzato a documentare assunzioni carenti oeccessive di vitamine e minerali da parte dei bambini con disturbidello spettro autistico.L'ipotesi di partenza e' che i bambini conautismo possano avere una dieta squilibrata a causa del grandeconsumo di integratori da un lato e delle frequenti abitudinialimentari selettive e monotone dall'altro. Nello studio sono statiarruolati 288 bambini con autismo dai 2 agli 11 anni provenienti dadiversi stati USA. Gli integratori piu' frequentemente somministratisono risultati polivitaminici e minerali. Lostudio e' consistito nel fare compilare a tutti gli adulti che somministravano il cibo ai bambini un diario di tre giorni consecutivisia degli alimenti che degli integratori. Uno staff di nutrizionistideduceva dal diario alimentare la dose media giornaliera dellesingole vitamine e dei singoli minerali e la confrontava con i limitiinferiori e superiori degli standard consigliati (Dietary ReferenceIntakes (DRIs) ) . Lostudio ha evidenziato che i supplementi portavano ad una eccessivaintroduzione: di vitamina A, folato e zinco in tutto il campione; divitamina C e rame nei bambini dai due ai tre anni e di manganese erame nei bambini dai 4 agli 8 anni.Vi erainvece una assunzione insufficiente di: vitamina D, calcio, potassio,acido pantotenico e colina.Imicronutrienti che venivano piu' consumati con la dieta erano glistessi che piu' frequentemente si trovavano negli integratori. Gliautori dicono che poco e' stato pubblicato sugli effetti a lungotermine di una eccessiva assunzione di micronutrienti sulla salute esul comportamento. Una sostanza che pero' desta particolarepreoccupazione e' la vitamina A, soprattutto quando somministratacome retinolo, i cui effetti indesiderati possono essere: nausea,cefalea, stanchezza, perdita dell'appetito, disturbi psichiatrici,osteoporosi e irritabilita'. Perquanto riguarda i micronutrienti assunti in quantita' inferiori aquelle minime raccomandate, gli autori ritengono che sianopreoccupanti soprattutto le insufficienze di calcio e vitamina D, mamettono in guardia contro l'assunzione di integratori, soprattuttoper la vitamina D, di cui e' nota la possibilita' di ipervitaminosi.Persopperire alle carenze sono opportuni aggiustamenti dietetici e, perla vitamina D, l'esposizione al sole. Commentimiei L'articolo mi ha deluso in quanto dal titolo mi aspettavo che, oltre almonitoraggio dell' assunzione dei micronutrienti, gli autori avesseroindagato anche le eventuali ripercussioni biochimico – clinichedella scarsa o eccessiva presenza dei micronutrienti nell' organismo. Inparticolare, trattandosi di bambini con una disfunzione cerebralepiu' o meno estesa, mi aspettavo che si cercasse una correlazionetra anomalie nutrizionali e disturbi in ambito psichico, come adesempio irritabilita', insonnia o disattenzione, se non proprio acarico dei sintomi propri dello spettro autistico. Sarebbestato ancora piu' interessante monitorare l'eventuale regressione deisintomi con la correzione degli squilibri biochimici. Lostudio si e' limitato a fare una fotografia dell'alimentazione e aconfrontarla con i parametri di riferimento standardizzati per eta'.Nonsi fa cenno all'ipotesi che alcuni sottogruppi di bambini con autismopossano beneficiare di dosi di micronutrienti superiori a quellestandard.Dadecenni studiosi autorevoli dicono che la somministrazione di dosifarmacologiche di vitamina B6 e Magnesio merita di essere indagatacon sperimentazioni randomizzate controllate, in quanto ci sononumerose testimonianze aneddotiche di miglioramenti e alcunesperimentazioni con risultati positivi, ma eseguite con unametodologia non soddisfacente.LaCochrane Collaboration ha fatto numerose revisioni di talisperimentazioni, ritenendo promettente tale terapia, per cui aconclusione di ogni revisione raccomanda di progettaresperimentazioni di buona qualita' metodologica. Furtherresearch using larger, well-designed trials is needed. http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD003497.pub2/abstract?u... _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Il Martedì 1 Dicembre 2015 18:12, daniela marianicerati <[email protected]> ha scritto: Tra imicronutrienti che sono stati oggetto di studio in rapporto con l'autismo un posto di rilievo spetta alla vitamina D. Essendo il numerodi studi abbastanza rilevante e' stato possibile fare una metanalisi,come risulta dal seguente lavoro di cui riporto l'abstract. EurChild Adolesc Psychiatry. 