Disturbi dello spettro autistico, alt allo sviluppo di bumetanide, era in fase III
Il 2021-09-12 13:24 Armando Mazzoni ha scritto:
https://www.pharmastar.it/news/disturbi-dello-spettro-autistico-alt-allo-svi...
Esplorare l'uso in sottopopolazioni Yehezkel Ben-Ari, presidente di Neurochlore, ha definito i risultati "una grande delusione", aggiungendo che l'azienda "analizzerà ora in dettaglio i risultati... e potenzialmente esplorerà nuovi approcci basati sull'intelligenza artificiale, che potrebbero permetterci di identificare sottopopolazioni di persone che soffrono di [ASD], per le quali la bumetanide potrebbe essere efficace". Da tempo si dice che bisogna identificare dei sottogruppi omogenei, in quanto la categoria dello spettro autistico è troppo vasta e l’autismo è il risultato finale di mille vie patogenetiche diverse, ognuna delle quali andrebbe studiata a parte e per ognuna delle quali si dovrebbero ipotizzare e sperimentare terapie ad hoc. Chissà se Ben-Ari riuscirà a trovare dei sottogruppi che rispondono alla bumetanide! Daniela MC
Da tempo si dice di identificare delle sottopopolazioni; guardando ai criteri di inclusione dello studio (https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT03715153) si può vedere che anche in questo caso si è proceduto in maniera orizzontale con criteri definiti dalle scale ADOS2, CARS, etc. Chiedo ai componenti della lista perché si procede ancora così, se è vero che il quadro generale dei risultati delle ricerche metta fortemente in dubbio l'efficacia dei fenotipi così individuati. A mio modesto e non titolato avviso, ma avrei ovviamente piacere che qualcuno titolato a farlo commentasse, si fa sempre più pressante la necessità di valutare un fenotipo in modo più allargato rispetto ai criteri di cui sopra e di accelerare la ricerca e la validazione dei biomarkers, anche di diversi domini, che non potranno essere altro che inferenziali (e su questo l'Intelligenza Artificiale gioca un ruolo importantissimo); essendo mille, e forse molte di più, le vie patogenetiche che portano all'autismo, l'individuazione di sottogruppi su cui testare l'efficacia di un farmaco (ma direi di qualsiasi tipologia di intervento) dovrà essere il risultato anche dello screening dei biomarkers. Cordiali saluti AM -----Messaggio originale----- Da: autismo-biologia <[email protected]> Per conto di daniela Inviato: domenica 12 settembre 2021 15:13 A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Disturbi dello spettro autistico, alt allo sviluppo di bumetanide, era in fase III Il 2021-09-12 13:24 Armando Mazzoni ha scritto:
https://www.pharmastar.it/news/disturbi-dello-spettro-autistico-alt-al lo-sviluppo-di-bumetanide-era-in-fase-iii-36263/?fbclid=IwAR0IQpS-EsY1 t1mOonddEksDVerGU5T4xfumQgueBUcPaJt3pgfO5wKukYU
Esplorare l'uso in sottopopolazioni Yehezkel Ben-Ari, presidente di Neurochlore, ha definito i risultati "una grande delusione", aggiungendo che l'azienda "analizzerà ora in dettaglio i risultati... e potenzialmente esplorerà nuovi approcci basati sull'intelligenza artificiale, che potrebbero permetterci di identificare sottopopolazioni di persone che soffrono di [ASD], per le quali la bumetanide potrebbe essere efficace". Da tempo si dice che bisogna identificare dei sottogruppi omogenei, in quanto la categoria dello spettro autistico è troppo vasta e l’autismo è il risultato finale di mille vie patogenetiche diverse, ognuna delle quali andrebbe studiata a parte e per ognuna delle quali si dovrebbero ipotizzare e sperimentare terapie ad hoc. Chissà se Ben-Ari riuscirà a trovare dei sottogruppi che rispondono alla bumetanide! Daniela MC _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] -- Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. https://www.avast.com/antivirus
Fin dai nostri primi studi italiani sul fenotipo del comportamento autistico, con il Prof.Vincenzo Balestra e la dr.Emanuela Pipitone, oltre trenta anni fa, ci eravamo accorti che non si riusciva a fare dei gruppi omogenei sulla base dei sintomi (fenotipo). Occorre rifarsi alle indicazioni del Prof.Costantino Salerno: analisi biochimiche sui singoli casi. Cordiali saluti Carlo Hanau Il giorno dom 12 set 2021 alle ore 18:10 <[email protected]> ha scritto:
Da tempo si dice di identificare delle sottopopolazioni; guardando ai criteri di inclusione dello studio ( https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT03715153) si può vedere che anche in questo caso si è proceduto in maniera orizzontale con criteri definiti dalle scale ADOS2, CARS, etc.
