Analisi del Comportamento Applicata e Autismo
LAnalisi del Comportamento Applicata è solo da pochi anni diventata la metodologia elettiva per i programmi educativi di bambini e adulti con autismo; questo, in generale, ritengo sia una cosa positiva. Come è noto i principi di base non sono specifici dellAutismo, né sono stati sviluppati facendo ricerca sullAutismo. La contingenza a tre termini (Stimolo -> Risposta->Rinforzo) appare come un principio, verificato sperimentalmente, con basi evoluzionistiche, applicabile sia ad animali che alluomo; su questultimo, appunto, viene applicato anche in caso di disabilità mentale. Dal punto di vista dellAnalisi del Comportamento Applicata la domanda che sto per porre non ha senso, perché lefficacia è misurabile, ma forse nel dominio della Neuropsicologia lo ha: nel caso della disabilità mentale e in particolare dellAutismo, possiamo considerare questa contingenza sempre intatta, oppure può essere danneggiata o addirittura mancante, a seconda della gravità del caso? Grazie --- Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. https://www.avast.com/antivirus
Comportamento condizionato: Stimolo-Richiesta -> Risposta voluta -> Rinforzo In realtà il termine “efficacia" è fuorviante. Si misura semplicemente la frequenza della risposta voluta rispetto allo stimolo. Il rinforzo si limita a garantire efficacia iniziale (mancando il senso della relazione tra stimolo e risposta). Se aumenta la frequenza della risposta voluta dopo stimolo, la procedura viene giudicata “efficace” (e il rinforzo va in fading assimilandosi progressivamente alla risposta in sé. Questo non significa automaticamente che la risposta voluta sia compresa nella sua essenza, ovvero nella sua funzionalità, da chi la esprime. La performance (più facile capirlo negli animali) non è matematicamente consapevolezza e autodeterminazione ma routine esecutiva fine a se stessa, seppure appresa. La procedura seppure definita appresa può avere bisogno di trigger ambientali o veri e propri stimoli di avvio (della procedura) evidenziando il rischio di pochezza qualitativa dell’appreso. Il che non significa che non ne abbia rispetto al nulla. Il limite del comportamento condizionato anche se mostra effetti utili (competenze esecutiva) è che non è una vera comprensione di ciò che quel comportamento significa e predispone. L’ABA moderno risponde a questa carenza metodologica affermando che piano piano queste conquiste si affermano, dopo un certo tempo di pratiche, a volte improvvisamente (cuspidi) eppure molte difficoltà (ancor oggi recupero sì ma con limite) permangono intensamente ed universalmente (la gravità che resta) mentre si dovrebbero studiare formule da applicare precocemente (correggendo l’ABA, migliorandolo); formule educative in grado di rispondere ai limiti metodologici evidenziati. Tiziano Gabrielli
Il giorno 12/ott/2016, alle ore 08:29, <[email protected]> <[email protected]> ha scritto:
L’Analisi del Comportamento Applicata è solo da pochi anni diventata la metodologia elettiva per i programmi educativi di bambini e adulti con autismo; questo, in generale, ritengo sia una cosa positiva. Come è noto i principi di base non sono specifici dell’Autismo, né sono stati sviluppati facendo ricerca sull’Autismo.
La contingenza a tre termini (Stimolo -> Risposta->Rinforzo) appare come un principio, verificato sperimentalmente, con basi evoluzionistiche, applicabile sia ad animali che all’uomo; su quest’ultimo, appunto, viene applicato anche in caso di disabilità mentale.
Dal punto di vista dell’Analisi del Comportamento Applicata la domanda che sto per porre non ha senso, perché l’efficacia è misurabile, ma forse nel dominio della Neuropsicologia lo ha: nel caso della disabilità mentale e in particolare dell’Autismo, possiamo considerare questa contingenza sempre “intatta”, oppure può essere danneggiata o addirittura mancante, a seconda della gravità del caso?
