Credo che sia molto interessante il racconto della neuroscienziata che, dopo 30 anni di studio della schizofrenia, ha perso lei stessa il ben della ragione a causa di un melanoma con localizzazioni cerebrali. For more than 30 years as a neuroscientist, I (B.L.) have studied mental illness, in particular schizophrenia, a devastating disease that often makes it difficult for patients to distinguish between what is real and what is not. So it was with some irony that, three years ago, I myself ended up losing my mind, losing touch with what was happening around me. In the long run, I have come to see that terrifying journey, which I detail in my book, The Neuroscientist Who Lost Her Mind, as a gift, both personally and professionally. https://www.the-scientist.com/?articles.view/articleNo/52098/title/A-Neurosc... La storia é a lieto fine perché, essendo la malattia mentale causata dal cancro, con la cura del cancro, risultata efficace, la scienziata ha ripreso il ben dell’intelletto. Le conclusioni dell’articolo dovrebbero essere fatte proprie da quanti hanno la possibilitá di finanziare ricerche serie sulle malattie mentali, a partire da quelle che iniziano in etá precocissime I am enormously grateful for the support of my colleagues at the NIMH, who believed in me and my recovery. I feel more deeply than ever the urgency of the work we are doing to find cures for mental illness. After enormous attention to and resources for cancer research, we have witnessed dramatic breakthroughs, which helped save my life. But the resources for research on mental illness lag far behind those devoted to other conditions. There is still so much we don’t understand about the brain, and so few new drugs or other treatments to care for it. Armed with my new understanding of how it feels to go insane, I’m more focused than ever on helping to find cures. Daniela Mariani Cerati
Gentili componenti della lista,
alla mia domanda: "volevo chiedere, per avviare una discussione comparativa, se negli ultimi 5 anni ci sono stati progressi sostanziali in qualche patologia, sindrome, disturbo, etc., contenuta nel DSM V. (e successivamente considerando anche 10-15 anni di orizzonte temporale)." Hanno risposto il Prof. Hanau e la Dott.ssa Mariani Cerati con Sindrome di Rett e Leucodistrofia metacromatica.
Premetto che sono molto riconoscente alla lista perché ospita anche i non addetti ai lavori e le loro domande; per questo non ho a pretendere né che le domande abbiano sempre senso o che siano interessanti, né che una risposta sia dovuta.
Detto questo, la sete di sapere e di conoscenza verso l’Autismo mi porta a raccogliere le informazioni che ho e a formulare nuove domande.
Ai miei occhi, ammesso che le risposte ricevute siano esaustive, sembra che il progresso sia molto poco e molto lento, per l’Autismo, ma non solo; sembrerebbe un problema diffuso per tutto il DSMV.
Quali sono le ragioni?
* Senza voler banalizzare studi, ricerche e progressi di un secolo di Medicina, siamo di fronte al cervello ancora come gli antichi si trovavano duemila anni fa di fronte al cielo stellato? * È solo un problema di scarsissimi investimenti nella ricerca? (Se si, vediamo perché non sono investimenti interessanti) * Le patologie mentali sono vittime di una mai realizzata convergenza scientifica tra psichiatria organicista, psicogenetica e psicologia, che penalizza il mondo accademico nel suo produrre conoscenza?
Grazie
Cordiali saluti
Il 24 aprile 2018 alle 0.46 Carlo Hanau <[email protected]> ha scritto:
vorrei fare l'esempio di AIRETT, per una delle sindromi comprese in F 84, la sindrome di Rett, F 104.2 http://www.airett.it/5x1000/cosa-abbiamo-fatto-con-il-tuo-5x1000/ Avendo trovato il gene MEC P2 si sono dedicati alla ricerca di base più che agli altri settori. Cordiali saluti Carlo Hanau
Il giorno 23 aprile 2018 17:41, < [email protected] mailto:[email protected] > ha scritto:
> > Grazie Daniela.
Volevo chiedere ai membri della lista se questa segnalazione
esaurisce la mia domanda; se sì, permettetemi di chiedere se la risposta è la stessa anche allargando l'orizzonte temporale a 10-15 anni.
Grazie Saluti AM
-----Messaggio originale----- Da: autismo-biologia <[email protected]
mailto:[email protected] > Per conto di [email protected] mailto:[email protected]
Inviato: domenica 22 aprile 2018 10:40 A: Autismo Biologia < [email protected]
mailto:[email protected] >
Oggetto: Re: [autismo-biologia] R: Un podcast attuale
> Volevo chiedere, per avviare una discussione comparativa, se
negli
> ultimi > 5 anni ci sono stati progressi sostanziali in qualche
patologia,
> sindrome, disturbo, etc., contenuta nel DSM V. > > Grazie > AM
Nel 2016 é stato pubblicato su Lancet un articolo che
riferisce di un arresto nella progressione della leucodistrofia metacromatica grazie ad una terapia genica messa a punto all’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica di Milano.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27289174
La leucodistrofia metacromatica é classificata dal DSM5 come
Disturbo neurocognitivo dovuto a una condizione medica e si trova nel capitolo delle Demenze.
Un resoconto divulgativo dell’articolo si trova a
http://www.lastampa.it/2016/06/22/scienza/benessere/leucodistrofia-metacroma...
http://www.lastampa.it/2016/06/22/scienza/benessere/leucodistrofia-metacroma...
Daniela MC
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-- Prof. Carlo Hanau già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari Università di Modena e Reggio Emilia e Università degli Studi di Bologna _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
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