Nel 2001 si è formato il gruppo di studio CHARGE Childhood Autism Risks From Genetics and the Environment (The CHARGE Study) http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00106652?term=autism&rank=67 La finalità del CHARGE è capire come i geni, l’ambiente e l’interferenza tra loro influisce nel determinismo dell’autismo e di altri disordini dello sviluppo Il disegno dello studio è molto complesso: arruolare un numero cospicuo di bambini dai due ai cinque anni con autismo e due gruppi di controllo: a sviluppo normale e con ritardo mentale ma senza autismo. Una volta formati questi tre gruppi, sufficientemente numerosi e ben caratterizzati, si fanno indagini per testare varie ipotesi su diversi supposti fattori di rischio genetici e ambientali. Il 19 ottobre scorso il CHARGE ha pubblicato on line il seguente studio, che ognuno puo’ liberamente leggere in rete all’indirizzo http://www.ehponline.org/members/2009/0900736/0900736.pdf ENVIRONMENTAL HEALTH PERSPECTIVES National Institutes of Health U.S. Department of Health and Human Services Blood Mercury Concentrations in CHARGE Study Children with and without Autism Irva Hertz-Picciotto, Peter G. Green, Lora Delwiche, Robin Hansen, Cheryl Walker, and Isaac N. Pessah . doi: 10.1289/ehp.0900736 (available at http://dx.doi.org/) Online 19 October 2009 ehponline.org L’ipotesi di lavoro da cui lo studio è partito è che il mercurio possa essere un fattore causale, o favorente, dell’autismo (Because of its known neurotoxicity, mercury (Hg) has drawn particular attention in relation to autism.) In questo lavoro è stata fatta l’analisi del sangue per la misurazione del livello di mercurio in 452 bambini: 249 con autismo e disturbi dello spettro autistico; 143 a sviluppo normale; 60 con ritardo mentale senza autismo. Non sono state rilevate differenze tra i tre gruppi. Il livello di mercurio nel sangue dei bambini con autismo non è risultato né superiore né inferiore a quello degli altri due gruppi. Gli autori nelle conclusioni mettono in evidenza i punti di forza del loro studio, in particolare la numerosità del campione e l’accuratezza della diagnosi, ma anche i limiti. L’esame del mercurio è stato fatto in modo istantaneo all’età dai due ai cinque anni. Questo non dice se ci sia stata una sovraesposizione al mercurio in un periodo di vulnerabilità del sistema nervoso in via di sviluppo, come potrebbe essere quello prenatale o immediatamente postnatale. Un altro limite è il fatto che il mercurio è stato misurato nel sangue e non nel cervello. Riportano comunque dati in base ai quali c’è una stretta correlazione tra i livelli del sangue e quelli del cervello. In ogni caso questi dati non supportano l’ipotesi di una alterazione del metabolismo del mercurio in quanto, se questa fosse presente, agirebbe anche oltre la finestra temporale della vulnerabilità. Come sempre, non è di grande soddisfazione pubblicare dei dati negativi, ma è doveroso. Il CHARGE ha in atto tante altre ricerche e speriamo che ai primi dati negativi seguano dei dati positivi che facciano luce su cause, concause e fattori di rischio in modo da avere poi delle indicazioni su nuove modalità di terapia e prevenzione dell’autismo. Cordiali saluti Daniela Mariani Cerati
Escluso o relegato a fattore secondario il mercurio, altre ipotesi si fanno avanti sul ruolo di fattori tossico-ambientali nell'autismo. Do terbutaline- and mold-associated impairments of the brain and lung relate to autism? by Kaye H Kilburn et al 2009 http://tih.sagepub.com/cgi/content/abstract/25/9-10/703?ct=ct E' un lavoro che mostra come disfunzioni cerebrali e polmonari associate a inalazione di antiasmatici e presenza muffe siano rintracciabili in alcuni casi affetti da spettro autistico. Come al solito, uno studio non fa primavera. Potrebbe trattarsi di un'aggregazione casuale di pazienti non più replicabile altrove. Si attendono conferme, è la conclusione. Che dire? In un disturbo