Grazie
<https://www.avast.com/antivirus> Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. www.avast.com <https://www.avast.com/antivirus> _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Con loccasione, rispondendo a Tiziano, mi correggo è solo da pochi anni diventata IN ITALIA la metodologia elettiva. Forse Tiziano mi ha risposto ed io non ho capito. A me interessa molto la domanda posta alla fine, perché credo allo stato attuale qualsiasi Comportamentista ti dirà allo sfinimento che qualsiasi comportamento tranne quello riflesso è condizionato, che non si hanno strumenti né di definizione né di misura scientifici della comprensione, dellautodeterminazione di quel comportamento (la sua qualità, come credo la definisca Tiziano) che non siano lemissione della risposta stessa. È una barriera alla discussione ancora invalicabile. Volevo capire, prima ancora dei limiti dellapplicazione del principio, se il principio di base stesso, considerato universale e indipendente dai suoi correlati neurologici, possa invece avere delle aree di inapplicabilità in condizioni autistiche, intesa come condizione neurologica diversa. Da: autismo-biologia [mailto:[email protected]] Per conto di Tiziano Gabrielli Inviato: mercoledì 12 ottobre 2016 11:16 A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Analisi del Comportamento Applicata e Autismo Comportamento condizionato: Stimolo-Richiesta -> Risposta voluta -> Rinforzo In realtà il termine efficacia" è fuorviante. Si misura semplicemente la frequenza della risposta voluta rispetto allo stimolo. Il rinforzo si limita a garantire efficacia iniziale (mancando il senso della relazione tra stimolo e risposta). Se aumenta la frequenza della risposta voluta dopo stimolo, la procedura viene giudicata efficace (e il rinforzo va in fading assimilandosi progressivamente alla risposta in sé. Questo non significa automaticamente che la risposta voluta sia compresa nella sua essenza, ovvero nella sua funzionalità, da chi la esprime. La performance (più facile capirlo negli animali) non è matematicamente consapevolezza e autodeterminazione ma routine esecutiva fine a se stessa, seppure appresa. La procedura seppure definita appresa può avere bisogno di trigger ambientali o veri e propri stimoli di avvio (della procedura) evidenziando il rischio di pochezza qualitativa dellappreso. Il che non significa che non ne abbia rispetto al nulla. Il limite del comportamento condizionato anche se mostra effetti utili (competenze esecutiva) è che non è una vera comprensione di ciò che quel comportamento significa e predispone. LABA moderno risponde a questa carenza metodologica affermando che piano piano queste conquiste si affermano, dopo un certo tempo di pratiche, a volte improvvisamente (cuspidi) eppure molte difficoltà (ancor oggi recupero sì ma con limite) permangono intensamente ed universalmente (la gravità che resta) mentre si dovrebbero studiare formule da applicare precocemente (correggendo lABA, migliorandolo); formule educative in grado di rispondere ai limiti metodologici evidenziati. Tiziano Gabrielli Il giorno 12/ott/2016, alle ore 08:29, <[email protected] <mailto:[email protected]> > <[email protected] <mailto:[email protected]> > ha scritto: LAnalisi del Comportamento Applicata è solo da pochi anni diventata la metodologia elettiva per i programmi educativi di bambini e adulti con autismo; questo, in generale, ritengo sia una cosa positiva. Come è noto i principi di base non sono specifici dellAutismo, né sono stati sviluppati facendo ricerca sullAutismo. La contingenza a tre termini (Stimolo -> Risposta->Rinforzo) appare come un principio, verificato sperimentalmente, con basi evoluzionistiche, applicabile sia ad animali che alluomo; su questultimo, appunto, viene applicato anche in caso di disabilità mentale. Dal punto di vista dellAnalisi del Comportamento Applicata la domanda che sto per porre non ha senso, perché lefficacia è misurabile, ma forse nel dominio della Neuropsicologia lo ha: nel caso della disabilità mentale e in particolare dellAutismo, possiamo considerare questa contingenza sempre intatta, oppure può essere danneggiata o addirittura mancante, a seconda della gravità del caso? Grazie _____ <https://www.avast.com/antivirus> Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. www.avast.com <https://www.avast.com/antivirus> _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] <mailto:[email protected]> ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] --- Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. https://www.avast.com/antivirus
