R: Re: [autismo-biologia] Traduzione istantanea del web
Gentile Daniela, a distanza di anni effettivamente ho riscontrato che l'aver esercitato la motricità fine ha permesso a mia figlia di "sganciare" il canale visivo dal controllo dei movimenti permettendo la velocità e gli automatismi che sono necessari per tante operazioni del quotidiano, compreso suonare molto bene la chitarra in alcuni contesti di socialità "normale". Inoltre ho osservato che il canale visivo liberato dall'incombenza di retroazionare la posizione delle mani nello spazio è più predisposto a prestare attenzione ai messaggi relazionali. Grazie e saluti Roberto ----Messaggio originale---- Da: [email protected] Data: 21/02/2012 10.53 A: "Autismo Biologia"<[email protected]> Ogg: Re: [autismo-biologia] Traduzione istantanea del web Da: Stefano Palazzi <[email protected]> A: Autismo Biologia <[email protected]> Inviato: Martedì 21 Febbraio 2012 7:03 Oggetto: [autismo-biologia] Traduzione istantanea del web
Stefano Palazzi
A proposito di abilità motorie segnalo una review di Sally Rogers del 2009, nella quale lo studio di bambini a rischio, che poi sono stati diagnosticati autistici, ha evidenziato che i disturbi motori compaiono prima dei classici sintomi della comunicazione e dell’interazione sociale. A sei mesi le anomalie riscontrate sono risultate: ritardato sviluppo motorio e inusuale interesse visivo o reattività agli oggetti. Copio dall’articolo: Six months Atypicalities were generally in two areas: delayed motor development and unusual visual interest or reactivity to objects. Four of the nine had difficulties with reaching, grasping, holding, and transferring objects, with one described as “floppy,” and two were not sitting. L’articolo Autism Res. 2009 Jun;2(3):125-37. What are infant siblings teaching us about autism in infancy? Rogers SJ. è in rete, leggibile integralmente al link http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2791538/?tool=pubmed Già nell’abstract viene detto: Delays in motor development have been a recurrent finding in studies of infants who develop autism. Nelle conclusioni la Rogers dice che dobbiamo cambiare la nostra visione dell’autismo in quanto sintomi considerati secondari risultano non solo presenti e importanti, ma appaiono prima di quelli considerati tipici “It is fascinating in these case studies to read that not only the core symptoms like joint attention deficits, repetitive behaviors, and language delays appear at 12 months and grow more severe over time, but even what were previously considered secondary symptoms – irritability, sensory responsivity, activity level, and poor gross motor development, are on board, and in some cases appear well before the social problems!” Il compianto Enrico Micheli aveva notato questa caratteristica anche prima che ci fossero queste osservazioni così fini e precoci su bambini a rischio. Il suo libro “Verso l’autonomia” http://www.angsaonlus.org/versolautonomiapdf.pdf presenta tanti esercizi di motricità fine apparentemente semplicissimi, tanto che l’età mentale alla quale un bambino normodotato li puo’ eseguire è quasi per tutti inferiore ai sei anni. Se però proviamo a farli eseguire a persone con autismo anche di età molto superiore, ci accorgiamo che molte di loro hanno notevoli difficoltà. Da qui l’indicazione a ricordarsi di esercitare le abilità fini sin dalla prima infanzia. La cosa non è scontata perché le abilità fini motorie sono spesso alterate in bambini iperattivi, in cui il continuo movimento, fatto magari anche di arrampicature e di disastroso rovesciamento di mobili maschera questo deficit che ha invece conseguenze gravissime per l’acquisizione delle più comuni abilità della vita quotidiana nel presente e nel futuro. Alla prossima Daniela MC
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