così complesso le interazioni possibili tra geni, germi e sostanze chimiche sono tante, probabilmente più del numero di casi affetti da una specifica condizione che un singolo studio è in grado di reclutare. Voglio dire che è enorme il numero di pazienti necessari a dimostrare la significatività statistica dell'interazione tra, poniamo, quattro geni, una sostanza e una certa infezione intrauterina, tenendo conto poi delle variabili di confondimento sociodemografiche. Un modello esplicativo plausibile dell'autismo, in base alle conoscenze odierne, deve tener conto almeno di una ventina di fattori. Il numero di casi utili per uno studio epidemiologico sensato sarebbe all'incirca 5 moltiplicato 2 alla ventesima, cioè oltre cinque milioni di soggetti i quali, data la varietà fenotipica dello spettro sindromico, presenteranno decine di altre comorbilità neurologiche e psichiatriche, rendendo necessario scomporre il campione in sottogruppi e quindi riducendo la potenza statistica e la probabilità di individuare correlazioni significative. Ci vorrebbe un registro dei casi almeno europeo. Per neutralizzare lo scetticismo e lo sconforto viene in mente la frase del titolo dell'ultimo film di Woody Allen, Whatever works (Basta che funzioni). Credo sia questo lo spirito che fa perseverare molti di noi nello studio di questa condizione ancor oggi elusiva. SPal. On 24 Oct 2009, at 19:40, daniela marianicerati wrote:
Nel 2001 si è formato il gruppo di studio CHARGE Childhood Autism Risks From Genetics and the Environment (The CHARGE Study)
http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00106652?term=autism&rank=67
La finalità del CHARGE è capire come i geni, l’ambiente e l’interferenza tra loro influisce nel determinismo dell’autismo e di altri disordini dello sviluppo
Il disegno dello studio è molto complesso: arruolare un numero cospicuo di bambini dai due ai cinque anni con autismo e due gruppi di controllo: a sviluppo normale e con ritardo mentale ma senza autismo. Una volta formati questi tre gruppi, sufficientemente numerosi e ben caratterizzati, si fanno indagini per testare varie ipotesi su diversi supposti fattori di rischio genetici e ambientali.
Il 19 ottobre scorso il CHARGE ha pubblicato on line il seguente studio, che ognuno puo’ liberamente leggere in rete all’indirizzo http://www.ehponline.org/members/2009/0900736/0900736.pdf
ENVIRONMENTAL HEALTH PERSPECTIVES National Institutes of Health U.S. Department of Health and Human Services Blood Mercury Concentrations in CHARGE Study Children with and without Autism Irva Hertz-Picciotto, Peter G. Green, Lora Delwiche, Robin Hansen, Cheryl Walker, and Isaac N. Pessah . doi: 10.1289/ehp.0900736 (available at http://dx.doi.org/) Online 19 October 2009 ehponline.org
L’ipotesi di lavoro da cui lo studio è partito è che il mercurio possa essere un fattore causale, o favorente, dell’autismo (Because of its known neurotoxicity, mercury (Hg) has drawn particular attention in relation to autism.)
In questo lavoro è stata fatta l’analisi del sangue per la misurazione del livello di mercurio in 452 bambini: 249 con autismo e disturbi dello spettro autistico; 143 a sviluppo normale; 60 con ritardo mentale senza autismo. Non sono state rilevate differenze tra i tre gruppi. Il livello di mercurio nel sangue dei bambini con autismo non è risultato né superiore né inferiore a quello degli altri due gruppi. Gli autori nelle conclusioni mettono in evidenza i punti di forza del loro studio, in particolare la numerosità del campione e l’accuratezza della diagnosi, ma anche i limiti. L’esame del mercurio è stato fatto in modo istantaneo all’età dai due ai cinque anni. Questo non dice se ci sia stata una sovraesposizione al mercurio in un periodo di vulnerabilità del sistema nervoso in via di sviluppo, come potrebbe essere quello prenatale o immediatamente postnatale. Un altro limite è il fatto che il mercurio è stato misurato nel sangue