Il Mercoledì 12 Ottobre 2016 10:18, "mazzoni.armando@libero.it" <mazzoni.armando@libero.it> ha scritto:



L’Analisi del Comportamento Applicata è solo da pochi anni diventata la metodologia elettiva per i programmi educativi di bambini e adulti con autismo; questo, in generale, ritengo sia una cosa positiva. Come è noto i principi di base non sono specifici dell’Autismo, né sono stati sviluppati facendo ricerca sull’Autismo.
 
La contingenza a tre termini (Stimolo -> Risposta->Rinforzo) appare come un principio, verificato sperimentalmente, con basi evoluzionistiche, applicabile sia ad animali che all’uomo; su quest’ultimo, appunto, viene applicato anche in caso di disabilità mentale.
 
Dal punto di vista dell’Analisi del Comportamento Applicata la domanda che sto per porre non ha senso, perché l’efficacia è misurabile, ma forse nel dominio della Neuropsicologia lo ha: nel caso della disabilità mentale e in particolare dell’Autismo, possiamo considerare questa contingenza sempre “intatta”, oppure può essere danneggiata o addirittura mancante, a seconda della gravità del caso?

25 ottobre
Ho inoltrato la domanda di Armando a Giacomo Vivanti il quale, come risposta, mi ha mandato i seguenti articoli

Response of neural reward regions to food cues in autism spectrum disorders

  • Carissa J Cascio
    Email author
    ,
  • Jennifer H Foss-Feig,
  • Jessica L Heacock,
  • Cassandra R Newsom,
  • Ronald L Cowan,
  • Margaret M Benningfield,
  • Baxter P Rogers and
  • Aize Cao
Journal of Neurodevelopmental Disorders20124:9




Preserved reward outcome processing in ASD as revealed by event-related potentials
James C McPartland*, Michael J Crowley, Danielle R Perszyk, Cora E Mukerji, Adam J Naples, Jia Wu and Linda C Mayes
Journal of Neurodevelopmental Disorders 2012, 4:16

In entrambi i lavori é stata studiata la rete neurale della ricompensa con indagini strumentali: risonanza magnetica funzionale nel primo e potenziali evocati nel secondo.
La rete neurale é risultata funzionante in entrambe le sperimentazioni per quanto riguarda la risposta a stimoli semplici, come denaro e cibo. Gli autori ipotizzano che la differenza tra persone con autismo e persone a sviluppo regolare si manifesti soprattutto per stimoli sociali e non per stimoli semplici

Results do not support a pervasive problem with reward system function in ASD, instead suggesting any dysfunction lies in more specific domains, such as social perception, or in response to particular feedback-monitoring contexts, such as self-evaluation of one’s errors.

Children with ASD showed neural response to feedback signals comparable to that of typically developing peers

The current study also focused exclusively on monetary reward. Given the pronounced social deficits that characterize ASD, others have suggested specific dysfunction in brain circuitry systems subserving social reward 

Non-social rewards are most often money, food, or tangible rewards (e.g., toys). In ASD research, behavioral studies indicate diminished effects of social reinforcement in ASD relative to TD [66], and neuroimaging studies reveal selectively reduced activity in frontal-striatal reward circuitry to social reward in ASD compared to TD”

Faccio peró notare una cosa: in entrambi gli studi i bambini oggetto dello studio hanno un quoziente intellettivo superiore a 70, mentre nella vita reale la maggioranza dei bambini con diagnosi di spettro autistico ha un QI inferiore a 70, per cui il quesito posto da Armando non trova una risposta per questi bambini da tali pur interessanti e raffinate ricerche.
     Daniela MC