Buongiorno.. Scusate dovrei fare eseguire alla mia bimba l'esame "sequenziamento dell'esoma"..noi siamo a Bologna.. Sapete a chi posso rivolgermi? Grazie
4 luglio
Buongiorno.. Scusate dovrei fare eseguire alla mia bimba l'esame "sequenziamento dell'esoma"..
8 luglio La scrivente é in accordo con quanto scrivono Shafali S. Jeste e Daniel H. Geschwind nell’articolo “Disentangling the heterogeneity of autism spectrum disorder through genetic findings, Nat Rev Neurol. 2014 Feb; 10(2): 74–81.” https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4125617/ “We expect that clinical exome sequencing (CES), which is nearing the same cost as CMA, will supplant CMA testing within the next 2 years At our institution, CES is already performed in children with a wide range of developmental disabilities (S. Nelson, personal communication)” e con quanto é stato detto all’ultimo meeting della European Society of Human genetics, come mi é stato riferito da una collega che vi ha partecipato. Allo stato attuale delle conoscenze solo una percentuale molto lontana dalla totalitá dei casi riceve con tale esame una diagnosi di malattia monogenica, ma la percentuale aumenta mano a mano che la ricerca procede. In quasi tutti i laboratori di genetica viene tenuta una parte del campione di sangue in modo da fare altri esami, mano a mano che si fanno nuove scoperte, senza bisogno di richiamare i pazienti. E’ sconsigliabile rivolgersi a dei privati che si fanno pubblicitá in rete, in quanto non si sa quanto essi siano affidabili nell’esecuzione dell’esame. Inoltre molto delicata é l’interpretazione dell’esame per i molti risultati di significato nullo o incerto. Dopo l’esame un genetista medico esperto nei disturbi del neurosviluppo deve dare una accurata interpretazione ai genitori, spiegando bene il significato di tutto quanto é emerso, anche di quei dati che non hanno a che fare con la patologia. Sulla importanza di identificare le condizioni monogenche per poi fare ricerche finalizzate a terapie mirate abbiamo piú volte parlato su questa lista. Nell’articolo sopra citato viene detto quanto segue "Such single-gene disorders provide an important opportunity to investigate specific molecular mechanisms underlying aberrant neurodevelopment through use of mouse models and, in turn, to identify treatment targets to modify development" L’articolo porta poi come esempio la sclerosi tuberosa, di cui abbiamo parlato anche recentemente su questa lista http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-March/002818.html Non tutti i genetisti sono d’accordo sul fatto di procedere con il sequenziamento dell’esoma in tutti casi di spettro autistico. Alcuni ritengono che l’esame sia indicato solo in presenza di comorbilitá, particolarmente disabilitá intellettiva ed epilessia, e/o di dismorfismi Daniela Mariani Cerati
Buongiorno, volevo fare una domanda rispetto a quanto la Dott.ssa Mariani Cerati gentilmente ci riporta: “Allo stato attuale delle conoscenze solo una percentuale molto lontana dalla totalitá dei casi riceve con tale esame una diagnosi di malattia monogenica”. Quando si parla di totalità dei casi si parla di casi di autismo o in generale? Se si parla di casi di autismo non ho capito come si concilia la diffusa dichiarazione che l’autismo sia una patologia ad eziologia sconosciuta con la rilevazione di relazione causa-effetto relativa ad un’alterazione monogenica. Oppure nel caso di alterazioni monogeniche si tratta di correlazioni statistiche con le diagnosi di autismo? Grazie Saluti AM -----Messaggio originale----- Da: autismo-biologia <[email protected]> Per conto di [email protected] Inviato: domenica 8 luglio 2018 09:36 A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Sequenziamento esoma 4 luglio
Buongiorno.. Scusate dovrei fare eseguire alla mia bimba l'esame
"sequenziamento dell'esoma"..