e non nel cervello. Riportano comunque dati in base ai quali c’è una stretta correlazione tra i livelli del sangue e quelli del cervello. In ogni caso questi dati non supportano l’ipotesi di una alterazione del metabolismo del mercurio in quanto, se questa fosse presente, agirebbe anche oltre la finestra temporale della vulnerabilità. Come sempre, non è di grande soddisfazione pubblicare dei dati negativi, ma è doveroso. Il CHARGE ha in atto tante altre ricerche e speriamo che ai primi dati negativi seguano dei dati positivi che facciano luce su cause, concause e fattori di rischio in modo da avere poi delle indicazioni su nuove modalità di terapia e prevenzione dell’autismo. Cordiali saluti Daniela Mariani Cerati
_______________________________________________ autismo-biologia mailing list [email protected] http://autismo33.it/mailman/listinfo/autismo-biologia
I limiti dello studio, dovuti allo stesso disegno della ricerca, vengono correttamente sottolineati dagli autori. Lo studio, tuttavia, non e' affatto inutile, in quanto elimina il razionale della chelazione generalizzata solitamente proposta dai gruppi di medicina alternativa agli autistici, che ritengono vi sia un'intossicazione in atto e che sia curabile con la chelazione. I casi di autismo regressivo sono particolarmente presi di mira. Dispiace constatare come la ricerca seria e costosa di gruppi, prestigiosi e indipendenti dagli interessi dei venditori di queste terapie alternative e ciarlatane, sia stata dedicata a un campo che si presentava a priori ben poco fertile. A parte i rarissimi malati ai quali mancano per difetto congenito i meccanismi di depurazione, tutti gli altri non hanno motivo di sottoporsi a questa pratica gia' ampiamente usata dai ciarlatani in altri campi, come quello dell'arteriosclersi e di altre patologie gravi degenerative. I metodi adottati dai ciarlatani, che proclamano come verità ipotesi improbabili per venderle subito e a caro prezzo ai genitori, costringono i ricercatori seri a perdere tempo prezioso in una fatica di Sisifo, dato che altre ipotesi nuove possono essere avanzate molto rapidamente e diffuse fra genitori sempre pronti a nuove illusioni, mentre occorrono anni per smontare il bidone. Cordiali saluti Carlo Hanau Inviato da iPhone Il giorno 24/ott/2009, alle ore 19.40, daniela marianicerati <[email protected]
ha scritto:
Nel 2001 si è formato il gruppo di studio CHARGE Childhood Autism Risks From Genetics and the Environment (The CHARGE Study)
http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00106652?term=autism&rank=67
La finalità del CHARGE è capire come i geni, l’ambiente e l’interferenza tra loro influisce nel determinismo dell’autismo e di altri disordini dello sviluppo
Il disegno dello studio è molto complesso: arruolare un numero cospi cuo di bambini dai due ai cinque anni con autismo e due gruppi di co ntrollo: a sviluppo normale e con ritardo mentale ma senza autismo. Una volta formati questi tre gruppi, sufficientemente numerosi e ben caratterizzati, si fanno indagini per testare varie ipotesi su dive rsi supposti fattori di rischio genetici e ambientali.
Il 19 ottobre scorso il CHARGE ha pubblicato on line il seguente studio, che ognuno puo’ liberamente leggere in rete all’indirizzo http://www.ehponline.org/members/2009/0900736/0900736 .pdf
ENVIRONMENTAL HEALTH PERSPECTIVES National Institutes of Health U.S. Department of Health and Human Services Blood Mercury Concentrations in CHARGE Study Children with and without Autism Irva Hertz-Picciotto, Peter G. Green, Lora Delwiche, Robin Hansen, Cheryl Walker, and Isaac N. Pessah . doi: 10.1289/ehp.0900736 (available at http://dx.doi.org/) Online 19 October 2009 ehponline.org
L’ipotesi di lavoro da cui lo studio è partito è che il mercurio possa essere un fattore causale, o favorente, dell’autismo (Because of its known neurotoxicity, mercury (Hg) has drawn particular attention in relation to autism.)
