segnalazione di un articolo del gruppo di Pavia
Sulla rivista “Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry” è stato pubblicato l’articolo: Increased serum levels of high mobility group box 1 protein in patients with autistic disorder, 2010 Mar 16, Emanuele E, Boso M, Brondino N, Pietra S, Barale F, di Nemi SU, Politi P. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20302902 Il gruppo di Pavia da anni si dedica all’autismo a 360 gradi, sia come riabilitazione ad alta intensità per adulti low functioning, sia come ricerca biologica, aprendo nuove strade e instaurando collaborazioni con discipline della Medicina che sino ad ora erano state lontane dalla Neuropsichiatria. Gli autori infatti sono psichiatri del Dipartimento di. Scienze Sanitarie Applicate e Psicocomportamentali e biologi del Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Medicina Molecolare (CIRMC). La ricerca oggetto dell’articolo si inserisce nel filone dell’ipotesi di una componente infiammatoria/immunitaria nella genesi dell’autismo, che recentemente ha ripreso vigore sia come componente di una patogenesi multifattoriale, sia come possibile causa tra tante altre nell’ambito della eterogeneità dello spettro autistico. Da tempo si è visto che le alterazioni in ambito infiammatorio vanno ricercate con mezzi raffinati, in quanto gli esami routinari sono solitamente negativi. Sulla base di ricerche precedenti gli autori hanno individuato la proteina high mobility group box 1 protein (HMGB1) come degna di essere oggetto di studio in quanto “ubiquitous protein that functions as an activator for inducing the immune response and can be released from neurons after glutamate excitotoxicity” I risultati della ricerca sono esaltanti, in quanto la differenza tra casi e controlli è statisticamente molto significativa, contrariamente alla maggior parte delle ricerche in cui le differenze sono, quando va bene, al limite della significatività statistica. "Compared with healthy subjects, serum levels of HMGB1 were significantly higher in patients with autistic disorder (Student’s t test, P < 0.001, Fig. 1)" Un altro dato di grande interesse è la correlazione tra i livelli ematici della proteina e la compromissione dell’interazione sociale, ovvero del dominio sintomatologico esplorato dall’ ADI-R Social Scores "After allowance for age, BMI, and Raven’s Progressive Matrices scores, we found a positive independent association between HMGB1 levels and the ADI-R Social Scores (β=0.39, t=2.81, P < 0.01, Fig. 2); the higher the serum level of HMGB1, the worse the social interaction" Con lo stile della vera scienza, mai trionfale, ma sempre umile e pronta a rivedere i propri assunti nel caso nuove evidenze conducano in altre direzioni, gli autori sottolineano i limiti della loro ricerca: “the small sample size, a sample of adult patients with low-functioning ASD. Larger studies will be needed to determine the clinical utility of these measurements.” Alcuni degli autori fanno parte della lista e sarei loro grata se volessero aggiungere altre considerazioni nel merito della ricerca. Recentemente poi sono stati iscritti anche ricercatori e docenti di immunologia e microbiologia. Mi piacerebbe sentire il loro parere non solo sull’articolo in questione, ma anche sulle prospettive di ricerca (e si spera di terapia) che questo filone di ricerche apre. Alla prossima Daniela
Cara Daniela, grazie dell'apprezzamento. Molti in effetti sono i limiti del lavoro, da considerare bene, per capire meglio il dato (comunque da replicare; in effetti è quasi sorprendente). Ad esempio, un altro limite oltre quelli indicati? La mancanza di gun ruppo di controllo costituito da persone con altra patologia, magari che condivide con l'autismo alcuni aspetti, ma non quelli nucleari...o con altre forme di autismo...Insomma, a poco a poco... Un caro saluto FB ----- Original Message ----- From: "daniela marianicerati" <[email protected]> To: "lista autismo-biologia" <[email protected]> Sent: Thursday, March 25, 2010 3:01 PM Subject: [autismo-biologia] segnalazione di un articolo del gruppo di Pavia Sulla rivista “Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry” è stato pubblicato l’articolo: Increased serum levels of high mobility group box 1 protein in patients with autistic disorder, 2010 Mar 16, Emanuele E, Boso M, Brondino N, Pietra S, Barale F, di Nemi SU, Politi P. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20302902 Il gruppo di Pavia da anni si dedica all’autismo a 360 gradi, sia come riabilitazione ad alta intensità per adulti low functioning, sia come ricerca biologica, aprendo nuove strade e instaurando collaborazioni con discipline della Medicina che sino ad ora erano state lontane dalla Neuropsichiatria. Gli autori infatti sono psichiatri del Dipartimento di. Scienze Sanitarie Applicate e Psicocomportamentali e biologi del Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Medicina Molecolare (CIRMC). La ricerca oggetto dell’articolo si inserisce nel filone dell’ipotesi di una componente infiammatoria/immunitaria nella genesi dell’autismo, che recentemente ha ripreso vigore sia come componente di una patogenesi multifattoriale, sia come possibile causa tra tante altre nell’ambito della eterogeneità dello spettro autistico. Da tempo si è visto che le alterazioni in ambito infiammatorio vanno ricercate con mezzi raffinati, in quanto gli esami routinari sono solitamente negativi. Sulla base di ricerche precedenti gli autori hanno individuato la proteina high mobility group box 1 protein (HMGB1) come degna di essere oggetto di studio in quanto “ubiquitous protein that functions as an activator for inducing the immune response and can be released from neurons after glutamate excitotoxicity” I risultati della ricerca sono esaltanti, in quanto la differenza tra casi e controlli è statisticamente molto significativa, contrariamente alla maggior parte delle ricerche in cui le differenze sono, quando va bene, al limite della significatività statistica. "Compared with healthy subjects, serum levels of HMGB1 were significantly higher in patients with autistic disorder (Student’s t test, P < 0.001, Fig. 1)" Un altro dato di grande interesse è la correlazione tra i livelli ematici della proteina e la compromissione dell’interazione sociale, ovvero del dominio sintomatologico esplorato dall’ ADI-R Social Scores "After allowance for age, BMI, and Raven’s Progressive Matrices scores, we found a positive independent association between HMGB1 levels and the ADI-R Social Scores (β=0.39, t=2.81, P < 0.01, Fig. 2); the higher the serum level of HMGB1, the worse the social interaction" Con lo stile della vera scienza, mai trionfale, ma sempre umile e pronta a rivedere i propri assunti nel caso nuove evidenze conducano in altre direzioni, gli autori sottolineano i limiti della loro ricerca: “the small sample size, a sample of adult patients with low-functioning ASD. Larger studies will be needed to determine the clinical utility of these measurements.” Alcuni degli autori fanno parte della lista e sarei loro grata se volessero aggiungere altre considerazioni nel merito della ricerca. Recentemente poi sono stati iscritti anche ricercatori e docenti di immunologia e microbiologia. Mi piacerebbe sentire il loro parere non solo sull’articolo in questione, ma anche sulle prospettive di ricerca (e si spera di terapia) che questo filone di ricerche apre. Alla prossima Daniela -------------------------------------------------------------------------------- _______________________________________________ autismo-biologia mailing list [email protected] http://autismo33.it/mailman/listinfo/autismo-biologia
Un grazie sentito da parte di tutto il nostro gruppo alla dottoressa Mariani Cerati per l'apprezzamento. Il nostro lavoro conferma, in effetti, una linea di tendenza in atto nell'ambito della ricerca di base - in questo caso, di biochimica clinica - su persone affette da autismo. Attualmente le principali alterazioni biochimiche nel sangue periferico sembrano essere rappresentate da: 1. squilibrio nei peptidi prosociali (ossitocina, vasopressina, apelina) 2. alterazioni negli acidi grassi poli-insaturi 3. riduzione delle neutotrofine 4. squilibri di markers infiammatori E' probabile che l'alterazione di questi ultimi rifletta una attivazione delle cellule di glia nel sistema nervoso centrale, risultando quindi una sorta di "surrogato" per i processi neuropatologici a carico del sistema nervoso centrale. HMGB1 in particolare sembra di interesse nell'autismo da un lato come marcatore gliale, dall'altro come ligando del recettore RAGE, che potrebbe essere coinvolto nello stress ossidativo cerebrale riscontrato nell'autismo. La comune speranza è che la ricerca biochimica possa nel prossimo futuro aprire nuove opzioni terapeutiche, che possano superare i limiti della psicofarmacologia classica. La strada è, probabilmente, lunga, ma chissà... Con molti, cari saluti, Enzo Emanuele e Pierluigi Politi
