Tra i micronutrienti che sono stati oggetto di studio in rapporto con l'autismo un posto di rilievo spetta alla vitamina D. Essendo il numero di studi abbastanza rilevante e' stato possibile fare una metanalisi, come risulta dal seguente lavoro di cui riporto l'abstract.

Eur Child Adolesc Psychiatry. 2015 Oct 29. [Epub ahead of print]

Serum concentration of 25-hydroxyvitamin D in autism spectrum disorder: a systematic review and meta-analysis.

Abstract

Vitamin D may play an important role in the etiology of Autism Spectrum Disorders (ASD). Vitamin D is regarded as a neuroactive steroid affecting brain development and function. It plays an essential role in myelination, which is important for connectivity in the brain. Studies have shown that decreased vitamin D levels in patients, decreased maternal vitamin D levels during pregnancy, and decreased exposure to solar UVB might increase the risk for ASD. In addition, autism symptoms and global functioning may improve after vitamin D supplementation. Here, we sought to aggregate information from previous publications on vitamin D levels and ASD, in order to achieve a higher statistical power and thereby to determine the validity of vitamin D deficiency as a risk factor for ASD. For this meta-analysis, 11 studies met the inclusion and exclusion criteria, accounting for a total of 870 ASD patients and 782 healthy controls. Levels of serum 25(OH) D in participants with ASD were significantly lower than controls, suggesting that lower vitamin D level might be a risk factor for ASD.

La carenza di vitamina D sarebbe un fattore di rischio per autismo in gravidanza e un fattore di peggioramento dei sintomi nel bambino affetto. Degno di nota il fatto che vi sarebbe una correlazione tra entita' del deficit e gravita' dei sintomi. The mean 25-OHD levels in patients with severe autism were significantly lower than those in patients with mild/moderate autism. Serum 25-OHD levels had significant negative correlations with Childhood Autism Rating Scale (CARS) scores. (Saad KS et al, Vitamin D status in autism spectrum disorders and the efficacy of vitamin D supplementation in autistic children, Nutr Neurosci. 2015 Apr 15. [Epub ahead of print])
Ancora  piu' interessante il fatto che con la correzione del deficit vitaminico si e' avuto un miglioramento dei sintomi Collectively, 80.72% (67/83) of subjects who received vitamin D3 treatment had significantly improved outcome, which was mainly in the sections of the CARS and aberrant behavior checklist subscales that measure behavior, stereotypy, eye contact, and attention span.

La vitamina D proviene dal cibo e dall'esposizione al sole in quanto i raggi ultravioletti ne trasformano la forma inattiva nella forma attiva.
I cibi che maggiormente la contengono sono
pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine e merluzzo;
Bisogna quindi fare attenzione ai potenziali danni della dieta senza caseina (immeritatamente tanto popolare) e all'azzeramento da parte di molti del consumo di pesce,  per paura dell'inquinamento da mercurio.

Le conseguenze pratiche di quanto sopra, prima che a livello di ricerca, sono a livello di pratica clinica. Se la carenza di vitamina D e' frequente nelle persone con autismo sarebbe bene praticarne il dosaggio nel sangue e correggerne l'eventuale carenza. Questo non sarebbe ricerca, ma normale routine clinica. In presenza di un documentato deficit di un nutriente non sarebbe etico non correggerlo.
Ora sarebbe utile confermare, e questo sarebbe davvero una bella novita',  il miglioramento dei sintomi propri dell'autismo dopo la correzione del deficit. Questo sarebbe un promettente campo di ricerca. 



Il Mercoledì 23 Settembre 2015 15:02, daniela marianicerati <marianicerati@yahoo.it> ha scritto:


Sta diventando sempre piu' frequente il ricorso alla medicina cosiddetta naturale, vale a dire l' uso di sostanze che si trovano normalmente in natura, e in particolare nei cibi, a scopo di integrare l'alimentazione, ma anche per curare i sintomi piu' disparati.
Tra gli integratori un posto di rilievo occupano vitamine e minerali. I prodotti che contengono vitamine e minerali vengono in parte acquistati direttamente dagli utenti in modo tradizionale o via Internet, in parte prescritti dai medici, talora con l'intento di sfruttarne l'effetto placebo, nella convinzione che tali sostanze siano quanto meno innocue e che la prescrizione rispetti la regola del “Primum non nocere”
In USA il consumo di integratori e' notevole anche nei bambini sani (31% ) e aumenta nei bambini con disturbi dello spettro autistico (56%). Verosimilmente la situazione non e' molto diversa per i bambini con autismo italiani . Non saprei se il consumo di integratori sia diffuso anche per i bambini senza particolari problemi in Italia.
Stewart PA. E colleghi ( Dietary Supplementation in Children with Autism Spectrum Disorders: Common, Insufficient, and Excessive. Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics. 2015. June 4) hanno impostato uno studio finalizzato a documentare assunzioni carenti o eccessive di vitamine e minerali da parte dei bambini con disturbi dello spettro autistico.
L'ipotesi di partenza e' che i bambini con autismo possano avere una dieta squilibrata a causa del grande consumo di integratori da un lato e delle frequenti abitudini alimentari selettive e monotone dall'altro. Nello studio sono stati arruolati 288 bambini con autismo dai 2 agli 11 anni provenienti da diversi stati USA. Gli integratori piu' frequentemente somministrati sono risultati polivitaminici e minerali.

