documento comitato nazionale di bioetica del primo agosto 2013
Il primo agosto scorso è stato pubblicato un importante documento del Comitato Nazionale di Bioetica sul tema “DISABILITÀ MENTALE NELL’ETÀ EVOLUTIVA: Il CASO DELL’AUTISMO” Il documento è in rete http://www.governo.it/bioetica/pdf/Disabilita_mentale_autismo.pdf Un’ampia sintesi del documento si trova sul Quotidiano Sanità.it del 09-08-2013 che di seguito copio. Ora dobbiamo vigilare perché non continui la consuetudine italiana di avere ottime norme costantemente disattese Autismo. Comitato bioetica: "Manca approccio unitario. Tra medici, servizi e famiglie" Occorre dare una risposta organica alle persone colpite da autismo e alle loro famiglie. Dall'integrazione tra saperi medici alla necessità di una ricerca "traslazionale". Fino all'opportunità di una normativa nazionale unitaria che si limiti ai "principi" generali che lasci poi spazio alle singole amministrazioni per interventi ad hoc. Il parere del Cnb. ROMA. Il parere del Comitato nazionale per la bioetica dal titolo “Disabilità mentale nell’età evolutiva: il caso dell’autismo” è stato preparato nel corso di più di un anno, durante il quale sono state svolte una serie di audizioni con rappresentanti delle associazioni di persone con autismo e dei loro familiari, che hanno costituito, per altro, un costante punto di riferimento nella stesura del parere. In questo documento il Comitato non si propone un approfondimento sistematico di tutti gli aspetti assistenziali: vuole, invece, richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un settore complesso della disabilità che richiede non solamente l’impegno dei pediatri di base o specialisti, ma anche la strutturazione di una fitta rete di collegamenti stabiliti dagli stessi con neuropsichiatri infantili, psicologi, psichiatri, varie figure professionali socio- sanitarie operanti sul territorio, educatori e operatori scolastici, nonché una forte collaborazione con neurobiologi per l’avanzamento della ricerca e da ultimo (ma certamente in primo piano) con le famiglie, le Associazioni che le rappresentano ed il volontariato. Il gruppo di lavoro, coordinato dal professor Adriano Bompiani (deceduto lo scorso 18 giugno) insieme ai Professori Salvatore Amato e Marianna Gensabella, ha inoltre organizzato numerose audizioni allo scopo di conoscere, dalla voce di coloro che vivono quotidianamente l’esperienza dell’educazione e della cura del bambino e dell’adolescente autistico, i nodi ancora irrisolti di un faticoso percorso di abilitazione ed integrazione. Raccomandazioni essenziali. Dal punto di vista della bioetica e del biodiritto le raccomandazioni essenziali, si legge nel parere, “possono essere così riassunte: promuovere il potenziamento della ricerca sull’evoluzione dei disturbi dello spettro autistico durante il ciclo della vita e sui trattamenti terapeutici adeguati anche all’età adulta con una ricerca traslazionale che superi il gap oggi esistente fra l’avanzamento delle conoscenze sia biologiche che neuroscientifiche in laboratorio e la ricerca sul campo, di cui è necessario uniformare le regole di comunicazione e di controprova secondo i più aggiornati criteri di oggettività; garantire il diritto alla scelta consapevole delle cure, attraverso la richiesta del consenso informato ai genitori o al soggetto, nel caso sia un adulto in grado di intendere e volere, prima di ogni trattamento – nel presupposto che ogni trattamento può se non esiste ipotesi di efficacia attendibile essere per ciò stesso una dannosa perdita di tempo e di energia – richiesta che deve prevedere un’informazione ampia sui diversi trattamenti disponibili e sulle relative ipotesi di efficacia; garantire il diritto alla cura della salute attraverso la verifica ed il mantenimento della diagnosi, ed assicurare la continuazione di