Il 2024-06-29 21:16 daniela ha scritto:
La Professoressa Marina Marini è nota agli iscritti a questa lista in quanto interviene spesso con messaggi di grande spessore. Ne cito uno per tutti al link
https://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2019-March/003421.html
dove delinea il suo pensiero in merito a nuove prospettive di ricerca sull’autismo.
Negli ultimi 12 anni, da che ha iniziato a occuparsi della biologia dell'autismo, ha messo a fuoco, insieme a colleghi e collaboratori di grande valore, la presenza di stress ossidativo e di neuro-infiammazione nei portatori di autismo, aspetti che anche altri gruppi di ricerca hanno poi confermato. Capire l'origine di queste alterazioni e il motivo per cui i meccanismi omeostatici non sembrano in grado di contrapporsi ad essi è uno degli aspetti della sua ricerca attuale, con la convinzione che una migliore conoscenza della biologia dell'autismo possa suggerire, come lei stessa dice nel messaggio citato “ interventi con nutraceutici, integratori alimentari ecc. volti a correggere le alterazioni periferiche riscontrate nei pazienti ASD. Si tratta di percorsi già in parte saggiati, di cui si è anche data notizia in questa newsletter, ma che richiedono tanta ricerca perché gli interventi possano essere iscritti alla medicina basata sull’evidenza.
Perché gli interventi possano essere iscritti alla medicina basata sull’evidenza sono necessarie sperimentazioni ad hoc sia su singoli nutraceutici e/o integratori, sia sugli stessi in associazione quando le associazioni sono ritenute sinergiche. Queste sperimentazioni, a loro volta, richiederebbero la verifica di parametri clinici e biologici, per capire, ad esempio, se il paziente ha una carenza e se l'intervento nutraceutico la risolve, così come per capire se le manifestazioni cliniche nella malattia sono alleviate dall'intervento. Si tratta di studi da pianificare con cura, scegliendo le valutazioni più opportune, poiché il costo delle stesse e dell'organizzazione non è irrilevante . Ci sarebbe un enorme bisogno di fare questo tipo di sperimentazioni, che dovrebbero essere incoraggiate e non ostacolate dai comitati scientifici ed etici, come purtroppo sta avvenendo. Le sperimentazioni di farmaci nuovi devono essere coperte da assicurazioni nei confronti dei pazienti in quanto un farmaco nuovo potrebbe dare effetti indesiderati anche gravi ancora sconosciuti I nutraceutici e integratori, che vengono già usati ubiquitariamente al di fuori della “evidence based medicine”, hanno una scarsissima probabilità di dare effetti indesiderati. Ciò nonostante, alcune sperimentazioni sono state rese impossibili dall’entità cospicua del costo delle assicurazioni richiesta dalle aziende sanitarie. Insomma, dove ci vorrebbe l’acceleratore, molte aziende sanitarie mettono il freno a mano. Daniela MC