In questo lavoro è stata fatta l’analisi del sangue per la misurazione del livello di mercurio in 452 bambini: 249 con autismo e disturbi dello spettro autistico; 143 a sviluppo normale; 60 con r itardo mentale senza autismo. Non sono state rilevate differenze tra i tre gruppi. Il livello di mercurio nel sangue dei bambini con autismo non è risultato né super iore né inferiore a quello degli altri due gruppi. Gli autori nelle conclusioni mettono in evidenza i punti di forza del loro studio, in particolare la numerosità del campione e l’accuratezza della diagnosi, ma anche i limiti. L’esame del mercurio è stato fatto in modo istantaneo all’età dai due ai cinque anni. Questo non dice se ci sia stata una sovraesp osizione al mercurio in un periodo di vulnerabilità del sistema nerv oso in via di sviluppo, come potrebbe essere quello prenatale o imme diatamente postnatale. Un altro limite è il fatto che il mercurio è stato misurato nel sangue e non nel cervello. Riportano comunque dat i in base ai quali c’è una stretta correlazione tra i livelli del sangue e quelli del cervello. In ogni caso questi dati non supportano l’ipotesi di una alterazione del metabolismo del mercurio in quanto, se questa fosse presente, a girebbe anche oltre la finestra temporale della vulnerabilità. Come sempre, non è di grande soddisfazione pubblicare dei dati negat ivi, ma è doveroso. Il CHARGE ha in atto tante altre ricerche e speriamo che ai primi dati negativi seguano dei dati positivi che facciano luce su cause, concause e fattori di rischio in modo da avere poi delle indicazioni su nuove modalità di terapia e prevenzione dell’autismo. Cordiali saluti Daniela Mariani Cerati
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Caro Carlo, Mi ha fatto molto piacere leggere il tuo commento che condivido pienamente. Gianfranco Ayala ----- Original Message ----- From: "Carlo Hanau" <[email protected]> To: <[email protected]> Sent: Tuesday, October 27, 2009 2:27 PM Subject: Re: [autismo-biologia] Studio del CHARGE sul mercurio I limiti dello studio, dovuti allo stesso disegno della ricerca, vengono correttamente sottolineati dagli autori. Lo studio, tuttavia, non e' affatto inutile, in quanto elimina il razionale della chelazione generalizzata solitamente proposta dai gruppi di medicina alternativa agli autistici, che ritengono vi sia un'intossicazione in atto e che sia curabile con la chelazione. I casi di autismo regressivo sono particolarmente presi di mira. Dispiace constatare come la ricerca seria e costosa di gruppi, prestigiosi e indipendenti dagli interessi dei venditori di queste terapie alternative e ciarlatane, sia stata dedicata a un campo che si presentava a priori ben poco fertile. A parte i rarissimi malati ai quali mancano per difetto congenito i meccanismi di depurazione, tutti gli altri non hanno motivo di sottoporsi a questa pratica gia' ampiamente usata dai ciarlatani in altri campi, come quello dell'arteriosclersi e di altre patologie gravi degenerative. I metodi adottati dai ciarlatani, che proclamano come verità ipotesi improbabili per venderle subito e a caro prezzo ai genitori, costringono i ricercatori seri a perdere tempo prezioso in una fatica di Sisifo, dato che altre ipotesi nuove possono essere avanzate molto rapidamente e diffuse fra genitori sempre pronti a nuove illusioni, mentre occorrono anni per smontare il bidone. Cordiali saluti Carlo Hanau Inviato da iPhone Il giorno 24/ott/2009, alle ore 19.40, daniela marianicerati <[email protected]
ha scritto:
Nel 2001 si è formato il gruppo di studio CHARGE Childhood Autism Risks From Genetics and the Environment (The CHARGE Study)
http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00106652?term=autism&rank=67
La finalità del CHARGE è capire come i geni, l’ambiente e l’interferenza tra loro influisce nel determinismo dell’autismo e di altri disordini dello sviluppo
Il disegno dello studio è molto complesso: arruolare un numero cospi cuo di bambini dai due ai cinque anni con autismo e due gruppi di co ntrollo: a sviluppo normale e con ritardo mentale ma senza autismo. Una volta formati questi tre gruppi, sufficientemente numerosi e ben caratterizzati, si fanno indagini per testare varie ipotesi su dive rsi supposti fattori di rischio genetici e ambientali.
Il 19 ottobre scorso il CHARGE ha pubblicato on line il seguente studio, che ognuno puo’ liberamente leggere in rete all’indirizzo http://www.ehponline.org/members/2009/0900736/0900736 .pdf
ENVIRONMENTAL HEALTH PERSPECTIVES National Institutes of Health U.S. Department of Health and Human Services Blood Mercury Concentrations in CHARGE Study Children with and without Autism Irva Hertz-Picciotto, Peter G. Green, Lora Delwiche, Robin Hansen, Cheryl Walker, and Isaac N. Pessah . doi: 10.1289/ehp.0900736 (available at http://dx.doi.org/) Online 19 October 2009 ehponline.org
L’ipotesi di lavoro da cui lo studio è partito è che il mercurio possa essere un fattore causale, o favorente, dell’autismo (Because of its known neurotoxicity, mercury (Hg) has drawn particular attention in relation to autism.)