Il Mercoledì 12 Ottobre 2016 10:18, "[email protected]" <[email protected]> ha scritto: <!--#yiv2061468155 _filtered #yiv2061468155 {font-family:"Cambria Math";panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4;} _filtered #yiv2061468155 {font-family:Calibri;panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4;}#yiv2061468155 #yiv2061468155 p.yiv2061468155MsoNormal, #yiv2061468155 li.yiv2061468155MsoNormal, #yiv2061468155 div.yiv2061468155MsoNormal {margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;font-size:11.0pt;font-family:"Calibri", sans-serif;}#yiv2061468155 a:link, #yiv2061468155 span.yiv2061468155MsoHyperlink {color:blue;text-decoration:underline;}#yiv2061468155 a:visited, #yiv2061468155 span.yiv2061468155MsoHyperlinkFollowed {color:purple;text-decoration:underline;}#yiv2061468155 span.yiv2061468155StileMessaggioDiPostaElettronica17 {font-family:"Calibri", sans-serif;color:windowtext;}#yiv2061468155 .yiv2061468155MsoChpDefault {font-family:"Calibri", sans-serif;} _filtered #yiv2061468155 {margin:72.0pt 72.0pt 72.0pt 72.0pt;}#yiv2061468155 div.yiv2061468155WordSection1 {}-->L’Analisi del Comportamento Applicata è solo da pochi anni diventata la metodologia elettiva per i programmi educativi di bambini e adulti con autismo; questo, in generale, ritengo sia una cosa positiva. Come è noto i principi di base non sono specifici dell’Autismo, né sono stati sviluppati facendo ricerca sull’Autismo. La contingenza a tre termini (Stimolo -> Risposta->Rinforzo) appare come un principio, verificato sperimentalmente, con basi evoluzionistiche, applicabile sia ad animali che all’uomo; su quest’ultimo, appunto, viene applicato anche in caso di disabilità mentale. Dal punto di vista dell’Analisi del Comportamento Applicata la domanda che sto per porre non ha senso, perché l’efficacia è misurabile, ma forse nel dominio della Neuropsicologia lo ha: nel caso della disabilità mentale e in particolare dell’Autismo, possiamo considerare questa contingenza sempre “intatta”, oppure può essere danneggiata o addirittura mancante, a seconda della gravità del caso? 13 ottobre 2016Credoche almeno in parte la risposta sia giá contenuta nella linea guida21 lá dove dice“Èpresente un’ampia variabilità a livello individuale negliesiti ottenuti dai programmi intensivi comportamentali ABA; èquindi necessario che venga effettuata una valutazione clinicacaso-specifica per monitorare nel singolo bambino l’efficacia dell’intervento, ossia se e quanto questo produca i risultatiattesi”“ampiavariabilità a livello individuale negli esiti ottenuti” significache alcuni rispondono molto, altri rispondono poco o pochissimo equesto é in rapporto con la gravitá del caso Daniela
Credo però non sia una spiegazione, ma una lettura del dato statistico prodotto e secondo i parametri di efficacia definiti dal metodo stesso, che nulla dice e nulla ritiene ricercare nel proprio dominio come causa biologica o neuropsicologica dell’inefficacia, ma rimanda a ulteriori ricerche di procedure di insegnamento comportamentali più efficaci e più personalizzate al singolo Da: autismo-biologia [mailto:[email protected]] Per conto di daniela marianicerati Inviato: giovedì 13 ottobre 2016 14:18 A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Analisi del Comportamento Applicata e Autismo Il Mercoledì 12 Ottobre 2016 10:18, "[email protected] <mailto:[email protected]> " <[email protected] <mailto:[email protected]> > ha scritto: L’Analisi del Comportamento Applicata è solo da pochi anni diventata la metodologia elettiva per i programmi educativi di bambini e adulti con autismo; questo, in generale, ritengo sia una cosa positiva. Come è noto i principi di base non sono specifici dell’Autismo, né sono stati sviluppati facendo ricerca sull’Autismo. La contingenza a tre termini (Stimolo -> Risposta->Rinforzo) appare come un principio, verificato sperimentalmente, con basi evoluzionistiche, applicabile sia ad animali che all’uomo; su quest’ultimo, appunto, viene applicato anche in caso di disabilità mentale. Dal punto di vista dell’Analisi del Comportamento Applicata la domanda che sto per porre non