Gentili, ringrazio il Prof. Barale per l'enfasi con cui ha sottolineato quanto questo argomento sia prioritario per noi famigliari e ritengo che , alla luce delle considerazioni qui esposte , siano maturi i tempi per ribadire alcuni concetti. Già da qualche anno non perdo occasione per sottolineare quanto sarebbe opportuno che, in occasione della prima prescrizione di un farmaco aventi gli effetti collaterali che qui esaminiamo, sia le famiglie, sia i Servizi che hanno in carico le persone con autismo vengano informate degli effetti collaterali e, soprattutto, di quali eventuali segnali possano precocemente richiamare l'attenzione ad una stretta sorveglianza. Permettetemi di esporre il mio privato narrando che io stessa, come madre e tutore, non sono stata informata, nè ho potuto quindi trasmettere le informazioni agli Educatori con cui mio figlio passa molte ore, che l'antipsicotico prescrittogli avrebbe potuto avere conseguenze nefaste. Così è stato, purtroppo, e solo grazie alla mia sempre strettissima attenzione ho constatato le difficoltà alla deglutizione di mio figlio, mai manifestate nei sui 27 anni all'epoca ( neppure nella prima infanzia, sia per la dieta lattea, sia nello svezzamento ). L'allarme provocato da questa constatazione ci portò ad interrompere l'aripripazolo, allora già in scalaggio e arrivato alla dose di 2,5ml/dì. Dose minima, se si pensa a coloro che ne assumono 15ml e, nella schizofrenia, anche di più. Con la differenza che la persona affetta da schizofrenia nella maggioranza dei casi riferisce il disagio, _i nostri generalmente no _. Nel caso specifico, l'interruzione di una pur minima dose scatenò una tragedia ( discinesie tardive che compromisero il funzionamento del ragazzo al punto da renderlo irriconoscibile rispetto all'antecedente ). Dopo 5 anni, scalando con prudenza maniacale il farmaco, che nel frattempo era stato reintrodotto ( come un metadone per il tossicodipendente ) , da tutto ciò stiamo uscendo, ma non senza qualche residuo, che temo sarà permanente. Anche il dare un nome a ciò che stava accadendo è stato un percorso faticoso e umiliante. Umiliante, perchè il già opportunamente citato _" pacchetto autismo" _trovava presa suggestiva in alcuni, che facilmente davano agli spasmi muscolari ( insorti 4 giorni dopo la sospensione e mai manifestati prima ) e a tutto il corredo di sintomi , l'etichetta di "comportamento autistico ". Devo ammettere che, dopo la diagnosi tardiva, dopo le accuse di essere una madre inadeguata, la solitudine che ho provato a quel tempo nel peregrinare da uno Specialista all'altro, testardamente ribadendo quanto ciò che stava accadendo non avesse a che fare con l'autismo di mio figlio, sia stata la cosa più difficile da superare._Tuteliamo figli che non si autorappresentano e siamo responsabili di ciò che essi, nella loro insuperabile ingenuità, accettano da noi. _Per questo non possiamo mancare di perseverare nella salvaguardia della loro salute, pretendendo una maggiore prudenza e competenza prescrittiva, e nel caso sia necessaria, _mai disgiunta dal dare informazioni dettagliate e precise._ Non solo, il personale di ogni centro diurno, residenziale, ed ogni figura professionale che si rapporta con persone che fanno uso di questa categoria di farmaci, dovrebbe essere addestrato a manovre salvavita , come dice giustamente la D.ssa Cerati, ma prima ancora _indotto a rilevare, monitorando con annotazioni scritte consultabili dai colleghi, eventuali sintomi sospetti._ Anche in questo modo si potranno salvare vite e costerebbe veramente poco adottare un format comune a tutti i Servizi. Nella formazione fatta agli Operatori dei centri e residenziali recentemente, è emerso nei loro commenti alla mia relazione che tali informazioni nella maggioranza dei casi non vengono loro date. E' assodato quanto la carenza di interventi psicoeducativi nell'infanzia abbia negato alle persone adulte con autismo la possibilità di migliorare la loro condizione, ma occorre anche avere l'onestà di dichiarare che ancor oggi mancano Servizi , dopo la Scuola, in grado di offrire un progetto di presa in carico complessivo competente. Abbiamo tanto lottato perchè nascessero ambulatori per gli adulti, ma se esistono, operano in modo poco diffuso e disomogeneo sul territorio nazionale , spesso limitandosi, quando va bene, ad un'accurata diagnosi, piu spesso a