In questo lavoro è stata fatta l’analisi del sangue per la misurazione del livello di mercurio in 452 bambini: 249 con autismo e disturbi dello spettro autistico; 143 a sviluppo normale; 60 con r itardo mentale senza autismo. Non sono state rilevate differenze tra i tre gruppi. Il livello di mercurio nel sangue dei bambini con autismo non è risultato né super iore né inferiore a quello degli altri due gruppi. Gli autori nelle conclusioni mettono in evidenza i punti di forza del loro studio, in particolare la numerosità del campione e l’accuratezza della diagnosi, ma anche i limiti. L’esame del mercurio è stato fatto in modo istantaneo all’età dai due ai cinque anni. Questo non dice se ci sia stata una sovraesp osizione al mercurio in un periodo di vulnerabilità del sistema nerv oso in via di sviluppo, come potrebbe essere quello prenatale o imme diatamente postnatale. Un altro limite è il fatto che il mercurio è stato misurato nel sangue e non nel cervello. Riportano comunque dat i in base ai quali c’è una stretta correlazione tra i livelli del sangue e quelli del cervello. In ogni caso questi dati non supportano l’ipotesi di una alterazione del metabolismo del mercurio in quanto, se questa fosse presente, a girebbe anche oltre la finestra temporale della vulnerabilità. Come sempre, non è di grande soddisfazione pubblicare dei dati negat ivi, ma è doveroso. Il CHARGE ha in atto tante altre ricerche e speriamo che ai primi dati negativi seguano dei dati positivi che facciano luce su cause, concause e fattori di rischio in modo da avere poi delle indicazioni su nuove modalità di terapia e prevenzione dell’autismo. Cordiali saluti Daniela Mariani Cerati
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Caro Carlo anche io condivido pienamente anche se ritengo che per porre freno a questa pratica, perlatro anche invasiva , sia utile mettere dei punti fermi, per i quali purtroppo bisogna spendere molte energie. Paola Visconti. ----- Original Message ----- From: "Ayala" <[email protected]> To: <[email protected]> Sent: Tuesday, October 27, 2009 4:35 PM Subject: Re: [autismo-biologia] Studio del CHARGE sul mercurio
Caro Carlo, Mi ha fatto molto piacere leggere il tuo commento che condivido pienamente. Gianfranco Ayala ----- Original Message ----- From: "Carlo Hanau" <[email protected]> To: <[email protected]> Sent: Tuesday, October 27, 2009 2:27 PM Subject: Re: [autismo-biologia] Studio del CHARGE sul mercurio
I limiti dello studio, dovuti allo stesso disegno della ricerca, vengono correttamente sottolineati dagli autori. Lo studio, tuttavia, non e' affatto inutile, in quanto elimina il razionale della chelazione generalizzata solitamente proposta dai gruppi di medicina alternativa agli autistici, che ritengono vi sia un'intossicazione in atto e che sia curabile con la chelazione. I casi di autismo regressivo sono particolarmente presi di mira. Dispiace constatare come la ricerca seria e costosa di gruppi, prestigiosi e indipendenti dagli interessi dei venditori di queste terapie alternative e ciarlatane, sia stata dedicata a un campo che si presentava a priori ben poco fertile. A parte i rarissimi malati ai quali mancano per difetto congenito i meccanismi di depurazione, tutti gli altri non hanno motivo di sottoporsi a questa pratica gia' ampiamente usata dai ciarlatani in altri campi, come quello dell'arteriosclersi e di altre patologie gravi degenerative. I metodi adottati dai ciarlatani, che proclamano come verità ipotesi improbabili per venderle subito e a caro prezzo ai genitori, costringono i ricercatori seri a perdere tempo prezioso in una fatica di Sisifo, dato che altre ipotesi nuove possono essere avanzate molto rapidamente e diffuse fra genitori sempre pronti a nuove illusioni, mentre occorrono anni per smontare il bidone. Cordiali saluti Carlo Hanau
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ha scritto:
Nel 2001 si è formato il gruppo di studio CHARGE Childhood Autism Risks From Genetics and the Environment (The CHARGE Study)
http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00106652?term=autism&rank=67
La finalità del CHARGE è capire come i geni, l’ambiente e l’interferenza tra loro influisce nel determinismo dell’autismo e di altri disordini dello sviluppo
Il disegno dello studio è molto complesso: arruolare un numero cospi cuo di bambini dai due ai cinque anni con autismo e due gruppi di co ntrollo: a sviluppo normale e con ritardo mentale ma senza autismo. Una volta formati questi tre gruppi, sufficientemente numerosi e ben caratterizzati, si fanno indagini per testare varie ipotesi su dive rsi supposti fattori di rischio genetici e ambientali.