ha senso, perché l’efficacia è misurabile, ma forse nel dominio della Neuropsicologia lo ha: nel caso della disabilità mentale e in particolare dell’Autismo, possiamo considerare questa contingenza sempre “intatta”, oppure può essere danneggiata o addirittura mancante, a seconda della gravità del caso? 13 ottobre 2016 Credo che almeno in parte la risposta sia giá contenuta nella linea guida 21 lá dove dice “È presente un’ampia variabilità a livello individuale negli esiti ottenuti dai programmi intensivi comportamentali ABA; è quindi necessario che venga effettuata una valutazione clinica caso-specifica per monitorare nel singolo bambino l’efficacia dell’intervento, ossia se e quanto questo produca i risultati attesi” “ampia variabilità a livello individuale negli esiti ottenuti” significa che alcuni rispondono molto, altri rispondono poco o pochissimo e questo é in rapporto con la gravitá del caso Daniela --- Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. https://www.avast.com/antivirus
Il Giovedì 13 Ottobre 2016 15:31, "[email protected]" <[email protected]> ha scritto: #yiv3274575702 #yiv3274575702 -- _filtered #yiv3274575702 {font-family:Helvetica;panose-1:2 11 6 4 2 2 2 2 2 4;} _filtered #yiv3274575702 {panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4;} _filtered #yiv3274575702 {font-family:Calibri;panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4;}#yiv3274575702 #yiv3274575702 p.yiv3274575702MsoNormal, #yiv3274575702 li.yiv3274575702MsoNormal, #yiv3274575702 div.yiv3274575702MsoNormal {margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;font-size:12.0pt;}#yiv3274575702 a:link, #yiv3274575702 span.yiv3274575702MsoHyperlink {color:blue;text-decoration:underline;}#yiv3274575702 a:visited, #yiv3274575702 span.yiv3274575702MsoHyperlinkFollowed {color:purple;text-decoration:underline;}#yiv3274575702 p.yiv3274575702msonormal0, #yiv3274575702 li.yiv3274575702msonormal0, #yiv3274575702 div.yiv3274575702msonormal0 {margin-right:0cm;margin-left:0cm;font-size:12.0pt;}#yiv3274575702 p.yiv3274575702msonormal, #yiv3274575702 li.yiv3274575702msonormal, #yiv3274575702 div.yiv3274575702msonormal {margin-right:0cm;margin-left:0cm;font-size:12.0pt;}#yiv3274575702 p.yiv3274575702msochpdefault, #yiv3274575702 li.yiv3274575702msochpdefault, #yiv3274575702 div.yiv3274575702msochpdefault {margin-right:0cm;margin-left:0cm;font-size:12.0pt;}#yiv3274575702 span.yiv3274575702msohyperlink {}#yiv3274575702 span.yiv3274575702msohyperlinkfollowed {}#yiv3274575702 span.yiv3274575702stilemessaggiodipostaelettronica17 {}#yiv3274575702 p.yiv3274575702msonormal1, #yiv3274575702 li.yiv3274575702msonormal1, #yiv3274575702 div.yiv3274575702msonormal1 {margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;font-size:11.0pt;}#yiv3274575702 span.yiv3274575702msohyperlink1 {color:blue;text-decoration:underline;}#yiv3274575702 span.yiv3274575702msohyperlinkfollowed1 {color:purple;text-decoration:underline;}#yiv3274575702 span.yiv3274575702stilemessaggiodipostaelettronica171 {color:windowtext;}#yiv3274575702 p.yiv3274575702msochpdefault1, #yiv3274575702 li.yiv3274575702msochpdefault1, #yiv3274575702 div.yiv3274575702msochpdefault1 {margin-right:0cm;margin-left:0cm;font-size:12.0pt;}#yiv3274575702 span.yiv3274575702StileMessaggioDiPostaElettronica28 {color:windowtext;}#yiv3274575702 .yiv3274575702MsoChpDefault {font-size:10.0pt;} _filtered #yiv3274575702 {margin:72.0pt 72.0pt 72.0pt 72.0pt;}#yiv3274575702 div.yiv3274575702WordSection1 {}#yiv3274575702 Credo però non sia una spiegazione, ma una lettura del dato statistico prodotto e secondo i parametri di efficacia definiti dal metodo stesso, che nulla dice e nulla ritiene ricercare nel proprio dominio come causa biologica o neuropsicologica dell’inefficacia, ma rimanda a ulteriori ricerche di procedure di insegnamento comportamentali più efficaci e più personalizzate al singolo 14ottobre Larisposta al quesito posto da Armando potrebbe giungere da unamaggiore collaborazione tra psicologi e neurobiologi, collaborazioneche auspichiamo, ma che sino ad ora mi pare che sia stata moltoscarsa Daniela Da: autismo-biologia [mailto:[email protected]] Per conto di daniela marianicerati Inviato: giovedì 13 ottobre 2016 14:18 A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Analisi del Comportamento Applicata e Autismo Il Mercoledì 12 Ottobre 2016 