DSM IV vs. DSM V
Buongiorno, volevo segnalarvi per chi fosse interessato il prossimo seminario online "Autismo: la diagnosi DSM IV vs DMS V". E' possibile iscriversi al seguente link http://www.portale-autismo.it/seminario-online-autismo-la-diagnosi-dsm-iv-vs... Grazie
E’ dal 1943 che la comunità scientifica discute di autismo, senza riuscire a stabilire di cosa parla. Da una condizione rarissima (4,5 su 10000) rilevata nel 1966 da Victor Lotter (Social Psychiatry 1:124–137) http://link.springer.com/article/10.1007/BF00584048 si è passati a una condizione frequentissima ( 1 su 88 bambini) rilevata dai Centers for Disease Control and Preventionnel 2013 http://www.cdc.gov/ncbddd/autism/data.html Il DSM-5 da un lato allarga i confini parlando di spettro, dall’altro li vorrebbe definire più rigorosamente. Anche il NEJM ha dedicato un’articolata discussione a questo tema partendo da un excursus storico. (Autism at 70 — Redrawing the Boundaries, n engl j med 369;12 nejm.org september 19, 2013, 1089 – 1091) L’autore dell’articolo, Jeffrey P. Baker, ritiene che l’aumento di prevalenza sia dovuto al fatto che la diagnosi di autismo dà accesso a servizi migliori rispetto ad altre diagnosi , ma sottolinea che, se questo è utile da un punto di vista sociale, rende però molto più difficile la ricerca biologica. “A broad definition can be seen as qualifyingmore children for services but may complicate the hard research required to actually help these children” e conclude che, piuttosto che discutere sulla vera definizione di autismo, sarebbe più utile domandarsi quale definizione è più appropriata per il fine che ci proponiamo. “ Rather than argue over the true definition of autism, it may be more helpful to ask what definition is appropriate for the task at hand” ________________________________ Da: raffaele ettrapini <[email protected]> A: [email protected] Inviato: Lunedì 14 Ottobre 2013 16:16 Oggetto: [autismo-biologia] DSM IV vs. DSM V Buongiorno, volevo segnalarvi per chi fosse interessato il prossimo seminario online "Autismo: la diagnosi DSM IV vs DMS V". E' possibile iscriversi al seguente link http://www.portale-autismo.it/seminario-online-autismo-la-diagnosi-dsm-iv-vs... Grazie _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
segue a:
L’autore dell’articolo, Jeffrey P. Baker, ritiene che l’aumento di prevalenza sia dovuto al fatto che la diagnosi di autismo dà accesso a servizi migliori rispetto ad altre diagnosi , ma sottolinea che, se questo è utile da un punto di vista sociale, rende però molto più difficile la ricerca biologica.
“A broad definition can be seen as qualifying more children for services but may complicate the hard research required to actually help these children” e conclude che, piuttosto che discutere sulla vera definizione di autismo, sarebbe più utile domandarsi quale definizione è più appropriata per il fine che ci proponiamo.
Dall'eccessiva tolleranza inclusiva inoltre scaturiranno maggiori conferme a carico di approcci "abilitativi" (altrimenti) di modesta efficacia oggettiva scardinando la critica e la ricerca intorno a questi. I dati e le statistiche così annacquate da una moltitudine di casi borderline misconosceranno limiti e contraddizioni delle proposte e degli interventi ufficiali e non. Non non solo, la detta apertura inclusiva, mette a repentaglio la qualità e l'organizzazione dei servizi, direzionandoli progressivamente in maggiori risposte verso casi francamente "poco significativi" per l'effetto positivo e gratificante che l'intervento (in qualsiasi modo) espletato su questi andrà a produrre, stornando dai casi più gravi l'attenzione del mondo scientifico e le poche risorse; casi che non incontrano interesse speciale, professionalità e servizi intensivi. Stiamo avviando nuove ghetizzazioni e da parte delle famiglie colpite severamente, precoce "abbandono del confronto sociale". Questi riscontri sono sempre più evidenti e dovrebbero avviare un intenso focus critico dei giudizi clinici emessi in fase di diagnosi-certificazione da parte di professionisti ed esperti, chiamati oggi più di ieri ad attenersi ad una più ristretta cornice inclusiva, superando il compromesso fra nosografia ufficiale, personale empatia per il bisogno sociale educativo a supporto delle difficoltà incontrate, concentrandosi invece sulle realtà indicibili di solitudine e negazione che quotidianamente si accumulano dietro le porte dei ns ambulatori specializzati. Tiziano Gabrielli
Concordo con Gabrielli sui punti evidenziati e credo che l'attenzione vada mantenuta alta soprattutto verso alcuni trattamenti entusiasticamente valutati come positivi, quand' anche non si gridi al miracolo, poi, andando a meglio guardare, troppo spesso si tratta di casi selezionati. Ora il pericolo che ciò accada mi sembra maggiore. Noemi -- Original Message ----- From: Tiziano Alice To: daniela marianicerati ; Autismo Biologia Sent: Wednesday, October 16, 2013 10:42 AM Subject: Re: [autismo-biologia] DSM IV vs. DSM V segue a: L’autore dell’articolo, Jeffrey P. Baker, ritiene che l’aumento di prevalenza sia dovuto al fatto che la diagnosi di autismo dà accesso a servizi migliori rispetto ad altre diagnosi , ma sottolinea che, se questo è utile da un punto di vista sociale, rende però molto più difficile la ricerca biologica. “A broad definition can be seen as qualifying more children for services but may complicate the hard research required to actually help these children” e conclude che, piuttosto che discutere sulla vera definizione di autismo, sarebbe più utile domandarsi quale definizione è più