Madre assolta solo parzialmente dal Resto del Carlino
Ritorna lo spettro della colpa della madre. Mentre sul nostro forum parliamo di molecole e di sinapsi, in un articolo non firmato del Resto del Carlino (e quindi redazionale?) non si usano i ben noti epiteti: frigorifero, kapò, castratrice, mortifera, tossina psicologica, coccodrillo ecc, ma l’assoluzione non è totale. Non causa, ma concausa dell'autismo. E chi lo dice è l’autorevole “Resto del Carlino” Ecco l’articolo con due commenti pubblicati al link http://pressin.comune.venezia.it/leggi.php?idarticolo=28449 Il Resto del Carlino del 22-02-2012 Bambini autistici, psiconalisi preziosa anche per aiutare le famiglie LA MALATTIA. Il fatto che i francesi abbiano scelto di considerare l'autismo Grande Cause Nationale 2012 sollecita anche noi italiani a prendere in considerazione le complesse problematiche legate a questa grave patologia. I bambini affetti da questo disturbo pervasivo dello sviluppo vivono chiusi in un universo ripetitivo, dominato da stereotipie, con profonde alterazioni del linguaggio. Dagli anni '40, quando venne individuato da Kanner, per decenni fu interpretato e curato soprattutto come un disturbo caratterizzato da un'estremo ritiro del bambino conseguente a precocissime esperienze negative. Si ipotizzò che fosse in gioco una totale inadeguatezza delle madri, descritte a volte come madri frigorifero' o madri coccodrillo'. Ma poi ricerche successive di natura genetica e neuropatologica misero in luce come negli autistici fossero riscontrabili gravi alterazioni del neurosviluppo le quali, a cascata, provocano alterazioni delle prime fondamentali esperienze di vita. Pertanto i tratti patologici delle madri o dell'ambiente famigliare sono ora visti piuttosto come una conseguenza o una concausa della patologia del bambino. Nel contesto di questa revisione diagnostica hanno avuto buon gioco i diversi programmi riabilitativi su base cognitivo-comportamentale che con uno specifico addestramento mirano a migliorare le capacità linguistiche e relazionali dei bambini autistici. In realtà non pare che queste tecniche ottengano risultati straordinari ma semplicemente un qualche miglioramento nelle performances comunicative, non certamente migliori di quanto non ottengano tanti psicoterapeuti a orientamento analitico. Per cui se da un lato è giusto che gli psicoanalisti facciano ammenda di certe astruse teorie, si rischierebbe invece di buttare via il bambino con l'acqua sporca se non si riconoscesse il valore riabilitativo e terapeutico della psicoanalisi anche nelle più gravi situazioni di disturbo mentale. Non solo nell'approccio al singolo paziente, che spesso in questi casi può fare progressi limitati, ma anche nell'importantissimo lavoro di sostenere e rendere più consapevoli e capaci coloro che devono reggere il severissimo impegno col paziente, i famigliari, i curanti o l'intero ambiente terapeutico. Commenti Quale grande ravvedimento di questo Autore ignoto: la madre non e' piu' la causa ma soltanto la concausa della sindrome. L'addestramento -sic- dell'approccio cognitivo comportamentale precoce e intensivo darebbe gli stessi risultati dell'ora di seduta psicanalitica due volte la settimana. Ma allora perche' non si trova nessuno studio scientifico che dimostra qualche vantaggio della psicodinamica ? La Linea guida dell'ISS e quelle degli altri Paesi non ne hanno trovato uno. Carlo Hanau Statistica medica, Universita' di Modena e Reggio Emilia Commento di Carlo - 22/02/2012 ore 23:48 Come madre di un giovane autistico "ad alto funzionamento" mi dissocio completamento da questo articolo, che trovo fuorviante per tutti i genitori. Ho sperimentato la psicanalisi per tentare di migliorare la vita di mio figlio, ed anche quella della famiglia, con risultati assolutamente negativi. Anzi direi con un peggioramento della situazione! Che c'entra la psicanalisi con un disturbo che, ormai è assodato, è genetico? Vogliamo tornare a colpevolizzare le madri? Non se ne parla proprio! Sottolineo che ho pserimetato diverse terapie in tutti questi anni, non certo solo una. La terapia cognitivo-comportamentale produce realmente dei miglioramenti. Spero che qualcuno possa leggere questo commento e averne qualche utilità. Anna Commento di anna - 22/02/2012 ore 21:52
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daniela marianicerati