8 luglio La scrivente é in accordo con quanto scrivono Shafali S. Jeste e Daniel H. Geschwind nell’articolo “Disentangling the heterogeneity of autism spectrum disorder through genetic findings, Nat Rev Neurol. 2014 Feb; 10(2): 74–81.” <https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4125617/> https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4125617/ “We expect that clinical exome sequencing (CES), which is nearing the same cost as CMA, will supplant CMA testing within the next 2 years At our institution, CES is already performed in children with a wide range of developmental disabilities (S. Nelson, personal communication)” e con quanto é stato detto all’ultimo meeting della European Society of Human genetics, come mi é stato riferito da una collega che vi ha partecipato. Allo stato attuale delle conoscenze solo una percentuale molto lontana dalla totalitá dei casi riceve con tale esame una diagnosi di malattia monogenica, ma la percentuale aumenta mano a mano che la ricerca procede. In quasi tutti i laboratori di genetica viene tenuta una parte del campione di sangue in modo da fare altri esami, mano a mano che si fanno nuove scoperte, senza bisogno di richiamare i pazienti. E’ sconsigliabile rivolgersi a dei privati che si fanno pubblicitá in rete, in quanto non si sa quanto essi siano affidabili nell’esecuzione dell’esame. Inoltre molto delicata é l’interpretazione dell’esame per i molti risultati di significato nullo o incerto. Dopo l’esame un genetista medico esperto nei disturbi del neurosviluppo deve dare una accurata interpretazione ai genitori, spiegando bene il significato di tutto quanto é emerso, anche di quei dati che non hanno a che fare con la patologia. Sulla importanza di identificare le condizioni monogenche per poi fare ricerche finalizzate a terapie mirate abbiamo piú volte parlato su questa lista. Nell’articolo sopra citato viene detto quanto segue "Such single-gene disorders provide an important opportunity to investigate specific molecular mechanisms underlying aberrant neurodevelopment through use of mouse models and, in turn, to identify treatment targets to modify development" L’articolo porta poi come esempio la sclerosi tuberosa, di cui abbiamo parlato anche recentemente su questa lista <http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-March/002818.html> http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-March/002818.html Non tutti i genetisti sono d’accordo sul fatto di procedere con il sequenziamento dell’esoma in tutti casi di spettro autistico. Alcuni ritengono che l’esame sia indicato solo in presenza di comorbilitá, particolarmente disabilitá intellettiva ed epilessia, e/o di dismorfismi Daniela Mariani Cerati _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia <mailto:[email protected]> [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: <mailto:[email protected]> [email protected] --- Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. https://www.avast.com/antivirus
L’8 luglio 2018 Mazzoni Armando ha scritto Buongiorno, volevo fare una domanda rispetto a quanto la Dott.ssa Mariani Cerati gentilmente ci riporta: “Allo stato attuale delle conoscenze solo una percentuale molto lontana dalla totalitá dei casi riceve con tale esame una diagnosi di malattia monogenica”. Quando si parla di totalità dei casi si parla di casi di autismo o in generale? RISPOSTA DI DANIELA MARIANI CERATI INTENDEVO CASI DI DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO, ANCHE SE LA COSA VALE ANCHE PER LA CATEGORIA DI CUI LO SPETTRO AUTISTICO FA PARTE, OSSIA I DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO Se si parla di casi di autismo non ho capito come si concilia la diffusa dichiarazione che l’autismo sia una patologia ad eziologia sconosciuta con la rilevazione di relazione causa-effetto relativa ad un’alterazione monogenica. Oppure nel caso di alterazioni monogeniche si tratta di correlazioni statistiche con le diagnosi di autismo? RISPOSTA DI DMC IL GENE MUTATO, MANCANTE O DUPLICATO SI INSERISCE NEL CONTESTO DEL GENOMA E DELL’AMBIENTE, DOVE CI POSSONO ESSERE FATTORI DI PROTEZIONE O DI RISCHIO. CONSIGLIO DI RILEGGERE IL MESSAGGIO INVIATO LO SCORSO OTTOBRE DA MARIA LUISA SCATTONI E ANGELA CARUSO CHE DAVANO UN AMPIO RESOCONTO DI UN ARTICOLO DI BOURGERON SULLA SINDROME DI PHELAN MC DERMID PER LA QUALE SI PENSAVA CHE LA DELEZIONE DEL GENE SHANK3 FOSSE SEMPRE E INEQUIVOCABILMENTE PATOGENA. NELL’ARTICOLO É STATO RIPORTATO IL CASO DI UNA MADRE DI 5 FIGLIE AFFETTE DEL TUTTO