prescrizioni farmacologiche, senza svolgere una regìa sanitaria ed un monitoraggio sugli interventi sociali, che vengono delegati ai Comuni, Istituzioni prive di figure professionali adeguate a stendere un piano abilitativo. Un flacone di aripiprazolo in sciroppo costa €138,66 . Non è poco, ma di certo conviene gestionalmente ed economicamente, rispetto all'intervento di un team di Psichiatra/ Psicologo/Educatore ? Credo di sì , del resto ciò accade anche per altre diagnosi all'interno della Salute mentale, e non è un caso che le associazioni dei malati psichiatrici tradizionalmente in carico alle Psichiatrie siano in sommossa sull'abuso di prescrizioni . Ovviamente non mi riferisco ai casi di autismo con epilessia o altre malattie concomitanti che necessitino di interventi farmacologici pertinenti, e non off label, ed evito di ritornare sul tema prescrizioni farmacologiche nell'infanzia, che è stato qui egregiamente dibattuto da altri. In sintesi, ritengo che se facessimo un'indagine approfondita, avremmo ulteriori numerose testimonianze sui danni arrecati da queste terapie, e penso che ormai l'argomento richieda una profonda riflessione e l'impegno della Politica e degli Amministratori ( dapprima a livello centrale, poi nelle declinazioni organizzative regionali ) ad adottare scelte eticamente più coerenti con quanto si dichiara e si pubblica, affinchè la chimica resti l'ultimo appiglio cui rivolgersi, solo dopo aver sperimentato tutti gli interventi abilitativi e di contenimento dei comportamenti disadattivi che la letteratura internazionale suggerisce . Ove non esistano ancora percorsi in grado di offrire l'intervento psicopedagogico, ebbene occorrerà prevedere interventi ad personam, per evitare quanto più possibile di ricorrere alla soluzione "facile" del farmaco. Confidiamo che lo stimolo dato dal nostro lavoro possa a breve ottenere nelle "sale decisionali" l'attenzione che l'argomento merita . Grazie dell'attenzione Noemi Cornacchia Presidente angsa Emilia Romagna --- Messaggio Inoltrato -------- Oggetto: Re: [autismo-biologia] autismo e disfagia Data: Fri, 28 May 2021 14:23:57 +0200 Mittente: Francesco Barale <[email protected]> Rispondi-a: Autismo Biologia <[email protected]> A: Autismo Biologia <[email protected]> Buongiorno. Mi permetto di intervenire sommessamente su questo importante argomento solo per ricordare che la disfagia da neurolettici è fenomeno ben conosciuto e descritto illo tempore in psichiatria. Esso è solo uno degli innumerevoli risvolti negativi e nocivi dell' uso dei neurolettici (di qualunque generazione) nelle disabilità autistiche e cognitive. Pratica invece diffusa e spesso clinicamente indifferenziata, che, come ho già avuto modo di dire, non solo non è supportata da alcuna seria evidenza scientifica (neppure nei cosiddetti "comportamenti problema"), ma ha di fatto solo uno scopo sedativo (questo è tuttora l' unico razionale), in molti casi addirittura "preventivo" (!) e ritarda la riflessione su come mettere in atto contesti e strategie diverse di gestione delle situazioni critiche, meno rozzi e incivili di quelli attuali. Certo, così è sicuramente più "economico". La tentazione del manicomio, in sostanza, è sempre presente tra noi. Un mio personale plauso alle associazioni dei famigliari che in tutto il mondo si stanno sempre più mobilitando contro questa barbarie. Francesco Barale Professore emerito di Psichiatria Università di Pavia Il Ven 28 Mag 2021, 13:19 Liana Baroni <[email protected] <mailto:[email protected]>> ha scritto: Condivido in tutto la mail di Daniela. Io stessa , avevo inviato al centro diurno frequentato da mio figlio,ormai 2 anni fa, il 24 sett. 2019, la mail che copio qui sotto, con la mia esperienza di madre. Grazie per l'attenzione Liana Baroni /Vorrei condividere con voi e con gli educatori alcune mie osservazioni su un problema che invece di diminuire con l' età dei nostri ragazzi, diventa sempre più preoccupante, e credo sia sempre meglio cercare di prevenire , piuttosto che intervenire dopo./ /Mi riferisco alla tendenza di tanti dei nostri ragazzi ad ingoiare il cibo, senza masticare. / /Io non sono un medico e lancio solo spunti di riflessione./ / / /Nel giro di pochi anni ho visto 4 ragazzi, giovani adulti in perfetta salute, in questo caso ospiti di strutture, morire perché soffocati dal cibo. Pur nella mia ignoranza di