Il 2025-01-13 11:02 Marco Basile via autismo-biologia ha scritto:
Buongiorno a tutti , grazie per le precisazioni dottoressa Cerati ma la realtà almeno in Campania , mi riferisco alle ASL, è ben diversa vedo molti bambini che tra i 5 e 7 anni prendono già Risperdal ed Abilify.....poi lei sa meglio di me che cosa può prevedibilmente succedere a questi bambini a 18 anni.
La realtà è molto diversa da quanto suggeriscono le linee guida non solo in Campania ma, credo, purtroppo, nel resto del mondo. La linea guida è un invito a cambiare rotta, a ripensare alla prassi attuale per migliorarla secondo quanto descritto in modo articolato nelle raccomandazioni ivi contenute
Nessun riferimento al CBD nonostante illustri dottori quali Keller, Coppola,Cillari, Polidoro, Marino, Pallanti, Striano lo usano con successo ed a differenza di Risperdal ed Abilify il CBD non provoca importanti e serie reazioni avverse al massimo la diarrea.
Perchè una linea guida possa raccomandare una terapia, questa deve aver superato con risultati positivi i “Randomized Controlled Trials”. Sono in corso i seguenti trials di cui aspettiamo gli esiti https://anzctr.org.au/Trial/Registration/TrialReview.aspx?ACTRN=126220004377... https://clinicaltrials.gov/study/NCT04745026 https://clinicaltrials.gov/study/NCT05015439 https://clinicaltrials.gov/study/NCT05212493 https://beta.clinicaltrials.gov/study/NCT03202303 Il medico ricercatore che più si è interessato al tema del CBD nell’autismo, Adi Aran, rispondendo a una mia mail, ha scritto “Several controlled studies have been completed recently and will be published soon. While safety seems OK, I would wait to evaluate efficacy. Take care, Adi Aran” E’ una buona notizia che diversi studi siano stati completati, cosa che purtroppo non sempre avviene. Adesso vi dovrà essere l’elaborazione dei dati e la pubblicazione I “case report” e le sperimentazioni in aperto sono importantissimi come punti di partenza. A questi, quando positivi, devono seguire sperimentazioni randomizzate controllate. Solo nel caso esse risultino positive da parte di più gruppi tra loro indipendenti, le linee guida potranno consigliarle. Daniela MC
Ing. Marco Basile
Il sabato 11 gennaio 2025 alle ore 14:49:37 CET, daniela via autismo-biologia <[email protected]> ha scritto:
Nelle “Raccomandazioni della linea guida sulla diagnosi e sul
trattamento di adulti con disturbo dello spettro autistico”, pubblicate
il 23 dicembre scorso dall’Istituto Superiore di Sanità, ampio spazio,
precisamente da pagina 254 a pagina 286, è dato ai farmaci
antipsicotici.
https://www.iss.it/documents/20126/8968214/Linea_Guida_ASD_adulti_dic2024.pd...
A pagine 263 “il Panel della Linea Guida sulla diagnosi e trattamento
del disturbo dello spettro autistico negli adulti, suggerisce di non
utilizzare farmaci antipsicotici in adulti con ASD senza disturbi dello
spettro schizofrenico (o altri disturbi psicotici) o comportamenti
problema”
A pagina 272 “Il Panel della Linea Guida sulla diagnosi e trattamento
del disturbo dello spettro autistico negli adulti, suggerisce di
utilizzare farmaci antipsicotici in adulti con ASD e co-occorrenza di
comportamenti problema”
La dizione comportamenti problema è molto aspecifica e con essa si
possono indicare comportamenti problematici sì, ma del tutto innocui,
che non giustificano la prescrizione di farmaci gravati da importanti
effetti indesiderati nel breve e ancor più nel lungo periodo. Per questo
motivo si precisa quanto segue “Il Panel, tenuto conto delle definizioni
di challenge behaviour presenti nella letteratura scientifica, specifica
che la raccomandazione va implementata in presenza di comportamenti
etero/autolesivi e/o distruttivi che comportano rischi significativi per
la salute e/o la sicurezza della persona e/o di altri”.
La linea guida invita ad un monitoraggio molto ravvicinato soprattutto
nelle fasi iniziali, ricordando la peculiarità della risposta ai farmaci
nelle persone con autismo, peculiarità che arriva anche all’effetto
paradosso
“Nelle prime fasi della somministrazione del farmaco antipsicotico è
importante inoltre tenere presente che, anche se raramente,
l’antipsicotico può peggiorare, anziché migliorare, i sintomi che hanno
condotto alla somministrazione del farmaco stesso”
La terapia farmacologica non deve mai essere la sola terapia, ma sempre
essere inserita nel quadro di un approccio globale “Prima di avviare il
trattamento con antipsicotici è necessario valutare se gli interventi
non farmacologici appropriati siano stati presi in considerazione e
adeguatamente implementati. Tali interventi possono anche includere la
modificazione di eventuali fattori di contesto che potrebbero aver
contribuito a innescare o alimentare la sintomatologia. Nelle PcASD
(Persone con disturbi dello Spettro Autistico) in trattamento con
antipsicotici, appropriati trattamenti non farmacologici devono essere
sempre presi in considerazione ed essere associati al trattamento
farmacologico “
Perchè queste raccomandazioni vengano messe in atto nella pratica e non
restino lettera morta bisogna prevedere una formazione specifica degli
operatori del Servizio Sanitario Nazionale e possibilmente la creazione
di servizi ad hoc, che potrebbero essere servizi fruibili per l’intero
arco della vita.
Chi prescrive psicofarmaci deve saper dialogare con colleghi medici
capaci di diagnosticare eventuali patologie organiche alla base dei
comportamenti problema e con operatori capaci di operare una diagnosi
funzionale degli stessi, che tenga conto anche di eventuali fattori
ambientali modificabili. Deve inoltre avere esperienza della peculiare
risposta ai farmaci delle persone con autismo, di quali siano i target
da monitorare, spesso rinunciando alla descrizione soggettiva,
impossibile per molto persone con autismo, deve saper dialogare con i
genitori e con le altre persone che vivono con il paziente e deve
prevedere una possibile deprescrizione.
Dal momento che l’esperienza si fa solo con l’esperienza, è difficile
pensare che tutto ciò venga messo in atto da uno psichiatra che vede
poche persone con autismo nella sua vita professionale. Da ciò
l’opportunità di prevedere servizi dedicati multiprofessionali, se non
si vuole correre il rischio che queste raccomandazioni sagge,
equilibrate e in linea con la letteratura scientifica più aggiornata
restino solo sulla carta.
Daniela Mariani Cerati
_______________________________________________
Lista di discussione autismo-biologia
Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale.
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