Il 19 ottobre scorso il CHARGE ha pubblicato on line il seguente studio, che ognuno puo’ liberamente leggere in rete all’indirizzo http://www.ehponline.org/members/2009/0900736/0900736 .pdf
ENVIRONMENTAL HEALTH PERSPECTIVES National Institutes of Health U.S. Department of Health and Human Services Blood Mercury Concentrations in CHARGE Study Children with and without Autism Irva Hertz-Picciotto, Peter G. Green, Lora Delwiche, Robin Hansen, Cheryl Walker, and Isaac N. Pessah . doi: 10.1289/ehp.0900736 (available at http://dx.doi.org/) Online 19 October 2009 ehponline.org
L’ipotesi di lavoro da cui lo studio è partito è che il mercurio possa essere un fattore causale, o favorente, dell’autismo (Because of its known neurotoxicity, mercury (Hg) has drawn particular attention in relation to autism.)
In questo lavoro è stata fatta l’analisi del sangue per la misurazione del livello di mercurio in 452 bambini: 249 con autismo e disturbi dello spettro autistico; 143 a sviluppo normale; 60 con r itardo mentale senza autismo. Non sono state rilevate differenze tra i tre gruppi. Il livello di mercurio nel sangue dei bambini con autismo non è risultato né super iore né inferiore a quello degli altri due gruppi. Gli autori nelle conclusioni mettono in evidenza i punti di forza del loro studio, in particolare la numerosità del campione e l’accuratezza della diagnosi, ma anche i limiti. L’esame del mercurio è stato fatto in modo istantaneo all’età dai due ai cinque anni. Questo non dice se ci sia stata una sovraesp osizione al mercurio in un periodo di vulnerabilità del sistema nerv oso in via di sviluppo, come potrebbe essere quello prenatale o imme diatamente postnatale. Un altro limite è il fatto che il mercurio è stato misurato nel sangue e non nel cervello. Riportano comunque dat i in base ai quali c’è una stretta correlazione tra i livelli del sangue e quelli del cervello. In ogni caso questi dati non supportano l’ipotesi di una alterazione del metabolismo del mercurio in quanto, se questa fosse presente, a girebbe anche oltre la finestra temporale della vulnerabilità. Come sempre, non è di grande soddisfazione pubblicare dei dati negat ivi, ma è doveroso. Il CHARGE ha in atto tante altre ricerche e speriamo che ai primi dati negativi seguano dei dati positivi che facciano luce su cause, concause e fattori di rischio in modo da avere poi delle indicazioni su nuove modalità di terapia e prevenzione dell’autismo. Cordiali saluti Daniela Mariani Cerati
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Carlo Hanau ha scritto:
I limiti dello studio, dovuti allo stesso disegno della ricerca, vengono correttamente sottolineati dagli autori. Lo studio, tuttavia, non e' affatto inutile, in quanto elimina il razionale della chelazione generalizzata solitamente proposta dai gruppi di medicina alternativa agli autistici, che ritengono vi sia un'intossicazione in atto e che sia curabile con la chelazione. I casi di autismo regressivo sono particolarmente presi di mira. Dispiace constatare come la ricerca seria e costosa di gruppi, prestigiosi e indipendenti dagli interessi dei venditori di queste terapie alternative e ciarlatane, sia stata dedicata a un campo che si presentava a priori ben poco fertile. A parte i rarissimi malati ai quali mancano per difetto congenito i meccanismi di depurazione, tutti gli altri non hanno motivo di sottoporsi a questa pratica gia' ampiamente usata dai ciarlatani in altri campi, come quello dell'arteriosclersi e di altre patologie gravi degenerative. I metodi adottati dai ciarlatani, che proclamano come verità ipotesi improbabili per venderle subito e a caro prezzo ai genitori, costringono i ricercatori seri a perdere tempo prezioso in una fatica di Sisifo, dato che altre ipotesi nuove possono essere avanzate molto rapidamente e diffuse fra genitori sempre pronti a nuove illusioni, mentre occorrono anni per smontare il bidone. Cordiali saluti Carlo Hanau
