Il 2020-06-23 17:31 daniela ha scritto:
Nel numero di marzo 2020, vol 56(2), degli “Annali dell’Istituto Superiore di Sanità” c’è una lunga e approfondita monografia che riguarda i disturbi del neurosviluppo, la disabilità intellettiva e mentale in età adulta.
L’approccio medico tradizionale si propone di riportare l’integrità morfologica e funzionale in quegli aspetti della persona che sono stati colpiti da una condizione morbosa. Questo risultato è possibile solo in alcuni settore della medicina. In molti altri i medici, in collaborazione con altri professionisti, si devono porre obiettivi meno trionfali, ma non per questo meno importanti: aiutare i loro assistiti a sentirsi soddisfatti della loro vita nel modo a loro confacente e secondo i propri valori, che non necessariamente sono gli stessi che sono ritenuti importanti dalla loro comunità. Questo obiettivo apparentemente modesto, se raggiunto, puo’ migliorare grandemente la qualità della vita anche delle persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo. Il significato dell’espressione “Qualità della vita” ( Qol: quality of life) sembra semplice e intuitivo, ma non è così, soprattutto quando esso si riferisce alla vita di persone che hanno scarse capacità comunicative. Per questo negli ultimi decenni sono stati messi a punto numerosi test per misurarla, tenendo conto di molti fattori, alcuni comuni alle altre persone, altri specifici, come la valorizzazione di comportamenti non verbali da interpretare per valutare la qualità percepita da persone che non sanno usare i mezzi di comunicazione usuali, come le parole e i gesti. Marco Bertelli e colleghi hanno dedicato a questo tema un lungo e complesso articolo nella monografia dell’istituto Superiore di Sanità Reframing QoL assessment in persons with neurodevelopmental disorders Marco Bertelli, Carlo Francescutti and Ivan Brown https://www.iss.it/documents/20126/0/ANN_20_02_08.pdf/0bff53db-e9c0-7646-c48... Daniela Mariani Cerati