Mi é capitato recentemente di vedere scritto “sindrome di asperger” con la lettera minuscola. Gli autori non erano illetterati. Sapevano bene che i nomi propri si scrivono con la lettera maiuscola. Semplicemente non sapevano che Asperger é il cognome di un uomo: Hans Asperger. La sindrome di Asperger si potrebbe forse meglio chiamare sindrome di Wing perché chi veramente ne ha identificato l’esistenza, le caratteristiche e la frequenza é stata Lorna Wing negli anni ‘80 del secolo scorso. L’ha chiamata cosí perché le pareva che i soggetti a cui lei ha dato questa etichetta diagnostica assomigliassero a quelli descritti da Asperger nel 1944. Ma cosa ha detto in realtá Asperger in questo anno cosí buio per il mondo e in particolare per la sua terra, l’Austria? E chi era Asperger? Poteva un neuropsichiatra infantile esercitare onestamente la sua professione durante il nazismo, quando l’ordine di Hitler era quello di sopprimere fisicamente tutti i deboli di mente? Qualcuno ha pensato “Se non é emigrato, significa che era nazista”. Il ché é in netto contrasto con tutto ció che egli ha scritto. Queste domande hanno tanto incuriosito l’amico Franco Nardocci che si é buttato in uno studio appassionato sulla vita e sul pensiero di Asperger e ha scoperto che Asperger ha descritto non solo la sindrome che da lui porta il nome, ma tutto lo spettro autistico. A differenza del concetto dominante in quegli anni dell’autismo differenziato da ogni patologia organica, proprio lui aveva notato che la psicopatia autistica era spesso associata ad una encefalopatia organica. Senza mai lasciarsi coinvolgere nelle teorie allora dominanti che colpevolizzavano la famiglia, ha da subito ipotizzato una genesi organica e ha da subito proposto come trattamento la pedagogia curativa, sinonimo di “trattamento psicoeducativo”, esattamente quello che, pur con diverse sfumature, viene proposto ai giorni nostri. Nessun indizio che sia stato coinvolto col nazismo, ma se mai molte cose lasciano pensare che abbia rischiato la pelle per le sue idee contro corrente. Il capo del suo ospedale era coinvolto col nazismo e probabilmente lui lo ha salvato. Tutte queste cose, raccontate in modo appassionato, si trovano nell’articolo “Hans Asperger; il maestro ritrovato”, Autismo e disturbi dello sviluppo” vol. 14, n. 3, ottobre 2016 http://rivistedigitali.erickson.it/autismo/ Daniela MC
Molto interessante, grazie della condivisione Silvia Il 6 dic 2016 4:13 PM, <[email protected]> ha scritto:
Mi é capitato recentemente di vedere scritto “sindrome di asperger” con la lettera minuscola. Gli autori non erano illetterati. Sapevano bene che i nomi propri si scrivono con la lettera maiuscola. Semplicemente non sapevano che Asperger é il cognome di un uomo: Hans Asperger. La sindrome di Asperger si potrebbe forse meglio chiamare sindrome di Wing perché chi veramente ne ha identificato l’esistenza, le caratteristiche e la frequenza é stata Lorna Wing negli anni ‘80 del secolo scorso. L’ha chiamata cosí perché le pareva che i soggetti a cui lei ha dato questa etichetta diagnostica assomigliassero a quelli descritti da Asperger nel 1944. Ma cosa ha detto in realtá Asperger in questo anno cosí buio per il mondo e in particolare per la sua terra, l’Austria? E chi era Asperger? Poteva un neuropsichiatra infantile esercitare onestamente la sua professione durante il nazismo, quando l’ordine di Hitler era quello di sopprimere fisicamente tutti i deboli di mente? Qualcuno ha pensato “Se non é emigrato, significa che era nazista”. Il ché é in netto contrasto con tutto ció che egli ha scritto. Queste domande hanno tanto incuriosito l’amico Franco Nardocci che si é buttato in uno studio appassionato sulla vita e sul pensiero di Asperger e ha scoperto che Asperger ha descritto non solo la sindrome che da lui porta il nome, ma tutto lo spettro autistico. A differenza del concetto dominante in quegli anni dell’autismo differenziato da ogni patologia organica, proprio lui aveva notato che la psicopatia autistica era spesso associata ad una encefalopatia organica. Senza mai lasciarsi coinvolgere nelle teorie allora dominanti che colpevolizzavano la famiglia, ha da subito ipotizzato una genesi organica e ha da subito proposto come trattamento la pedagogia curativa, sinonimo di “trattamento psicoeducativo”, esattamente quello che, pur con diverse sfumature, viene proposto ai giorni nostri. Nessun indizio che sia stato coinvolto col nazismo, ma se mai molte cose lasciano pensare che abbia rischiato la pelle per le sue idee contro corrente. Il capo del suo ospedale era coinvolto col nazismo e probabilmente lui lo ha salvato. Tutte queste cose, raccontate in modo appassionato, si trovano nell’articolo “Hans Asperger; il maestro ritrovato”, Autismo e disturbi dello sviluppo” vol. 14, n. 3, ottobre 2016
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