Shank3 mutant mice display autistic-like behaviours and striatal dysfunction
L’interesse per la funzione del gene Shank3 e di una sua importanza cruciale nelle funzioni della comunicazione e dell’interazione sociale hanno portato a creare modelli animali con mutazioni del gene. Su Nature on line è uscito ieri l’articolo Shank3mutant mice display autistic-like behaviours and striatal dysfunction Il cui abstract è leggibile al link http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature09965.html Un articolo divulgativo molto esplicativo si trova al link http://web.mit.edu/newsoffice/2011/autistic-mouse-0321.html Uno dei filoni di ricerca più promettenti è quello dello studio delle malattie monogeniche che causano autismo per trovarne i meccanismi patogenetici e, da qui, possibili terapie mirate. Nella storia della medicina si è passati spesso da terapie di malattie rare da causa nota a malattie frequenti da causa ignota o, comunque, complessa. La strada è lunga e in salita, ma vale la pena di percorrerla.
Daniela, potrei avere l'indirizzo email di Giacomo Vivanti ? E' sempre in Australia o si e' spostato? Grazie, Paolo Curatolo ------------------------------ Quoting "daniela marianicerati" <[email protected]>:
L’interesse per la funzione del gene Shank3 e di una sua importanza cruciale nelle funzioni della comunicazione e dell’interazione sociale hanno portato a creare modelli animali con mutazioni del gene.
Su Nature on line è uscito ieri l’articolo Shank3mutant mice display autistic-like behaviours and striatal dysfunction Il cui abstract è leggibile al link http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature09965.html Un articolo divulgativo molto esplicativo si trova al link http://web.mit.edu/newsoffice/2011/autistic-mouse-0321.html Uno dei filoni di ricerca più promettenti è quello dello studio delle malattie monogeniche che causano autismo per trovarne i meccanismi patogenetici e, da qui, possibili terapie mirate. Nella storia della medicina si è passati spesso da terapie di malattie rare da causa nota a malattie frequenti da causa ignota o, comunque, complessa. La strada è lunga e in salita, ma vale la pena di percorrerla.
Prof. Paolo Curatolo Past President, ICNA Director, Pediatric Neuroscience Unit "Tor Vergata" University Hospital, Rome, Italy ---------------------------------------------------------------- Invito da parte dell'Ateneo: Il tuo futuro e quello della Ricerca Scientifica hanno bisogno del tuo aiuto. Dona il 5 x mille all'Universita' di Roma Tor Vergata codice fiscale: 80213750583 http://5x1000.uniroma2.it
Inviato: Lunedì 21 Marzo 2011 20:02 Oggetto: [autismo-biologia] Shank3 mutant mice display autistic-like behaviours and striatal dysfunction L’interesse per la funzione del gene Shank3 e di una sua importanza cruciale nelle funzioni della comunicazione e dell’interazione sociale hanno portato a creare modelli animali con mutazioni del gene. Su Nature on line è uscito ieri l’articolo Shank3mutant mice display autistic-like behaviours and striatal dysfunction Il cui abstract è leggibile al link http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature09965.html Un articolo divulgativo molto esplicativo si trova al link http://web.mit.edu/newsoffice/2011/autistic-mouse-0321.html Uno dei filoni di ricerca più promettenti è quello dello studio delle malattie monogeniche che causano autismo per trovarne i meccanismi patogenetici e, da qui, possibili terapie mirate. Nella storia della medicina si è passati spesso da terapie di malattie rare da causa nota a malattie frequenti da causa ignota o, comunque, complessa. La strada è lunga e in salita, ma vale la pena di percorrerla. Per meglio comprendere la funzione del gene Shank3 Aarons e coll hanno studiato la funzione di detto gene nei neuroni ippocampali di ratto confermando un suo ruolo cruciale nella trasmissione sinaptica. Indeed, we find that synaptic levels of ProSAP2/Shank3 regulate AMPA and NMDA receptor-mediated synaptic transmission and induce widespread changes in the levels of presynaptic and postsynaptic proteins via Neurexin–Neuroligin transsynaptic signaling. I dati sono stati pubblicati nell’articolo Autism-Associated Mutations in ProSAP2/Shank3 Impair Synaptic Transmission and Neurexin–Neuroligin-Mediated Transsynaptic Signaling 1. Magali H. Arons1,*, 2. Charlotte J. Thynne2,*, 3. Andreas M. Grabrucker1,3, 4. Dong Li2, 5. Michael Schoen3, 6. Juliette E. Cheyne2, 7. Tobias M. Boeckers3, 8. Johanna M. Montgomery2, and 9. Craig C. Garner1 The Journal of Neuroscience,24 October 2012, 32(43):14966-14978;doi: 10.1523/JNEUROSCI.2215-12.2012 http://www.jneurosci.org/content/32/43/14966.abstract?sid=8460da6e-7b3d-4736... Questo studio si inquadra nel filone di ricerca delle condizioni monogeniche che causanoi autismo. In tali condizioni è possibile passare dallo studio del gene alla fisiopatologia dei sintomi e quindi ad una migliore comprensione prima della fisiologia e poi della patologia delle funzioni compromesse Un resoconto di questo lavoro è stato dato in italiano da Wall Street Italia del 08-11-2012 ma, già a partire dal titolo, la notizia è stata completamente distorta. La mutazione dello SHANK3 riguarda lo 0,5 – 2% dei soggetti con diagnosi di spettro autistico e un numero imprecisato, ma certo non superiore, di soggetti con 22q13 Deletion Syndrome, nella quale la delezione riguarda anche il gene SHANK 3. Nell’articolo di Wall Street Italiasembra che le alterazioni rilevate nell’ippocampo del rattus