2015Oct 29. [Epub ahead of print] Serumconcentration of 25-hydroxyvitamin D in autism spectrum disorder: asystematic review and meta-analysis. Wang T, Shan L, Du L, Feng J, Xu Z, Staal WG, Jia F. Abstract Vitamin D may play an important role in theetiology of Autism Spectrum Disorders (ASD). Vitamin D is regarded asa neuroactive steroid affecting brain development and function. Itplays an essential role in myelination, which is important forconnectivity in the brain. Studies have shown that decreased vitaminD levels in patients, decreased maternal vitamin D levels duringpregnancy, and decreased exposure to solar UVB might increase therisk for ASD. In addition, autism symptoms and global functioning mayimprove after vitamin D supplementation. Here, we sought to aggregateinformation from previous publications on vitamin D levels and ASD,in order to achieve a higher statistical power and thereby todetermine the validity of vitamin D deficiency as a risk factor forASD. For this meta-analysis, 11 studies met the inclusion andexclusion criteria, accounting for a total of 870 ASD patients and782 healthy controls. Levels of serum 25(OH) D in participants withASD were significantly lower than controls, suggesting that lowervitamin D level might be a risk factor for ASD. La carenza di vitamina D sarebbe un fattore dirischio per autismo in gravidanza e un fattore di peggioramento deisintomi nel bambino affetto. Degno di nota il fatto che vi sarebbeuna correlazione tra entita' del deficit e gravita' dei sintomi. Themean 25-OHD levels in patients with severe autism were significantlylower than those in patients with mild/moderate autism. Serum 25-OHDlevels had significant negative correlations with Childhood AutismRating Scale (CARS) scores. (Saad KS et al, VitaminD status in autism spectrum disorders and the efficacy of vitamin Dsupplementation in autistic children, NutrNeurosci. 2015Apr 15. [Epub ahead of print])Ancora piu' interessante il fatto che con lacorrezione del deficit vitaminico si e' avuto un miglioramento deisintomi Collectively, 80.72% (67/83) of subjects who receivedvitamin D3 treatment had significantly improved outcome, which wasmainly in the sections of the CARS and aberrant behavior checklistsubscales that measure behavior, stereotypy, eye contact, andattention span. 27settembre 2016Lametanalisi fatta dal gruppo di autori cinesi e danesi é una buona premessa per faresperimentazioni sull’uso della vitamina D come terapia sintomaticadell’autismo. L’invito implicito nella metanalisi é stato coltoda un gruppo neozelandese che ha pubblicato un disegno disperimentazione randomizzata controllata con vitamina D e placebo,aggiungendo anche un braccio con omega3 e un altro braccio conl’associazione di vitamina D e omega3. Questo per sfruttare ilpresunto sinergismo tra le due sostanze"thereare speculations that vitamin D and n-3 LCPUFAs may improve ASDsymptoms because of their shared functions and each nutrient-specificrole that complements the other nutrient’sfunctions Bothnutrients are powerful anti-inflammatory agents, immune modulatorsand neuroprotectors". Primadell’arruolamento nella sperimentazione a tutti i bambini, chedevono avere, oltre alla diagnosi di disturbo dello spettroautistico, un’etá compresa tra i 2 e mezzo e gli otto anni, vienedosata la vitamina D (serum25(OH)D) nel sangue.La vitaminemia D deve essere inferiore a 75+ 10 nmol/L peri bambini che vengono inclusi nello studio in inverno e inferiore a 105 nmol/L +10 nmol/L perquelli chevengono inclusi durante l’estate. Questoper non rischiare l’ipervitaminosi. Nelcaso l’esame mostri una carenza conclamata di vitamina D, prima di entrarenello studio la carenza viene corretta e solo dopo lacorrezione ilbambino puo’ essere incluso nella sperimentazione. Siprevede comedurata della sperimentazione un anno e un numero minimo di partecipanti per ogni bracciosperimentale di 42,in modo che i risultati abbianovalore statistico. Lepremesse biologiche ci sono, il disegno sperimentale pare buono.Speriamo che gli autori riescano a portare a termine lasperimentazione e che pubblichino i risultati comunque, siano essipositivi, come si spera, o negativi.L’articolocitato é VitaminD and omega-3 fatty acid supplements in children with autism spectrumdisorder: a study protocol for a factorial randomised, double-blind,placebo-controlled trial HajarMazahery1, Cathryn Conlon1, Kathryn L. Beck1, Marlena C. Kruger1,Welma Stonehouse2, Carlos A. Camargo Jr.3, Barbara J. Meyer4,Bobby Tsang5, Owen Mugridge1 and Pamela R. von Hurst1* Trials(2016) 17:295 DOI10.1186/s13063-016-1428-8
Dopo le premesse in base alle quali risulta plausibile un impiego terapeutico della vitamina D ecco una prima sperimentazione sull’uomo con risultati positivi Si tratta di una sperimentazione randomizzata controllata con vitamina D contro placebo. Hanno portato a termine la sperimentazione, durata 4 mesi , 109 bambini dai tre ai dieci anni con diagnosi di disturbo dello spettro autistico: 55 nel gruppo con vitamina D e 54 nel gruppo placebo. Non si tratta della correzione di di un deficit in quanto i bambini che presentavano un deficit conclamato della vitamina (< 20 ng/ml) venivano esclusi dalla sperimentazione e curati secondo le regole della medicina tradizionale. Erano bambini con livelli sierici di 25-idrossicolecalciferolo (25 (OH)D) superiori a 20 ng/ml. Il dosaggio scelto di vitamina D3 in gocce é stato di 300 IU/kg/ die con un limite massimo di 5,000 IU/die. Ci sono stati miglioramenti statisticamente significativi nei seguenti settori: irritabilitá ( p = .01), iperattivitá ( p = .014), evitamento sociale ( p = .003), comportamento stereotipato ( p < .01), linguaggio inappropriato ( p < .01). socievolezza (p = .004), cognizione sociale ( p < .001), consapevolezza sociale ( p < .001) e comportamento (p < .05) Non ci sono stati cambiamenti significativi nella comunicazione sociale e nella motivazione sociale. Questo é il primo trial randomizzato controllato sulla vitamina D nell’autismo idiopatico. Sarebbe opportuno che la sperimentazione fosse ripetuta da gruppi indipendenti al piú presto. C’é infatti un grande bisogno di affiancare alle terapie abilitative dei trattamenti biologici e un farmaco vecchio e noto come la vitamina D, se se ne confermasse l’efficacia, darebbe meno preoccupazioni di tossicitá di farmaci nuovi e non ancora commercializzati su larga scala. Fonte: J Child Psychol Psychiatry. 2016 Nov 21. doi: 10.1111/jcpp.12652. [Epub ahead of print] Randomized controlled trial of vitamin D supplementation in children with autism spectrum disorder. Saad K1, Abdel-Rahman AA2, Elserogy YM2, Al-Atram AA3, El-Houfey AA4, Othman HA5, Bjørklund G6, Jia F7, Urbina MA8,9, Abo-Elela MG10, Ahmad FA1, Abd El-Baseer KA10, Ahmed AE10, Abdel-Salam AM11. 1 dicembre 2015
Tra i micronutrienti che sono stati oggetto di studio in rapporto con l'autismo un posto di rilievo spetta alla vitamina D. Essendo il numero di studi abbastanza rilevante e' stato possibile fare una metanalisi, come risulta dal seguente lavoro di cui riporto l'abstract. EurChild Adolesc Psychiatry. 2015Oct 29. [Epub ahead of print] Serumconcentration of 25-hydroxyvitamin D in autism spectrum disorder: asystematic review and meta-analysis. Wang T, Shan L, Du L, Feng J, Xu Z, Staal WG, Jia F. Abstract
Vitamin D may play an important role in the etiology of Autism Spectrum Disorders (ASD). Vitamin D is regarded as a neuroactive steroid affecting brain development and function. It plays an essential role in myelination, which is important for connectivity in the brain. Studies have shown that decreased vitaminD levels in patients, decreased maternal vitamin D levels during pregnancy, and decreased exposure to solar UVB might increase the risk for ASD. In addition, autism symptoms and global functioning may improve after vitamin D supplementation. Here, we sought to aggregate information from previous publications on vitamin D levels and ASD,in order to achieve a higher statistical power and thereby to determine the validity of vitamin D deficiency as a risk factor for ASD. For this meta-analysis, 11 studies met the inclusion and exclusion criteria, accounting for a total of 870 ASD patients and782 healthy controls. Levels of serum 25(OH) D in participants with ASD were significantly lower than controls, suggesting that lower vitamin D level might be a risk factor for ASD.
La carenza di vitamina D sarebbe un fattore di rischio per autismo in gravidanza e un fattore di peggioramento dei sintomi nel bambino affetto. Degno di nota il fatto che vi sarebbe una correlazione tra entita' del deficit e gravita' dei sintomi. The mean 25-OHD levels in patients with severe autism were significantly lower than those in patients with mild/moderate autism. Serum 25-OHD levels had significant negative correlations with Childhood AutismRating Scale (CARS) scores. (Saad KS et al, VitaminD status in autism spectrum disorders and the efficacy of vitamin D supplementation in autistic children, Nutr Neurosci. 2015Apr 15. [Epub ahead of print])
Ancora piu' interessante il fatto che con
la correzione del deficit vitaminico si e' avuto un miglioramento dei sintomi Collectively, 80.72% (67/83) of subjects who received vitamin D3 treatment had significantly improved outcome, which was mainly in the sections of the CARS and aberrant behavior checklist subscales that measure behavior, stereotypy, eye contact, and attention span. La vitamina D proviene dal cibo e dall'esposizione al sole in quanto i raggi ultravioletti ne trasformano la forma inattiva nella forma attiva.I cibi che maggiormente la contengono sono pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine e merluzzo; olio di fegato di merluzzo; latte e latticini; uova; verdure a foglia verde. Bisogna quindi fare attenzione ai potenziali danni della dieta senza caseina(immeritatamente tanto popolare) e all'azzeramento da parte di molti del consumo di pesce, per paura dell'inquinamento da mercurio. Le conseguenze pratiche di quanto sopra, prima che a livello di ricerca, sono a livello di pratica clinica. Se la carenza di vitamina D e'frequente nelle persone con autismo sarebbe bene praticarne il dosaggio nel sangue e correggerne l'eventuale carenza. Questo non sarebbe ricerca, ma normale routine clinica. In presenza di un documentato deficit di un nutriente non sarebbe etico non correggerlo. Ora sarebbe utile confermare, e questo sarebbe davvero una bella novita', il miglioramento dei sintomi propri dell'autismo dopo la correzione del deficit. Questo sarebbe un promettente campo di ricerca.