interventi educativi- adeguati alla patologia e all’età nel corso dell’intera traiettoria di vita; ricorrere agli interventi farmacologici solo nell'interesse della persona; garantire il diritto allo sviluppo delle capacità non limitandosi a fornire all’adolescente e giovane adulto autistico solamente una mirata capacità esecutiva, ma curando anche una adeguata preparazione culturale secondo le capacità dimostrate dal soggetto; non disperdere i risultati del possibile miglioramento delle capacità esecutive, ottenibili con alcune delle tecniche abilitative, ciò può ottenersi potenziando le possibilità di inserimento lavorativo attraverso politiche economiche e sociali rivolte alle persone con disabilità, organizzando i servizi di tutorato ad hoc e reagendo ad ogni forma di “stigmatizzazione”. Maggiore impegno etico-politico per la cura dell’autismo Secondo i bioeticisti appare coerente: “favorire la formazione più specialistica degli insegnanti di sostegno nei diversi ordini e gradi dell'istruzione scolastica; favorire la creazione di cooperative sociali che prevedano una percentuale di soggetti con disabilità; promuovere la creazione di centri diurni che favoriscano l'integrazione e attività lavorative, secondo programmi educativi-abilitativi personalizzati, in sinergia con i servizi di psichiatria; promuovere e al tempo stesso monitorare il sorgere di comunità protette per adulti con autismo grave, vigilando sulle garanzie date in merito alla qualità dei servizi, alla formazione del personale, all’organizzazione della struttura, al fine di assicurare la migliore qualità di vita e la maggiore autonomia possibile delle persone a cui sono destinate”. Infine, secondo il Cnb è doveroso “prendersi cura delle famiglie con persone con autismo attraverso politiche sociali ad hoc, garantendo loro sostegno assistenziale ed economico. L’insieme di queste misure trova giustificazione nella considerazione dell’autismo, come in genere nelle disabilità fisiche e mentali, non secondo una classificazione medica strettamente intesa, ma secondo una prospettiva complessa, di carattere bio-psico-sociale”. La riflessione bioetica conduce, quindi, non ad argomentazioni ed affermazioni su “quali” principi etici debbano prevalere, ma a “raccomandazioni” sulle buone pratiche per la realizzazione di principi tanto condivisi sul piano teorico quanto disattesi o incompiutamente ossequiati nella pratica. Una bioetica - in definitiva - che si piega dal piano teorico a quello dell’analisi della realtà, dando ascolto alle voci che vengono dal mondo dell’autismo, alle loro ripetute denunce sui tanti diritti non realizzati, per sollecitare un maggiore impegno etico-politico per la “cura” delle persone con autismo. L’attuale legislatura dedichi attenzione ai problemi della disabilità “Sul piano legislativo – riconosce il Cnb – vi è stato negli ultimi decenni un progressivo miglioramento del quadro generale e particolare nel quale inquadrare l’aiuto offerto dallo Stato, in rapporto anche ad una evoluzione favorevole della pubblica opinione in molti Paesi europei, verso l’affermazione della dignità del soggetto autistico e l’eliminazione di ogni discriminazione e stigmatizzazione. La consapevolezza di questo innegabile aumento di tutela e sensibilità è stata riaffermata anche nelle audizioni, accompagnata tuttavia da una profonda delusione per le insufficienze nell’attuazione delle diverse leggi”. Il Cnb, conclude il parere “auspica che anche nell’attuale legislatura sia dedicata altrettanta attenzione ai problemi della disabilità. Esprime tuttavia una viva preoccupazione per i rischi di un’eccessiva frammentazione normativa. Sarebbe opportuno privilegiare una legislazione unitaria per principi, che poi lasci ai processi regolamentari e/o amministrativi, l’adattamento alle specifiche situazioni ed esigenze”.
