In questi ultimi anni sono stati pubblicati diversi lavori di neurofisiologia, biochimica, biologia molecolare e genetica riguardanti malattie che includono manifestazioni autistiche e che, quindi, dovrebbero interessare chi si interessa delle basi biologiche dell'autismo. Alcuni di questi articoli sono molto interessanti ma anche molto specialistici e quindi di difficile lettura anche per chi, come me, fa il biochimico di mestiere. Mi sarei quindi aspettato un dibattito o almeno una richiesta di chiarimenti su questi argomenti. Nulla di ciò è avvenuto. L'interesse della "comunità" era e continua ad essere focalizzato unicamente sulla dieta, le tossine ed i vaccini, argomenti che sono al centro dell'interesse del progetto DAN!, di Genitoricontroautismo ed di associazioni consimili, ma che non rientrano nel mio campo di interesse (altrimenti mi sarei già iscritto ad una di queste associazioni). Preso atto di questa situazione, non vedo alcuna ragione per mantenere in vita la lista "autismo-biologia" o quanto meno per continuare a permanere io in essa. Vi prego pertanto di depennare il mio nome e di non inviarmi più messaggi su questi argomenti. Costantino Salerno -----Messaggio originale----- Da: [email protected] [mailto:[email protected]] Per conto di daniela marianicerati Inviato: venerdì 11 maggio 2007 17.55 A: lista autismo-biologia Oggetto: [autismo-biologia] Inoltra: The Tehran Times 6 maggio 2007 Qualche settimana fa avevo segnalato un articolo in cui si ipotizzava una ritenzione di metalli pesanti nei bambini autistici sulla base di un esame dei capelli che evidenziava una diminuzione degli stessi, cosa interpretata dagli autori come indice di mancata eliminazione per carenza di enzimi detossicanti, in particolare del glutatione. Fombonne ha dato alcune anticipazioni al settimanale che inoltro di dati non ancora publicati, in cui ha dosato il mercurio, il maggiore incriminato, sui capelli e sul sangue di più di 70 bambini autistici e di controlli normali e sulle madri, senza trovare differenze statisticamente significative. Il NIH sta conducendo un trial in doppio cieco sulla chelazione. La motivazione, ben evidenziata sul sito, è il fatto che un numero crescente di famiglie sta praticando tale terapia e l'effetto placebo non manca mai. Se poi, nonostante le scarse premesse, il trial dimosterà efficacia almeno in alcuni probandi, saremo contenti di avere un'arma in più. Fombonne è molto scettico. Dice chiaramente che non c'è nessuna premessa razionale. Il dibattito è comunque aperto. Cordialità Daniela ___________________________________ L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail: http://it.docs.yahoo.com/nowyoucan.html