appropriata per il fine che ci proponiamo. Dall'eccessiva tolleranza inclusiva inoltre scaturiranno maggiori conferme a carico di approcci "abilitativi" (altrimenti) di modesta efficacia oggettiva scardinando la critica e la ricerca intorno a questi. I dati e le statistiche così annacquate da una moltitudine di casi borderline misconosceranno limiti e contraddizioni delle proposte e degli interventi ufficiali e non. Non non solo, la detta apertura inclusiva, mette a repentaglio la qualità e l'organizzazione dei servizi, direzionandoli progressivamente in maggiori risposte verso casi francamente "poco significativi" per l'effetto positivo e gratificante che l'intervento (in qualsiasi modo) espletato su questi andrà a produrre, stornando dai casi più gravi l'attenzione del mondo scientifico e le poche risorse; casi che non incontrano interesse speciale, professionalità e servizi intensivi. Stiamo avviando nuove ghetizzazioni e da parte delle famiglie colpite severamente, precoce "abbandono del confronto sociale". Questi riscontri sono sempre più evidenti e dovrebbero avviare un intenso focus critico dei giudizi clinici emessi in fase di diagnosi-certificazione da parte di professionisti ed esperti, chiamati oggi più di ieri ad attenersi ad una più ristretta cornice inclusiva, superando il compromesso fra nosografia ufficiale, personale empatia per il bisogno sociale educativo a supporto delle difficoltà incontrate, concentrandosi invece sulle realtà indicibili di solitudine e negazione che quotidianamente si accumulano dietro le porte dei ns ambulatori specializzati. Tiziano Gabrielli ------------------------------------------------------------------------------ _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
La discussione sullo scopo delle definizioni richiama la storia professionale e umana dell'epidemiologo psichiatra John Wing, sua moglie neuropsichiatra infantile Lorna Wing, e loro figlia autistica Susie Wing (v. allegati). In estrema sintesi, nell'assistenza di base c'è bisogno di definizioni mutuamente escludentisi, mentre nella ricerca di soluzioni migliori sono necessarie definizioni maggiormente complesse. Un saluto cordiale, Stefano Palazzi Direzione struttura complessa UONPIA (SMRIA) DAI SMDP Ausl e Università di Ferrara, presso Dipartimento Riabilitazione San Giorgio (Messidoro) Tel 0532 235 584, fax 0532 235 053, Skype: stefanopalazzi NB: Se il messaggio è ricevuto per errore, si prega avvertire. Il 16/10/2013 16:15, Cornacchia/Donato ha scritto:
Concordo con Gabrielli sui punti evidenziati e credo che l'attenzione vada mantenuta alta soprattutto verso alcuni trattamenti entusiasticamente valutati come positivi, quand' anche non si gridi al miracolo, poi, andando a meglio guardare, troppo spesso si tratta di casi selezionati. Ora il pericolo che ciò accada mi sembra maggiore. Noemi -- Original Message -----
*From:* Tiziano Alice <mailto:[email protected]> *To:* daniela marianicerati <mailto:[email protected]> ; Autismo Biologia <mailto:[email protected]> *Sent:* Wednesday, October 16, 2013 10:42 AM *Subject:* Re: [autismo-biologia] DSM IV vs. DSM V
segue a:
L'autore dell'articolo, Jeffrey P. Baker, ritiene che l'aumento di prevalenza sia dovuto al fatto che la diagnosi di autismo dà accesso a servizi migliori rispetto ad altre diagnosi , ma sottolinea che, se questo è utile da un punto di vista sociale, rende però molto più difficile la ricerca biologica.
"/A broad definition can be seen as qualifying// more children for services but may complicate the hard research required to actually help these children/" e conclude che, piuttosto che discutere sulla vera definizione di autismo, sarebbe più utile domandarsi quale definizione è più appropriata per il fine che ci proponiamo.
Dall'eccessiva tolleranza inclusiva inoltre scaturiranno maggiori conferme a carico di approcci "abilitativi" (altrimenti) di modesta efficacia oggettiva scardinando la critica e la ricerca intorno a questi. I dati e le statistiche così annacquate da una moltitudine di casi borderline misconosceranno limiti e contraddizioni delle proposte e degli interventi ufficiali e non. Non non solo, la detta apertura inclusiva, mette a repentaglio la qualità e l'organizzazione dei servizi, direzionandoli progressivamente in maggiori risposte verso casi francamente "poco significativi" per l'effetto positivo e gratificante che l'intervento (in qualsiasi modo) espletato su questi andrà a produrre, stornando dai casi più gravi l'attenzione del mondo scientifico e le poche risorse; casi che non incontrano interesse speciale, professionalità e servizi intensivi. Stiamo avviando nuove ghetizzazioni e da parte delle famiglie colpite severamente, precoce "abbandono del confronto sociale". Questi riscontri sono sempre più evidenti e dovrebbero avviare un intenso focus critico dei giudizi clinici emessi in fase di diagnosi-certificazione da parte di professionisti ed esperti, chiamati oggi più di ieri ad attenersi ad una più ristretta cornice inclusiva, superando il compromesso fra nosografia ufficiale, personale empatia per il bisogno sociale educativo a supporto delle difficoltà incontrate, concentrandosi invece sulle realtà indicibili di solitudine e negazione che quotidianamente si accumulano dietro le porte dei ns ambulatori specializzati. Tiziano Gabrielli
------------------------------------------------------------------------ _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
participants (5)
-
Cornacchia/Donato -
daniela marianicerati -
Dr Stefano PALAZZI Uonpia-Smria -
raffaele ettrapini -
Tiziano Alice