Norvegicus riguardino tutti i soggetti con autismo e che da questa ricerca si possa giungere in via diretta a una terapia dell’autismo in quanto tale e non solo delle forme da mutazione o delezione di SHANK3 Ecco l’articolo Wall Street Italia del 08-11-2012 Scoperta una mutazione genetica nei pazienti autistici La proteina mutata, Shank3, offre opportunità per la ricerca di cure. Lo studio condotto da due universita', neozelandese e Usa, spiega le difficolta' cognitive e comportamentali dei soggetti affetti da autismo. WELLINGTON (Nuova Zelanda). Una mutazione genetica che riduce di circa un decimo le comunicazioni tra le cellule cerebrali è stata scoperta dai ricercatori in soggetti affetti da autismo. Lo studio, condotto dal Centre for Brain Research dell'Università di Auckland e dalla Stanford University, negli Stati Uniti, ha evidenziato come la proteina che aiuta le cellule cerebrali a trasferire i dati attraverso i passaggi neurologici chiamati sinapsi risulti mutata nei soggetti affetti da autismo, offrendo così una spiegazione possibile alle loro difficoltà cognitive e comportamentali. Il ricercatore che ha guidato lo studio, Johanna Montgomery, ha sottolineato che la proteina mutata, chiamata Shank3, offre opportunità per la ricerca di cure. "Ci vorranno anni per una cura - ha detto alla France presse - ma ora sappiamo come funziona, sappiamo cosa non va, quindi proviamo a trovare un modo per risolverlo. Ora puntiamo a capire come recuperare questa proteina, per farla tornare a lavorare in modo appropriato in modo che le cellule cerebrali possano comunicare in modo giusto". Lo studio, portato avanti per due anni, è stato pubblicato da The Journal of Neuroscience. (TMNews)
Da: daniela marianicerati <[email protected]> A: lista autismo-biologia <[email protected]> Inviato: Lunedì 21 Marzo 2011 20:02 Oggetto: [autismo-biologia] Shank3 mutant mice display autistic-like behaviours and striatal dysfunction L’interesse per la funzione del gene Shank3 e di una sua importanza cruciale nelle funzioni della comunicazione e dell’interazione sociale hanno portato a creare modelli animali con mutazioni di questo gene. Su Nature on line è uscito ieri l’articolo Shank3mutant mice display autistic-like behaviours and striatal dysfunction Il cui abstract è leggibile al link http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature09965.html Un articolo divulgativo molto esplicativo si trova al link http://web.mit.edu/newsoffice/2011/autistic-mouse-0321.html Uno dei filoni di ricerca più promettenti per la comprensione della patogenesi dell'autismo e per iniziare la sperimentazione di terapie biologiche è quello dello studio delle malattie monogeniche che causano autismo per trovarne i meccanismi patogenetici e, da qui, possibili terapie mirate. Nella storia della medicina si è passati spesso da terapie di malattie rare da causa nota a malattie frequenti da causa ignota o, comunque, complessa. La strada è lunga e in salita, ma vale la pena di percorrerla. 28 settembre 2013 In questo filone di ricerca si inquadra anche il lavoro pubblicato il 12 settembre 2013 su Neuron Christianson Syndrome Protein NHE6 Modulates TrkB Endosomal Signaling Required for Neuronal Circuit Development · Qing Ouyang1, 4, · Sofia B. Lizarraga1, 4, · Michael Schmidt1, · Unikora Yang1, · Jingyi Gong1, · Debra Ellisor1, · Julie A. Kauer2, · Eric M. Morrow1, 3, online Sep. 12, 2013, in Neuron http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0896627313006673 La sindrome di Christianson, descritta per la prima volta nel 1999, (per una rassegna vedi http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3698558/),caratterizzata da disabilità intellettiva, autismo ed epilessia, è dovuta alla mutazione del gene NTRK2, localizzato nella regione Xq24-q27, che codifica per la sintesi della proteina BDNF (Brain-derived neurotrophic factor)a sua volta in rapporto con la pompa dell’Idrogeno dell’endosoma neuronale:Na+/H+ exchanger 6 (NHE6) Il topo mancante del gene NTRK2 presenta un difetto nella formazione delle sinapsi che viene corretto dalla somministrazione esogena di BDNF. “Indeed they found that NHE6 mutant cells, if given extra BDNF, produced axon and dendrite growth and branching that was more like normal neurons” Questo esperimento, riuscito nel topo, è la base razionale per una cura dei pazienti che hanno la mutazione NTRK2. Ma, stando al comunicato stampa fatto dalla Simons Foundation, che ha sponsorizzato la ricerca, http://www.eurekalert.org/pub_releases/2013-09/bu-ags090613.php gli autori ritengono che questo meccanismo patogenetico sia presente anche in un sottogruppo di persone con autismo da causa ignota. But scientists, including senior author Dr. Eric Morrow, have also associated the protein with more general autism."In generalized autism this protein is downregulated," said Morrow, assistant professor of biology in the Department of Molecular Biology, Cellular Biology, and Biochemistry at Brown and a psychiatrist who sees autism patients at the Bradley Hospital in East Providence. "That meant to us that downregulation of NHE6 is relevant to a sizeable subset of autism." “Nell’autismo in generale vi è una downregulation di questa proteina. Questo ci porta a ritenere che la downregulation della pompa Sodio Idrogeno sia rilevante per un cospicuo sottogruppo di persone con autismo” Daniela Mariani Cerati
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daniela marianicerati -
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