L’8 luglio 2018 Mazzoni Armando ha scritto Buongiorno, volevo fare una domanda rispetto a quanto la Dott.ssa Mariani Cerati gentilmente ci riporta: “Allo stato attuale delle conoscenze solo una percentuale molto lontana dalla totalitá dei casi riceve con tale esame una diagnosi di malattia monogenica”. Quando si parla di totalità dei casi si parla di casi di autismo o in generale? RISPOSTA DI DANIELA MARIANI CERATI INTENDEVO CASI DI DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO, ANCHE SE LA COSA VALE ANCHE PER LA CATEGORIA DI CUI LO SPETTRO AUTISTICO FA PARTE, OSSIA I DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO Se si parla di casi di autismo non ho capito come si concilia la diffusa dichiarazione che l’autismo sia una patologia ad eziologia sconosciuta con la rilevazione di relazione causa-effetto relativa ad un’alterazione monogenica. Oppure nel caso di alterazioni monogeniche si tratta di correlazioni statistiche con le diagnosi di autismo? RISPOSTA DI DMC IL GENE MUTATO, MANCANTE O DUPLICATO SI INSERISCE NEL CONTESTO DEL GENOMA E DELL’AMBIENTE, DOVE CI POSSONO ESSERE FATTORI DI PROTEZIONE O DI RISCHIO. CONSIGLIO DI RILEGGERE IL MESSAGGIO INVIATO LO SCORSO OTTOBRE DA MARIA LUISA SCATTONI E ANGELA CARUSO CHE DAVANO UN AMPIO RESOCONTO DI UN ARTICOLO DI BOURGERON SULLA SINDROME DI PHELAN MC DERMID PER LA QUALE SI PENSAVA CHE LA DELEZIONE DEL GENE SHANK3 FOSSE SEMPRE E INEQUIVOCABILMENTE PATOGENA. NELL’ARTICOLO É STATO RIPORTATO IL CASO DI UNA MADRE DI 5 FIGLIE AFFETTE DEL TUTTO ASINTOMATICA, PORTATRICE DELLA DELEZIONE DI SHANK3. UNA POSSIBILE SPIEGAZIONE É CHE NELLA MADRE FOSSERO PRESENTI FATTORI DI PROTEZIONE. LA GENETISTA ELENA MAESTRINI USA SPESSO IL TERMINE “QUASI MONOGENICHE” ANZICHÉ MONOGENICHE, A SIGNIFICARE CHE IL GENE MANCANTE O MUTATO O DUPLICATO SIA UN IMPORTANTE FATTORE DI RISCHIO, MA CHE DA SOLO POTREBBE NON BASTARE A DARE IL DISTURBO DEL NEUROSVILUPPO COPIO DAL MESSAGGIO SOPRA CITATO DI SCATTONI E GARGIULO “E’ stata riportata, infatti, la trasmissione ereditaria della delezione SHANK3 a 5 figlie affette da una madre senza ASD né disabilità intellettiva. Questo dato è la prova del fatto che in alcuni individui con delezione SHANK3 potrebbero esserci meccanismi compensatori che conferiscono resilienza alla mutazione SHANK3. Le scoperte di questo studio risultano molto interessanti e sostengono l’ipotesi secondo cui i pazienti PMS hanno una complessa architettura genetica in cui intervengono diversi fattori di rischio. Va sottolineato come questi risultati avvalorano la teoria multiple hit già ampiamente sostenuta dalla comunità scientifica internazionale, secondo cui diversi loci genici (come anche diversi fattori ambientali) possono modulare la severità degli aspetti clinici” QUESTO IL LINK AL MESSAGGIO DI CUI SOPRA http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2017-October/002683.html Daniela Mariani Cerati
Grazie
Saluti
AM
-----Messaggio originale----- Da: autismo-biologia <[email protected]> Per conto di [email protected] Inviato: domenica 8 luglio 2018 09:36 A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Sequenziamento esoma
4 luglio
Buongiorno.. Scusate dovrei fare eseguire alla mia bimba l'esame
"sequenziamento dell'esoma"..
8 luglio
La scrivente é in accordo con quanto scrivono Shafali S. Jeste e Daniel H. Geschwind nell’articolo “Disentangling the heterogeneity of autism spectrum disorder through genetic findings, Nat Rev Neurol. 2014 Feb;
10(2): 74–81.”
<https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4125617/> https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4125617/
“We expect that clinical exome sequencing (CES), which is nearing the same cost as CMA, will supplant CMA testing within the next 2 years At our institution, CES is already performed in children with a wide range of developmental disabilities (S. Nelson, personal communication)”
e con quanto é stato detto all’ultimo meeting della European Society of Human genetics, come mi é stato riferito da una collega che vi ha partecipato.
Allo stato attuale delle conoscenze solo una percentuale molto lontana dalla totalitá dei casi riceve con tale esame una diagnosi di malattia monogenica, ma la percentuale aumenta mano a mano che la ricerca procede.
In quasi tutti i laboratori di genetica viene tenuta una parte del campione di sangue in modo da fare altri esami, mano a mano che si fanno nuove scoperte, senza bisogno di richiamare i pazienti.
E’ sconsigliabile rivolgersi a dei privati che si fanno pubblicitá in rete, in quanto non si sa quanto essi siano affidabili nell’esecuzione dell’esame. Inoltre molto delicata é l’interpretazione dell’esame per i molti risultati di significato nullo o incerto. Dopo l’esame un genetista medico esperto nei disturbi del neurosviluppo deve dare una accurata interpretazione ai genitori, spiegando bene il significato di tutto quanto é emerso, anche di quei dati che non hanno a che fare con la patologia.
Sulla importanza di identificare le condizioni monogenche per poi fare ricerche finalizzate a terapie mirate abbiamo piú volte parlato su questa lista. Nell’articolo sopra citato viene detto quanto segue "Such single-gene disorders provide an important opportunity to investigate specific molecular mechanisms underlying aberrant neurodevelopment through use of mouse models and, in turn, to identify treatment targets to modify development"
L’articolo porta poi come esempio la sclerosi tuberosa, di cui abbiamo parlato anche recentemente su questa lista
<http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-March/002818.html> http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-March/002818.html
Non tutti i genetisti sono d’accordo sul fatto di procedere con il sequenziamento dell’esoma in tutti casi di spettro autistico. Alcuni ritengono che l’esame sia indicato solo in presenza di comorbilitá, particolarmente disabilitá intellettiva ed epilessia, e/o di dismorfismi Daniela Mariani Cerati