Il 2021-12-13 12:17 daniela ha scritto:
Il 2021-12-10 08:53 Enrico Toffolo ha scritto:
Segnalo diversi articoli di commento al recente documento della
"Lancet Commission on the Future of Care and Clinical Research in
Autism"
http://www.thelancet-press.com/embargo/AutismCommission.pdf
L’articolo di Lancet, dal titolo “The Lancet Commission on the future of care and clinical research in autism “ indica quali miglioramenti nella presa in carico delle persone con autismo di tutte le età si potrebbero realizzare nei prossimi cinque anni in tutti i paesi del mondo, in quelli a basso e in quelli ad alto reddito.
Il lungo articolo di Lancet dedica poche righe alla terapia farmacologica e queste righe non portano nulla di nuovo rispetto ad articoli analoghi scritti anni addietro. La ricerca biologica sull’autismo, e con essa la ricerca di approcci innovativi di tipo medico e non solo abilitativo, è partita tardi e sinora non ha avuto successo. Questo non dovrebbe essere un motivo per abbandonare queste ricerche, ma per affinarle ulteriormente, magari abbandonando l’idea che ci possa essere una terapia per l’autismo in quanto tale, ma suddividendo l’autismo in sottogruppi omogenei dal punto di vista biologico. Per quanto riguarda la posizione degli autori sugli psicofarmaci, essi li prendono in considerazione nel capitolo in cui parlano dell’età scolare e dell’adolescenza e non ne parlano per nulla nel capitolo sull’età prescolare. Ecco alcuni stralci dell’articolo nella mia traduzione “Per il deficit di attenzione con iperattività (ADHD) è consigliata una prova con gli psicostimolanti. L’irritabilità, l’aggressività, i comportamenti oppositivi e il comportamento severamente ripetitivo non sono diagnosi ma comportamenti che devono essere attentamente valutati in rapporto, prima di tutto, a fattori favorenti ambientali e medici (espressione di dolore o di malessere dovuto a malattie in diversi organi o apparati). Il primo approccio deve essere un parent training. Gli antipsicotici, come il risperidone e l’aripiprazolo, sono talvolta prescritti, idealmente dopo che sono stati provati altri approcci, benchè la loro efficacia e i loro effetti indesiderati siano più variabili e imprevedibili che in condizioni diverse dall’autismo. I prescrittori dovrebbero usare una prudente titolazione (iniziando con un dosaggio basso e aumentandolo lentamente) quando iniziano un farmaco per curare un comportamento o delle condizioni psichiatriche co occorrenti. Si richiede un’esperienza addizionale se si usano dosaggi al di fuori degli intervalli usuali (vedi tavola 3) Anche nell’adolescenza e nell’età adulta problematiche ambientali e talvolta mediche possono contribuire a fare insorgere comportamenti problematici per cui è importante considerare sempre questi fattori nella valutazione iniziale. I recenti progressi nello studio del genoma e in generale nelle neuroscienze stanno dando alcuni target per una manipolazione psicofarmacologica del sottostante terreno biologico, nella speranza che la conoscenza dell’eziologia con i relativi pathways possa avere ampie ricadute in molti settori, ivi compresi i segni e sintomi “core” dell’autismo. Alcuni composti che hanno come bersaglio l’equilibrio tra eccitazione e inibizione, alcuni mediatori della plasticità sinaptica (ad esempio l’acido gamma amino butorrico e i modulatori del glutamato) e i sistemi di neuropeptidi coinvolti nella percezione sociale, nella cognizione e nell’attaccamenteo sono già oggetto di sperimentazioni cliniche in bambini, adolescenti e adulti con autismo. Diversi disturbi mentali diventano evidenti durante l’adolescenza e gli adolescenti con autismo sono più vulnerabili a molti disturbi psichiatrici che si presentano anche negli adolescenti neurotipici............ In generale i trattamenti raccomandati per i disordini neuropsichiatrici co occorrenti con l’autismo devono essere modificati in funzione delle peculiarità dell’autismo. Questo vale per gli approcci comportamentali, psicologici e soprattutto per gli psicofarmaci. Le modificazioni vanno dal procurare informazioni multi modali e materiali adatti che comprendano guide visive al lavorare sulla comprensione delle emozioni al coinvolgimento cruciale dei genitori e di coloro che si prendono cura quotidianamente delle persone con autismo arrivando possibilmente a tutti gli ambienti di vita (scuola e casa). Molto importante è prendere in considerazione le peculiarità sensoriali di molte persone con autismo e i loro effetti sul comportamento. Dovrebbe essere generata un’evidenza da sperimentazioni ad hoc per dare linee guida su questi approcci specificamente modificati per l’autismo. In mancanza di questo dovrebbero essere apportate modificazioni basate sulle attuali conoscenze dell’autismo all’attuale pratica evidence based esistente per le condizioni co occorrenti…… Particolarmente importante in tutti i settori un approccio personalizzato e per gradi (stepped and personalized)" Daniela MC