Buongiorno, Grazie per aver riassunto le mie risposte, vorrei solo aggiungere alcune precisazioni riguardo a quanto ho scritto nell'email precedente, sperando che questo possa essere utile
"b) Non si sa di genotipi necessari e sufficienti per il fenotipo autistico, infatti vi sono portatori sani di geni presunti autistici e persone con tratti autistici senza quei particolari geni"
Non e' esattamente questo che intendevo dire. Infatti si conoscono gia' molti loci/geni che quando alterati causano il fenotipo autistico (ma ognuno di questi e' alterato in un piccolo numero di casi). In una review di Catalina Betancour ne sono stati contati piu' di cento, e molti altri devono essere ancora identificati...(http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006899310025916). Quello che intendevo dire e' che talvolta la situazione non sempre cosi' "bianco o nero". Ad esempio alcuni CNV hanno un chiaro ruolo patologico ma si manifestano associati a fenotipi piuttosto diversi tra loro.
2. Che utilità hanno le diagnosi genetiche senza conseguenze terapeutiche? a) Counselling riproduttivo rispetto alla ricorrenza (in media rischio del 10% variabile da 1-2% a 50% a seconda dell'eziologia genetica) b) Prevenzione delle complicazioni comunicative, relazionali e comportamentali con interventi psicoeducativi strutturati precoci
Credo che sia importante anche ribadire che la scoperta delle cause eziologiche e' fondamentale per stimolare la ricerca su nuovi target farmacologici piu' mirati. E' evidente che l'eziologia dell'autismo e' caratterizzata da un alto grado di eterogeneità (tante alterazioni in geni diversi, ognuna rara), ma e' plausibile che i geni implicati facciano parte di pathways comuni. Ogni singola alterazione genetica sara' quindi rara, ma diverse di queste potranno presumibilemtne essere "raggruppate" come facenti parte dello stesso pathway o meccanismo biologico, sul quale si potra' focalizzare la ricerca farmacologica. Cordiali saluti, Elena Maestrini
Sperando vi sia tempo, nell'evento di Ferrara su "Cos'è questa cosa chiamata autismo" citerò con la fonte i Quesiti & Risposte di D. Mariani-Cerati e E. Maestrini come segue:
1. Qual'è il peso delle malattie monogeniche nello spettro autistico?
a) le spiegazioni genetiche del fenotipo autistico comprendono - circa 5% sindromi note (X Fragile, mutazioni di PTEN, sindrome di Rett, sclerosi tuberosa, ecc) - circa 5% anomalie cromosomiche visibili citogeneticamente - 10-20% delezioni o duplicazioni submicroscopiche identificabili con i microarrays b) Non si sa di genotipi necessari e sufficienti per il fenotipo autistico, infatti vi sono portatori sani di geni presunti autistici e persone con tratti autistici senza quei particolari geni
3. Quanto pesano mutazioni e CNV nel determinare la prevalenza di maschi? a) Resta ancora non spiegata la preponderanza di maschi con autismo che, peraltro, non è così evidente nei casi senza disabilità mentale conclamata b) è plausibile un effetto soglia rispetto all'accumulo di molteplici piccole variazioni di DNA (e il cervello nel suo complesso è il tavolo di negoziazione tra genetica ed epigenetica fin da prima della nascita)
Con l'occasione esprimo riconoscenza per tutti i partecipanti al forum per gli stimoli teorici e pratico-politici che ci si dà reciprocamente in barba alle distanze geografiche e temporali che rendono impossibile dialogare in altro modo. I metodi diversi rischiano di farci credere che possano esistere verità diverse. Sarebbe questo un errore epistemologico oscurantista come avveniva ai tempi di Galileo...
Stefano Palazzi
On 31 Mar 2012, at 05:22, David Vagni wrote:
Sulla genetica (comprese le tecniche) ho recentemente fatto un'intervista al Dott. Sacco. Ne approfitto per rendervi partecipi:
Il giorno 27/mar/2012, alle ore 14.07, Elena Maestrini ha scritto:
Buongiorno,
Non ho visto il trafiletto su Repubblica di cui parla, quindi non mi posso riferire al contesto, ad ogni modo, molto brevemente: chromosome microarrays: si tratta di una tecnica di analisi del genoma che permette di rilevare la presenza di riarrangiamenti (delezioni o duplicazioni,cioe' perdita a acquisizione di tratti di DNA), di dimensioni piu' piccole di quelle normalmente visibili con la tradizionale analisi dei cromosomi (carioptipo). Questo permette di evidenziare alterazioni del DNA che potrebbero essere la causa di una patologia, come per esempio l'autismo, in un certo numero di casi. Tramite il microarrays pero' nono sono rilevabili le alterazioni della sequenza del DNA ancora piu' piccole, quelle che interessano una o poche basi. Cosa che invece e' possibile attraverso l'Exome sequencing Exome sequencing: permette di determinare la sequenza di tutte le porzioni del genoma che codificano per proteine
Spero che questo "riassunto" possa essere utile,
Cordialmente, Elena Maestrini
salve
leggo oggi, su Repubblica Salute
un piccolo box di Paolo Cornaglia Ferraris che cita appunto
chromosome microarrays e exome sequencing
qualcuno puo' fare un breve "riassunto" di quel che sta dietro queste espressioni?
grazie
Luca Egidio
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