Il 2025-05-03 17:00 Piero Crispiani via autismo-biologia ha scritto:
Suggerisco di riservare l'attenzione al più rilevante processo di prevenzione/anticipazione delle condotte critiche, che sono sempre disadattive, espressioni di disadattamento, paura, non comprensione, disagio, ecc. in presenza di impossibile o inibita capacità comunicativa.
La prevenzione è senz’altro la prima cosa da fare sempre e comunque e in ogni situazione. Purtroppo essa non viene attuata in modo ottimale nella maggioranza dei casi e, anche quando essa viene attuata, il successo non è mai nel 100 per 100 dei casi, per cui è realistico prevedere casi di assenza o insuccesso della stessa nei quali si manifestano comportamenti reiterati di aggressività incontenibile. Opportuno pertanto è il fatto che L’ISS e il Ministero della Salute, in collaborazione con le Regioni e Province Autonome, stiano attivando la Rete nazionale per il riconoscimento, l’intervento tempestivo e l’appropriata gestione delle emergenze comportamentali https://osservatorionazionaleautismo.iss.it/rete-nazionale-emergenze-comport... Da una regione dell’Italia del sud ho ricevuto un SOS da parte della mamma di un trentenne che ha comportamenti aggressivi incontenibili. La mamma ha chiesto allo psichiatra del territorio se poteva ricoveralo per tarare la terapia farmacologica. Risposta "Mi dispiace, purtroppo i reparti psichiatrici non sono adatti” E se i reparti psichiatrici non sono adatti, quali reparti sono adatti? Evidentemente allo stato attuale nessuno. Da qui l’urgenza di creare strutture ad hoc sul modello di quanto avviene già ora alla Fondazione Sospiro, che per ora accetta solo pazienti lombardi e in ogni caso non potrebbe accettare pazienti da tutta Italia, perché sarebbero troppi, in quanto questa dolorosa situazione esiste ed è più diffusa di quanto non si pensi, anche se se ne parla poco. Daniela MC