medicina posso additare due cause:/ / / /I ragazzi con disabilita' specie se autistici, ma anche con diverse altre disabilita' soprattutto intellettive, hanno spessissimo tendenza a mangiare ingoiando i bocconi senza masticare. Un esempio mio figlio che mangia con la velocità della luce, perché ingoia senza masticare. Profittando dei giorni di Agosto abbiamo pensato noi familiari, di fargli in casa una specie di "corso per masticare", ma lui ci ha preso bellamente per i fondelli tutto il mese essendo molto più furbo di noi. Infatti mentre metteva in bocca il maccherone, lo ingoiava intero, poi con espressione angelica e collaborativa, scuoteva le mascelle come se masticasse, così si godeva tutti i "Bravo!" di noi che pensavamo stesse realmente masticando il maccherone./ / *Altro motivo sono i farmaci. Quasi tutti i ragazzi con disabilita' cognitiva o comportamentale assumono farmaci, purtroppo quasi sempre senza monitoraggio, verifiche , tentativi di sospensione o aggiustamento delle dosi e prescritti quasi sempre da psichiatri inesperti di disabilita'. Uno degli tanti effetti collaterali dei farmaci è la secchezza delle fauci. Chiaramente il boccone ingoiato senza essere frantumato, se va di traverso, diventa un pezzo di cemento che porta in pochi istanti al soffocamento.* A quel punto diventano inutili le manovre anti soffocamento , a testa in giù o simili, perché non c'è la saliva che facilita lo scorrimento. / /Ciò porta a gravi rischi, che in certi casi possono divenire drammatici. / /A rendere più grave questi fatti é che non sono di dominio pubblico, perché nei casi di cui sono venuta a conoscenza, nei certificati di morte c'è scritto insufficienza respiratoria o cardiaca o qualcosa di compatibile con la patologia così nessuno ne parla nello specifico e non aumenta la informazione e la conseguente formazione di operatori e caregivers./ / Per noi famiglie questo è preoccupante particolarmente in vista di un eventuale ricovero in struttura, anche se nulla posso rimproverare agli educatori delle strutture dei casi citati, velocissimi nell' accorgersi del rischio e nel chiamare il 118 con la massima urgenza. / /*Come al solito però rimane a noi genitori, alle famiglie cercare di portare il problema alla comunità, creare sensibilizzazione e formazione, denunciare se ci sono mancanze e sollecitare azioni di tutela dei ragazzi che noi rappresentiamo.*/ / / /Con questa mail voglio comunque sollecitare la vostra attenzione al problema e condividere assieme a tutti voi, le strategie che avere ideato o appreso per evitare o minimizzare questi rischi o prendere iniziative opportune. Mi fa piacere se risponderete a questa mail, con vostre impressioni o suggerimenti. / /Un abbraccio a tutti / /Liana, / mamma di Andrea Il giorno ven 28 mag 2021 alle ore 11:19 daniela <[email protected] <mailto:[email protected]>> ha scritto: Il 21 maggio scorso è stato pubblicato l’articolo UN PEZZETTO DI FORMAGGIO BASTA A UCCIDERE UN GIGANTE BUONO DAL CERVELLO RIBELLE http://www.pernoiautistici.com/2021/05/un-pezzetto-di-formaggio-basta-a-ucci... <http://www.pernoiautistici.com/2021/05/un-pezzetto-di-formaggio-basta-a-uccidere-un-gigante-buono-cervello-ribelle/> La notizia mi ha fatto venire alla mente altre morti avvenute nello stesso modo sia di giovani con autismo che di giovani con schizofrenia. Del giovane oggetto dell’articolo recente non so nulla, mentre degli altri casi so che erano in cura con farmaci antipsicotici. Questi farmaci vengono prescritti in larga misura, spesso a tempo indeterminato e, non raramente, al posto di un programma abilitativo personalizzato. Nei fogli illustrativi degli antipsicotici viene menzionata l’inalazione di cibo come possibile effetto collaterale. Per il capostipite degli antipsicotici, la clorpromazina (Largactil), nel foglietto illustrativo sta scritto che tra gli effetti collaterali ci possono essere “malattie dovute ad un’inalazione involontaria di liquidi o sostanze ingerite (affezioni ab ingestis)” https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFil... <https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_007046_007899_FI.pdf&sys=m0b1l3> e nei due antipsicotici che vengono maggiormente usati nell’autismo sta scritto Risperidone “Polmonite causata da inalazione di cibo, congestione polmonare, congestione delle vie respiratorie, suoni gracchianti nei polmoni, sibilo