________________________________ Da: Tiziano Gabrielli <[email protected]> A: Autismo Biologia <[email protected]> Inviato: Lunedì 14 Maggio 2012 10:32 Oggetto: [autismo-biologia] video Visconti sul Web (Adolescenza) Trovo che il quadro tracciato nell'interveno video della dott.ssa Visconti sia di una tragicità sconfortante. Pur stimandola e comprendendo che il suo è un assessment complessivo e generale della attuale situazione... sono sorpreso e dispiaciuto che manchi di giudizio di merito del quadro descritto e di quanto infine lo generi. Senza alcuna criticità dei postulati "lì in bella mostra" senza nemmeno ipotizzare dubbi della loro reale utilità se non proprio dell'esattezza... questo quadro non cambierà mai. Prima di iniziare un dibattito sulle suggestioni date dal messaggio di Tiziano Gabrielli, diamo il link all’intervento di cui si parla: la relazione di Paola Visconti al convegno sull’autismo organizzato da ANGSA e lions club il 12 maggio scorso a Bologna http://www.youtube.com/watch?v=dpenoTTfuwI http://www.youtube.com/watch?v=woLfIjDWo8E Io faccio alcune considerazioni di carattere generale iniziando con una citazione di Benedetto Croce il quale diceva che la storia non si fa né con i se nè con i ma. La storia, in questo caso la realtà dell’autismo nelle varie età, è quella che Paola descrive: nell’adolescenza alcuni inaspettatamente migliorano, il 30 per cento peggiora, e non è detto che questo peggioramento non sia reversibile, altri problemi compaiono e si sovrappongono a quelli preesistenti. In Alvise nell’adolescenza è comparsa la prima crisi epilettica; in altri compaiono delle malattie psichiatriche. Se un’abilitazione ottimale fatta nelle età precedenti possa migliorare la prognosi e prevenire alcune complicanze puo’ essere un auspicio, un’ipotesi da documentare, ma non una certezza. La relazione di Paola Visconti, al pari delle altre del convegno, è stata molto apprezzata da un pubblico numeroso e attento. Sarebbe bello raccontare delle favole a lieto fine, ma nei nostri convegni vogliamo presentare la realtà così com’è, anche quando questa è dolorosa. Naturalmente per migliorarla