Daniela, grazie come sempre per le tue segnalazioni. Ciro Ruggerini

Il giorno sab 31 mag 2025 alle ore 14:25 daniela via autismo-biologia <autismo-biologia@autismo33.it> ha scritto:
Laermans P e colleghi affrontano il tema della deprescrizione di
psicofarmaci negli adulti con disabilità intellettiva non con una
sperimentazione secondo le rigide regole delle sperimentazioni, ma
pubblicando i risultati del tentativo di applicare nella pratica clinica
quanto raccomandato nel documento del Consiglio Superiore della Sanità
del Belgio

  Lignes directrices sur l’utilisation non autorisée de médicaments
psychotropes chez les adultes présentant une déficience intellectuelle.
Bruxelles: CSS; 2022. Avis n° 9657.

https://www.hgr-css.be/file/download/4b6ca9d5-25b2-4dd9-8b7e-296dae3fed1d/RcMkZxLswRrIn4J4FoOBZ3iYYx3MpD2lEIXMepgSA3d.pdf

da cui copio quanto segue

10. Consideration for withdrawal of medication and exploration of
non-medicinal treatment should be ongoing and described in the treatment
plan

17. Medication should be used at the lowest possible dose for the
minimum time required.

Il campione considerato nell’articolo è composto da 27 adulti con
disabilità intellettiva e gravi comportamenti  problema di età mediana
di 52 anni, ospiti di residenze per disabili, in terapia con
antipsicotici da almeno un anno. Sette di questi hanno anche la diagnosi
di autismo.
Rispettando quanto raccomandato dalle linee guida, in concomitanza con
il lento calo del dosaggio del farmaco (tapering)  sono stati
implementati la psicoeducazione agli ospiti  e la supervisione agli
operatori
  psycho-education, coaching, and supervision, these support mechanisms
were available to care facilities as part of the intervention.

L’analisi dei sottogruppi ( diversi livelli di disabilità intellettiva e
disabilità intellettiva con autismo) ha evidenziato che tutti i
sottogruppi hanno beneficiato del tapering

Subgroup analyses revealed that the tapering process generally had a
consistent impact on behaviour, general functioning, side effects, and
QoL across most subgroups, including varying degrees of intellectual
disability, autism diagnosis, and medication reduction.

Il calo della posologia (tapering) è avvenuto in 40 settimane.
In due casi è stato possibile sospendere completamente gli
antipsicotici, in 22 casi è stato  diminuito il dosaggio del 39,7 per
cento. In tre casi la deprescrizione non ha avuto successo: in due si è
tornati alla dose di partenza e in uno ad una dose superiore.
Nei casi in cui il dosaggio di antipsicotici è stato ridotto o sospeso
sono stati osservati miglioramenti nella qualità di vita, nel
funzionamento generale, nei comportamenti problema e negli effetti
collaterali dei farmaci
  On average, participants reduced their medication dosage by 39.7 %.
Following tapering, improvements were observed in Quality of Life and
overall functioning, alongside reductions in challenging behaviour and
side effects.

Per quanto riguarda le persone con autismo, gli autori dicono che la
riduzione di antipsicotici,  se non adeguatamente controllata, puo’
intensificare le esperienze sensoriali portando potenzialmente a
disregolazione emozionale o comportamenti problema . Pertanto è
essenziale integrare nel processo di deprescrizione le strategie di
supporto per le sensibilità sensoriali, come ambienti strutturati e
supporto della regolazione sensoriale 
(https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25261248/)

the reduction of antipsychotics may intensify sensory experiences in
individuals with autism, potentially leading to emotional dysregulation
or behaviours of concern if not adequately addressed.

Therefore, it is essential to integrate strategies that accommodate
sensory sensitivities—such as structured environments and sensory
regulation support—into the tapering process (Wigham et al., 2014)

Fonte
Laermans P, Morisse F, Claes C, Lombardi M, Vandevelde S, Audenaert K,
Persoons P, de Kuijper G. Less antipsychotics, more Quality of Life
tapering strategies for adults with intellectual disabilities and
challenging behaviour. Res Dev Disabil. 2025 Jul;162:105020. doi:
10.1016/j.ridd.2025.105020. Epub 2025 Apr 22. PMID: 40267652.


Mio commento. La difficile deprescrizione di antipsicotici ad adulti in
trattamento da anni con questi farmaci  è la conseguenza di una
malpractice diffusa a livello internazionale. Qualsiasi terapia, e a
maggior ragione una terapia con farmaci che possono avere pesanti
effetti indesiderati, dovrebbe essere costantemente monitorata nel
tempo, sospesa quando più dannosa che utile o, quanto meno, prescritta
al minor dosaggio efficace.

Gli autori ipotizzano che il calo del dosaggio di antipsicotici sia
stato favorito da: psycho-education, coaching, and supervision.