Lo studio e' consistito nel fare compilare a tutti gli adulti che somministravano il cibo ai bambini un diario di tre giorni consecutivi sia degli alimenti che degli integratori. Uno staff di nutrizionisti deduceva dal diario alimentare la dose media giornaliera delle singole vitamine e dei singoli minerali e la confrontava con i limiti inferiori e superiori degli standard consigliati (Dietary Reference Intakes (DRIs) ) .
Lo studio ha evidenziato che i supplementi portavano ad una eccessiva introduzione: di vitamina A, folato e zinco in tutto il campione; di vitamina C e rame nei bambini dai due ai tre anni e di manganese e rame nei bambini dai 4 agli 8 anni.
Vi era invece una assunzione insufficiente di: vitamina D, calcio, potassio, acido pantotenico e colina.
I micronutrienti che venivano piu' consumati con la dieta erano gli stessi che piu' frequentemente si trovavano negli integratori.

Gli autori dicono che poco e' stato pubblicato sugli effetti a lungo termine di una eccessiva assunzione di micronutrienti sulla salute e sul comportamento. Una sostanza che pero' desta particolare preoccupazione e' la vitamina A, soprattutto quando somministrata come retinolo, i cui effetti indesiderati possono essere: nausea, cefalea, stanchezza, perdita dell'appetito, disturbi psichiatrici, osteoporosi e irritabilita'.

Per quanto riguarda i micronutrienti assunti in quantita' inferiori a quelle minime raccomandate, gli autori ritengono che siano preoccupanti soprattutto le insufficienze di calcio e vitamina D, ma mettono in guardia contro l'assunzione di integratori, soprattutto per la vitamina D, di cui e' nota la possibilita' di ipervitaminosi.
Per sopperire alle carenze sono opportuni aggiustamenti dietetici e, per la vitamina D, l'esposizione al sole.

Commenti miei

L' articolo mi ha deluso in quanto dal titolo mi aspettavo che, oltre al monitoraggio dell' assunzione dei micronutrienti, gli autori avessero indagato anche le eventuali ripercussioni biochimico – cliniche della scarsa o eccessiva presenza dei micronutrienti nell' organismo. In particolare, trattandosi di bambini con una disfunzione cerebrale piu' o meno estesa, mi aspettavo che si cercasse una correlazione tra anomalie nutrizionali e disturbi in ambito psichico, come ad esempio irritabilita', insonnia o disattenzione, se non proprio a carico dei sintomi propri dello spettro autistico.
Sarebbe stato ancora piu' interessante monitorare l'eventuale regressione dei sintomi con la correzione degli squilibri biochimici.
Lo studio si e' limitato a fare una fotografia dell'alimentazione e a confrontarla con i parametri di riferimento standardizzati per eta'.
Non si fa cenno all'ipotesi che alcuni sottogruppi di bambini con autismo possano beneficiare di dosi di micronutrienti superiori a quelle standard.
Da decenni studiosi autorevoli dicono che la somministrazione di dosi farmacologiche di vitamina B6 e Magnesio merita di essere indagata con sperimentazioni randomizzate controllate, in quanto ci sono numerose testimonianze aneddotiche di miglioramenti e alcune sperimentazioni con risultati positivi, ma eseguite con una metodologia non soddisfacente.
La Cochrane Collaboration ha fatto numerose revisioni di tali sperimentazioni, ritenendo promettente tale terapia, per cui a conclusione di ogni revisione raccomanda di progettare sperimentazioni di buona qualita' metodologica. Further research using larger, well-designed trials is needed. http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD003497.pub2/abstract?userIsAuthenticated=false&deniedAccessCustomisedMessage=



_______________________________________________
Lista di discussione autismo-biologia
autismo-biologia@autismo33.it
ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).
Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus.
Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: valerio.mezzogori@autismo33.it