manca a mio avviso un approccio unitario e integrato tra Medicina ed Educazione, che si occupano dell'Autismo a compartimenti stagni, come se isolatamente avessero ragione di esistere diagnosi, ricerca farmacologica, ricerca sulle strategie educative, follow-up clinico generale, interventi abilitativi Inviato da iPad Il giorno 10/ago/2013, alle ore 10:17, daniela marianicerati <[email protected]> ha scritto:
Il primo agosto scorso è stato pubblicato un importante documento del Comitato Nazionale di Bioetica sul tema “DISABILITÀ MENTALE NELL’ETÀ EVOLUTIVA: Il CASO DELL’AUTISMO” Il documento è in rete http://www.governo.it/bioetica/pdf/Disabilita_mentale_autismo.pdf Un’ampia sintesi del documento si trova sul Quotidiano Sanità.it del 09-08-2013 che di seguito copio. Ora dobbiamo vigilare perché non continui la consuetudine italiana di avere ottime norme costantemente disattese
Autismo. Comitato bioetica: "Manca approccio unitario. Tra medici, servizi e famiglie"
Occorre dare una risposta organica alle persone colpite da autismo e alle loro famiglie. Dall'integrazione tra saperi medici alla necessità di una ricerca "traslazionale". Fino all'opportunità di una normativa nazionale unitaria che si limiti ai "principi" generali che lasci poi spazio alle singole amministrazioni per interventi ad hoc. Il parere del Cnb.
ROMA. Il parere del Comitato nazionale per la bioetica dal titolo “Disabilità mentale nell’età evolutiva: il caso dell’autismo” è stato preparato nel corso di più di un anno, durante il quale sono state svolte una serie di audizioni con rappresentanti delle associazioni di persone con autismo e dei loro familiari, che hanno costituito, per altro, un costante punto di riferimento nella stesura del parere. In questo documento il Comitato non si propone un approfondimento sistematico di tutti gli aspetti assistenziali: vuole, invece, richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un settore complesso della disabilità che richiede non solamente l’impegno dei pediatri di base o specialisti, ma anche la strutturazione di una fitta rete di collegamenti stabiliti dagli stessi con neuropsichiatri infantili, psicologi, psichiatri, varie figure professionali socio- sanitarie operanti sul territorio, educatori e operatori scolastici, nonché una forte collaborazione con neurobiologi per l’avanzamento della ricerca e da ultimo (ma certamente in primo piano) con le famiglie, le Associazioni che le rappresentano ed il volontariato.
Il gruppo di lavoro, coordinato dal professor Adriano Bompiani (deceduto lo scorso 18 giugno) insieme ai Professori Salvatore Amato e Marianna Gensabella, ha inoltre organizzato numerose audizioni allo scopo di conoscere, dalla voce di coloro che vivono quotidianamente l’esperienza dell’educazione e della cura del bambino e dell’adolescente autistico, i nodi ancora irrisolti di un faticoso percorso di abilitazione ed integrazione.
Raccomandazioni essenziali. Dal punto di vista della bioetica e del biodiritto le raccomandazioni essenziali, si legge nel parere, “possono essere così riassunte: promuovere il potenziamento della ricerca sull’evoluzione dei disturbi dello spettro autistico durante il ciclo della vita e sui trattamenti terapeutici adeguati anche all’età adulta con una ricerca traslazionale che superi il gap oggi esistente fra l’avanzamento delle conoscenze sia biologiche che neuroscientifiche in laboratorio e la ricerca sul campo, di cui è necessario uniformare le regole di comunicazione e di controprova secondo i più aggiornati criteri di oggettività; garantire il diritto alla scelta consapevole delle cure, attraverso la richiesta del consenso informato ai genitori o al soggetto, nel caso sia un adulto in grado di intendere e volere, prima di ogni trattamento – nel presupposto che ogni trattamento può se non esiste ipotesi di efficacia attendibile essere per ciò stesso una dannosa perdita di tempo e di energia – richiesta che deve prevedere un’informazione ampia sui diversi trattamenti disponibili e sulle relative ipotesi di efficacia; garantire il diritto alla cura della salute attraverso la verifica ed il mantenimento della diagnosi, ed assicurare la continuazione di interventi educativi- adeguati alla patologia e all’età nel corso dell’intera traiettoria di vita; ricorrere agli interventi farmacologici solo nell'interesse della persona; garantire il diritto allo sviluppo delle capacità non limitandosi a fornire all’adolescente e giovane adulto autistico solamente una mirata capacità esecutiva, ma curando anche una adeguata preparazione culturale secondo le capacità dimostrate dal soggetto; non disperdere i risultati del possibile miglioramento delle capacità esecutive, ottenibili con alcune delle tecniche abilitative, ciò può ottenersi potenziando le possibilità di inserimento lavorativo attraverso politiche economiche e sociali rivolte alle persone con disabilità, organizzando i servizi di tutorato ad hoc e reagendo ad ogni forma di “stigmatizzazione”. >
Maggiore impegno etico-politico per la cura dell’autismo Secondo i bioeticisti appare coerente: “favorire la formazione più specialistica degli insegnanti di sostegno nei diversi ordini e gradi dell'istruzione scolastica; favorire la creazione di cooperative sociali che prevedano una percentuale di soggetti con disabilità; > promuovere la creazione di centri diurni che favoriscano l'integrazione e attività lavorative, secondo programmi educativi-abilitativi personalizzati, in sinergia con i servizi di psichiatria; > promuovere e al tempo stesso monitorare il sorgere di comunità protette per adulti con autismo grave, vigilando sulle garanzie date in merito alla qualità dei servizi, alla formazione del personale, all’organizzazione della struttura, al fine di assicurare la migliore qualità di vita e la maggiore autonomia possibile delle persone a cui sono destinate”.