2 gennaio 2017
Dopo le premesse in base alle quali risulta plausibile un impiego terapeutico della vitamina D ecco una prima sperimentazione sull’uomo con risultati positivi Si tratta di una sperimentazione randomizzata controllata con vitamina D contro placebo. Hanno portato a termine la sperimentazione, durata 4 mesi , 109 bambini dai tre ai dieci anni con diagnosi di disturbo dello spettro autistico: 55 nel gruppo con vitamina D e 54 nel gruppo placebo. Non si tratta della correzione di di un deficit in quanto i bambini che presentavano un deficit conclamato della vitamina (< 20 ng/ml) venivano esclusi dalla sperimentazione e curati secondo le regole della medicina tradizionale. Erano bambini con livelli sierici di 25-idrossicolecalciferolo (25 (OH)D) superiori a 20 ng/ml. Il dosaggio scelto di vitamina D3 in gocce é stato di 300 IU/kg/ die con un limite massimo di 5,000 IU/die. Ci sono stati miglioramenti statisticamente significativi nei seguenti settori: irritabilitá ( p = .01), iperattivitá ( p = .014), evitamento sociale ( p = .003), comportamento stereotipato ( p < .01), linguaggio inappropriato ( p < .01). socievolezza (p = .004), cognizione sociale ( p < .001), consapevolezza sociale ( p < .001) e comportamento (p < .05) Non ci sono stati cambiamenti significativi nella comunicazione sociale e nella motivazione sociale.
Questo é il primo trial randomizzato controllato sulla vitamina D nell’autismo idiopatico. Sarebbe opportuno che la sperimentazione fosse ripetuta da gruppi indipendenti al piú presto. C’é infatti un grande bisogno di affiancare alle terapie abilitative dei trattamenti biologici e un farmaco vecchio e noto come la vitamina D, se se ne confermasse l’efficacia, darebbe meno preoccupazioni di tossicitá di farmaci nuovi e non ancora commercializzati su larga scala.
Fonte: J Child Psychol Psychiatry. 2016 Nov 21. doi: 10.1111/jcpp.12652. [Epub ahead of print] Randomized controlled trial of vitamin D supplementation in children with autism spectrum disorder. Saad K1, Abdel-Rahman AA2, Elserogy YM2, Al-Atram AA3, El-Houfey AA4, Othman HA5, Bjørklund G6, Jia F7, Urbina MA8,9, Abo-Elela MG10, Ahmad FA1, Abd El-Baseer KA10, Ahmed AE10, Abdel-Salam AM11.
5 luglio 2017 La auspicata sperimentazione é stata ripetuta da un gruppo irlandese e pubblicata il 16 giugno scorso. L’esito della sperimentazione é chiaro sin dal titolo. Lack of effect of vitamin D3 supplementation in autism: a 20-week, placebo-controlled RCT Kerley CP, Power C, Gallagher L, et al. Arch Dis Child Published Online First: June 16, 2017. doi:10.1136/ archdischild-2017-312783 Gli autori invitano a compiere altre sperimentazioni e mettono in evidenza alcune differenze con la sperimentazione egiziana che potrebbero avere favorito l’insuccesso: - l’etá dei bambini, maggiore di quella del gruppo egiziano: 7.9±23.4 contro 5.4± 2.5 it is possible that there is a window of opportunity for adequate 25(OH)D to provide neuroprotection and that we included older children in whom neuronal networks are established and therefore less likely to benefit from supplementation (mean age in vitamin D group 7.9 years). Ci potrebbe essere una finestra temporale nella quale la vitamina é efficace, oltre la quale non lo é piú; - Il dosaggio: fisso nel lavoro irlandese ( 2000 IU di vitamina D3 ) contro un dosaggio personalizzato nel lavoro egiziano (300 IU/kg/ day not to exceed 5,000 IU/day) - un campione troppo piccolo ( 38 bambini nel lavoro irlandese contro 109 in quello egiziano) Gli autori concludono Our results do not support supplementary vitamin D for children with ASD. Considering preliminary interventional studies of 8–16 weeks, as well as the extent of vitamin D deficiency in ASD and the low cost and high benefit to risk ratio of vitamin D supplementation, larger and preferably longer trials, perhaps focusing on primary prevention and/or younger children as well as relevant mechanisms and optimal dose/duration of supplementation/25(OH)D levels with ASD, are warranted. Daniela MC
1 dicembre 2015
Tra i micronutrienti che sono stati oggetto di studio in rapporto con l'autismo un posto di rilievo spetta alla vitamina D. Essendo il numero di studi abbastanza rilevante e' stato possibile fare una metanalisi, come risulta dal seguente lavoro di cui riporto l'abstract. EurChild Adolesc Psychiatry. 2015Oct 29. [Epub ahead of print] Serumconcentration of 25-hydroxyvitamin D in autism spectrum disorder: asystematic review and meta-analysis. Wang T, Shan L, Du L, Feng J, Xu Z, Staal WG, Jia F. Abstract
Vitamin D may play an important role in the etiology of Autism Spectrum Disorders (ASD). Vitamin D is regarded as a neuroactive steroid affecting brain development and function. It plays an essential role in myelination, which is important for connectivity in the brain. Studies have shown that decreased vitaminD levels in patients, decreased maternal vitamin D levels during pregnancy, and decreased exposure to solar UVB might increase the risk for ASD. In addition, autism symptoms and global functioning may improve after vitamin D supplementation. Here, we sought to aggregate information from previous publications on vitamin D levels and ASD,in order to achieve a higher statistical power and thereby to determine the validity of vitamin D deficiency as a risk factor for ASD. For this meta-analysis, 11 studies met the inclusion and exclusion criteria, accounting for a total of 870 ASD patients and782 healthy controls. Levels of serum 25(OH) D in participants with ASD were significantly lower than controls, suggesting that lower vitamin D level might be a risk factor for ASD.
