adulti con autismo: stato di salute e uso di psicofarmaci
| 1. | E’uscito di recente il seguente articolo Autism. 2016 Jul;20(5):551-61. doi: 10.1177/1362361315594798. Epub 2015 Jul 10. A description of medical conditions in adults with autism spectrum disorder: A follow-up of the 1980s Utah/UCLA Autism Epidemiologic Study. Jones KB1, Cottle K2, Bakian A2, Farley M3, Bilder D2, Coon H2, McMahon WM2. | Laricerca fa parte di uno studio prospettico iniziato negli anni ‘80 sui bambini ai quali veniva fatta allora la diagnosi di autismonell’ambitodella UCLA-University of Utah epidemiologic survey of autism (Ritvo etal., 1989, 1990). Dopo 25 anni, precisamentedal 2006 al 2011, il campione é stato ricontattato per uno studio dioutcome nella vita adulta. L’etámediana al follow up era di 36 anni con un intervallo dai 23 ai 50anni. La disabilitá intellettiva coesisteva con l’autismo nel62% dei casi. Lepatologie piú frequenti sono risultate essere: epilessia, obesitá,insonnia e stitichezza. Ilnumero mediano di condizioni patologiche per individuo é risultato11,1 Unnumero di patologie statisticamente superiore é stato rilevato nelgenere femminile (p 0,01) e nell’obesitá (p0,03), ma non nei casiin cui coesisteva la disabilitá intellettiva (p 0,79). Gliindividui che venivano riclassificati secondo il DSM-IV potevanoessere classificati come: autismo, Asperger, o Disturbo Pervasivodello sviluppo. 15soggetti (18,5%) non usavano farmaci, mentre 44 (54.3%) usavacronicamente 4 o piú farmaci. Nonc ‘era differenza nell’uso dei farmaci tra i vari livelli difunzionamento mentale, con l’eccezione delle benzodiazepine, usatemaggiormente nella disabilitá intellettiva severa. Trai farmaci piú usati: i neurolettici, tipici e atipici, giantiepilettici e i seotoninergici. Trale patologie concomitanti sono descritte praticamente tutte lemalattie croniche a livello di tutti gli organi e apparati. Non éuna sorpresa che ci sia una prevalenza di epilessia e insonnia,mentre non credo fosse noto che in adulti di etá mediana di 36 annici fossero tante altre problematiche mediche. L’obesitáha due fattori di rischio altamente rappresentati negli adulti conautismo: l’uso dei neurolettici e la scarsa attivitá fisica. Ilgrande uso di neurolettici si ritrova in tutte le ricerche sugliadulti con autismo, compresa quella italiana compiuta da FondazioneSerono e ANGSAhttp://www.fondazioneserono.org/disabilita/la-centralita-della-persona/linda... Afronte di questo largo uso di neurolettici non c’é una base di“evidence”. Al contrario ricordo che Stefano Palazzi qualche annofa ci aveva segnalato una ricerca che documentava l’inutilitá deineurolettici nei comportamenti aggressivi degli adulti con disabilitáintellettiva, molti dei quali autistici. TyrerP, Oliver-Africano P, Romeo R, Knapp M, Dickens S, Bouras N, etal.Neuroleptics in the treatment of aggressive challengingbehaviour for people with intellectual disabilities: a randomisedcontrolled trial (NACHBID). Health TechnolAssess 2009;13(21)http://www.journalslibrary.nihr.ac.uk/__data/assets/pdf_file/0020/64604/Full... Daquesta ed altre ricerche emerge quanto sia necessario compiere unmonitoraggio su larga scala dell’uso e dell’efficacia (oinefficacia) degli psicofarmaci negli adulti con disturbi dellospettro autistico e di rivedere abitudini prescrittive che, a frontedi effetti collaterali gravi e certi, hanno una documentazione diefficacia scarsa, nulla o di segno negativo. Daniela MC
Buongiorno Professoressa, ma i neurolettici vengono prescritti sulla base di quale valutazione diagnostica? Oltre alle benzodiazepine, in quale classe rientrano gli altri neurolettici? Esiste l’ipotesi dopaminergica? Anche senza evidence based? Grazie Antonella Dentamaro Il giorno 29/giu/2016, alle ore 16:29, daniela marianicerati <[email protected]> ha scritto:
1. E’uscito di recente il seguente articolo Autism. 2016 Jul;20(5):551-61. doi: 10.1177/1362361315594798. Epub 2015 Jul 10. A description of medical conditions in adults with autism spectrum disorder: A follow-up of the 1980s Utah/UCLA Autism Epidemiologic Study.
