Da: Mauro Leoni <[email protected]> A: 'Autismo Biologia' <[email protected]>; 'daniela marianicerati' <[email protected]> Inviato: Mercoledì 28 Dicembre 2011 18:05 Oggetto: R: R: [autismo-biologia] I: MINORI. LIMITARE TERAPIE FARMACOLOGICHEE SPROPORZIONATA SEGNALAZIONE DSA Quello che si riscontra è infatti un ricorso molto forte alla terapia chimica allo scopo di intervenire sulle crisi comportamentali (es. aggressività o distruttività). Spesso questi interventi sanitari sono slegati dall’intervento educativo e dalla compliance famigliare e non rispettano le linee guida internazionali sul razionale d’uso degli psicofarmaci in genere e nel caso della sedazione. Tradotto, quello in cui frequentemente ci si imbatte è: “cocktail” di farmaci, frequenti ricorsi a terapie di natura sedativa-contenitiva, riduzione delle opportunità di stimolazione tipica-normtiva e comunitaria, crollo delle aspettative, evitamento di qualsiasi natura (fisico, sociale, culturale). Mauro Leoni A questo proposito vorrei raccontare una mi esperienza. Ho fatto vedere il documentario “Elle s’appelli Sabine” a un gruppo di studenti di scienza della formazione. Gli studenti erano fortemente impressionati e mi hanno chiesto “Ma è così anche in Italia?” supplicandomi con lo sguardo che io dicessi di no. E’ impressionante vedere Sabine a 38 anni: obesa, Parkinsonizzata, senza vitalità e vedere i flash back di lei ragazzina snella, aggraziata, agile. E’ chiaro che l’obesità e il Parkinsonismo sono effetti collaterali dei neurolettici. Ed è anche chiaro che, prima di parlare di colpe e di omissioni, bisogna pensare alla gravità della patologia, nella cui storia naturale compaiono comportamenti esplosivi (agitazione e aggressività) gravissimi. Ma, come dice Mauro Leoni, quanto della sedazione chimica è stato usato al posto di un approccio educativo secondo le linee guida internazionali? Non si puo’ non condividere quanto scritto da Mauro “Spesso questi interventi sanitari sono slegati dall’intervento educativo e dalla compliance famigliare e non rispettano le linee guida internazionali sul razionale d’uso degli psicofarmaci in genere e nel caso della sedazione. Tradotto, quello che in cui frequentemente ci si imbatte è: “cocktail” di farmaci, frequenti ricorsi a terapie di natura sedativa-contenitiva, riduzione delle opportunità di stimolazione tipica-normtiva e comunitaria, crollo delle aspettative, evitamento di qualsiasi natura (fisico, sociale, culturale). qualsiasi sviluppo in tal senso risulterebbe inefficace se non ci fosse un parallelo e significativo incremento della conoscenza, competenza, organizzazione, per l’intervento integrato-multidisciplinare che sappia agire consapevolmente sulle variabili comportamentali e ambientali” E così, pur vedendo le mie studentesse affrante e desiderose di sentire una risposta negativa alla loro domanda, ho dovuto rispondere che anche in Italia è così, e Mauro ce lo conferma. L’incontro tra professionalità diverse, di cui questo forum è un esempio, fa sperare che si formino gruppi multidisciplinari stabili e competenti per affrontare le emergenze comportamentali dello spettro autistico in modo da affrontarle con strategie sinergiche: comportamentali, ecologiche e farmacologiche, senza che vengano dati farmaci là dove altre strategie possono essere efficaci, e dando i farmaci solo dove essi sono necessari nel dosaggio e per il tempo necessario, evitando che, per forza d’inerzia, ogni prescrizione sia una condanna a vita. PS Alcuni stralci del documentario “Elle s’appelle Sabine”, la cui regista è la sorella della protagonista, Sabrine Bonnaire, si possono vedere su youtube http://www.youtube.com/watch?v=qyp97e_MWKI&feature=related http://www.youtube.com/watch?v=b2zDwgEn_Xchttp://www.youtube.com/watch?v=WDY... http://www.youtube.com/watch?v=iLAGnlA9bVo http://www.youtube.com/watch?v=jq9zyv-WErI