10:18, "[email protected]" <[email protected]> ha scritto: L’Analisi del Comportamento Applicata è solo da pochi anni diventata la metodologia elettiva per i programmi educativi di bambini e adulti con autismo; questo, in generale, ritengo sia una cosa positiva. Come è noto i principi di base non sono specifici dell’Autismo, né sono stati sviluppati facendo ricerca sull’Autismo. La contingenza a tre termini (Stimolo -> Risposta->Rinforzo) appare come un principio, verificato sperimentalmente, con basi evoluzionistiche, applicabile sia ad animali che all’uomo; su quest’ultimo, appunto, viene applicato anche in caso di disabilità mentale. Dal punto di vista dell’Analisi del Comportamento Applicata la domanda che sto per porre non ha senso, perché l’efficacia è misurabile, ma forse nel dominio della Neuropsicologia lo ha: nel caso della disabilità mentale e in particolare dell’Autismo, possiamo considerare questa contingenza sempre “intatta”, oppure può essere danneggiata o addirittura mancante, a seconda della gravità del caso? 13 ottobre 2016Credo che almeno in parte la risposta sia giá contenuta nella linea guida 21 lá dove dice“È presente un’ampia variabilità a livello individuale negli esiti ottenuti dai programmi intensivi comportamentali ABA; è quindi necessario che venga effettuata una valutazione clinica caso-specifica per monitorare nel singolo bambino l’efficacia dell’intervento, ossia se e quanto questo produca i risultati attesi”“ampia variabilità a livello individuale negli esiti ottenuti” significa che alcuni rispondono molto, altri rispondono poco o pochissimo e questo é in rapporto con la gravitá del caso Daniela
Il Mercoledì 12 Ottobre 2016 10:18, "[email protected]" <[email protected]> ha scritto: L’Analisi del Comportamento Applicata è solo da pochi anni diventata la metodologia elettiva per i programmi educativi di bambini e adulti con autismo; questo, in generale, ritengo sia una cosa positiva. Come è noto i principi di base non sono specifici dell’Autismo, né sono stati sviluppati facendo ricerca sull’Autismo. La contingenza a tre termini (Stimolo -> Risposta->Rinforzo) appare come un principio, verificato sperimentalmente, con basi evoluzionistiche, applicabile sia ad animali che all’uomo; su quest’ultimo, appunto, viene applicato anche in caso di disabilità mentale. Dal punto di vista dell’Analisi del Comportamento Applicata la domanda che sto per porre non ha senso, perché l’efficacia è misurabile, ma forse nel dominio della Neuropsicologia lo ha: nel caso della disabilità mentale e in particolare dell’Autismo, possiamo considerare questa contingenza sempre “intatta”, oppure può essere danneggiata o addirittura mancante, a seconda della gravità del caso? 25 ottobreHoinoltrato la domanda di Armando a Giacomo Vivanti il quale, comerisposta, mi ha mandato i seguenti articoli Responseof neural reward regions to food cues in autism spectrum disorders - Carissa J Cascio Email author , - Jennifer H Foss-Feig, - Jessica L Heacock, - Cassandra R Newsom, - Ronald L Cowan, - Margaret M Benningfield, - Baxter P Rogers and - Aize Cao Journalof Neurodevelopmental Disorders20124:9Response of neural reward regions to food cues in autism spectrum disorders | | | | | | | | | | | Response of neural reward regions to food cues in autism spectrum disorders Di Carissa J Cascio One hypothesis for the social deficits that characterize autism spectrum disorders (ASD) is diminished neural re... | | | | Preservedreward outcome processing in ASD as revealed by event-relatedpotentials JamesC McPartland*, Michael J Crowley, Danielle R Perszyk, Cora E Mukerji,Adam J Naples, Jia Wu and Linda C Mayes Journalof Neurodevelopmental Disorders 2012, 4:16 http://jneurodevdisorders.biomedcentral.com/articles/10.1186/1866-1955-4-16 Inentrambi i lavori é stata studiata la rete neurale della ricompensacon indagini strumentali: risonanza magnetica funzionale nel primo epotenziali evocati nel secondo. Larete neurale é risultata funzionante in entrambe le sperimentazioniper quanto riguarda la risposta a stimoli semplici, come denaro ecibo. Gli autori ipotizzano che la differenza tra persone con autismoe persone a sviluppo regolare si manifesti soprattutto per stimolisociali e non per stimoli semplici Resultsdo not support a pervasive problem with reward system function inASD, instead suggesting any