Il 2023-11-17 19:21 [email protected] ha scritto:
Gentilissimi, sul sito di Angsa Marche abbiamo tradotto alcuni stralci di un recentissimo e interessante lavoro dal titolo “Prevalence of co-occurring conditions in children and adults with autism spectrum disorder: A systematic review and meta-analysis” (PREVALENZA DI CONDIZIONI CO-OCCORRENTI IN BAMBINI ED ADULTI CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO: UNA REVISIONE SISTEMATICA E UNA META-ANALISI).
Spero possa essere di interesse Riferimenti e link : http://www.angsamarche.it/2023/11/prevalenza-di-condizioni-co-occorrenti.htm...
Saluti cordiali Antonella Foglia ANGSA Marche
Tra le tante condizioni co-occorrenti El Baou e colleghi prendono in considerazione la depressione e l’ansia negli adulti con autismo El Baou C, Bell G, Saunders R, Buckman JEJ, Mandy W, Dagnan D, O'Nions E, Pender R, Clements H, Pilling S, Richards M, John A, Stott J. Effectiveness of primary care psychological therapy services for treating depression and anxiety in autistic adults in England: a retrospective, matched, observational cohort study of national health-care records. Lancet Psychiatry. 2023 Dec;10(12):944-954. doi: 10.1016/S2215-0366(23)00291-2. PMID: 37977697. https://www.thelancet.com/journals/lanpsy/article/PIIS2215-0366(23)00291-2/f... Essi partono dall’ipotesi che gli adulti con autismo abbiano una maggiore prevalenza di ansia e depressione rispetto ai coetanei, ma che si rivolgano meno ai servizi a ciò preposti. Qualora poi vi abbiano accesso, gli autori si chiedono quali siano gli esiti delle terapie psicologiche raccomandate per la depressione e l’ansia in quanto tali nelle persone con autismo e co occorrenza di depressione e ansia. A tal fine essi hanno raccolto i dati dalle cartelle elettroniche di 211 aree di servizi dedicati al miglioramento dell’accesso alle terapie psicologiche (Improving Access to Psychological Therapies (IAPT) ) relativamente agli individui che avevano ricevuto una terapia psicologica per le due condizioni sopra menzionate. Hanno preso in esame tutti gli adulti che avevano completato un ciclo di IAPT dal 2012 al 2019 e tra questi hanno isolato un sottogruppo che aveva una diagnosi co occorrente di disturbo dello spettro autistico e li hanno confrontati con un sottogruppo appaiato per fattori sociodemografici. Hanno poi esaminato gli esiti del trattamento con le seguenti valutazioni sicuro miglioramento sicura guarigione sicuro peggioramento Come outcome secondari venivano calcolati i cambiamenti tra prima e dopo il trattamento nei punteggi delle seguenti scale: Patient Health Questionnaire-9, Generalised Anxiety Disorder Assessment-7, and Work and Social Adjustment Scale measures. Tra i 2 515 402 adulti che avevano completato almeno due sessioni di IAPT negli anni 2012 – 2019, 8761 avevano una diagnosi di autismo. Sono quindi stati confrontati gli esiti dei trattamenti nel sottogruppo di persone con autismo con quelli del sottogruppo appaiato per fattori sociodemografici. Questi i risultati Durante il trattamento IAPT i sintomi di depressione e ansia generalizzata diminuivano per molti adulti con autismo, ma meno che nel gruppo di controllo (56,1% contro 61,7%; p<0·0001), mentre era più probabile che i sintomi peggiorassero (9,2% contro 7,2% del gruppo di controllo; p<0·0001). Gli autori ricordano che per gli adulti con autismo e co-occorrenti depressione o ansia la più recente rassegna sistematica ha rilevato che terapie psicologiche evidence-based, come la cognitive behavioural therapy (CBT) e la mindfulness therapy, potrebbero essere utili, specialmente quando questi trattamenti sono adattati alle peculiarità della loro condizione. Le terapie psicologiche in questione si basano sull’uso della parola, la cui comprensione è carente in molte persone con autismo da cui l’invito a fare un maggiore uso di materiale scritto, concreto e visivo . Non sorprende che nel campione oggetto dello studio fossero sotto rappresentati gli adulti con disabilità intellettiva, per i quali già il primo passo, quello della diagnosi della condizioni co occorrenti, è molto problematico, e ancor più lo è quello successivo, ovvero l’adattamento degli approcci psicologici alle difficoltà attentive e comunicative. Gli autori concludono “Differences observed between autistic adults and adults without identified autism suggest that research is needed to understand whether there might be autism-specific causal or maintaining factors for anxiety and depression that warrant developing specific treatments to target these components” Ritengo importante questo studio in quanto mette in evidenza le problematiche psichiatriche degli adulti con autismo e l’efficacia, anche se parziale, dei trattamenti non farmacologici. La somministrazione di tali trattamenti richiede una formazione e una expertise maggiore della somministrazione di farmaci. Si auspica pertanto che nel Servizio Sanitario Nazionale si formi un maggior numero di professionisti dediti alla cura degli adulti con autismo, capaci di adattare gli approcci psicologici, come la terapie cognitivo comportamentale e la mindfulness, alle persone con autismo, anche a quelle con disabilità intellettiva Daniela Mariani Cerati