La carenza di vitamina D sarebbe un fattore di rischio per autismo in gravidanza e un fattore di peggioramento dei sintomi nel bambino affetto. Degno di nota il fatto che vi sarebbe una correlazione tra entita' del deficit e gravita' dei sintomi. The mean 25-OHD levels in patients with severe autism were significantly lower than those in patients with mild/moderate autism. Serum 25-OHD levels had significant negative correlations with Childhood AutismRating Scale (CARS) scores. (Saad KS et al, VitaminD status in autism spectrum disorders and the efficacy of vitamin D supplementation in autistic children, Nutr Neurosci. 2015Apr 15. [Epub ahead of print])
Ancora piu' interessante il fatto che con
la correzione del deficit vitaminico si e' avuto un miglioramento dei sintomi Collectively, 80.72% (67/83) of subjects who received vitamin D3 treatment had significantly improved outcome, which was mainly in the sections of the CARS and aberrant behavior checklist subscales that measure behavior, stereotypy, eye contact, and attention span. La vitamina D proviene dal cibo e dall'esposizione al sole in quanto i raggi ultravioletti ne trasformano la forma inattiva nella forma attiva.I cibi che maggiormente la contengono sono pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine e merluzzo; olio di fegato di merluzzo; latte e latticini; uova; verdure a foglia verde. Bisogna quindi fare attenzione ai potenziali danni della dieta senza caseina(immeritatamente tanto popolare) e all'azzeramento da parte di molti del consumo di pesce, per paura dell'inquinamento da mercurio. Le conseguenze pratiche di quanto sopra, prima che a livello di ricerca, sono a livello di pratica clinica. Se la carenza di vitamina D e'frequente nelle persone con autismo sarebbe bene praticarne il dosaggio nel sangue e correggerne l'eventuale carenza. Questo non sarebbe ricerca, ma normale routine clinica. In presenza di un documentato deficit di un nutriente non sarebbe etico non correggerlo. Ora sarebbe utile confermare, e questo sarebbe davvero una bella novita', il miglioramento dei sintomi propri dell'autismo dopo la correzione del deficit. Questo sarebbe un promettente campo di ricerca.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Il mio laboratorio è disponibile per supportare ricerche cliniche in ambito nutrizionale/nutraceutico con tutto quello che serve in termini di indagini di laboratorio e know-how nel disegnare e coordinare (parte di laboratorio e nutrizionale/dietologica) trial di varie dimensioni. A presto, Francesco Galli Clinical Biochemistry and Nutrition Lab Dept of Pharmaceutical Sciences University of Perugia [email protected] [email protected]
Il giorno 05 lug 2017, alle ore 11:08, [email protected] ha scritto:
2 gennaio 2017
Dopo le premesse in base alle quali risulta plausibile un impiego terapeutico della vitamina D ecco una prima sperimentazione sull’uomo con risultati positivi Si tratta di una sperimentazione randomizzata controllata con vitamina D contro placebo. Hanno portato a termine la sperimentazione, durata 4 mesi , 109 bambini dai tre ai dieci anni con diagnosi di disturbo dello spettro autistico: 55 nel gruppo con vitamina D e 54 nel gruppo placebo. Non si tratta della correzione di di un deficit in quanto i bambini che presentavano un deficit conclamato della vitamina (< 20 ng/ml) venivano esclusi dalla sperimentazione e curati secondo le regole della medicina tradizionale. Erano bambini con livelli sierici di 25-idrossicolecalciferolo (25 (OH)D) superiori a 20 ng/ml. Il dosaggio scelto di vitamina D3 in gocce é stato di 300 IU/kg/ die con un limite massimo di 5,000 IU/die. Ci sono stati miglioramenti statisticamente significativi nei seguenti settori: irritabilitá ( p = .01), iperattivitá ( p = .014), evitamento sociale ( p = .003), comportamento stereotipato ( p < .01), linguaggio inappropriato ( p < .01). socievolezza (p = .004), cognizione sociale ( p < .001), consapevolezza sociale ( p < .001) e comportamento (p < .05) Non ci sono stati cambiamenti significativi nella comunicazione sociale e nella motivazione sociale.