Infine, secondo il Cnb è doveroso “prendersi cura delle famiglie con persone con autismo attraverso politiche sociali ad hoc, garantendo loro sostegno assistenziale ed economico. L’insieme di queste misure trova giustificazione nella considerazione dell’autismo, come in genere nelle disabilità fisiche e mentali, non secondo una classificazione medica strettamente intesa, ma secondo una prospettiva complessa, di carattere bio-psico-sociale”.
La riflessione bioetica conduce, quindi, non ad argomentazioni ed affermazioni su “quali” principi etici debbano prevalere, ma a “raccomandazioni” sulle buone pratiche per la realizzazione di principi tanto condivisi sul piano teorico quanto disattesi o incompiutamente ossequiati nella pratica. Una bioetica - in definitiva - che si piega dal piano teorico a quello dell’analisi della realtà, dando ascolto alle voci che vengono dal mondo dell’autismo, alle loro ripetute denunce sui tanti diritti non realizzati, per sollecitare un maggiore impegno etico-politico per la “cura” delle persone con autismo.
L’attuale legislatura dedichi attenzione ai problemi della disabilità “Sul piano legislativo – riconosce il Cnb – vi è stato negli ultimi decenni un progressivo miglioramento del quadro generale e particolare nel quale inquadrare l’aiuto offerto dallo Stato, in rapporto anche ad una evoluzione favorevole della pubblica opinione in molti Paesi europei, verso l’affermazione della dignità del soggetto autistico e l’eliminazione di ogni discriminazione e stigmatizzazione. La consapevolezza di questo innegabile aumento di tutela e sensibilità è stata riaffermata anche nelle audizioni, accompagnata tuttavia da una profonda delusione per le insufficienze nell’attuazione delle diverse leggi”.
Il Cnb, conclude il parere “auspica che anche nell’attuale legislatura sia dedicata altrettanta attenzione ai problemi della disabilità. Esprime tuttavia una viva preoccupazione per i rischi di un’eccessiva frammentazione normativa. Sarebbe opportuno privilegiare una legislazione unitaria per principi, che poi lasci ai processi regolamentari e/o amministrativi, l’adattamento alle specifiche situazioni ed esigenze”.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Volevo ringraziarti, Daniela, per questo preziosissimo lavoro che metti a nostra disposizione, permettendoci, ameno a me, di avere in visione velocemente molte delle cose più recenti sull’autismo. Tutte le volte penso che questo lavoro, a mio avviso così prezioso, dovrebbe poter essere messo in qualche luogo virtuale consultabile da più persone. Il documento è molto interessante e bello. Io sentirei il bisogno di discutere su chi, davvero, deve prendere in carico gli adulti, visto che in genere chi si occupa di disabilità in Italia non sono gli psichiatri, bensì i medici che fanno parte delle Unità Multidisciplinari per gli adulti. Individuare correttamente i medici che devono occuparsi di adulti autistici, soprattutto dei più gravi, credo sia indispensabile per costruire percorsi seri e reali. Volevo inoltre ringraziare Liana Baroni per aver nominato il nostro Centro. Grazie ancora. Buone ferie a tutti. Vera Stoppioni Da: [email protected] [mailto:[email protected]] Per conto di daniela marianicerati Inviato: sabato 10 agosto 2013 10:18 A: lista autismo-biologia Oggetto: [autismo-biologia] documento comitato nazionale di bioetica del primo agosto 2013 Il primo agosto scorso è stato pubblicato un importante documento del Comitato Nazionale di Bioetica sul tema “DISABILITÀ MENTALE NELL’ETÀ EVOLUTIVA: Il CASO DELL’AUTISMO” Il documento è in rete http://www.governo.it/bioetica/pdf/Disabilita_mentale_autismo.pdf Un’ampia sintesi