Riguardo al tema "adulti" riassumo l'iniziativa in corso presso il Dipartimento Assistenziale Integrato di Ferrara (cioè Ausl+Università). Dietro stimolo dei Distretti, a loro volta sensibilizzati dalle Associazioni, si sta procedendo a una verifica sistematica dei passaggi alla maggiore età. Non si tratta solo di autismo, ma sicuramente questo problema ne è la componente più emblematica che mette a prova la robustezza della nuova procedura (solo in parte coincidente con UVAR, UVM e le altre sigle che indicano riunioni multidisciplinari). La Provincia di Ferrara ha finanziato per un anno un operatore psicologo su un fondo provinciale ad hoc per gestire la riunione di passaggio dall'équipe di neuropsichiatria infantile alla rete dei servizi dell'età adulta. Alla riunione lo psicologo facilitatore invita le seguenti figure: il referente del caso per la npi, i genitori, le assistenti sociali sia del servizio minori sia del servizio adulti, il medico di medicina generale e - a seconda dei casi e della loro reperibilità - psichiatra, neurologo, fisiatra o lo specialista a cui fare riferimento per farmaci, ausilii o altro a partire dai prossimi mesi. Consideriamo che la riunione abbia pieno successo quando la famiglia e l'utente abbiano alla fine in mano data, ora, luogo e numero di telefono per il primo appuntamento dopo le "dimissioni" dall'équipe di npi. Il successo è ritenuto parziale se vi sono troppe defezioni o se l'appuntamento non si materializza. Parallelamente si stanno avviando iniziative di formazione per gli operatori dell'età adulta. Ad esempio i neuropsichiatri dell'infanzia adolescenza presenteranno un minicorso a psichiatri e altri operatori della salute mentale adulta in maggio. I temi sono le differenze tra ritardo mentale e autismo, gli psicofarmaci che usiamo, l'approccio psicoeducativo e quant'altro. Forse per paura di arrivare impreparati a questo incontro con i neuropsichiatri infantili, alcuni psichiatri si stanno preparando per proprio conto. Se diranno che la "disabilità" mentale è cosa diversa dalla "malattia" mentale, chiederemo loro che cosa resti della psichiatria se cessassero di seguire e riabilitare i casi cronici di schizofrenia, distimia, anoressia e così enumerando. Potendo rispondere alla mail di questo gruppo solo dall'indirizzo di lavoro, non mi è facile essere tempestivo nel partecipare alle interessanti e importanti conversazioni che vi si tengono e che leggo comunque regolarmente da casa. Ringrazio ad esempio con ritardo del materiale che mi è stato inviato su questo tema da varie persone. S. Palazzi