dysfunction lies in more specificdomains, such as social perception, or in response to particularfeedback-monitoring contexts, such as self-evaluation of one’serrors. Childrenwith ASD showed neural response to feedback signals comparable tothat of typically developing peers Thecurrent study also focused exclusively on monetary reward. Given thepronounced social deficits that characterize ASD, others havesuggested specific dysfunction in brain circuitry systems subservingsocial reward Non-socialrewards are most often money, food, or tangible rewards (e.g., toys).In ASD research, behavioral studies indicate diminished effects ofsocial reinforcement in ASD relative to TD [66],and neuroimaging studies reveal selectively reduced activity infrontal-striatal reward circuitry to social reward in ASD compared toTD” Faccioperó notare una cosa: in entrambi gli studi i bambini oggetto dello studio hanno un quoziente intellettivo superiore a 70, mentre nella vitareale la maggioranza dei bambini con diagnosi di spettro autistico haun QI inferiore a 70, per cui il quesito posto da Armando non trovauna risposta per questi bambini da tali pur interessanti e raffinatericerche. Daniela MC <!--#yiv7722924595 _filtered #yiv7722924595 {font-family:"Cambria Math";panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4;} _filtered #yiv7722924595 {font-family:Calibri;panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4;}#yiv7722924595 #yiv7722924595 p.yiv7722924595MsoNormal, #yiv7722924595 li.yiv7722924595MsoNormal, #yiv7722924595 div.yiv7722924595MsoNormal {margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;font-size:11.0pt;font-family:"Calibri", sans-serif;}#yiv7722924595 a:link, #yiv7722924595 span.yiv7722924595MsoHyperlink {color:blue;text-decoration:underline;}#yiv7722924595 a:visited, #yiv7722924595 span.yiv7722924595MsoHyperlinkFollowed {color:purple;text-decoration:underline;}#yiv7722924595 span.yiv7722924595StileMessaggioDiPostaElettronica17 {font-family:"Calibri", sans-serif;color:windowtext;}#yiv7722924595 .yiv7722924595MsoChpDefault {font-family:"Calibri", sans-serif;} _filtered #yiv7722924595 {margin:72.0pt 72.0pt 72.0pt 72.0pt;}#yiv7722924595 div.yiv7722924595WordSection1 {}-->
Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente Daniela per le ricerca delle risposte e per l’aiuto alla comprensione degli articoli. Il fatto che ad oggi non ci sia una risposta chiara e oggettiva a tutto campo e soprattutto sul singolo è un fatto forse scontato ma spesso dimenticato, soprattutto nella pratica abilitativa. E’ vero però che una parte della risposta è già contenuta nei criteri stessi, come viene ricordato negli articoli; la ricompensa naturale per il comportamento sociale è zero o molto scarsa, se non sbaglio in modo abbastanza costante in tutto lo spettro, qualunque sia il ritardo mentale, rispetto ad altri criteri. Quindi già sappiamo che questa contingenza non funziona o funziona molto poco in un’area cruciale. Quando non funziona la ricompensa naturale (il condizionamento naturale a cui tutti siamo esposti), apportiamo dei condizionamenti non naturali, utilizzando ricompense spesso non naturali (non solo il cibo, etc ma anche il rinforzo sociale fa parte di un setting, una procedura). Questo come “palestra” che riattivi un comportamento verso una ricompensa naturale, ricercata spontaneamente in ciò che offre un ambiente naturale. A volte funziona (non so quante e non so con che ritenzione e ricaduta a lungo termine). A volte no (non so quante e con che effetti collaterali dannosi). Quando non funziona ci si pone il dubbio che ci sia intatta la capacità mnemonica di ricordare una contingenza tra stimolo, risposta e rinforzo, ma che questo sia solo un simulacro di un evento naturale, ovvero che non ci sia reale e naturale contingenza al comportamento. Continuo quindi a non comprendere come si possa andare avanti senza ricercare risposte integrando interventi educativi con le Neuroscienze e continuando a ricercare risposte alla periferia del disturbo (casi lievi e/o QI>70). Da: autismo-biologia [mailto:[email protected]] Per conto di daniela marianicerati Inviato: martedì 25 ottobre 2016 14:59 A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Analisi del Comportamento Applicata e Autismo Il Mercoledì 12 Ottobre 2016 10:18, "[email protected]" <[email protected]> ha scritto: L’Analisi del Comportamento Applicata è solo da pochi anni diventata la metodologia elettiva per i programmi educativi di bambini e adulti con autismo; questo, in generale, ritengo sia una cosa positiva. Come è noto i principi di base non sono specifici dell’Autismo, né sono stati sviluppati facendo ricerca sull’Autismo. La contingenza a tre termini (Stimolo -> Risposta->Rinforzo) appare come un principio, verificato sperimentalmente, con basi evoluzionistiche, applicabile sia ad animali che all’uomo; su quest’ultimo, appunto, viene applicato anche in caso di disabilità mentale. Dal punto di vista dell’Analisi del Comportamento Applicata la domanda che sto per porre non ha senso, perché l’efficacia è misurabile, ma forse nel dominio della Neuropsicologia lo ha: nel caso della disabilità mentale e in particolare dell’Autismo, possiamo considerare questa contingenza sempre “intatta”, oppure può essere danneggiata o addirittura mancante, a seconda della gravità del caso? 25 ottobre Ho inoltrato la domanda di Armando a Giacomo Vivanti il quale, come risposta, mi ha mandato i seguenti articoli Response of neural reward regions to food cues in autism spectrum disorders * Carissa J Cascio Email author , * Jennifer H Foss-Feig, * Jessica L Heacock, * Cassandra R Newsom, * Ronald L Cowan, * Margaret M Benningfield, * Baxter P Rogers and * Aize Cao Journal of Neurodevelopmental Disorders20124:9 Response of neural reward regions to food cues in autism spectrum disorders <http://jneurodevdisorders.biomedcentral.com/articles/10.1186/1866-1955-4-9> Response of neural reward regions to food cues in autism spectrum disorders Di Carissa J Cascio One hypothesis for the social deficits that characterize autism spectrum disorders (ASD) is diminished neural re... <http://jneurodevdisorders.biomedcentral.com/articles/10.1186/1866-1955-4-9> Preserved reward outcome processing in ASD as revealed by event-related potentials James C McPartland*, Michael J Crowley, Danielle R Perszyk, Cora E Mukerji, Adam J Naples, Jia Wu and Linda C Mayes Journal of Neurodevelopmental Disorders 2012, 4:16 <http://jneurodevdisorders.biomedcentral.com/articles/10.1186/1866-1955-4-16> http://jneurodevdisorders.biomedcentral.com/articles/10.1186/1866-1955-4-16 In entrambi i lavori é stata studiata la rete neurale della ricompensa con indagini strumentali: risonanza magnetica funzionale nel primo e potenziali evocati nel secondo. La rete neurale é risultata funzionante in entrambe le sperimentazioni per quanto riguarda la risposta a stimoli semplici, come denaro e cibo. Gli autori ipotizzano che la differenza tra persone con autismo e persone a sviluppo regolare si manifesti soprattutto per stimoli sociali e non per stimoli semplici Results do not support a pervasive problem with reward system function in ASD, instead suggesting any dysfunction lies in more specific domains, such as social perception, or in response to particular feedback-monitoring contexts, such as self-evaluation of one’s errors. Children with ASD showed neural response to feedback signals comparable to that of typically developing peers The current study also focused exclusively on monetary reward. Given the pronounced social deficits that characterize ASD, others have suggested specific dysfunction in brain circuitry systems subserving social reward Non-social rewards are most often money, food, or tangible rewards (e.g., toys). In ASD research, behavioral studies indicate diminished effects of social reinforcement in ASD relative to TD [ <http://jneurodevdisorders.biomedcentral.com/articles/10.1186/1866-1955-4-16#CR66> 66], and neuroimaging studies reveal selectively reduced activity in frontal-striatal reward circuitry to social reward in ASD compared to TD” Faccio peró notare una cosa: in entrambi gli studi i bambini oggetto dello studio hanno un quoziente intellettivo superiore a 70, mentre nella vita reale la maggioranza dei bambini con diagnosi di spettro autistico ha un QI inferiore a 70, per cui il quesito posto da Armando non trova una risposta per questi bambini da tali pur interessanti e raffinate ricerche. Daniela MC --- Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. https://www.avast.com/antivirus
participants (3)
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daniela marianicerati -
mazzoni.armando@libero.it -
Tiziano Gabrielli