del documento si trova sul Quotidiano Sanità.it del 09-08-2013 che di seguito copio. Ora dobbiamo vigilare perché non continui la consuetudine italiana di avere ottime norme costantemente disattese Autismo. Comitato bioetica: "Manca approccio unitario. Tra medici, servizi e famiglie" Occorre dare una risposta organica alle persone colpite da autismo e alle loro famiglie. Dall'integrazione tra saperi medici alla necessità di una ricerca "traslazionale". Fino all'opportunità di una normativa nazionale unitaria che si limiti ai "principi" generali che lasci poi spazio alle singole amministrazioni per interventi ad hoc. Il parere del Cnb. ROMA. Il parere del Comitato nazionale per la bioetica dal titolo “Disabilità mentale nell’età evolutiva: il caso dell’autismo” è stato preparato nel corso di più di un anno, durante il quale sono state svolte una serie di audizioni con rappresentanti delle associazioni di persone con autismo e dei loro familiari, che hanno costituito, per altro, un costante punto di riferimento nella stesura del parere. In questo documento il Comitato non si propone un approfondimento sistematico di tutti gli aspetti assistenziali: vuole, invece, richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un settore complesso della disabilità che richiede non solamente l’impegno dei pediatri di base o specialisti, ma anche la strutturazione di una fitta rete di collegamenti stabiliti dagli stessi con neuropsichiatri infantili, psicologi, psichiatri, varie figure professionali socio- sanitarie operanti sul territorio, educatori e operatori scolastici, nonché una forte collaborazione con neurobiologi per l’avanzamento della ricerca e da ultimo (ma certamente in primo piano) con le famiglie, le Associazioni che le rappresentano ed il volontariato. Il gruppo di lavoro, coordinato dal professor Adriano Bompiani (deceduto lo scorso 18 giugno) insieme ai Professori Salvatore Amato e Marianna Gensabella, ha inoltre organizzato numerose audizioni allo scopo di conoscere, dalla voce di coloro che vivono quotidianamente l’esperienza dell’educazione e della cura del bambino e dell’adolescente autistico, i nodi ancora irrisolti di un faticoso percorso di abilitazione ed integrazione. Raccomandazioni essenziali. Dal punto di vista della bioetica e del biodiritto le raccomandazioni essenziali, si legge nel parere, “possono essere così riassunte: promuovere il potenziamento della ricerca sull’evoluzione dei disturbi dello spettro autistico durante il ciclo della vita e sui trattamenti terapeutici adeguati anche all’età adulta con una ricerca traslazionale che superi il gap oggi esistente fra l’avanzamento delle conoscenze sia biologiche che neuroscientifiche in laboratorio e la ricerca sul campo, di cui è necessario uniformare le regole di comunicazione e di controprova secondo i più aggiornati criteri di oggettività; garantire il diritto alla scelta consapevole delle cure, attraverso la richiesta del consenso informato ai genitori o al soggetto, nel caso sia un adulto in grado di intendere e volere, prima di ogni trattamento – nel presupposto che ogni trattamento può se non esiste ipotesi di efficacia attendibile essere per ciò stesso una dannosa perdita di tempo e di energia – richiesta che deve prevedere un’informazione ampia sui diversi trattamenti disponibili e sulle relative ipotesi di efficacia; garantire il diritto alla cura della salute attraverso la verifica ed il mantenimento della diagnosi, ed assicurare la continuazione di interventi educativi- adeguati alla patologia e all’età nel corso dell’intera traiettoria di vita; ricorrere agli interventi farmacologici solo nell'interesse della