video Visconti sul Web (Adolescenza)
Trovo che il quadro tracciato nell'interveno video della dott.ssa Visconti sia di una tragicità sconfortante. Pur stimandola e comprendendo che il suo è un assessment complessivo e generale della attuale situazione... sono sorpreso e dispiaciuto che manchi di giudizio di merito del quadro descritto e di quanto infine lo generi. Senza alcuna criticità dei postulati "lì in bella mostra" senza nemmeno ipotizzare dubbi della loro reale utilità se non proprio dell'esattezza... questo quadro non cambierà mai. Aggrappati ad una dottrina interpretativa del funzionamento degli autistici, dottrina che non sembra aver consegnato soluzioni così interessanti, visti i risultati generali.. non c'è il minimo tentativo di dare prospettive nuove, di aprire a dubbi e revisioni di un operare, che pur con meriti e demeriti, ci consegna una adolescenza indesiderabile. Figurarsi gli adulti. I comportamenti problema (oggi ridicolmente convertiti in "comportamenti non funzionali al sistema". Quale sistema? Di chi?); l'essenzialità della comunicazione - che però guarda caso non li risolve- ; la funzionalità dell'orrore (che diventa comunicazione); l'interpretazione comune e diffusa del funzionamento; la resa nemmeno tanto contrastata al trattamento farmacologico psichiatrico -50%- che semplicemente muta la sopportabilità sociale di un destino...peraltro già tracciato; ecc. ecc. Dove ci portano? Quali benefici? Che chiarezze abbiamo e diamo? Cosa dire ai prossimi genitori? Comprendo di non costituire l'ortodossia del contrasto all'autismo. Abbiamo abilitato nostro figlio LF (ben conosciuto dalla visconti) con risultati unici, rispetto ai coetanei, anche meglio dotati di lui. Abbiamo scritto un testo che nemmeno chi l'ha ricevuto, l'ha letto. Quindi non mi ergo a referente ma a perplesso. Come potete voi esimi scienziati ed esperti nazionali di autismo non chiedervi: "è proprio tutto vero quello che passa? E' così utile dare un senso logico a un CP disastroso? Avete visto risultati eclatanti (scomparsa dei CP) in persone a cui sia stata offerta una analisi funzionale del singolo problema? E' possibile, se non proprio certo, dubitare che questo castello sia così perfetto e logico? Quali dati scientifici ci sono per la funzionalità di stereotipie e CP? Gli stessi della non funzionalità. Ci serve perder tempo in un lavoro individualizzato e specifico di una deriva patologica singola (?) occupandoci a sprazzi di un intervento globale che non si perda nel patologico di ieri o di domani? Quale benefico a fare i ragionieri dei CP e lasciare nell'autismo i ns figli? Se abbiamo CP non stiamo lavorando bene in senso abilitativo. Questa è la verità. Perchè nessuno di voi ha un dubbio che consegnarsi, per via indiretta, all'approssimazione, alle spiegazioni a pagamento di tizio e caio, alle modificazioni ambientali... (nobilizzazione americana del ruolo di artificieri che così bene sanno fare i genitori adattandosi all'autismo dei figli)... distolga dal modificare il dis-funzionamento? Non basta, esimi scienziati, insegnare abilità limitate a loro stesse, ma per il loro tramite, bisogna che si impari a contrastare il disfunzionare autistico. Tiziano Gabrielli
________________________________ Da: Tiziano Gabrielli <[email protected]> A: Autismo Biologia <[email protected]> Inviato: Lunedì 14 Maggio 2012 10:32 Oggetto: [autismo-biologia] video Visconti sul Web (Adolescenza) Trovo che il quadro tracciato nell'interveno video della dott.ssa Visconti sia di una tragicità sconfortante. Pur stimandola e comprendendo che il suo è un assessment complessivo e generale della attuale situazione... sono sorpreso e dispiaciuto che manchi di giudizio di merito del quadro descritto e di quanto infine lo generi. Senza alcuna criticità dei postulati "lì in bella mostra" senza nemmeno ipotizzare dubbi della loro reale utilità se non proprio dell'esattezza... questo quadro non cambierà mai. Prima di iniziare un dibattito sulle suggestioni date dal messaggio di Tiziano Gabrielli, diamo il link all’intervento di cui si parla: la relazione di Paola Visconti al convegno sull’autismo organizzato da ANGSA e lions club il 12 maggio scorso a Bologna http://www.youtube.com/watch?v=dpenoTTfuwI http://www.youtube.com/watch?v=woLfIjDWo8E Io faccio alcune considerazioni di carattere generale iniziando con una citazione di Benedetto Croce il quale diceva che la storia non si fa né con i se nè con i ma. La storia, in questo caso la realtà dell’autismo nelle varie età, è quella che Paola descrive: nell’adolescenza alcuni inaspettatamente migliorano, il 30 per cento peggiora, e non è detto che questo peggioramento non sia reversibile, altri problemi compaiono e si sovrappongono a quelli preesistenti. In Alvise nell’adolescenza è comparsa la prima crisi epilettica; in altri compaiono delle malattie psichiatriche. Se un’abilitazione ottimale fatta nelle età precedenti possa migliorare la prognosi e prevenire alcune complicanze puo’ essere un auspicio, un’ipotesi da documentare, ma non una certezza. La relazione di Paola Visconti, al pari delle altre del convegno, è stata molto apprezzata da un pubblico numeroso e attento. Sarebbe bello raccontare delle favole a lieto fine, ma nei nostri convegni vogliamo presentare la realtà così com’è, anche quando questa è dolorosa. Naturalmente per migliorarla
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daniela marianicerati -
Tiziano Gabrielli