Questi elementi dovrebbero essere sempre presenti nell’arco della vita
dei disabili e non dovrebbero mai essere sostituiti da un aumento del
dosaggio degli psicofarmaci
    Daniela MC

Il 2023-10-14 10:39 daniela ha scritto:
> E’ stato recentemente pubblicato l’articolo
>
> Adams D, Hastings RP, Maidment I, Shah C, Langdon PE. Deprescribing
> psychotropic medicines for behaviours that challenge in people with
> intellectual disabilities: a systematic review. BMC Psychiatry. 2023
> Mar 28;23(1):202. doi: 10.1186/s12888-022-04479-w. PMID: 36978032;
> PMCID: PMC10044393.
> https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC10044393/
>
> L’articolo affronta una problematica che è stata più volte affrontata
> anche su questa lista: la deprescrizione di psicofarmaci nelle persone
> con disabilità intellettiva e comportamenti problema
>
> http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2020-August/003891.html
>
> http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2021-March/004128.html
>
> http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2020-September/003929.html
>
> Sia i medici che le associazioni per la difesa dei diritti da qualche
> anno hanno preso coscienza del fatto che ai disabili intellettivi
> vengono somministrati psicofarmaci, soprattutto antipsicotici, per
> periodi di tempo lunghissimi, spesso a vita. Il motivo più frequente
> per cui gli psicofarmaci vengono iniziati, talora in tenera età, è la
> presenza di comportamenti problema. Una volta iniziati, questi
> trattamenti vengono spesso continuati per la vita, non sempre con il
> dovuto monitoraggio.
> Tutto questo rende problematica la deprescrizione soprattutto degli
> antipsicotici.
> Quando si intraprende la strada della deprescrizione, si assiste
> spesso ad un peggioramento delle condizioni del paziente, che spinge a
> credere  che il farmaco faccia bene e perciò non sia eliminabile.
> Questo non si puo’ sempre escludere ma, se il calo della dose di
> farmaco è troppo rapido, il peggioramento puo’ essere dovuto
> all’effetto rimbalzo, in rapporto con il blocco dei recettori della
> dopamina indotto dai farmaci, che  ha come conseguenza l’aumento dei
> recettori e dunque un aumentato effetto della dopamina stessa.
>
> E’ ormai assodato che la deprescrizione di antipsicotici deve avvenire
> gradualmente, con una gradualità che deve essere in relazione sia con
> la dose del farmaco sia con la durata dell’assunzione. Questo per non
> incorrere nel fenomeno della up-regulation, prima ricordata.
>
> Partendo dalla constatazione che nessun farmaco psicotropo ha le
> autorizzazioni all’immissione in commercio per i comportamenti
> problema in assenza di co-occorrenze  psichiatriche, gli autori fanno
> una rassegna dei lavori sulla deprescrizione in disabili intellettivi
> di ogni età, per evidenziarne gli effetti sui comportamenti problema e
> sula salute fisica e mentale.
>
> I lavori esaminati sono molto eterogenei per cui è difficile trarre
> delle conclusioni generali. Sono comunque emersi dei dati
> interessanti.
>
> Davide Gerrard e colleghi hanno fatto una sperimentazione controllata
> come si fa con un farmaco sperimentale.  Hanno diviso i pazienti in
> due gruppi, di 25 e 29 persone. Al primo gruppo la deprescrizione è
> stata associata al Positive Behaviour Support (PBS) somministrato da
> un team specialistico; al gruppo di controllo la deprescrizione non è
> stata accompagnata da nessuna azione diversa rispetto a quanto veniva
> fatto prima.
> La percentuale di successo nella riduzione e nella sospensione
> completa dei farmaci è stata significativamente più alta nel gruppo in
> cui il PBS veniva erogato.
>
> https://www.emerald.com/insight/content/doi/10.1108/AMHID-12-2018-0051/full/html
>
> Non tutti gli autori descrivono dettagliatamente se la deprescrizione
> è stata associata ad alternative non farmacologiche.  Tutti comunque
> concludono che in generale gli effetti positivi sul comportamento e
> sulla salute fisica e mentale sono associati ad un modello
> multidisciplinare concomitante alla deprescrizione.
>
> Gerda M de Kuijper  e Pieter J Hoekstra    hanno riportato buoni
> risultati, consistenti nella sospensione completa dei farmaci e nel
> suo mantenimento al follow up  nel 40% di un gruppo di 129 disabili
> intellettivi ospiti di una residenza.
> La riduzione del dosaggio fino alla sospensione è stata fatta in 14
> settimane con riduzione del 12,5% della dose iniziale ogni due
> settimane
>
> https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29920689/
>
> Alcuni autori riportano una discinesia da sospensione, peraltro
> transitoria, durante la riduzione di antipsicotici tipici.
> Diversi autori riportano effetti benefici sulla salute generale, in
> particolare una riduzione del sovrappeso e della pressione arteriosa.
>
> Questo lavoro ha documentato che una diminuzione del dosaggio di
> psicofarmaci, in particolare di antipsicotici, nei disabili
> intellettivi con o senza autismo, fino alla sospensione totale, è
> possibile in una buona percentuale di casi, senza che vi sia un
> peggioramento dei comportamenti problema.
>
> Per prevenire le problematiche dell’ “overprescribing “ e della
> conseguente difficile deprescrizione  la prima cosa da fare sarebbe
> quella di prescrivere gli psicofarmaci  solo quando non ci sono
> alternative, quando i benefici si dimostrino superiori ai rischi e per
> il minor tempo possibile
>
>    Daniela Mariani Cerati
>
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