ASINTOMATICA, PORTATRICE DELLA DELEZIONE DI SHANK3. UNA POSSIBILE SPIEGAZIONE É CHE NELLA MADRE FOSSERO PRESENTI FATTORI DI PROTEZIONE. LA GENETISTA ELENA MAESTRINI USA SPESSO IL TERMINE “QUASI MONOGENICHE” ANZICHÉ MONOGENICHE, A SIGNIFICARE CHE IL GENE MANCANTE O MUTATO O DUPLICATO SIA UN IMPORTANTE FATTORE DI RISCHIO, MA CHE DA SOLO POTREBBE NON BASTARE A DARE IL DISTURBO DEL NEUROSVILUPPO COPIO DAL MESSAGGIO SOPRA CITATO DI SCATTONI E GARGIULO “E’ stata riportata, infatti, la trasmissione ereditaria della delezione SHANK3 a 5 figlie affette da una madre senza ASD né disabilità intellettiva. Questo dato è la prova del fatto che in alcuni individui con delezione SHANK3 potrebbero esserci meccanismi compensatori che conferiscono resilienza alla mutazione SHANK3. Le scoperte di questo studio risultano molto interessanti e sostengono l’ipotesi secondo cui i pazienti PMS hanno una complessa architettura genetica in cui intervengono diversi fattori di rischio. Va sottolineato come questi risultati avvalorano la teoria multiple hit già ampiamente sostenuta dalla comunità scientifica internazionale, secondo cui diversi loci genici (come anche diversi fattori ambientali) possono modulare la severità degli aspetti clinici” QUESTO IL LINK AL MESSAGGIO DI CUI SOPRA http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2017-October/002683.html Daniela Mariani Cerati
Grazie
Saluti
AM
-----Messaggio originale----- Da: autismo-biologia <[email protected]> Per conto di [email protected] Inviato: domenica 8 luglio 2018 09:36 A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Sequenziamento esoma
4 luglio
Buongiorno.. Scusate dovrei fare eseguire alla mia bimba l'esame
"sequenziamento dell'esoma"..
8 luglio
La scrivente é in accordo con quanto scrivono Shafali S. Jeste e Daniel H. Geschwind nell’articolo “Disentangling the heterogeneity of autism spectrum disorder through genetic findings, Nat Rev Neurol. 2014 Feb;
10(2): 74–81.”
<https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4125617/> https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4125617/
“We expect that clinical exome sequencing (CES), which is nearing the same cost as CMA, will supplant CMA testing within the next 2 years At our institution, CES is already performed in children with a wide range of developmental disabilities (S. Nelson, personal communication)”
e con quanto é stato detto all’ultimo meeting della European Society of Human genetics, come mi é stato riferito da una collega che vi ha partecipato.
Allo stato attuale delle conoscenze solo una percentuale molto lontana dalla totalitá dei casi riceve con tale esame una diagnosi di malattia monogenica, ma la percentuale aumenta mano a mano che la ricerca procede.
In quasi tutti i laboratori di genetica viene tenuta una parte del campione di sangue in modo da fare altri esami, mano a mano che si fanno nuove scoperte, senza bisogno di richiamare i pazienti.
E’ sconsigliabile rivolgersi a dei privati che si fanno pubblicitá in rete, in quanto non si sa quanto essi siano affidabili nell’esecuzione dell’esame. Inoltre molto delicata é l’interpretazione dell’esame per i molti risultati di significato nullo o incerto. Dopo l’esame un genetista medico esperto nei disturbi del neurosviluppo deve dare una accurata interpretazione ai genitori, spiegando bene il significato di tutto quanto é emerso, anche di quei dati che non hanno a che fare con la patologia.
Sulla importanza di identificare le condizioni monogenche per poi fare ricerche finalizzate a terapie mirate abbiamo piú volte parlato su questa lista. Nell’articolo sopra citato viene detto quanto segue "Such single-gene disorders provide an important opportunity to investigate specific molecular mechanisms underlying aberrant neurodevelopment through use of mouse models and, in turn, to identify treatment targets to modify development"
L’articolo porta poi come esempio la sclerosi tuberosa, di cui abbiamo parlato anche recentemente su questa lista
<http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-March/002818.html> http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-March/002818.html
Non tutti i genetisti sono d’accordo sul fatto di procedere con il sequenziamento dell’esoma in tutti casi di spettro autistico. Alcuni ritengono che l’esame sia indicato solo in presenza di comorbilitá, particolarmente disabilitá intellettiva ed epilessia, e/o di dismorfismi Daniela Mariani Cerati
4 luglio
Buongiorno.. Scusate dovrei fare eseguire alla mia bimba l'esame "sequenziamento dell'esoma"..