Chiedo ai componenti della lista perché si procede ancora così, se è vero che il quadro generale dei risultati delle ricerche metta fortemente in dubbio l'efficacia dei fenotipi così individuati.
A mio modesto e non titolato avviso, ma avrei ovviamente piacere che qualcuno titolato a farlo commentasse, si fa sempre più pressante la necessità di valutare un fenotipo in modo più allargato rispetto ai criteri di cui sopra e di accelerare la ricerca e la validazione dei biomarkers, anche di diversi domini, che non potranno essere altro che inferenziali (e su questo l'Intelligenza Artificiale gioca un ruolo importantissimo); essendo mille, e forse molte di più, le vie patogenetiche che portano all'autismo, l'individuazione di sottogruppi su cui testare l'efficacia di un farmaco (ma direi di qualsiasi tipologia di intervento) dovrà essere il risultato anche dello screening dei biomarkers.
Cordiali saluti AM
-----Messaggio originale----- Da: autismo-biologia <[email protected]> Per conto di daniela Inviato: domenica 12 settembre 2021 15:13 A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Disturbi dello spettro autistico, alt allo sviluppo di bumetanide, era in fase III
Il 2021-09-12 13:24 Armando Mazzoni ha scritto:
https://www.pharmastar.it/news/disturbi-dello-spettro-autistico-alt-al lo-sviluppo-di-bumetanide-era-in-fase-iii-36263/?fbclid=IwAR0IQpS-EsY1 t1mOonddEksDVerGU5T4xfumQgueBUcPaJt3pgfO5wKukYU
Esplorare l'uso in sottopopolazioni Yehezkel Ben-Ari, presidente di Neurochlore, ha definito i risultati "una grande delusione", aggiungendo che l'azienda "analizzerà ora in dettaglio i risultati... e potenzialmente esplorerà nuovi approcci basati sull'intelligenza artificiale, che potrebbero permetterci di identificare sottopopolazioni di persone che soffrono di [ASD], per le quali la bumetanide potrebbe essere efficace".
Da tempo si dice che bisogna identificare dei sottogruppi omogenei, in quanto la categoria dello spettro autistico è troppo vasta e l’autismo è il risultato finale di mille vie patogenetiche diverse, ognuna delle quali andrebbe studiata a parte e per ognuna delle quali si dovrebbero ipotizzare e sperimentare terapie ad hoc. Chissà se Ben-Ari riuscirà a trovare dei sottogruppi che rispondono alla bumetanide! Daniela MC
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
-- Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. https://www.avast.com/antivirus
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo dell'Emilia Romagna. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
-- *invito a firmare la petizione al Ministro contro le raccomandazioni di prescrivere antipsicotici e altri psicofarmaci ai bambini con autismo* *http://chng.it/4PCKz4n6ct <http://chng.it/4PCKz4n6ct>* Prof. Carlo Hanau già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari nelle Università di Modena e Reggio Emilia e di Bologna. Presidente di A.P.R.I. Odv ETS pagina Facebook al link https://www.facebook.com/APRI.ONLUS/
Colgo l’occasione di questa segnalazione di Armando Mazzoni per riprendere alcune considerazioni già espresse da Daniela Mariani Cerati in merito allo studio riguardante l’omeostasi del cloro del sistema GABAergico. “*The Alteration of Chloride Homeostasis/GABAergic Signaling in Brain Disorders: Could Oxidative Stress Play a Role*?” “L'alterazione dell'omeostasi del cloro/segnalazione GABAergica nei disturbi cerebrali: lo stress ossidativo potrebbe avere un ruolo?” https://www.mdpi.com/2076-3921/10/8/1316 Nato da un'intuizione di Marina Marini, immediatamente accolta con grande interesse, lo studio prende in considerazione lo squilibrio della concentrazione neuronale di cloro e la sua possibile correlazione con lo stress ossidativo in numerose disfunzioni del sistema nervoso centrale, tra cui la sindrome di Down, l'epilessia, la schizofrenia e l'autismo. La maturazione del sistema GABAergico nel corso del neurosviluppo - da sistema eccitatorio ad inibitorio - rappresenta un fenomeno centrale per la costruzione del