Ringrazio, a nome degli iscritti alla lista, il Professor Antonio Persico, che ci dà la possibilità di scaricare in anteprima un articolo che in realtà è un trattato di psicofarmacologia dell’autismo, da studiare con attenzione e da tenere per consultazione. Vorrei sottolineare l’affermazione “Naturalmente nulla può sostituire l'esperienza clinica, ma insieme agli altri co-autori ci auguriamo che questo grande sforzo di revisione complessiva della Letteratura ed i successivi due contributi promuovano un utilizzo dei farmaci nell'autismo più razionale e "basato sull'evidenza". Credo che nessuno possa essere in disaccordo con questa affermazione, ma l’acquisizione di esperienza cinica nella prescrizione dei farmaci va favorita con una organizzazione ad hoc. Prescrivere farmaci alle persone con autismo è cosa difficile e irta di insidie, come molti di noi sanno e come si evince dall’articolo, nel quale più volte si sottolinea la “interindividual variability” “The great interindividual variability present in ASD also spans clinical response to psychoactive drugs and side effect sensitivity. Clinicians experience a lower level of predictability when prescribing a drug to children with ASD, compared to children with other idiopathic neurodevelopmental disorders (ADHD, OCD, anxiety disorders, affective disorders, etc)” L’accumulo di esperienza è possibile solo se la prescrizione viene fatta da un centro multidisciplinare esperto che vede un grande numero di casi e li segue nel tempo, in collaborazione con medici internisti e specialisti dedicati, con le famiglie e con i servizi educativi e sociali. Il farmaco su cui si sono fatte più sperimentazioni è il Risperidone, che viene prescritto a moltissimi bambini e adulti con autismo. Ma Persico e colleghi riportano che i responders al farmaco sono poco meno del 70% (Arnold et al. (2003) ) e dunque i prescrittori devono avere una seconda linea di strategie terapeutiche. Stessa cosa per l’aripiprazolo (Despite its proven efficacy and tolerability, aripiprazole has a sizable positive effect for irritability and hyperactivity in approximately 30-50% of ASD children and adolescents, with approximately two thirds either not responding or still showing residual symptoms in need of add-on therapies (Masi et al., 2009; Owen et al., 2009). Nell’articolo si dice che, in caso di insuccesso dei farmaci più sperimentati, puo’ essere lecito provare farmaci per i quali le sperimentazioni controllate sono inesistenti e i possibili effetti indesiderati sono importanti, come la clozapina; oppure si possono tentare combinazioni di farmaci, per alcune delle quali c’è qualche timida sperimentazione, (several add-on therapies, such as N-acetylcysteine, memantine and pioglitazone, may enhance the positive effects of risperidone on reducing behavioral symptoms in ASD (Nikoo et al., 2015; Ghaleiha et al., 2013, 2015)). Altri farmaci vengono menzionati come "add/on therapies", tra cui buspirone e amantadina in aggiunta al Risperidone. Solo un centro specialistico che abbia in cura qualche centinaio di casi può formarsi un’esperienza utile per la prescrizione di psicofarmaci a utenti così problematici. La prescrizione di psicofarmaci poi deve sempre essere affiancata dalla collaborazione con internisti e altri specialisti dedicati per non rischiare di prescrivere psicofarmaci a chi ha gravi problemi medici ed esprime il proprio dolore o il proprio disagio con comportamenti problema. Un altro vantaggio della concentrazione dei casi in un unico centro è la possibilità di fare sperimentazioni di nuove terapie, cosa di cui c’è un bisogno vitale per i disturbi dello spettro autistico Daniela Mariani Cerati Il 2021-05-12 23:41 Antonio Persico ha scritto:
Cari iscritti,
Ho il piacere di inviarvi il link alla Review sistematica sulla psicofarmacologia dell'autismo che è stata appena pubblicata su Progress in Neuro-Psychopharmacology & Biological Psychiatry. Se cliccate sul link, in alto a sinistra troverete "Download pdf" che vi permetterà di scaricare il file contenente le tabelle con tutti i trial randomizzati controllati. Se poi scendete giù dopo le Conclusioni, troverete i file del materiale supplementare. Possono essere utili, perché contengono tutti gli studi "in aperto" e i case report, con dettagli di interesse clinico non secondario.
https://authors.elsevier.com/a/1d1AY-Ly9N%7EYL [1]
Questo primo articolo ("part I") riguarda la psicofarmacologia attualmente in uso nella pratica clinica; stiamo ora lavorando al secondo articolo ("part II"), che invece riguarda tutti gli studi presenti sul sito ClinicalTrials, che rappresentano le terapie innovative attualmente in fase di studio. Infine concluderemo con un articolo nel quale, analizzando la farmacologia partendo dalle evidenze complessive presentate nei primi due articoli, insieme a due straordinari esperti come Benedetto Vitiello e Celso Arango, cercheremo di fornire al lettore algoritmi ragionati riguardo la scelta dei farmaci di prima/seconda opzione per ogni sintomo e uno schema di dosaggio ragionato. Naturalmente nulla può sostituire l'esperienza clinica, ma insieme agli altri co-autori ci auguriamo che questo grande sforzo di revisione complessiva della Letteratura ed i successivi due contributi promuovano un utilizzo dei farmaci nell'autismo più razionale e "basato sull'evidenza".
Buona serata a tutti !
Antonio Persico
_Antonio M. Persico_
_Professore di I Fascia in Neuropsichiatria Infantile e dell'Adolescenza_
_Università di Messina_
_& Responsabile del Programma Interdipartimentale “Autismo 0-90” _
_A.O.U. Policlinico "Gaetano Martino"_
_via Consolare Valeria, 1_
_98125 Messina_
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