2 gennaio 2017
Dopo le premesse in base alle quali risulta plausibile un impiego terapeutico della vitamina D ecco una prima sperimentazione sull’uomo con risultati positivi Si tratta di una sperimentazione randomizzata controllata con vitamina D contro placebo. Hanno portato a termine la sperimentazione, durata 4 mesi , 109 bambini dai tre ai dieci anni con diagnosi di disturbo dello spettro autistico: 55 nel gruppo con vitamina D e 54 nel gruppo placebo. Non si tratta della correzione di di un deficit in quanto i bambini che presentavano un deficit conclamato della vitamina (< 20 ng/ml) venivano esclusi dalla sperimentazione e curati secondo le regole della medicina tradizionale. Erano bambini con livelli sierici di 25-idrossicolecalciferolo (25 (OH)D) superiori a 20 ng/ml. Il dosaggio scelto di vitamina D3 in gocce é stato di 300 IU/kg/ die con un limite massimo di 5,000 IU/die. Ci sono stati miglioramenti statisticamente significativi nei seguenti settori: irritabilitá ( p = .01), iperattivitá ( p = .014), evitamento sociale ( p = .003), comportamento stereotipato ( p < .01), linguaggio inappropriato ( p < .01). socievolezza (p = .004), cognizione sociale ( p < .001), consapevolezza sociale ( p < .001) e comportamento (p < .05) Non ci sono stati cambiamenti significativi nella comunicazione sociale e nella motivazione sociale.
Questo é il primo trial randomizzato controllato sulla vitamina D nell’autismo idiopatico. Sarebbe opportuno che la sperimentazione fosse ripetuta da gruppi indipendenti al piú presto. C’é infatti un grande bisogno di affiancare alle terapie abilitative dei trattamenti biologici e un farmaco vecchio e noto come la vitamina D, se se ne confermasse l’efficacia, darebbe meno preoccupazioni di tossicitá di farmaci nuovi e non ancora commercializzati su larga scala.
Fonte: J Child Psychol Psychiatry. 2016 Nov 21. doi: 10.1111/jcpp.12652. [Epub ahead of print] Randomized controlled trial of vitamin D supplementation in children with autism spectrum disorder. Saad K1, Abdel-Rahman AA2, Elserogy YM2, Al-Atram AA3, El-Houfey AA4, Othman HA5, Bjørklund G6, Jia F7, Urbina MA8,9, Abo-Elela MG10, Ahmad FA1, Abd El-Baseer KA10, Ahmed AE10, Abdel-Salam AM11.
5 luglio 2017 La auspicata sperimentazione é stata ripetuta da un gruppo irlandese e pubblicata il 16 giugno scorso. L’esito della sperimentazione é chiaro sin dal titolo. Lack of effect of vitamin D3 supplementation in autism: a 20-week, placebo-controlled RCT Kerley CP, Power C, Gallagher L, et al. Arch Dis Child Published Online First: June 16, 2017. doi:10.1136/ archdischild-2017-312783 Gli autori invitano a compiere altre sperimentazioni e mettono in evidenza alcune differenze con la sperimentazione egiziana che potrebbero avere favorito l’insuccesso: - l’etá dei bambini, maggiore di quella del gruppo egiziano: 7.9±23.4 contro 5.4± 2.5 it is possible that there is a window of opportunity for adequate 25(OH)D to provide neuroprotection and that we included older children in whom neuronal networks are established and therefore less likely to benefit from supplementation (mean age in vitamin D group 7.9 years). Ci potrebbe essere una finestra temporale nella quale la vitamina é efficace, oltre la quale non lo é piú; - Il dosaggio: fisso nel lavoro irlandese ( 2000 IU di vitamina D3 ) contro un dosaggio personalizzato nel lavoro egiziano (300 IU/kg/ day not to exceed 5,000 IU/day) - un campione troppo piccolo ( 38 bambini nel lavoro irlandese contro 109 in quello egiziano) Gli autori concludono Our results do not support supplementary vitamin D for children with ASD. Considering preliminary interventional studies of 8–16 weeks, as well as the extent of vitamin D deficiency in ASD and the low cost and high benefit to risk ratio of vitamin D supplementation, larger and preferably longer trials, perhaps focusing on primary prevention and/or younger children as well as relevant mechanisms and optimal dose/duration of supplementation/25(OH)D levels with ASD, are warranted. Daniela MC
