Il 2020-02-18 12:16 Claudia NICCHINIELLO ha scritto:
https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=8...
Al tema dell’insonnia di bambini e adolescenti con autismo dedica largo spazio anche la linea guida inglese pubblicata nell’agosto 2013 dal National Institute for Health and Care Excellence https://www.nice.org.uk/guidance/cg170 Un riassunto di detto documento è stato pubblicato sulla rivista British Medical Journal della quale a suo tempo ho tradotto alcuni stralci. Riporto la raccomandazione sui disturbi del sonno con alcuni miei commenti “Se un individuo ha problemi di sonno offri una valutazione volta ad identificare - Quale è il problema del sonno (per esempio: ritardo nell’addormentarsi, frequenti risvegli, comportamenti inusuali, problemi di respirazione, o sonnolenza durante il giorno) - Profilo del ritmo del sonno nell’arco delle 24 ore e cambiamenti di questo profilo - Se è regolare l’ora nella quale la persona va a letto e com’è l’ambiente in cui dorme - Presenza di comorbilità, in particolare quelle che determinano iperattività o altri problemi del comportamento - Livelli di attività fisica ed esercizio fisico durante il giorno - Possibile malattia organica o disagio (per esempio reflusso, dolore all’orecchio o ai denti, stitichezza o eczema) - Effetti collaterali di farmaci - Fattori individuali come relazioni emotive o problemi a scuola - L’impatto sui genitori, sugli altri membri della famiglia o su chi si occupa del soggetto Dall’analisi dei fattori favorenti l’insonnia deriva una conseguente strategia di comportamento per ripristinare un normale ritmo sonno-veglia. Solo se questa non funziona, la LG consiglia di usare i farmaci (non menziona quali) Se poi questi non funzionano, la LG consiglia di dare un po’ di sollievo alla famiglia allontanando per brevi periodi il figlio” In Inghilterra questo è possibile. Per quanto ne so io, in Italia questa possibilità non è data dal Servizio pubblico. E’ realistico il fatto che si contempli l’eventualità, tutt’altro che rara, che nessuno dei buoni consigli abbia efficacia e, dunque, che la terapia lasci il posto ad una assistenza alla famiglia più che all’individuo. Per quanto mi risulta, le famiglie con figli insonni, costrette a diventare loro pure insonni, in Italia vengono lasciate sole, mentre sarebbe opportuno istituire anche in Italia la prassi dei ricoveri di sollievo, finalizzati non solo a dare sollievo alla famiglia, ma anche a esaminare a fondo i fattori che favoriscono l’insonnia per giungere, quando possibile, a eliminare questo disturbo devastante. Daniela Mariani Cerati