Ho mandato questa risposta anche da un’altra casella di posta, ma mi dicono che non è stata recapitata, per cui la rimando Il 2024-10-30 22:15 Paola Giovannini ha scritto:
Ho letto diversi articoli sulle proprietà "miracolose" dei nuovi medicinali "tipo-Ozempic" per il trattamento del diabete ma utilizzati anche contro l'obesità e che sembrano promettenti sia come prevenzione per l'Alzheimer e come aiuto nel trattamento delle dipendenze.
Mi sono chiesta se ci sia qualche ricerca sulla possibilità che possano aiutare per il DSA. Paola
Bisogna anzitutto premettere una cosa fondamentale: un farmaco ha delle indicazioni per le quali sono state fatte delle sperimentazioni e pertanto è consigliato per quelle condizioni e solo per quelle. Nel caso della semaglutide ( principio attivo alla base di Ozempic) l’ Agenzia europea dei medicinali scrive quanto segue Ozempic è indicato per il trattamento di adulti affetti da diabete mellito tipo 2 non adeguatamente controllato in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico • come monoterapia quando l’uso di metformina è considerato inappropriato a causa di intolleranza o controindicazioni • in aggiunta ad altri medicinali per il trattamento del diabete. https://ec.europa.eu/health/documents/community-register/2022/20220921156758... Le eventuali altre indicazioni sono oggetto di ricerca e, per diventare terapie, devono passare attraverso sperimentazioni prima di laboratorio, poi su modelli animali, poi, se le prime fasi sono promettenti, sull’uomo. Per quanto riguarda semaglutide e autismo è appena stato pubblicato il seguente lavoro Hussein MH, Alameen AA, Ansari MA, AlSharari SD, Ahmad SF, Attia MSM, Sarawi WS, Nadeem A, Bakheet SA, Attia SM. Semaglutide ameliorated autism-like behaviors and DNA repair efficiency in male BTBR mice by recovering DNA repair gene expression. Prog Neuropsychopharmacol Biol Psychiatry. 2024 Dec 20;135:111091. doi: 10.1016/j.pnpbp.2024.111091. Epub 2024 Jul 18. PMID: 39032854. Gli autori hanno somministrato semaglutide a topi BTBR ,un modello animale di autismo idiopatico. Hanno riscontrato che un trattamento ripetuto con semagliutide diminuiva i comportamenti simil autistici senza interferire con l’abilità motoria. La semaglutide mitigava il danno spontaneo del DNA e ne migliorava l’efficienza della riparazione. Inoltre la somministrazione di semaglutide favoriva il miglioramento del bilanciamento delle reazioni di ossidazione e antiossidazione. Gli autori concludono “ This suggests that semaglutide holds great potential as a novel therapeutic candidate for treating ASD traits” Questo è una sperimentazione che sarebbe bene venisse replicata. Poi il passo dal topo all’uomo è tutt’altro che breve. In ogni caso pare che sia una strada da percorrere Daniela Mariani Cerati