Jones KB1, Cottle K2, Bakian A2, Farley M3, Bilder D2, Coon H2, McMahon WM2.
La ricerca fa parte di uno studio prospettico iniziato negli anni ‘80 sui bambini ai quali veniva fatta allora la diagnosi di autismo nell’ambito della UCLA-University of Utah epidemiologic survey of autism (Ritvo et al., 1989, 1990). Dopo 25 anni, precisamente dal 2006 al 2011, il campione é stato ricontattato per uno studio di outcome nella vita adulta.
L’etá mediana al follow up era di 36 anni con un intervallo dai 23 ai 50 anni. La disabilitá intellettiva coesisteva con l’autismo nel 62% dei casi.
Le patologie piú frequenti sono risultate essere: epilessia, obesitá, insonnia e stitichezza.
Il numero mediano di condizioni patologiche per individuo é risultato 11,1
Un numero di patologie statisticamente superiore é stato rilevato nel genere femminile (p 0,01) e nell’obesitá (p0,03), ma non nei casi in cui coesisteva la disabilitá intellettiva (p 0,79).
Gli individui che venivano riclassificati secondo il DSM-IV potevano essere classificati come: autismo, Asperger, o Disturbo Pervasivo dello sviluppo.
15 soggetti (18,5%) non usavano farmaci, mentre 44 (54.3%) usava cronicamente 4 o piú farmaci.
Non c ‘era differenza nell’uso dei farmaci tra i vari livelli di funzionamento mentale, con l’eccezione delle benzodiazepine, usate maggiormente nella disabilitá intellettiva severa.
Tra i farmaci piú usati: i neurolettici, tipici e atipici, gi antiepilettici e i seotoninergici.
Tra le patologie concomitanti sono descritte praticamente tutte le malattie croniche a livello di tutti gli organi e apparati. Non é una sorpresa che ci sia una prevalenza di epilessia e insonnia, mentre non credo fosse noto che in adulti di etá mediana di 36 anni ci fossero tante altre problematiche mediche.
L’obesitá ha due fattori di rischio altamente rappresentati negli adulti con autismo: l’uso dei neurolettici e la scarsa attivitá fisica.
Il grande uso di neurolettici si ritrova in tutte le ricerche sugli adulti con autismo, compresa quella italiana compiuta da Fondazione Serono e ANGSA http://www.fondazioneserono.org/disabilita/la-centralita-della-persona/linda...
A fronte di questo largo uso di neurolettici non c’é una base di “evidence”. Al contrario ricordo che Stefano Palazzi qualche anno fa ci aveva segnalato una ricerca che documentava l’inutilitá dei neurolettici nei comportamenti aggressivi degli adulti con disabilitá intellettiva, molti dei quali autistici.
Tyrer P, Oliver-Africano P, Romeo R, Knapp M, Dickens S, Bouras N, et al.Neuroleptics in the treatment of aggressive challenging behaviour for people with intellectual disabilities: a randomised controlled trial (NACHBID). Health Technol Assess 2009;13(21) http://www.journalslibrary.nihr.ac.uk/__data/assets/pdf_file/0020/64604/Full...
