Da: "[email protected]" <[email protected]> A: "[email protected]" <[email protected]> Inviato: Giovedì 23 Febbraio 2012 13:37 Oggetto: [autismo-biologia] segnalazione segnalo questo articolo sulla genetica, liberamente accessibile, appena apparso sul New England Journal of Medicine: http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMra1114194 cordiali saluti Daniele Arisi Ringrazio Daniele Arisi per averci segnalato questo interessante articolo che si inserisce in una problematica molto attuale e con molti punti interrogativi. Qual’ è il peso delle malattie monogeniche nello spettro autistico? Quanto pesano le mutazioni monogeniche o le CNV (copy-number variations) contenenti geni strategici nel determinare la grande prevalenza di maschi? Quale utilità ha fare diagnosi di alterazioni genetiche causali che non hanno per ora delle conseguenze terapeutiche? Le conoscenze in questo campo sono in continua evoluzione per cui è molto utile, soprattutto per i clinici, avere a disposizione delle reviews come quella segnalata. Per quanto riguarda le mutazioni genetiche singole a significato causale della disabilità intellettiva, che puo’ essere o meno associata ad autismo, lo studio del cromosoma X nei maschi offre il vantaggio che esso non è duplicato e quindi una sua mutazione, se patogena, ha un corrispettivo clinico. Un dato riferito dall’articolo è che sono note mutazioni in più di 90 geni sul cromosoma X che causano disabilità intellettiva e queste costituiscono circa il 10% dei casi di disabilità intellettiva nei maschi. “Mutations in more than 90 X-linked genes are now known to cause intellectual disability and account for about 10% of cases” Anche la fonte da cui questo dato è tratto è in rete al link ftp://senfiles.healthystartfv.org/Sort%20Literature%20Review%202000%20-%2020xx.Data/Ropers-2010-Genetics%20of%20Early%20On-1245358336/Ropers-2010-Genetics%20of%20Early%20On.pdf Da qui copio quanto segue: “91 different genes have been implicated in XLID, and mutations in 41 of these have been found in patients with NS-XLID” 91 differenti geni sono stati implicati nella disabilità intellettiva legata al cromosoma X e 41 di queste sono state trovate in pazienti con disabilità intellettiva X linked non sindromica. C’è in atto una vivace discussione, che è giunta anche in tribunale, sulla opportunità di fare diagnosi che non hanno conseguenze terapeutiche. Io evidenzierei due ragioni: la prima è che, se il rapporto causa effetto tra mutazione e quadro clinico è sicura, la famiglia smette di cercare altre cause; la seconda è l’opportunità di ricerca che dà la conoscenza di una singola mutazione che da sola puo’ causare disabilità intellettiva. Per ogni gene si puo’ studiare la sua funzione, da qui ampliare la nostra conoscenza sui meccanismo molecolari del funzionamento della mente e trovare nuovi target per farmaci innovativi. Nell’articolo del NEJM si parla anche di un altro argomento caldo: le CNV. Il fatto che esse esistano anche nella popolazione normale rende difficile sia una loro interpretazione che un loro uso a scopo diagnostico. Quello però che sta emergendo è che si iniziano a trovare CNV che non esistono nei soggetti sani, tra queste la delezione 17q21.31 “All 17q21.31 deletions that have been identified are de novo, and the deletion has never been seen in healthy control subjects. Its prevalence is estimated to be approximately 1 in 16,000 persons” Fa piacere leggere un articolo e sentirsi tanto ignoranti. Vuol dire che la ricerca è molto vivace e sta facendo un po’ di luce sui complicatissimi meccanismi del funzionamento del nostro intelletto. E come terapia? Nell’articolo c’è un accenno alla grande speranza del momento “Clinical trials are under way to test new therapies for the fragile X syndrome on the basis of the known function of FMR1.” Se un farmaco risultasse vincente, questo costituirebbe un rinforzo a proseguire nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci per le gravi alterazioni dello sviluppo intellettivo .