8 luglio La scrivente é in accordo con quanto scrivono Shafali S. Jeste e Daniel H. Geschwind nell’articolo “Disentangling the heterogeneity of autism spectrum disorder through genetic findings, Nat Rev Neurol. 2014 Feb; 10(2): 74–81.” https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4125617/
da cui copio quanto segue
"Such single-gene disorders provide an important opportunity to investigate specific molecular mechanisms underlying aberrant neurodevelopment through use of mouse models and, in turn, to identify treatment targets to modify development"
L’articolo porta poi come esempio la sclerosi tuberosa, di cui abbiamo parlato anche recentemente su questa lista
http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-March/002818.html
Daniela Mariani Cerati
17 luglio La ricerca biologica attuale é molto attiva in questo senso e la via che parte dalla mutazione o delezione di un singolo gene per poi passare ad un modello animale mancante di quel gene, verificare che l’animale presenti dei deficit in ambito cognitivo e comportamentale e sperimentare sull’animale terapie mirate per documentarne l’efficacia clinica viene praticata in molti laboratori all’avanguardia nel mondo. Tra questi l’Istituto di Neuroscienze del CNR di Milano, che ha studiato le disabilità intellettive associate a mutazioni nel gene TM4SF2. Delle loro interessanti e promettenti ricerche ci dá un resoconto Maria Passafaro, Senior research scientist di tale prestigioso Istituto. Scoperto un possibile nuovo ed efficace approccio per la cura delle disabilità intellettive associate a mutazioni nel gene TM4SF2 Un farmaco chiamato CX516, appartenente alla classe di molecole chiamate AMPAkine e precedentemente proposto come cura per l’Alzheimer, si è mostrato estremamente efficace nel migliorare i sintomi della disabilità intellettiva collegata a mutazioni del gene TM4SF2. Lo studio dei ricercatori dell’ Istituto di Neuroscienze del CNR di Milano (IN-CNR) è stato pubblicato su Cerebral Cortex. Le disabilità intellettive colpiscono circa il 2-3% della popolazione mondiale e tipicamente si manifestano durante i primi anni di vita causando gravi alterazioni nelle abilità cognitive e nelle capacità di interagire socialmente con le altre persone. Tali patologie sono frequentemente causate da mutazioni genetiche e tra i geni coinvolti nell’insorgenza delle disabilità intellettive troviamo anche il gene chiamato TM4SF2 che codifica per la proteina TSPAN7. Mutazioni a carico di questo gene sono state descritte in diversi pazienti affetti da disabilità intellettive. Tuttavia, al momento attuale, nessuna terapia farmacologica risulta disponibile per migliorare le condizioni dei pazienti affetti da disabilità intellettiva associata a mutazioni del gene TM4SF2. Lo studio, coordinato dalla Dott.ssa Maria Passafaro dell’Istituto di Neuroscienze del CNR di Milano, condotto da Luca Murru e colleghi e finanziato dalla Fondazione Telethon, la Fondazione Mariani e la Fondazione Lejeune, ha dimostrato, utilizzando un animale transgenico privato della funzionalità del gene TM4SF2 e della proteina TSPAN7, come mutazioni a carico di questo gene siano responsabili delle alterazioni comportamentali associate alle disabilità intellettive. I ricercatori hanno studiato un’area del cervello strettamente implicata nei fenomeni di apprendimento e memoria, capacità fortemente compromesse nei pazienti affetti da disabilità intellettive. Precedentemente, il Team della Dott.ssa Passafaro ha dimostrato in vitro l’importante funzione della proteina TSPAN7 nella regolazione del recettore AMPA e nella struttura delle sinapsi. Con questo studio è stato dimostrato in vivo che l’assenza della proteina TSPAN7 causa la riduzione dell’espressione di un particolare recettore eccitatorio chiamato AMPA, inoltre è stato dimostrato come il trattamento con una molecola, il CX516, in grado di potenziare l’attività del recettore AMPA, sia in grado di correggere i difetti neurologici evidenziati nei topi geneticamente modificati. Tali risultati suggeriscono fortemente il recettore AMPA come nuovo “target” per il trattamento dei disturbi associati a disabilità intellettive causate da mutazioni a carico del gene TM4SF2. Hanno collaborato: il dipartimento BIOMETRA e DiSFeB dell’Università degli Studi di Milano; la divisione di Neuroscienze dell’Ospedale San Raffaele; Fondazione Umberto Veronesi, Milano; Biological and Environmental Sciences and Engineering Division, King Abdullah University for Science and Technology (KAUST), Thuwa, Kingdom of Saudi Arabia. Maria Passafaro
participants (3)
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daniela@autismo33.it -
Margherita Ranalli -
mazzoni.armando@libero.it