Questo é il primo trial randomizzato controllato sulla vitamina D nell’autismo idiopatico. Sarebbe opportuno che la sperimentazione fosse ripetuta da gruppi indipendenti al piú presto. C’é infatti un grande bisogno di affiancare alle terapie abilitative dei trattamenti biologici e un farmaco vecchio e noto come la vitamina D, se se ne confermasse l’efficacia, darebbe meno preoccupazioni di tossicitá di farmaci nuovi e non ancora commercializzati su larga scala.
Fonte: J Child Psychol Psychiatry. 2016 Nov 21. doi: 10.1111/jcpp.12652. [Epub ahead of print] Randomized controlled trial of vitamin D supplementation in children with autism spectrum disorder. Saad K1, Abdel-Rahman AA2, Elserogy YM2, Al-Atram AA3, El-Houfey AA4, Othman HA5, Bjørklund G6, Jia F7, Urbina MA8,9, Abo-Elela MG10, Ahmad FA1, Abd El-Baseer KA10, Ahmed AE10, Abdel-Salam AM11.
5 luglio 2017
La auspicata sperimentazione é stata ripetuta da un gruppo irlandese e pubblicata il 16 giugno scorso. L’esito della sperimentazione é chiaro sin dal titolo.
Lack of effect of vitamin D3 supplementation in autism: a 20-week, placebo-controlled RCT
Kerley CP, Power C, Gallagher L, et al. Arch Dis Child Published Online First: June 16, 2017. doi:10.1136/ archdischild-2017-312783
Gli autori invitano a compiere altre sperimentazioni e mettono in evidenza alcune differenze con la sperimentazione egiziana che potrebbero avere favorito l’insuccesso:
- l’etá dei bambini, maggiore di quella del gruppo egiziano: 7.9±23.4 contro 5.4± 2.5
it is possible that there is a window of opportunity for adequate 25(OH)D to provide neuroprotection and that we included older children in whom neuronal networks are established and therefore less likely to benefit from supplementation (mean age in vitamin D group 7.9 years).
Ci potrebbe essere una finestra temporale nella quale la vitamina é efficace, oltre la quale non lo é piú;
- Il dosaggio: fisso nel lavoro irlandese ( 2000 IU di vitamina D3 ) contro un dosaggio personalizzato nel lavoro egiziano (300 IU/kg/ day not to exceed 5,000 IU/day)
- un campione troppo piccolo ( 38 bambini nel lavoro irlandese contro 109 in quello egiziano)
Gli autori concludono
Our results do not support supplementary vitamin D for children with ASD. Considering preliminary interventional studies of 8–16 weeks, as well as the extent of vitamin D deficiency in ASD and the low cost and high benefit to risk ratio of vitamin D supplementation, larger and preferably longer trials, perhaps focusing on primary prevention and/or younger children as well as relevant mechanisms and optimal dose/duration of supplementation/25(OH)D levels with ASD, are warranted.
Daniela MC
1 dicembre 2015
Tra i micronutrienti che sono stati oggetto di studio in rapporto con l'autismo un posto di rilievo spetta alla vitamina D. Essendo il numero di studi abbastanza rilevante e' stato possibile fare una metanalisi, come risulta dal seguente lavoro di cui riporto l'abstract. EurChild Adolesc Psychiatry. 2015Oct 29. [Epub ahead of print] Serumconcentration of 25-hydroxyvitamin D in autism spectrum disorder: asystematic review and meta-analysis. Wang T, Shan L, Du L, Feng J, Xu Z, Staal WG, Jia F. Abstract
Vitamin D may play an important role in the etiology of Autism Spectrum Disorders (ASD). Vitamin D is regarded as a neuroactive steroid affecting brain development and function. It plays an essential role in myelination, which is important for connectivity in the brain. Studies have shown that decreased vitaminD levels in patients, decreased maternal vitamin D levels during pregnancy, and decreased exposure to solar UVB might increase the risk for ASD. In addition, autism symptoms and global functioning may improve after vitamin D supplementation. Here, we sought to aggregate information from previous publications on vitamin D levels and ASD,in order to achieve a higher statistical power and thereby to determine the validity of vitamin D deficiency as a risk factor for ASD. For this meta-analysis, 11 studies met the inclusion and exclusion criteria, accounting for a total of 870 ASD patients and782 healthy controls. Levels of serum 25(OH) D in participants with ASD were significantly lower than controls, suggesting that lower vitamin D level might be a risk factor for ASD.
