il 18 novembre a Monteveglio (BO) anteprima del film "Pulce non c'è"
Nel settembre 2009 è uscito il libro “Pulce non c’è” http://www.einaudi.it/libri/libro/gaia-rayneri/pulce-non-c-/978880619907 A pagina 2 sta scritto “I fatti e le persone che abitano queste pagine, liberamente ispirati a vicende reali, sono trasfigurati dalla fantasia della protagonista Giovanna: la sua voce, l’unica attendibile all’interno del romanzo, deforma e distorce, cosi che la sua storia potrebbe non essere mai accaduta, o accadere in continuazione” Dopo la pubblicazione del libro, che ha avuto un meritato successo, l’autrice ha rinunciato alla riservatezza, ha parlato in prima persona della vicenda raccontata nel libro, tragicamente vera. Lei è la sorella di Pulce, sottratta per nove eterni mesi ad una famiglia affettuosa e competente per un’accusa di abuso basata unicamente sulla Comunicazione facilitata Se è vero che dagli errori si puo’ imparare, questo libro è una miniera di insegnamenti e dovrebbe essere letto e meditato da tutti i professionisti che hanno in cura delle persone fragili. I genitori di Pulce, benché entrambi medici, sono affascinati dalla premessa che sta alla base della Comunicazione Facilitata: che cioè la loro bambina sia, contrariamente alle apparenze e a quanto ritenuto sino a quel momento, intelligente e capace di comunicare in modo ricco e raffinato con una persona che le guida la mano sulla tastiera del computer. I professionisti della Sanità e della Scuola rinunciano ad aprire gli occhi ai genitori abbagliati dalla grande illusione. Accontentare, anziché educare, è molto più facile. Senza nessuna resistenza accettano che Pulce passi le ore di scuola a riempire videate di computer con pensieri complessi e profondi, che tutti sanno non essere suoi. Quando poi con la CF viene scritto che il padre abusa delle figlie, gli insegnanti, senza nessuno spirito critico, contrariamente all’evidenza (il padre è un medico di famiglia amato e stimato da tutto il paese) denunciano la cosa ai servizi sociali che immediatamente rapiscono la bimba a scuola e la sottraggono alla famiglia per nove lunghissimi mesi, durante i quali il padre ha l’interdizione assoluta di fare anche solo una piccolissima visita alla figlia disabile prigioniera di un Istituto. Qui emerge un altro fantasma mai sopito: le colpe dei genitori. Perché i servizi sociali accettano con tanta facilità questa accusa basata sul nulla? Perché il terreno culturale nel quale sono cresciuti lo favorisce. La brutta favola delle colpe dei genitori non è mai tramontata. Gli epiteti più infamanti sono stati riservati alle madri “frigoriferi, castratrici, mortifere, tossine psicologiche, abusive, kapò” ma la favola si estende alla coppia genitoriale. E così, sulla base di un pensierino scritto da un facilitatore, inizia la tragedia nella tragedia: l’allontanamento di una bambina gravemente disabile da quella che è la maggiore risorsa per ogni bambino, tanto più se disabile: la famiglia Il libro è uscito nel 2009 e ora esce il film. Il contenuto è purtroppo ancora attuale, come dimostrano le polemiche venute a galla dopo la pubblicazione delle linee guida ISS, che hanno evidenziato come la credenza che i genitori siano causa o concausa dell’autismo sia tutt’altro che sopita. Il film “Pulce non c’è” sarà nelle sale cinematografiche in primavera, ma verrà proiettato in anteprima il 18 novembre prossimo a Monteveglio(BO) alla presenza dell’autrice nell’ambito di una manifestazione che ANGSA Bologna organizza insieme al Comune di Monteveglio . La manifestazione, che si svolge nella sala centrale del paese, è rivolta a tutti i cittadini di buona volontà, ma credo che anche gli addetti ai lavori possano trovare dei motivi di interesse. Tutto è gratuito e per chi viene da fuori c’è anche l’opportunità di visitare luoghi suggestivi dal punto di vista naturalistico e storico. Per i particolari rimando al link http://www.angsaonlus.org/monteveglio2012.pdf
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daniela marianicerati