Pensiero semplice "A te che sei il mio grande amore, a te che, come un ladro in punta di piedi, hai rapito il mio cuore e la mia mente, a te che riempi le mie giornate di gioia e felicità, rabbia e... disperazione, a te che rendi la mia vita unicamente meravigliosa e ... complicata, a te che mi regali emozioni uniche e indimenticabili, a te che hai dato un senso diverso alla mia vita, a te dico: grazie! Senza di te non vivrei l'emozione di rinascere ogni giorno, se non avessi te non avrei mai capito quanto il silenzio... emozione nella vita, abbia un colore.. e tu,sei il mio arcobaleno... " FELICE PASQUA A TUTTI VOI E GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE FATE PER I NOSTRI FIGLI... PATTY -------Messaggio originale------- Da: daniela marianicerati Data: 25/03/10 15.01.41 A: lista autismo-biologia Oggetto: [autismo-biologia] segnalazione di un articolo del gruppo di Pavia Sulla rivista “Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry” è stato pubblicato l’articolo: Increased serum levels of high mobility group box 1 protein in patients with autistic disorder, 2010 Mar 16, Emanuele E, Boso M, Brondino N, Pietra S, Barale F, di Nemi SU, Politi P. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20302902 Il gruppo di Pavia da anni si dedica all’autismo a 360 gradi, sia come riabilitazione ad alta intensità per adulti low functioning, sia come ricerca biologica, aprendo nuove strade e instaurando collaborazioni con discipline della Medicina che sino ad ora erano state lontane dalla Neuropsichiatria. Gli autori infatti sono psichiatri del Dipartimento di. Scienze Sanitarie Applicate e Psicocomportamentali e biologi del Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Medicina Molecolare (CIRMC). La ricerca oggetto dell’articolo si inserisce nel filone dell’ipotesi di una componente infiammatoria/immunitaria nella genesi dell’autismo, che recentemente ha ripreso vigore sia come componente di una patogenesi multifattoriale, sia come possibile causa tra tante altre nell’ambito della eterogeneità dello spettro autistico. Da tempo si è visto che le alterazioni in ambito infiammatorio vanno ricercate con mezzi raffinati, in quanto gli esami routinari sono solitamente negativi. Sulla base di ricerche precedenti gli autori hanno individuato la proteina high mobility group box 1 protein (HMGB1) come degna di essere oggetto di studio in quanto “ubiquitous protein that functions as an activator for inducing the immune response and can be released from neurons after glutamate excitotoxicity” I risultati della ricerca sono esaltanti, in quanto la differenza tra casi e controlli è statisticamente molto significativa, contrariamente alla maggior parte delle ricerche in cui le differenze sono, quando va bene, al limite della significatività statistica. "Compared with healthy subjects, serum levels of HMGB1 were significantly higher in patients with autistic disorder (Student’s t test, P < 0.001, Fig. 1)" Un altro dato di grande interesse è la correlazione tra i livelli ematici della proteina e la compromissione dell’interazione sociale, ovvero del dominio sintomatologico esplorato dall’ ADI-R Social Scores "After allowance for age, BMI, and Raven’s Progressive Matrices scores, we found a positive independent association between HMGB1 levels and the ADI-R Social Scores (β=0.39, t=2.81, P < 0.01, Fig. 2); the higher the serum level of HMGB1, the worse the social interaction" Con lo stile della vera scienza, mai trionfale, ma sempre umile e pronta a rivedere i propri assunti nel caso nuove evidenze conducano in altre direzioni, gli autori sottolineano i limiti della loro ricerca: “the small sample size, a sample of adult patients with low-functioning ASD. Larger studies will be needed to determine the clinical utility of these measurements.” Alcuni degli autori fanno parte della lista e sarei loro grata se volessero aggiungere altre considerazioni nel merito della ricerca. Recentemente poi sono stati iscritti anche ricercatori e docenti di immunologia e microbiologia. Mi piacerebbe sentire il loro parere non solo sull’articolo in questione, ma anche sulle prospettive di ricerca (e si spera di terapia) che questo filone di ricerche apre. Alla prossima Daniela ____________________________________________________________ _______________________________________________ autismo-biologia mailing list [email protected] http://autismo33.it/mailman/listinfo/autismo-biologia
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