Il 2020-11-07 18:35 gr0457 ha scritto:
Ho già segnalato in precedenza come la ricerca sui disturbi dello spettro autistico stia evolvendo anche secondo modalità diverse dalla ricerca biologica ed a tale proposito segnalo ora l'articolo di Nature Biotechnology novembre 2020 relativo alla approvazione da parte della FDA negli USA della prima Terapia Digitale per il trattamento della ADHD (disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività) : "First video game to treat disease gains FDA okay - The prescription-only game is said to improve attention function in children with attention deficit hyperactivity disorder ADHD" https://www.nature.com/articles/s41587-020-0726-6#:~:text=The%20prescription...).
Ho letto l’articolo citato dal Dottor Recchia da cui copio alcuni stralci “The prescription-only game is said to improve attention function in children with attention deficit hyperactivity disorder (ADHD)” Una gran parte delle persone con autismo ha anche problemi di disattenzione e pertanto il video gioco potrebbe essere utile anche a chi ha la diagnosi di autismo. Questo nel contesto di un programma educativo personalizzato, guidato da professionisti esperti, che si rivolga a tutte le aree dello sviluppo, che monitori i risultati nel tempo, con attenzione non solo agli sperabili effetti benefici, ma anche ai possibili effetti avversi, come l’eccessivo attaccamento al computer con rifiuto di dedicarsi ad altre attività. Questo effetto collaterale, che purtroppo si è verificato in alcuni ragazzini con autismo diventati bravissimi nell’uso del computer, è favorito da una delle due caratteristiche proprie dell’autismo: gli interessi ristretti e ripetitivi, che possono purtroppo diventare maniacali e pervasivi. “Companies that want to claim, or advertise, that their software treats or diagnoses disease typically must receive clearance from the FDA before selling it to consumers” Questo dovrebbe valere per tutto ciò che aspira a chiamarsi terapia: passare attraverso sperimentazioni controllate e, grazie a queste se risultate positive, ottenere l’autorizzazione di un organo di controllo, che in USA è l’FDA, in Italia potrebbe essere il Ministero della Salute. Se poi qualcosa, si tratti di un farmaco, di un approccio abilitativo o di un programma informatico, ha un valore terapeutico di documentata efficacia, questo dovrebbe essere dato gratuitamente a tutti coloro che ne possono trarre vantaggio. Della parola terapia non si dovrebbe abusare. Tutti hanno diritto agli sport, ai divertimenti, ai passatempi e al rapporto con gli animali. Ben vengano queste attività che, se considerate ricreative, non hanno bisogno di sperimentazioni controllate. L’esempio del video gioco di cui si parla ci dice che anche per opzioni diverse dai farmaci si puo’ e si deve passare attraverso la sperimentazione se si ambisce a chiamare qualcosa terapia Daniela Mariani Cerati