persona; garantire il diritto allo sviluppo delle capacità non limitandosi a fornire all’adolescente e giovane adulto autistico solamente una mirata capacità esecutiva, ma curando anche una adeguata preparazione culturale secondo le capacità dimostrate dal soggetto; non disperdere i risultati del possibile miglioramento delle capacità esecutive, ottenibili con alcune delle tecniche abilitative, ciò può ottenersi potenziando le possibilità di inserimento lavorativo attraverso politiche economiche e sociali rivolte alle persone con disabilità, organizzando i servizi di tutorato ad hoc e reagendo ad ogni forma di “stigmatizzazione”. Maggiore impegno etico-politico per la cura dell’autismo Secondo i bioeticisti appare coerente: “favorire la formazione più specialistica degli insegnanti di sostegno nei diversi ordini e gradi dell'istruzione scolastica; favorire la creazione di cooperative sociali che prevedano una percentuale di soggetti con disabilità; promuovere la creazione di centri diurni che favoriscano l'integrazione e attività lavorative, secondo programmi educativi-abilitativi personalizzati, in sinergia con i servizi di psichiatria; promuovere e al tempo stesso monitorare il sorgere di comunità protette per adulti con autismo grave, vigilando sulle garanzie date in merito alla qualità dei servizi, alla formazione del personale, all’organizzazione della struttura, al fine di assicurare la migliore qualità di vita e la maggiore autonomia possibile delle persone a cui sono destinate”. Infine, secondo il Cnb è doveroso “prendersi cura delle famiglie con persone con autismo attraverso politiche sociali ad hoc, garantendo loro sostegno assistenziale ed economico. L’insieme di queste misure trova giustificazione nella considerazione dell’autismo, come in genere nelle disabilità fisiche e mentali, non secondo una classificazione medica strettamente intesa, ma secondo una prospettiva complessa, di carattere bio-psico-sociale”. La riflessione bioetica conduce, quindi, non ad argomentazioni ed affermazioni su “quali” principi etici debbano prevalere, ma a “raccomandazioni” sulle buone pratiche per la realizzazione di principi tanto condivisi sul piano teorico quanto disattesi o incompiutamente ossequiati nella pratica. Una bioetica - in definitiva - che si piega dal piano teorico a quello dell’analisi della realtà, dando ascolto alle voci che vengono dal mondo dell’autismo, alle loro ripetute denunce sui tanti diritti non realizzati, per sollecitare un maggiore impegno etico-politico per la “cura” delle persone con autismo. L’attuale legislatura dedichi attenzione ai problemi della disabilità “Sul piano legislativo – riconosce il Cnb – vi è stato negli ultimi decenni un progressivo miglioramento del quadro generale e particolare nel quale inquadrare l’aiuto offerto dallo Stato, in rapporto anche ad una evoluzione favorevole della pubblica opinione in molti Paesi europei, verso l’affermazione della dignità del soggetto autistico e l’eliminazione di ogni discriminazione e stigmatizzazione. La consapevolezza di questo innegabile aumento di tutela e sensibilità è stata riaffermata anche nelle audizioni, accompagnata tuttavia da una profonda delusione per le insufficienze nell’attuazione delle diverse leggi”. Il Cnb, conclude il parere “auspica che anche nell’attuale legislatura sia dedicata altrettanta attenzione ai problemi della disabilità. Esprime tuttavia una viva preoccupazione per i rischi di un’eccessiva frammentazione normativa. Sarebbe opportuno privilegiare una legislazione unitaria per principi, che poi lasci ai processi regolamentari e/o amministrativi, l’adattamento alle specifiche situazioni ed esigenze”.
