Il DSM-5
da un lato allarga i confini parlando di spettro, dall’altro li vorrebbe
definire più rigorosamente.
Anche il NEJM ha dedicato un’articolata
discussione a questo tema partendo da un excursus storico. (Autism at 70 — Redrawing the
Boundaries,
n engl
j med 369;12 nejm.org september 19, 2013, 1089 – 1091)
L’autore dell’articolo, Jeffrey
P. Baker, ritiene che l’aumento di prevalenza sia dovuto al fatto che la diagnosi
di autismo dà accesso a servizi migliori rispetto ad altre diagnosi , ma sottolinea
che, se questo è utile da un punto di
vista sociale, rende però molto più difficile la ricerca biologica.
“A broad definition can be seen as qualifying
more children for services but may complicate the hard research required
to actually help these children” e conclude che, piuttosto che
discutere sulla vera definizione di autismo, sarebbe più utile domandarsi quale
definizione è più appropriata per il fine che ci proponiamo.
“ Rather than argue over the true definition of autism, it may be
more helpful to ask what definition is appropriate for the task at hand”
Da: raffaele ettrapini <r.ettrapini@live.it>
A: autismo-biologia@autismo33.it
Inviato: Lunedì 14 Ottobre 2013 16:16
Oggetto: [autismo-biologia] DSM IV vs. DSM V