connettoma. Ne deriva che perturbazioni precoci dello *shift* eccitatorio-inibitorio – che ha una regolazione epigenetica - avranno prevedibili conseguenze in diverse aree cerebrali, con variabili effetti, diretti e indiretti, su diverse funzioni. Data l'importanza di questo meccanismo, non sorprende l'interesse per la possibilità di correggere il disturbo attraverso un intervento farmacologico, soprattutto dopo la segnalazione di miglioramenti clinici osservati in soggetti autistici con la bumetanide (ricordo, si tratta di una molecola con effetto diuretico, la cui azione determina una riduzione della concentrazione intracellulare di cloro. La bumetanide è utilizzata, in particolare, per la terapia degli edemi). Lo studio realizzato con Marina Marini ha esaminato l'ipotesi di un impatto dello stress ossidativo sulla maturazione e la funzione del segnale GABAergico. La revisione della letteratura ha confermato questa ipotesi: lo stress ossidativo interferisce con la funzione del segnale GABAergico. Per quanto riguarda l'autismo, in questa lista e nei webinar degli ultimi anni, abbiamo spesso commentato i diversi studi di Mariana, Abruzzo, Ghezzo e altri collaboratori circa le numerose anomalie biochimiche correlate allo stress ossidativo nello spettro autistico. Pertanto, la dimostrazione della correlazione tra lo stress ossidativo e la perturbazione del segnale GABAergico e della concentrazione intraneuronale di cloro, oltre a spiegare uno dei possibili meccanismi attraverso il quale lo stress ossidativo disturba la neurotrasmissione, offre spunti di intervento. *In primis*, si conferma l'importante ruolo della prevenzione primaria durante la gravidanza, epoca in cui lo stress ossidativo materno-fetale può avere il maggiore impatto sulla maturazione del sistema GABAergico (da eccitatorio ad inibitorio). Inoltre, la modulazione dello stress ossidativo nell’autismo – attraverso un controllo della qualità della dieta e integrazioni valutate con competenza - sembra particolarmente interessante e promettente, anche in affiancamento alla terapia farmacologica. Dispiace apprendere la notizia di un trial clinico abbandonato per mancata dimostrazione di efficacia. Dispiace perché è una notizia che porta via speranze. Ugualmente, offre spunti di riflessione circa le direzioni in cui riporre le speranze per il futuro. La crescente complessità biologica che la ricerca sta mettendo in luce nello spettro autistico, rende, a mio parere, improbabile che un intervento farmacologico diretto verso un singolo bersaglio molecolare possa sortire effetti importanti su di una significativa parte della popolazione autistica. La questione è più complessa, come concludiamo nell’articolo. cp *“In conclusion, our study proposes the modulation of GABAergic signaling by OS as a paradigmatic situation in which suggestions provided by pathophysiology can inform the clinical perspective. In an era of personalized medicine, the biological complexity of humans makes it unlikely that tailored answers can be represented by single interventions, but rather by the capability to embrace complexity and integrate interventions”* “In conclusione, il nostro studio propone la modulazione della segnalazione GABAergica da parte dello stress ossidativo come una situazione paradigmatica in cui le informazioni fornite dalla fisiopatologia possono influire sulla prospettiva clinica. Nell'era della medicina personalizzata, la complessità biologica dell'essere umano rende improbabile che risposte su misura possano essere rappresentate da singoli interventi, ma piuttosto dalla capacità di abbracciare la complessità e integrare tra loro gli interventi”. Il giorno dom 12 set 2021 alle ore 14:27 Armando Mazzoni < [email protected]> ha scritto:
https://www.pharmastar.it/news/disturbi-dello-spettro-autistico-alt-allo-svi...
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Armando Mazzoni -
Carlo Hanau -
Cristina Panisi -
daniela -
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