respiratorio, disturbi della voce, disturbo alle vie respiratorie” https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFil... <https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_001378_037092_FI.pdf&sys=m0b1l3> Aripiprazolo “inalazione accidentale di cibo con rischio di polmonite (infezione dei polmoni); spasmo dei muscoli attorno alla laringe; difficoltà a deglutire; https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFil... <https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_001561_043801_FI.pdf&sys=m0b1l3> Partendo dal caso oggetto dell’articolo di Nicoletti ho discusso il problema della disfagia con alcuni colleghi. Un Neuropsichiatra infantile mi ha risposto “posso dire che con i neurolettici ho avuto problemi sulla deglutizione. Bisogna fare attenzione” Uno psichiatra ha detto che la disfagia da neurolettici lui la vede se i pazienti hanno effetti Parkinsonsimili e nelle distonie, anche in acuto. L’amica che risiede in Francia mi ha scritto “qui anni fa ci sono state varie morti nello stesso modo (pezzi di cibo andati di traverso) in persone autistiche, in luoghi diversi (residenziali, ospedale psichiatrico etc.). L'unica cosa in comune che avessero queste persone era lo psichiatra referente, uno che ci andava largo con le prescrizioni di neurolettici (che possono aggravare i disturbi del movimento, come disprassie, ipotonie o "riflessi inversi", come effetto secondario). Si sa che succede spesso con gli anziani. Qui all'epoca non fu fatta alcuna inchiesta: che io abbia sentito, in un solo caso fu suggerita l'autopsia, ma i familiari si opposero. Pero' tutti gli stabilimenti dove si erano verificati questi incidenti cambiarono psichiatra” L’amica francese suppone che gli antipsicotici, altrimenti detti neurolettici, possano aggravare disturbi del movimento preesistenti nelle persone con autismo, cosa che ho voluto approfondire con una pediatra che si occupa degli aspetti internistici nell'autismo, che mi ha risposto quanto segue “Ritengo sia un tema assolutamente poco indagato. Ci sono pochi dati perchè è ancora forte l'idea del "pacchetto autismo" che include selettività alimentare, non masticare ecc. Ma per questi aspetti manca una valutazione funzionale e sono pochi i professionisti in grado di eseguirla. Finchè si tratta di commentare l'impaccio della muscolatura mentre salgono sullo scivolo o non riescono a tenere in mano una penna la disprassia viene vista, mentre quando si tratta di riflettere sulla complessità del "tira e molla" di numerosi muscoli coinvolti nel carrefour aero-digestivo, la cosa cambia. Disfagia, acalasia ... le persone autistiche non ricevono assessment paragonabili alla popolazione generale su questi aspetti. Per questo, ritengo molto preziosa la collaborazione con logopedisti deglutologi. Il dato sull'età evolutiva fa pensare si tratti prevalentemente di un disturbo primario, ma certamente anche la questione farmacologica è rilevante (in primis, discinesie tardive) Dunque, il dato inquietante della mortalità per soffocamento entra a pieno titolo nella "sfortuna" del pacchetto autismo https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5388960/pdf/AJPH.2017.303696.pd... <https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5388960/pdf/AJPH.2017.303696.pdf> Come Cassandra, ogni volta ricordo a famiglie ed educatori di rinfrescare le manovre di disostruzione delle vie aeree. La Croce Rossa fa corsi gratuiti” Rinfrescare le manovre di disostruzione delle vie aeree è una prassi utile a tutti, perché a tutti puo’ capitare di assistere ad un evento di ostruzione delle vie aeree che richiede una manovra immediata, anche in persone senza particolari fattori di rischio. Per quanto riguarda l’autismo, la tragedia di cui abbiamo parlato è un forte motivo in più per dare antipsicotici solo quando non ci sono alternative e, quando essi sono davvero indicati, darli alla dose minima efficace e per il periodo minimo indispensabile Daniela Mariani Cerati _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] <mailto:[email protected]> ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] <mailto:[email protected]> _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] <mailto:[email protected]> ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] <mailto:[email protected]>
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