1 dicembre 2015
Tra i micronutrienti che sono stati oggetto di studio in rapporto con l'autismo un posto di rilievo spetta alla vitamina D. Essendo il numero di studi abbastanza rilevante e' stato possibile fare una metanalisi, come risulta dal seguente lavoro di cui riporto l'abstract. EurChild Adolesc Psychiatry. 2015Oct 29. [Epub ahead of print] Serumconcentration of 25-hydroxyvitamin D in autism spectrum disorder: asystematic review and meta-analysis. Wang T, Shan L, Du L, Feng J, Xu Z, Staal WG, Jia F. Abstract
Vitamin D may play an important role in the etiology of Autism Spectrum Disorders (ASD). Vitamin D is regarded as a neuroactive steroid affecting brain development and function. It plays an essential role in myelination, which is important for connectivity in the brain. Studies have shown that decreased vitaminD levels in patients, decreased maternal vitamin D levels during pregnancy, and decreased exposure to solar UVB might increase the risk for ASD. In addition, autism symptoms and global functioning may improve after vitamin D supplementation. Here, we sought to aggregate information from previous publications on vitamin D levels and ASD,in order to achieve a higher statistical power and thereby to determine the validity of vitamin D deficiency as a risk factor for ASD. For this meta-analysis, 11 studies met the inclusion and exclusion criteria, accounting for a total of 870 ASD patients and782 healthy controls. Levels of serum 25(OH) D in participants with ASD were significantly lower than controls, suggesting that lower vitamin D level might be a risk factor for ASD.
La carenza di vitamina D sarebbe un fattore di rischio per autismo in gravidanza e un fattore di peggioramento dei sintomi nel bambino affetto. Degno di nota il fatto che vi sarebbe una correlazione tra entita' del deficit e gravita' dei sintomi. The mean 25-OHD levels in patients with severe autism were significantly lower than those in patients with mild/moderate autism. Serum 25-OHD levels had significant negative correlations with Childhood AutismRating Scale (CARS) scores. (Saad KS et al, VitaminD status in autism spectrum disorders and the efficacy of vitamin D supplementation in autistic children, Nutr Neurosci. 2015Apr 15. [Epub ahead of print])
Ancora piu' interessante il fatto che con
la correzione del deficit vitaminico si e' avuto un miglioramento dei sintomi Collectively, 80.72% (67/83) of subjects who received vitamin D3 treatment had significantly improved outcome, which was mainly in the sections of the CARS and aberrant behavior checklist subscales that measure behavior, stereotypy, eye contact, and attention span. La vitamina D proviene dal cibo e dall'esposizione al sole in quanto i raggi ultravioletti ne trasformano la forma inattiva nella forma attiva.I cibi che maggiormente la contengono sono pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine e merluzzo; olio di fegato di merluzzo; latte e latticini; uova; verdure a foglia verde. Bisogna quindi fare attenzione ai potenziali danni della dieta senza caseina(immeritatamente tanto popolare) e all'azzeramento da parte di molti del consumo di pesce, per paura dell'inquinamento da mercurio. Le conseguenze pratiche di quanto sopra, prima che a livello di ricerca, sono a livello di pratica clinica. Se la carenza di vitamina D e'frequente nelle persone con autismo sarebbe bene praticarne il dosaggio nel sangue e correggerne l'eventuale carenza. Questo non sarebbe ricerca, ma normale routine clinica. In presenza di un documentato deficit di un nutriente non sarebbe etico non correggerlo. Ora sarebbe utile confermare, e questo sarebbe davvero una bella novita', il miglioramento dei sintomi propri dell'autismo dopo la correzione del deficit. Questo sarebbe un promettente campo di ricerca.
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