Inviato da iPhone
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ha scritto:
Nel 2001 si è formato il gruppo di studio CHARGE Childhood Autism Risks From Genetics and the Environment (The CHARGE Study)
http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00106652?term=autism&rank=67
La finalità del CHARGE è capire come i geni, l’ambiente e l’interferenza tra loro influisce nel determinismo dell’autismo e di altri disordini dello sviluppo
Il disegno dello studio è molto complesso: arruolare un numero cospi cuo di bambini dai due ai cinque anni con autismo e due gruppi di co ntrollo: a sviluppo normale e con ritardo mentale ma senza autismo. Una volta formati questi tre gruppi, sufficientemente numerosi e ben caratterizzati, si fanno indagini per testare varie ipotesi su dive rsi supposti fattori di rischio genetici e ambientali.
Il 19 ottobre scorso il CHARGE ha pubblicato on line il seguente studio, che ognuno puo’ liberamente leggere in rete all’indirizzo http://www.ehponline.org/members/2009/0900736/0900736 .pdf
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L’ipotesi di lavoro da cui lo studio è partito è che il mercurio possa essere un fattore causale, o favorente, dell’autismo (Because of its known neurotoxicity, mercury (Hg) has drawn particular attention in relation to autism.)
In questo lavoro è stata fatta l’analisi del sangue per la misurazione del livello di mercurio in 452 bambini: 249 con autismo e disturbi dello spettro autistico; 143 a sviluppo normale; 60 con r itardo mentale senza autismo. Non sono state rilevate differenze tra i tre gruppi. Il livello di mercurio nel sangue dei bambini con autismo non è risultato né super iore né inferiore a quello degli altri due gruppi. Gli autori nelle conclusioni mettono in evidenza i punti di forza del loro studio, in particolare la numerosità del campione e l’accuratezza della diagnosi, ma anche i limiti. L’esame del mercurio è stato fatto in modo istantaneo all’età dai due ai cinque anni. Questo non dice se ci sia stata una sovraesp osizione al mercurio in un periodo di vulnerabilità del sistema nerv oso in via di sviluppo, come potrebbe essere quello prenatale o imme diatamente postnatale. Un altro limite è il fatto che il mercurio è stato misurato nel sangue e non nel cervello. Riportano comunque dat i in base ai quali c’è una stretta correlazione tra i livelli del sangue e quelli del cervello. In ogni caso questi dati non supportano l’ipotesi di una alterazione del metabolismo del mercurio in quanto, se questa fosse presente, a girebbe anche oltre la finestra temporale della vulnerabilità. Come sempre, non è di grande soddisfazione pubblicare dei dati negat ivi, ma è doveroso. Il CHARGE ha in atto tante altre ricerche e speriamo che ai primi dati negativi seguano dei dati positivi che facciano luce su cause, concause e fattori di rischio in modo da avere poi delle indicazioni su nuove modalità di terapia e prevenzione dell’autismo. Cordiali saluti Daniela Mariani Cerati
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Intervengo per la prima nel forum per rendere esplicito il mio assenso all'intervento di Carlo. Le ipotesi patogenetiche dovrebbero avere qualche base prima di essere avanzate, devono essere validate da uno studio che abbia tutti i crismi di uno studio serio e veramente scientifico e poi, sottolineo POI, si dovrebbe procedere a eventuali trattamenti; lo studio preliminare deve anche indicare i parametri da valutare ex-post per verificare l'efficacia del trattamento Marina Marini
participants (6)
-
Ayala -
Carlo Hanau -
daniela marianicerati -
Marina Marini -
Paola Visconti -
Stefano Palazzi