Gentilissimi, alcuni psichiatri in tutta Italia si occupano di Disturbi del Neurosviluppo e sono Analisti del Comportamento o almeno hanno frequentato i corsi di Alta Formazione dell'ISS. La prescrizione farmacologica è spesso legata a momenti di acuzie, in cui non sono disponibili informazioni comportamentali e sulle variazioni nella quotidianità del paziente (sonno, dolore, ritmi circadiani, alimentazione, etc). Sicuramente sarebbero necessari un monitoraggio farmacologico nel tempo ed una deprescrizione integrata (modello Neurocomportamentale), ma ancora manca nei servizi (residenziali e semiresidenziali, educativa) la competenza nell'osservazione strutturata e sistematica e la capacità di effettuare interventi specifici (comunicazione, tolleranza, etc). Se poi si pensa che stiamo parlando di persone adulte, mi chiedo che percorsi siano stati effettuati in precedenza e con quali esiti: è florido un mondo parallelo, privato, di interventi senza riflessione clinica e spesso senza adeguata formazione di chi li propone. Anche l'inefficacia di diete, psicoterapie e pseudoterapie (musica, cavallo, piscine) non è ribadita a sufficienza: svuotano le tasche delle famiglie e vanno a discapito (anche a scuola) di quelle autonomie che stanno alla base di adattamento e dignità. Noi, nel nostro piccolo, proviamo a cambiare. Saluti, il PIDS di Bologna ----- Messaggio originale ----- Da: "Autismo Biologia" <[email protected]> A: "Autismo Biologia" <[email protected]>, [email protected] Inviato: Martedì, 3 giugno 2025 12:49:25 Oggetto: Re: [autismo-biologia] deprescrizione di psicofarmaci Il 2025-06-02 22:49 azzaretti--- via autismo-biologia ha scritto:
Non vedo purtroppo la stessa sensibilità nel nostro paese e questo dipende a mio avviso da due vizi a monte. Il primo. Chi si occupa di autismo in età adulta (lo psichiatra) non conosce gli interventi educativi di supporto e dunque non sa che si può supportare efficacemente, in buona misura, la deprescrizione degli psicofarmaci. Il secondo (più grave). il nostro sistema sanitario non eroga alcun intervento non se non quello farmacologico, nonostante le indicazioni delle linee guida per gli adulti. Dunque tutto si gioca lì e sovente se un paziente ha dei problemi la prima risposta è l'innalzamento del dosaggio, a prescindere (innalzamento che poi diviene la norma, perchè quando il quadro si sistema a nessuno viene in mente che si possa pensare a tornare al dosaggio precedente)
In un messaggio alla lista scuola ho commentato il documento della SINPIA LA CONTINUITÀ DELLE CURE NEI DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO Documento approvato in Consiglio Direttivo SINPIA il 24 febbraio 2025 https://sinpia.eu/wp-content/uploads/2025/02/documento-continuita-di-cura-se... A proposito della presa in carico degli adulti copio da quel mio messaggio quanto segue “Per quanto riguarda la continuità longitudinale il documento dà per scontato che si continui nella organizzazione attuale secondo la quale c’è una divisione netta tra servizi per l’infanzia e l’adolescenza e servizi per l’età adulta. Ci possono essere soluzioni diverse per le diverse età della vita, tutte valide, ma io credo che per le disabilità complesse, di cui l’autismo fa parte almeno nei livelli 2 e 3, sarebbe preferibile un unico servizio per l’arco della vita, come già avviene in Istituzioni private, che potrebbero essere prese come modelli di buone prassi dal Servizio pubblico; vedi centro per l’autismo di Novara dell’Associazione Enrico Micheli https://www.centroautismomicheli.org/page.php?id=75#:~:text=Il%20Centro%20per%20l'Autismo%20di%20Novara%20%C3%A8%20gestito%20dall,dei%20Disturbi%20Pervasivi%20dello%20Sviluppo. e fondazione Bambini e autismo di Pordenone https://www.bambinieautismo.org/ E’ ottimo ciò che il documento della SINPIA scrive sull’affidamento dei minori con disturbi del neurosviluppo ai servizi per l’età adulta. Ma affidamento a chi? Una mamma presidente di un’associazione ANGSA provinciale scrive “io posso dire di avere un sostegno Sociale, ma dalla Sanità ho prestazioni inefficaci e pretestuose” La mamma di un trentenne con gravi comportamenti dirompenti scrive “Ho chiesto allo psichiatra …. se poteva ricoverarlo per tarare la terapia farmacologica e mi ha risposto: " mi dispiace, purtroppo i reparti psichiatrici non sono adatti” e le ha indicato un centro lontanissimo che notoriamente accetta solo utenti della sua regione. Ad un adulto con disturbo dello spettro autistico ed epilessia è stato prescritto un farmaco che era efficace per l’epilessia, ma che dava un’insonnia gravissima che teneva sveglia tutta la famiglia. Il neurologo, edotto della cosa, ha detto di continuare. Evidentemente l’insonnia non la considerava di sua competenza Questi sono esempi di malpractice che devono essere corretti, ma la presenza di équipe multidisciplinari, che tengano conto della complessità della situazione e non soltanto di un singolo sintomo credo che sia più realizzabile da parte di un servizio long life specificamente dedito all’autismo o, comunque, ai disturbi del neurosviluppo che da parte di diversi e disparati servizi, sanitari e sociali, che dovrebbero occuparsi di adulti con disturbi del neurosviluppo, ciascuno in modo settoriale. Daniela Mariani Cerati _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it Per cancellarsi inviare un messaggio a: [email protected] -- Dr.ssa Rita Di Sarro Direttore Programma Integrato Disabilità e Salute Centro ADHD e ASD adulti AUSL di Bologna Tel: 051-6597950; 348-3833923 Sostieni la ricerca dell'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche. Dona il tuo 5 per mille. CF 02406911202. Per maggiori informazioni visita il sito www.isnb.it