La carenza di vitamina D sarebbe un fattore di rischio per autismo in gravidanza e un fattore di peggioramento dei sintomi nel bambino affetto. Degno di nota il fatto che vi sarebbe una correlazione tra entita' del deficit e gravita' dei sintomi. The mean 25-OHD levels in patients with severe autism were significantly lower than those in patients with mild/moderate autism. Serum 25-OHD levels had significant negative correlations with Childhood AutismRating Scale (CARS) scores. (Saad KS et al, VitaminD status in autism spectrum disorders and the efficacy of vitamin D supplementation in autistic children, Nutr Neurosci. 2015Apr 15. [Epub ahead of print])
Ancora piu' interessante il fatto che con
la correzione del deficit vitaminico si e' avuto un miglioramento dei sintomi Collectively, 80.72% (67/83) of subjects who received vitamin D3 treatment had significantly improved outcome, which was mainly in the sections of the CARS and aberrant behavior checklist subscales that measure behavior, stereotypy, eye contact, and attention span. La vitamina D proviene dal cibo e dall'esposizione al sole in quanto i raggi ultravioletti ne trasformano la forma inattiva nella forma attiva.I cibi che maggiormente la contengono sono pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine e merluzzo; olio di fegato di merluzzo; latte e latticini; uova; verdure a foglia verde. Bisogna quindi fare attenzione ai potenziali danni della dieta senza caseina(immeritatamente tanto popolare) e all'azzeramento da parte di molti del consumo di pesce, per paura dell'inquinamento da mercurio. Le conseguenze pratiche di quanto sopra, prima che a livello di ricerca, sono a livello di pratica clinica. Se la carenza di vitamina D e'frequente nelle persone con autismo sarebbe bene praticarne il dosaggio nel sangue e correggerne l'eventuale carenza. Questo non sarebbe ricerca, ma normale routine clinica. In presenza di un documentato deficit di un nutriente non sarebbe etico non correggerlo. Ora sarebbe utile confermare, e questo sarebbe davvero una bella novita', il miglioramento dei sintomi propri dell'autismo dopo la correzione del deficit. Questo sarebbe un promettente campo di ricerca.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] <mailto:[email protected]> ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] <mailto:[email protected]>
Segnalo che presso il Centro Riferimento Regionale Autismo L'Aquila stiamo disegnando un trial clinico sul tema. Cordiali saluti Prof. Marco Valenti Ordinario di Metodologia Epidemiologica Coordinatore Sezione di Medicina Ambientale ed Epidemiologia Clinica Dipartimento di Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologiche, Università dell'Aquila tel. 0862 434659, [email protected] Direttore del Centro di Riferimento Regionale per l'Autismo Ospedale San Salvatore, ASL n. 1 Regione Abruzzo, 67100 L'Aquila PEC [email protected] -----Messaggio originale----- Da: autismo-biologia [mailto:[email protected]] Per conto di [email protected] Inviato: mercoledì 5 luglio 2017 11.09 A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] vitamina D 2 gennaio 2017
Dopo le premesse in base alle quali risulta plausibile un impiego terapeutico della vitamina D ecco una prima sperimentazione sull’uomo con risultati positivi Si tratta di una sperimentazione randomizzata controllata con vitamina D contro placebo. Hanno portato a termine la sperimentazione, durata 4 mesi , 109 bambini dai tre ai dieci anni con diagnosi di disturbo dello spettro autistico: 55 nel gruppo con vitamina D e 54 nel gruppo placebo. Non si tratta della correzione di di un deficit in quanto i bambini che presentavano un deficit conclamato della vitamina (< 20 ng/ml) venivano esclusi dalla sperimentazione e curati secondo le regole della medicina tradizionale. Erano bambini con livelli sierici di 25-idrossicolecalciferolo (25 (OH)D) superiori a 20 ng/ml. Il dosaggio scelto di vitamina D3 in gocce é stato di 300 IU/kg/ die con un limite massimo di 5,000 IU/die. Ci sono stati miglioramenti statisticamente significativi nei seguenti settori: irritabilitá ( p = .01), iperattivitá ( p = .014), evitamento sociale ( p = .003), comportamento stereotipato ( p < .01), linguaggio inappropriato ( p < .01). socievolezza (p = .004), cognizione sociale ( p < .001), consapevolezza sociale ( p < .001) e comportamento (p < .05) Non ci sono stati cambiamenti significativi nella comunicazione sociale e nella motivazione sociale.
Questo é il primo trial randomizzato controllato sulla vitamina D nell’autismo idiopatico. Sarebbe opportuno che la sperimentazione fosse ripetuta da gruppi indipendenti al piú presto. C’é infatti un grande bisogno di affiancare alle terapie abilitative dei trattamenti biologici e un farmaco vecchio e noto come la vitamina D, se se ne confermasse l’efficacia, darebbe meno preoccupazioni di tossicitá di farmaci nuovi e non ancora commercializzati su larga scala.
Fonte: J Child Psychol Psychiatry. 2016 Nov 21. doi: 10.1111/jcpp.12652. [Epub ahead of print] Randomized controlled trial of vitamin D supplementation in children with autism spectrum disorder. Saad K1, Abdel-Rahman AA2, Elserogy YM2, Al-Atram AA3, El-Houfey AA4, Othman HA5, Bjørklund G6, Jia F7, Urbina MA8,9, Abo-Elela MG10, Ahmad FA1, Abd El-Baseer KA10, Ahmed AE10, Abdel-Salam AM11.