Da: Dott.ssa Vera Stoppioni Sanita <[email protected]> A: 'daniela marianicerati' <[email protected]>; 'Autismo Biologia' <[email protected]> Inviato: Lunedì 12 Agosto 2013 10:11 Oggetto: R: [autismo-biologia] documento comitato nazionale di bioetica del primo agosto 2013 Il documento è molto interessante e bello. Io sentirei il bisogno di discutere su chi, davvero, deve prendere in carico gli adulti, visto che in genere chi si occupa di disabilità in Italia non sono gli psichiatri, bensì i medici che fanno parte delle Unità Multidisciplinari per gli adulti. Individuare correttamente i medici che devono occuparsi di adulti autistici, soprattutto dei più gravi, credo sia indispensabile per costruire percorsi seri e reali. Vera Stoppioni Rispondo a Vera partendo da una frase del Vangelo “E’ l’uomo per il sabato o il sabato per l’uomo?” La divisione del SSN in settori è utile per favorire la specializzazione degli operatori al fine di rendere un miglior servizio agli utenti. Se il trattamento è complesso non si può pretendere che tutti gli operatori sappiano tutto di tutto e restino aggiornati su tutto. Sopra tutto se la patologia è relativamente rara occorre che i casi trattati da ciascun operatore in ogni anno siano sufficienti per tenerlo in esercizio. Così come i punti nascita vengono concentrati in pochi ospedali, dove la specializzazione degli operatori e l’organizzazione generale consente di fare fronte alle possibili emergenze, anche per l’autismo tutti gli esperti concordano sul fatto che vi debba essere un centro specializzato di riferimento . In altri settori è utile che chi si occupa di bambini si occupi solo di bambini e viceversa e quindi ben venga la divisione tra servizi per bambini e servizi per adulti. Per l’autismo la cosa è profondamente diversa. L’autismo è un tutt’uno. Ci sono cambiamenti legati all’età e al trattamento, ma c’è uno zoccolo duro che resta tale quale per tutta la vita. L’approccio abilitativo e farmacologico (là dove indicato) resta sempre quello. E allora la conclusione a cui sono arrivati molti di coloro che hanno preso per mano i bambini e li hanno accompagnati fino all’età adulta è stata quella di continuare a seguirli senza cesure artificiali, come il compimento dei 18 anni, quando i ragazzi con autismo continuano ad avere le stesse esigenze di accompagnamento, come succede per chi ha una protesi o per i diabetici in terapia insulinica. Il compianto Schopler, con il suo gruppo, ha iniziato a seguire bambini con autismo nei primi anni 70 e, quando la coorte dei suoi primi bambini ha raggiunto l’età adulta, ha compreso che non doveva abbandonarli, ma che doveva sostituire all’integrazione nella scuola l’integrazione in posti di lavoro normali, da cui il servizio di “Supported employment” http://teacch.com/clinical-services/supported-employment-1/introduction-to-m... servizio che puo’ essere dato non solo alle persone più capaci, ma anche ai meno abili, dal momento che si contempla anche il modello uno a uno nello spirito della riabilitazione in situazione. Schopler era così orgoglioso di questo servizio che, quando nel 2005 l’ho invitato a Bologna per parlare agli insegnanti delle scuole, ha proposto lui di parlarne. Schopler non ha potuto partecipare al convegno del 18 novembre 2005, ma la sua collaboratrice Kerry Hogan ha presentato la relazione sulla transizione all’età adulta e al lavoro supportato. La relazione si puo’ ascoltare integralmente al link http://tv.unimore.it/media/medicina/autismo/start.swf Una professionista che si occupa di autismo con grande competenza e dedizione faceva l’esempio dell’appaiamento di immagini uguali. Diceva: ad un adulto non diamo le immagini o gli oggetti da appaiare, ma gli facciamo togliere la roba dalla lavatrice e, tra le cose che deve fare, deve accoppiare le calze uguali. L’esercizio è lo stesso, ma adattato all’età anagrafica. In Italia un modello di organizzazione di servizi dalla culla alla tomba degno di essere conosciuto e imitato è quello della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone http://www.bambinieautismo.org/ Anche loro