Da questa ed altre ricerche emerge quanto sia necessario compiere un monitoraggio su larga scala dell’uso e dell’efficacia (o inefficacia) degli psicofarmaci negli adulti con disturbi dello spettro autistico e di rivedere abitudini prescrittive che, a fronte di effetti collaterali gravi e certi, hanno una documentazione di efficacia scarsa, nulla o di segno negativo. Daniela MC
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
___________________________________ Antonella Dentamaro Fondazione Nando ed Elsa Peretti Corso d'Italia, 19 00198 Roma (Italy) [email protected] ___________________________________
Il Giovedì 30 Giugno 2016 15:32, Antonella Dentamaro <[email protected]> ha scritto: Mostra messaggio originale mai neurolettici vengono prescritti sulla base di quale valutazionediagnostica? Daniela Traduco dal documento che ho citato nel precedente messaggio prodotto dal National Institute for Health and Care Excellence https://www.nice.org.uk/guidance/cg170 “Prendi in considerazione la terapia con antipsicotici per trattare i comportamenti esplosivi quando gli interventi psicosociali o altri interventi sono insufficienti o non potrebbero essere praticati a causa della severità del comportamento” I comportamenti esplosivi sono spesso costituiti da gravi comportamenti aggressivi auto o eterodiretti. AntonellaEsistel’ipotesi dopaminergica? Daniela Ineurolettici vengono prescritti in quanto tranquillanti, anche sel’effetto tranquillante spesso si perde nel tempo o addirittura,nei disturbi del neurosviluppo, si ha non raramente l’effettoparadosso. Antonella Anchesenza evidence based? Daniela Sono stati compiute alcune sperimentazionicontrollate con aloperidolo, risperidone e aripiprazolo, che hannodato una diminuzione, mai la scomparsa, dei gravi comportamentiesplosivi. Le sperimentazioni sono state fatte per periodi brevi,mentre nella pratica, quando i neurolettici si iniziano, sicontinuano a tempo indeterminato.Copiodalla linea guida 21 dell’ ottobre 2011 http://www.snlg-iss.it/cms/files/LG_autismo_def.pdf"Provescientifiche ottenute da vari studi di elevata qualità supportanol’utilizzo del risperidone nel trattamentoa breve terminedi problemi comportamentali quali: irritabilità,ritiro sociale,iperattività, comportamenti stereotipatiIpazienti che assumono risperidone e/o i loro familiari (a secondadell’età del paziente) dovrebbero ricevere informazioni complete echiare sui possibili effetti collaterali associati al trattamento esul fatto che non sono disponibilial momento dati sull’efficacia e sulla sicurezza/tollerabilità delrisperidone nel lungo termine" "Datipreliminari prodotti da due RCT supportano l’efficaciaa breve terminedell’aripiprazolo nel migliorarei sintomi di grave irritabilità in bambini e adolescenti condisturbi dello spettro autistico econcomitante quadro caratterizzato dalla presenza di irritabilità,agitazione o comportamenti autolesionistici" Siale linee guida britanniche che quelle italiane parlano solo dibambini e adolescenti. Non mi risultache ci siano linee guida in cui si tratta anche o specificamente diadulti con autismo. DanielaMC
Daniela, non riesco ancora a sentirmi un vecchio saggio... Comunque penso che quando una persona con autismo appare "stabilizzata" con un neurolettico, sarebbe saggio iniziare a scalare pian pianissimo. Meno sostanze accessorie e alternative si prendono, più si capisce a quale eventualmente sia dovuto l'effetto (in barba alle teorie recettoriali su modelli animali). L'ultimo gradino a decrescere potrebbe durare 6-12 mesi prima di sospendere del tutto. Se subentrano crisi, va bene un reassessment a 24-48 ore prima di aumentare. Credo poi che dopo 1-2 mesi, di nuovo sia saggio iniziare a scalare pian pianissimo. Stefano P. Direzione struttura complessa UONPIA DAISMDP - Ausl e Università di Ferrara - Int. 5584 Per favore avvertire se il messaggio è ricevuto per errore. Il 29/06/2016 16:29, daniela marianicerati ha scritto:
A fronte di questo largo uso di neurolettici non c’é una base di “evidence”. Al contrario ricordo che Stefano Palazzi qualche anno fa ci aveva segnalato una ricerca che documentava l’inutilitá dei neurolettici nei comportamenti aggressivi degli adulti con disabilitá intellettiva, molti dei quali autistici. *Tyrer P, Oliver-Africano P, Romeo R, Knapp M, Dickens S, Bouras N, */*et al.*/*Neuroleptics in the treatment of aggressive challenging behaviour for people with intellectual disabilities: a randomised controlled trial (NACHBID). */*Health Technol Assess */*2009;13(21)* *http://www.journalslibrary.nihr.ac.uk/__data/assets/pdf_file/0020/64604/Full...