5 luglio 2017 La auspicata sperimentazione é stata ripetuta da un gruppo irlandese e pubblicata il 16 giugno scorso. L’esito della sperimentazione é chiaro sin dal titolo. Lack of effect of vitamin D3 supplementation in autism: a 20-week, placebo-controlled RCT Kerley CP, Power C, Gallagher L, et al. Arch Dis Child Published Online First: June 16, 2017. doi:10.1136/ archdischild-2017-312783 Gli autori invitano a compiere altre sperimentazioni e mettono in evidenza alcune differenze con la sperimentazione egiziana che potrebbero avere favorito l’insuccesso: - l’etá dei bambini, maggiore di quella del gruppo egiziano: 7.9±23.4 contro 5.4± 2.5 it is possible that there is a window of opportunity for adequate 25(OH)D to provide neuroprotection and that we included older children in whom neuronal networks are established and therefore less likely to benefit from supplementation (mean age in vitamin D group 7.9 years). Ci potrebbe essere una finestra temporale nella quale la vitamina é efficace, oltre la quale non lo é piú; - Il dosaggio: fisso nel lavoro irlandese ( 2000 IU di vitamina D3 ) contro un dosaggio personalizzato nel lavoro egiziano (300 IU/kg/ day not to exceed 5,000 IU/day) - un campione troppo piccolo ( 38 bambini nel lavoro irlandese contro 109 in quello egiziano) Gli autori concludono Our results do not support supplementary vitamin D for children with ASD. Considering preliminary interventional studies of 8–16 weeks, as well as the extent of vitamin D deficiency in ASD and the low cost and high benefit to risk ratio of vitamin D supplementation, larger and preferably longer trials, perhaps focusing on primary prevention and/or younger children as well as relevant mechanisms and optimal dose/duration of supplementation/25(OH)D levels with ASD, are warranted. Daniela MC
1 dicembre 2015
Tra i micronutrienti che sono stati oggetto di studio in rapporto con l'autismo un posto di rilievo spetta alla vitamina D. Essendo il numero di studi abbastanza rilevante e' stato possibile fare una metanalisi, come risulta dal seguente lavoro di cui riporto l'abstract. EurChild Adolesc Psychiatry. 2015Oct 29. [Epub ahead of print] Serumconcentration of 25-hydroxyvitamin D in autism spectrum disorder: asystematic review and meta-analysis. Wang T, Shan L, Du L, Feng J, Xu Z, Staal WG, Jia F. Abstract
Vitamin D may play an important role in the etiology of Autism Spectrum Disorders (ASD). Vitamin D is regarded as a neuroactive steroid affecting brain development and function. It plays an essential role in myelination, which is important for connectivity in the brain. Studies have shown that decreased vitaminD levels in patients, decreased maternal vitamin D levels during pregnancy, and decreased exposure to solar UVB might increase the risk for ASD. In addition, autism symptoms and global functioning may improve after vitamin D supplementation. Here, we sought to aggregate information from previous publications on vitamin D levels and ASD,in order to achieve a higher statistical power and thereby to determine the validity of vitamin D deficiency as a risk factor for ASD. For this meta-analysis, 11 studies met the inclusion and exclusion criteria, accounting for a total of 870 ASD patients and782 healthy controls. Levels of serum 25(OH) D in participants with ASD were significantly lower than controls, suggesting that lower vitamin D level might be a risk factor for ASD.
La carenza di vitamina D sarebbe un fattore di rischio per autismo in gravidanza e un fattore di peggioramento dei sintomi nel bambino affetto. Degno di nota il fatto che vi sarebbe una correlazione tra entita' del deficit e gravita' dei sintomi. The mean 25-OHD levels in patients with severe autism were significantly lower than those in patients with mild/moderate autism. Serum 25-OHD levels had significant negative correlations with Childhood AutismRating Scale (CARS) scores. (Saad KS et al, VitaminD status in autism spectrum disorders and the efficacy of vitamin D supplementation in autistic children, Nutr Neurosci. 2015Apr 15. [Epub ahead of print])
Ancora piu' interessante il fatto che con
la correzione del deficit vitaminico si e' avuto un miglioramento dei sintomi Collectively, 80.72% (67/83) of subjects who received vitamin D3 treatment had significantly improved outcome, which was mainly in the sections of the CARS and aberrant behavior checklist subscales that measure behavior, stereotypy, eye contact, and attention span. La vitamina D proviene dal cibo e dall'esposizione al sole in quanto i raggi ultravioletti ne trasformano la forma inattiva nella forma attiva.I cibi che maggiormente la contengono sono pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine e merluzzo; olio di fegato di merluzzo; latte e latticini; uova; verdure a foglia verde. Bisogna quindi fare attenzione ai potenziali danni della dieta senza caseina(immeritatamente tanto popolare) e all'azzeramento da parte di molti del consumo di pesce, per paura dell'inquinamento da mercurio. Le conseguenze pratiche di quanto sopra, prima che a livello di ricerca, sono a livello di pratica clinica. Se la carenza di vitamina D e'frequente nelle persone con autismo sarebbe bene praticarne il dosaggio nel sangue e correggerne l'eventuale carenza. Questo non sarebbe ricerca, ma normale routine clinica. In presenza di un documentato deficit di un nutriente non sarebbe etico non correggerlo. Ora sarebbe utile confermare, e questo sarebbe davvero una bella novita', il miglioramento dei sintomi propri dell'autismo dopo la correzione del deficit. Questo sarebbe un promettente campo di ricerca.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
participants (4)
-
daniela marianicerati -
daniela@autismo33.it -
Francesco Galli -
Marco Valenti