hanno iniziato dai bambini, ma, quando la prima coorte dei bambini da loro seguiti ha raggiunto l’età adulta, si sono resi conto che sarebbe stata una crudeltà mentale abbandonarli e hanno iniziato ad offrire servizi per adulti, dal laboratorio di ceramica agli week end di autonomia, alla foresteria per i frequentatori del laboratorio. Naturalmente, quando parliamo di centro, non parliamo tanto di un luogo fisico, ma di competenze, di gruppi multidisciplinari capaci di affrontare le diverse e gravi problematiche dell’autismo, dall’abilitazione alla somministrazione di psicofarmaci, quando necessaria, al sostegno economico alla persone e alle famiglie. Si dice che tutte le strade portano a Roma. Questo non è vero perché da Roma ci si puo’ allontanare, anziché avvicinare. Ci possono però essere diverse strade parallele ugualmente valide. Io credo che l’opzione sopra descritta, ovvero un unico gruppo di operatori che si occupa di autismo indipendentemente dall’età, sia una buona opzione, e in questa mia convinzione sono in buona compagnia. Se però altri realizzano servizi per l’età adulta di qualità in altro modo, la cosa mi fa solo piacere. Alla prossima Daniela Mariani Cerati Da:[email protected] [mailto:[email protected]] Per conto di daniela marianicerati Inviato: sabato 10 agosto 2013 10:18 A: lista autismo-biologia Oggetto: [autismo-biologia] documento comitato nazionale di bioetica del primo agosto 2013 Il primo agosto scorso è stato pubblicato un importante documento del Comitato Nazionale di Bioetica sul tema “DISABILITÀ MENTALE NELL’ETÀ EVOLUTIVA: Il CASO DELL’AUTISMO” Il documento è in rete http://www.governo.it/bioetica/pdf/Disabilita_mentale_autismo.pdf
Gentili componenti della lista, spero di far cosa gradita a chiunque si occupi di diagnosi di autismo segnalando che Hogrefe Editore ha da pochissimo reso disponibile per l’Italia la nuova versione di ADOS: ADOS-2. La nuova versione si caratterizza per la presenza del modulo Toddler, ovvero il modulo che si aggiunge ai tradizionali 4 moduli e che consente di effettuare una somministrazione strutturata già ai 12 mesi: un’innovazione concreta nella direzione della diagnosi precoce. ADOS-2 è proposto in 2 versioni: · Kit completo · Kit aggiornamento, destinato a coloro che già possiedono il kit completo nella precedente versione. Acquistando questo kit, il cliente riceve il materiale necessario a costituire il modulo Toddler oltre al nuovo manuale e ai nuovi protocolli di tutti i moduli, avendo a questo punto a disposizione un vero e proprio kit ADOS-2. Come ogni test proposto da Hogrefe Editore, particolare attenzione è stata posta al tema dei prezzi. Il kit completo ADOS-2 è proposto a € 2.580+iva, prezzo di gran lunga inferiore a quello normalmente offerto per la versione precedente e finalmente allineato agli altri paesi europei. Il kit aggiornamento è proposto a € 665+iva. Maggiori dettagli su ADOS-2 alla nostra pagina: http://www.hogrefe.it/it/catalogo/test/bambini-e-adolescenti/ados-2-autism-d... Al fine di venire incontro a piccoli centri privati e liberi professionisti che desiderano acquistare il kit completo, Hogrefe Editore è disponibile a avviare trattative private per dilazionare i pagamenti. L’accordo non prevede alcun intermediario finanziario e dunque si basa esclusivamente sulla fiducia reciproca tra cliente e editore. Dal 23 al 26 settembre si svolgerà il primo corso ADOS-2, a Roma. Per informazioni e iscrizioni: http://conferenze.hogrefe.it/ La giornata sul modulo Toddler sarà tenuta dalla d.ssa Costanza Colombi, International ADOS trainer. Per brevità, rimando alla visita del nostro sito www.hogrefe.it un approfondimento su Hogrefe Editore, per quanti ancora non ci conoscessero. Ringrazio per l’attenzione e per l’aiuto nella diffusione del contenuto di questa mail. Francesco Enrici *Marketing & Product Mgmt.* Hogrefe Editore srl Viale Gramsci 42 50132 Firenze Tel. +393920514197 www.hogrefe.it
participants (4)
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Armando Mazzoni -
daniela marianicerati -
Dott.ssa Vera Stoppioni Sanita -
Francesco Enrici