Il Giovedì 30 Giugno 2016 21:28, Dr Stefano PALAZZI (UONPIA) <[email protected]> ha scritto: penso che quando una persona con autismo appare "stabilizzata" con un neurolettico, sarebbe saggio iniziare a scalare pian pianissimo. Meno sostanze accessorie e alternative si prendono, più si capisce a quale eventualmente sia dovuto l'effetto (in barba alle teorie recettoriali su modelli animali). L'ultimo gradino a decrescere potrebbe durare 6-12 mesi prima di sospendere del tutto. Se subentrano crisi, va bene un reassessment a 24-48 ore prima di aumentare. Credo poi che dopo 1-2 mesi, di nuovo sia saggio iniziare a scalare pian pianissimo. Stefano P. Direzione struttura complessa UONPIA DAISMDP - Ausl e Università di Ferrara - Int. 5584 Per favore avvertire se il messaggio è ricevuto per errore. 4 luglioStefanoPalazzi indicauna strategia per la diminuzione progressiva del dosaggio el’eventuale soppressione deifarmaciantipsicotici nel caso il paziente sia stabilizzato, ovvero nelcasoi comportamenti per quali i farmaci sono stati dati siano assenti. Lalinea guida del National Health Service Britannico prende inconsiderazione il caso opposto, ovvero la documentatanonefficacia di tali farmaci per i sintomi target. Lalinea guida consiglia di sospenderei farmaci dopo un periodo di prova durante il quale é stataosservata la loro inefficacia. Questo significa tornare alla gravesituazione antecedente, ma senza la tossicitá e gli effetticollaterali di farmaci che, se non utili, sono soltanto dannosi. Taledocumento,dell’agosto 2013, ha il merito di mettere in evidenza che neltrattamento dell’autismo ci sono molti problemi irrisolti, anchequando i mezzi attualmente disponibili sono applicati in modoottimale. Daqui emerge la necessitá di una ricerca a tutto campo. Ildocumento Autismin under 19s: support and management NICEguidelines [CG170] Published date: August 2013 éin rete Autism in under 19s: support and management | Guidance and guidelines | NICE | | | | | | | | | Autism in under 19s: support and management | Guidance and guidelines | NICENICE Pathway - Autism Quality standard - Autism | | | | Visualizza su www.nice.org.uk | Anteprima per Yahoo | | | | | Ifarmaci antipsicotci vengono presi in considerazione lá dove siparla di behaviourthat challenges https://www.nice.org.uk/guidance/cg170/chapter/1-recommendations#interventio... for behaviour that challenges - Consider antipsychotic medication [ 1 ] for managing behaviour that challenges in children and young people with autism when psychosocial or other interventions are insufficient or could not be delivered because of the severity of the behaviour. Antipsychotic medication should be initially prescribed and monitored by a paediatrician or psychiatrist who should: - identify the target behaviour - decide on an appropriate measure to monitor effectiveness, including frequency and severity of the behaviour and a measure of global impact - review the effectiveness and any side effects of the medication after 3–4 weeks - stop treatment if there is no indication of a clinically important response at 6 weeks.
participants (3)
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Antonella Dentamaro -
daniela marianicerati -
Dr Stefano PALAZZI (UONPIA)